martedì 25 settembre 2018

Giocattoli

Qualche giorno fa sul blog di Riccardo si parlava dei Mondiali di "Italia '90", le famose "notti magiche" sulle note del duo Nannini/Bennato e, casualmente, mi sono venuti in mente dei giocattoli, che si chiamavano "bomberini", con i quali da piccolo ho "inventato" un'infinità di partite di calcio sul pavimento della mia camera. Il più delle volte includendo assieme a loro, per arrivare a giocare 11 contro 11, anche qualche giocatore improvvisato tra un Power Ranger, un Cavaliere dello Zodiaco e affini.
E poi ho pensato subito alla canzone di Fabrizio Moro, credo molto poco nota, che trovate a fine post: un pezzo che affronta con straordinaria efficacia e delicatezza secondo me un tema come la crescita ricordando, appunto, i nostri giochi d'infanzia, all'epoca compagni inseparabili e oggi, invece, chiusi in qualche scatola polverosa riposta nel sottoscala o in soffitta, oppure smarriti chissà come e dove.
L'abbinamento è stato praticamente immediato ed automatico per due motivi: il primo beh, è che nell'ultimo periodo ho ascoltato tantissimo Moro, che scrive secondo me testi veramente belli e sa toccare nel profondo l'interiorità di chi si predispone nel modo giusto ad ascoltarlo. E' stato una bella sorpresa, per quanto alcuni pezzi "scuotano" veramente, anche troppo.
E il secondo, concretissimamente, è che ho realizzato che, come canta lui nel suo pezzo, quei "bomberini" si trovano proprio "chiusi in una scatola dove l'avevi messi tu", dove "tu" nel caso specifico sono "io".
Così, oltre a mettermi in testa di andare presto a recuperarla quella scatola, perchè mi è venuta un'incredibile voglia di riscoprire ciò che contiene, ho iniziato a pensare che, ed è proprio così, i giocattoli ci accompagnano per quell'iniziale, e fondamentale, tratto della nostra vita, ci stanno accanto nei momenti più felici come in quelli più bui, sono sempre lì, pronti per una nuova avventura a qualsiasi ora del giorno o della notte, senza stancarsi mai, senza avere mai di meglio da fare. Poi però, crescendo, finiscono improvvisamente ai margini.
E questo pensiero "dispiace", perchè per quanto sia naturale, inevitabile, direi anche giusto che le cose vadano in questo modo, che il percorso di ognuno di noi ci porti via da quel mondo lì... vedendola da un altro punto di vista è come rendersi conto di aver perso, per sempre, qualcosa.
Perchè avere a che fare con loro era la più libera espressione di una passione, era un gioco, un’occasione, un’avventura ogni giorno nuova, speciale. Un universo da colorare, una partenza quotidiana verso il mondo della fantasia, un viaggio da condividere con dei piccoli amici, tanti sogni da fare e storie sempre nuove da vivere e da inventare.
Può darsi che sia una visione "esagerata", ma secondo me è come se ai nostri giocattoli avessimo, all'epoca, affidato oltre al nostro cuore anche un pezzo del nostro destino. E certamente dentro di loro c'è tantissimo della nostra storia, di quello che eravamo e, probabilmente, molto di quello che siamo ancora oggi.
Per questo motivo pensare che nonostante ciò li abbiamo dimenticati, ammassati dove neanche ricordiamo... in una certa misura mi mette tristezza.

Voi che ne pensate? e quali erano i vostri giocattoli preferiti? oggi sapete dove si trovano? li avete custoditi gelosamente o persi nel percorso delle vostra vite?

Fatemi sapere, io comunque ho deciso che, prima o poi (perchè quella scatola so dove si trova ma è a circa una 60ina di km dalla mia abitazione attuale, quindi non immediatamente raggiungibile), una partitina con i "bomberini" (assieme a quanto di altro ritroverò là dentro, per arrivare a completare le due squadre, come tanti anni fa) me la rifaccio sicuramente... anche soltanto per il tempo di un sorriso :)


".. I giocattoli conoscono chi sei ma fanno finta di essere ciechi,
sotto la plastica hanno un cuore e una vita che non vedi.
Qualcuno muore, qualcuno invecchierà per sempre
e non lo troverai mai più,
dentro a una scatola dove l'avevi messo tu .."

Alla prossima!

mercoledì 12 settembre 2018

Ritrovarsi all'improvviso...

E' sempre particolare ri-presentarsi alla porta di qualcuno dopo tanto tempo, specie poi se questo avviene improvvisamente, in modo inaspettato, senza nessuna telefonata di preavviso e dopo un lungo silenzio.
Perchè non sai bene cosa dire, cosa sia più giusto fare, puoi sentirti imbarazzato o, semplicemente, poco a tuo agio nell'esporti così tanto per poi scoprire, magari, di esser stato, anche giustamente, dimenticato dal padrone di casa.
Ma, a seguito di tante valutazioni e tribolazioni, ho pensato che l'unico modo per "ricominciare" fosse, semplicemente, farlo, senza preoccuparmi quindi più di tanto di dare eccessive spiegazioni o delle altrui reazioni.
Garantisco però che tornare a scrivere qui è stato un passaggio molto, molto complicato, probabilmente perchè il mio animo in questo lungo periodo è stato particolarmente inquieto ed altalenante, e anche se più di qualche volta mi ponevo l'obiettivo di scrivere un post, o di rispondere almeno a qualche commento, poi... semplicemente, non ce la facevo, perchè purtroppo arrivava qualcosa di sempre più grave a fiaccarmi, e a togliermi tranquillità e buoni propositi. Un paio di post si sono persi così, mio malgrado.
Ho anche pensato, e so che è stupido ma è successo veramente, che scrivere mi "portasse male" poichè, andando a vedere le date dei miei ultimi post, tristemente ad ognuno di essi (in cui, peraltro, scrivevo ogni volta che, forse, le cose stavano andando leggermente meglio) è corrisposto qualcosa di estremamente negativo accaduto subito dopo. Perciò ecco, un simile stato di cose ha reso maledettamente impegnativo poter ritrovare quella leggerezza per me necessaria, direi anzi pure indispensabile, per poter comunicare nel modo che preferisco, così ho di fatto lasciato stare.
Tutto questo succedeva circa 14 mesi fa, mentre venivo totalmente risucchiato da quanto accadeva attorno a me, da quel buco nero fatto di ansie, dolore, sofferenza, paure, allarme continuo ed estremo che mi ha portato a svariate corse folli e poi giorni, mesi interi in ospedale per stare accanto ad alcune delle persone a me più vicine in assoluto. Persone che, purtroppo, ho in rapida successione perso. Tutte.
A metà degli anni '90 uscì un film che all'epoca ebbe grande successo con Hugh Grant, il titolo era "Quattro matrimoni e un funerale". Beh se invertite i numeri "quattro" ed "uno" di questo titolo, ecco quello che mi è capitato. Insomma, ho perso tre nonni, tra cui quella che immensamente ho amato e di cui tanto spesso vi ho parlato, e un padre che... era ben più di questo nome, perchè regalatomi non dalla biologia ma dall'amore sconfinato frutto di 27 anni di vita assieme. E quello non si può comprare, se non lo si ha già dentro.
Ciò detto, ho voluto spiegarvi per correttezza cosa sia realmente accaduto per portarmi a scomparire, ma qui mi fermo preferendo non dire nulla di più in merito perchè, pur se potrei scrivere post su post su tutto questo (e avevo, all'epoca, anche pensato di postare qui i lunghi elogi per loro che ho scritto e condiviso durante le tristi funzioni), ho realizzato che non è quello che voglio dal mio ritorno qui, ammesso poi che questo mio pezzo segni, realmente, un ritorno effettivo, cosa che al momento non posso garantire.
Ne approfitto quindi per scusarmi con i tanti di voi che, all'epoca dell'ultimo post e poi nei mesi successivi, mi hanno lasciato commenti ai quali non ce l'ho fatta a replicare. E' una cosa cui tengo veramente, ho sempre risposto ad ogni commento che mi veniva lasciato, anche mesi dopo, ma quelli di quel post... sono rimasti e rimarranno così, dal momento non c'è proprio nulla di adatto che, oggi e allora, vi potrei o avrei potuto rispondere.
Spero lo capiate, e soprattutto che, lo ribadisco con forza, vogliate scusarmi per questa mia mancanza nei vostri confronti.
E' che sono passato dal sentirmi annegare in una pozza di sangue nero al ritrovarmi smarrito pur stando con la testa poggiata sul mio cuscino, bloccato da pensieri intrisi di oscurità e disperazione, come all'interno di una foresta avvolta da una nebbia che si infittisce passo dopo passo. Mi sono spezzato, frammentato e ricomposto così tante volte da aver perso la cognizione del tempo, come fossi in balìa di una forza centrifuga in grado di farmi girare senza sosta, senza permettermi di uscirne.
Impossibile non sentirsi come sul punto di affogare, in un totale annichilimento dei sensi. E altrettanto impossibile, appunto, è stato trovare la forza per essere qui, o almeno, quella necessaria per esserci davvero.
Oggi, però, proviamo a ripartire, come sto cercando di fare anche per altri aspetti della mia vita: non so se ci riuscirò, ma quantomeno vedo che la buona volontà riesco a mettercela, e questo è credo un buon inizio.
Quindi riparto da quella e da alcune nuove foto che ho posto vicino al mio schermo, dalle quali cercherò di trarre non più malinconia ma, spero, forza e ispirazione. E poco importa se sono di persone che ho stampate dentro al cuore, che conosco quindi perfettamente anche senza dover guardare nulla di "concreto": è bello vederle lì perchè mi raccontano coi loro visi tanti anni, meravigliosi e felici, in un momento. E' importante perchè mi ricordano profumi antichi e perchè hanno, tutti, gli occhi veramente belli.
Una di loro in particolare, poi, ce li aveva più belli di tutti, posso giurarlo io che ho avuto il privilegio di averci guardato dentro per così tanto tempo, e di potermici anche specchiare.
E l'altro beh, ogni volta che ci poso gli occhi mi rendo conto che, per me, lui era un vero universo. Un amico, una certezza, una sicurezza. La bontà fatta persona, la premura, la saggezza, e la causa di una grandissima parte dei sorrisi che ho fatto nella mia vita, oltre ad avermi trasmesso i valori più importanti che porto dentro.
Questo è quello che penso adesso, guardandoli, e che conservo dentro al cuore. E mi auguro che cercare di vederla così mi aiuti a fare di meglio, ad essere migliore, e finalmente a reagire a tutto questo. Magari cominciando da un ritorno qui.

Si, voglio tornare ad essere felice, e per farlo può autarmi molto scrivere i miei post, quelli da dedicare a chi ho nel cuore, che sono insieme la cosa più intima e la cosa più pubblica, anzi di più: diventano così intimi proprio perché sono pubblici o, viceversa, diventano qualcosa che è di tutti proprio perché sono esclusivamente miei, tuoi, nostri.
Per me è questa la miglior ideologia possibile: quella che permette di essere felice rendendoci gli altri, quando le tue parole, le tue azioni, le tue sensazioni trasmettono qualcosa di bello a chi le "riceve", e magari sa e vuole, poi, restituirtelo a sua volta.

Non faccio promesse per non far la fine del marinaio, ma... vediamo se ci si riesce... ;)



Alla prossima!

giovedì 13 luglio 2017

I Miei Anni '90

Torno a scrivere e lo faccio con un post assolutamente leggero, ho finalmente un pochino di tempo per farlo e visto che molti bloggers che seguo hanno già partecipato all'iniziativa nata da questo post di MikiMoz mi sono detto "perchè non farlo anch'io?".
L'unica differenza è che parlerò degli anni '90, dal momento che essendo nato alla fine degli '80 potrei dire veramente molto molto poco di quel periodo, e poi comunque ho visto che in tantissimi hanno già fatto questa "variazione sul tema" quindi mi accodo e mi faccio le regole da solo :) Spero possa essere un modo simpatico per continuare a conoscerci sempre meglio, o almeno una lettura non spiacevole per chi vorrà affrontarla ^^

MUSICA: Gli anni '90, almeno per me, musicalmente avevano due soli nomi: 883 e Queen. Entrambe passioni ereditate da mio cugino Massimo, più grande di me di una decina d'anni, che abitava nella casa a fianco della mia e con cui quindi trascorrevo tantissimo tempo: gioco-forza ho ascoltato a ripetizione sia i primissimi pezzi dell'allora emergente Pezzali che i meravigliosi brani di Freddie Mercury. Ovviamente parliamo di due mondi per sonorità diversissimi, però per motivi diversi il fascino della voce perfetta del frontman dei Queen e le loro sonorità si sposavano comunque bene, almeno all'interno del mio mondo, coi brani più "terra terra" del buon Max, il cui pregio principale a mio avviso era l'essere particolarmente capace di descrivere con testi mai banali le emozioni dei ragazzi della sua generazione, al di là della vocalità. Insomma, se Freddie era la perfezione vocale, oltretutto cantando in una lingua per me ancora sconosciuta all'epoca, gli 883 erano invece quanto di più comprensibile ci fosse, e in molti dei loro pezzi, crescendo, non di rado riconoscevo questa o quella situazione della mia vita.
Ricordo ancora perfettamente l'enorme bandiera raffigurante Freddie sul palco durante un concerto di fine anni '80, comprata a Castel Sant'Angelo e appesa per anni nella mia camera, come pure la primissima musicassetta ("La dura Legge del Gol") e il primissimo CD ("Gli Anni") degli 883 comprati coi miei soldini, quando si pagava in lire ^^

CINEMA: Del cinema in quegli anni non ho tantissimi ricordi, principalmente andavo a vedere cartoni animati della Disney con mia mamma. Anche se avevo tantissime videocassette a casa, quindi decisamente più spesso li vedevo lì. Ho però un ricordo estramamente nitido, del 1996, quando andai a vedere "Space Jam", il film dei Looney Tunes con Michael Jordan. Credo di ricordarlo così bene perchè è stato il primo (e unico) film che ho visto con mio padre. Ricordo che venne a prendermi alla scuola elementare, prima dell'uscita normale (io facevo fino alle 16:30, il tempo pieno), e che ero tanto emozionato perchè non era mai capitato, e perchè all'epoca volevo tanto che mi volesse bene e soprattutto non lo vedevo davvero mai (come poi è stato per tutta la mia vita). Mi ricordo anche che mi prese la bomboniera gelato e che poi mangiammo un panino da Burghy, e c'era la sorpresina proprio del film Space Jam. E va be...

FILM: Nettamente "Ritorno al Futuro". Il mio film preferito, ne ho parlato qui tante e tante volte, in differenti occasioni. Ho davvero divorato le cassette con la saga completa, successivamente ho comprato anche diversi cofanetti DVD, oltre a gadget, memorabilia ecc... Poi si, ricordo anche altri film dell'epoca, pure molto belli, ma per distacco non può che vincere la trilogia di Spielberg, mi ricordo che giocavamo anche a scuola, alle elementari, ad inventarci viaggi nel tempo in cui cambiare la storia... Un film che è davvero entrato nella mia vita e nel mio cuore, ed una passione che spero quindi di condividere e soprattutto di saper trasmettere, quando sarà, a chi verrà... :)

COMICS: In quegli anni ho letto con grande piacere il manga di "Dragon Ball", fu una lettura molto appassionante, ricordo benissimo le serate con la lucina accesa per scoprire come evolveva la (lunghissima) storia. Ho letto anche "Capitan Tsubasa", ovvero la versione giapponese del cartoon "Holly e Benji", poi "I Cavalieri dello Zodiaco" e diversi altri titoli.

GIOCHI: Ricordo di essere stato un appassionato fan di "Forza 4" e di "Indovina Chi", come pure del "Trivial Pursuit", dei giochi della Sapientino e affini.

VIDEOGAMES: Amiga 500 e Commodore 64, di proprietà di mio fratello, furono alla base della mia storia da video-gamers. Poi arrivarono altre e più performanti console, ricordo distintamente la primissima PlayStation, alla fine degli anni '90, con il gioco di calcio "Winning Eleven" rigorosamente in giapponese, ma bellissimo ^^ Da lì è iniziata la mia fase "tossica" per questo tipo di saghe calcistiche, ma almeno avevo un certo talento e mi ha garantito, negli anni 2000 però, tante ore di divertimento con gli amici cui, ancora oggi, mi capita con nostalgia di ripensare.
Ah, al pc poi ero molto appassionato di due giochi in particolare: "Scudetto", ovvero il manageriale di calcio che poi è diventato "Championship Manager/Football Manager" (dove Maurizio Ganz segnava a raffica ^^) e soprattutto il game rompicapo "Monkey Island", un gioco secondo me meraviglioso e mentalmente stimolante ambientato nel mondo dei pirati, che ho giocato in tutte le versioni successive.

TELEVISIONE: Della tv ricordo diversi programmi "culto", da "Scherzi a parte" a "La sai l'ultima?", passando per "Paperissima" o "Forum". Poi ricordo che mi piaceva vedere "Che fine ha fatto Carmen Sandiego" nel fine settimana, credo fosse all'interno di un contenitore mattutino su RaiDue, era un programma dove bisognava investigare svelando dei misteri, e si potevano vincere viaggi in tutto il mondo. Mi piaceva poi guardare lo sci con mio nonno, erano gli anni di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, e lui era davvero molto appassionato, quindi ero felice di trascorrere del tempo con lui anche in questo modo.

CIBO: Io ho sempre mangiato tutto ^^ Ricordo particolare dell'epoca non può che essere legato al Nesquik, di cui andavo matto, come pure agli ovetti Kinder dei quali collezionavo le sorpresine, agli Yoyo della Motta, alle merendine Kinder Fetta al Latte ecc... In generale, quindi, ricordo come credo è anche normale che sia il "reparto dolci", anche se mi vengono in mente anche le pizzette che faceva in casa mia nonna, e che tanto mi piacevano.

LIBRI: Il libro che meglio ricordo, letto sul finale degli anni '90, è quello che racconta la storia del soldato Ryan, da cui poi è stato ripreso l'omonimo film con Tom Hanks: lo trovai veramente interessante, avvincente, coinvolgente. Prima... ricordo i libri per bambini, molti gialli e molte storielle a lieto fine.

SHOPPING: Beh, a quell'età di shopping ne facevo poco, o meglio, lo facevano di fatto altri per me ^^ Anche se mi lasciavano molta scelta ed infatti ricordo una felpa in particolare che utilizzavo molto spesso, o le prime magliette sportive cui ero tanto legato, anche perchè all'epoca praticavo diversi sport quali basket, pallavolo e calcio. Perciò non ho ricordi particolari di uno shopping da me auto-finanziato, se non appunto i già citati acquisti di musicassette e CD degli 883.

LOOK: Oggi porto i capelli abbastanza corti, non cortissimi ma comunque sempre mai oltre una certa lunghezza (infatti a breve dovrò ri-tagliarli, ma questo c'entra poco ^^). All'epoca, invece, li tenevo decisamente più lunghi, soprattutto poi nel periodo delle scuole medie, quando avevo anche la riga al centro ^^ Poi ho cambiato strada, però ho qualche foto del periodo e mi fa sempre sorridere rivederle. Per il resto, ho sempre vestito abbastanza uguale nel tempo, indossando cose non troppo strette nè particolarmente sgargianti come colori.

LIFE: Di sicuro erano anni sereni, spensierati, davvero leggeri. Pieni poi d'amore, di persone che oggi non ci sono più e che invece all'epoca erano costantemente con me, di risate, di... cose belle, sostanzialmente. Ho trascorso una bellissima infanzia, al di là del discorso legato al mio padre biologico non posso lamentarmi di nulla, e credo che tutta la serenità che chi mi amava e ancora oggi ama mi ha dato sia stata determinante per rendermi come sono. Ho poi tanti ricordi di amicizia, di attività sportive, di viaggi con la famiglia... anche qui, tutto molto bello.

RICORDO DELL'EPOCA: Difficile sceglierne uno, veramente. Potrei dire i momenti con nonna, perchè li ricordo tutti e perchè sono un qualcosa di estramemente dolce e puro che... anche solo ripensarci un momento mi fa stare bene, mi ricorda quanto mi faceva sentire amato, quanto mi ha insegnato, quanto ci divertivamo insieme. Oggi, però, voglio citarne anche un altro, e cioè quando Walter veniva a prendermi a scuola: tutti i giorni, dalle elementari fino alle medie, lui era lì, mi aspettava, mi faceva ridere, mi riportava a casa e poi dopo i compiti a giocare in parrocchia o al vicino parco. Oggi, per motivi che non dirò, voglio fare questa menzione speciale, per ricordare non tanto a lui quanto a me stesso che l'amore è qualcosa di immenso, che va oltre la biologia, il DNA ed i cognomi. Ecco, proprio sulla base di questa riflessione, io comprendo tantissimo di quanto sto vivendo oggi, di quel che ho fatto e sto facendo, di ciò che il mio cuore mi fa sentire, provare, in questo periodo dove, forse, posso riuscire a "rendergli" indietro un pochino del tantissimo che lui ha dato a me.
Come foto finale del ricordo, perciò, utilizzo questa fatta nel nostro primo viaggio assieme, all'Italia in Miniatura. L'ho sfocata di proposito perchè come sapete non amo condividere mie fotografie, e anche un po' per poter, così, conservare il ricordo solo per me.


Alla prossima... :)

sabato 17 giugno 2017

... che a volte basta prendere la vita così com'è ...

Torno a scrivere e lo faccio con un post "esteticamente" diverso dal solito, perchè si dividerà a livello tematico e anche proprio visivo in due parti.
La prima, pur avendo valutato l'opportunità di non comprenderla, sento che "devo" mettercela perchè tagliarla via, dopo i post precedenti, sarebbe incoerente, ingiusto ed irrispettoso.
E poi soprattutto perchè mi va di spendere, pur nella difficoltà e nella tristezza del momento, qualche parola per una persona che è stata per me importante e speciale, cercando di farle un piccolissimo e umilissimo omaggio.
Qualche tempo fa gli dedicai la prima metà di un post, questo, ma sicuramente non fu, e non è, abbastanza.
Il secondo blocco di questo mio scritto, invece, racconterà di qualcosa di bello e, sicuramente, più in linea con ciò che io sono solito e amo scrivere, visto che nonostante gli accadimenti negativi sono riuscito a ritagliarmi qualche giorno per stare finalmente bene e in tranquillità dove e con chi volevo essere. E, questo, mi ha aiutato tantissimo, permettendomi di tornare a sentirmi bene dopo tanto tempo e ad affrontare così in modo migliore ciò che, di lì a poco, sarebbe purtroppo accaduto.

E allora, cominciando dall'inizio, è davvero difficile trovare qualcosa di sensato da dire, soprattutto da fare, nel momento in cui non si può più fare nulla: probabilmente bisogna soltanto portare fiori, stringersi ai propri cari e condividere ricordi preziosi, anche se servono soltanto per l’attimo di un sorriso in un deserto di ferite. Ma se i fiori nascono per morire, i ricordi invece sono destinati ad aleggiare in eterno nel vento, e a non esaurirsi mai.
Così realizziamo che i giorni che quei ricordi hanno segnato sono i nostri, e che per questo non è immaginabile una fine: attraverso di noi resteranno sempre, mentre il tempo continua a scorrere ed a segnare le nostre vite.
In questo modo, dentro quel momento in cui è sembrato finire tutto, si celebrerà l’ennesima alba, l’ennesimo inizio. E così, tra qualche tempo, magari a guardarlo, a ripensarci, tutto questo sarà meno doloroso, al pensiero che porta dentro di se il sapore della rinascita. Anche se, ovviamente, adesso crederci sembra impossibile ed accettarlo fa quasi male.
Sono abbastanza grande ormai per sapere che a volte non basta nemmeno l’amore più grande per sconfiggere le "maledizioni". Ed infatti in questa occasione non è bastato. Ma proprio per questo motivo, allora, una ragione ci dovrà pur essere per spiegare tutto. Perché in fondo c’è sempre una ragione. C’è, e anzi spesso è persino evidente.
Chi ama davvero trova la sua ragione di sentire, di amare, anche nelle giornate più nere. E si, razionalmente questo è andare oltre la logica, ma è anche vero che l'amore stesso già di suo la supera, questa logica.
Perchè l'amore è qualcosa di gratuito, di sincero, qualcosa di cui non potresti fare a meno nemmeno volendo. Ed è così tanto difficile dire che cos’è un amore che quasi ci riesci meglio quando stai male, quando hai subito l’ingiustizia, la cattiveria, il dolore.
L’amore è senza calcolo, e la sua forza risiede nel cuore delle persone, nelle loro parole e, a volte, anche nelle loro lacrime. E allora vale la pena di crederci, anche quando tutto sembra scoraggiarti dal farlo.
Ci sarebbero davvero tante altre cose da dire in merito ma realizzo che non serve farlo, perchè questa storia ormai sta direttamente in cielo, non appartiene più a questo mondo e perciò non è il caso di aggiungere ulteriori parole. A parte un "grazie", un "ciao" e un "ti voglio bene e te ne vorrò sempre".

Andando quindi oltre, come è opportuno fare in tutti i sensi anche perchè le difficoltà, prima, erano più di una e l'altra, purtroppo, perdura e va ancora affrontata, veniamo alla seconda parte del post. Che parla di bellezza e grandezza.
Per me la grandezza, quella vera, sta in chi riesce a farsi vedere, ad esserci, anche nei momenti più bui, nelle occasioni più difficili. Magari mostrandosi solo dal buco piccolo, piccolissimo, di una serratura, come fosse un puntino luminoso in una notte oscura e scontata. Un ufo in questi tempi tristi, uno schizzo d’artista.
E il miracolo non è che questo accada dopo milletrecentonove giorni, piuttosto lo è realizzare come lo faccia ogni volta in maniera sempre più forte, capace di stupire per intensità persino gli stessi protagonisti. E lo ha fatto in questi miei ultimissimi giorni, con il riserbo di chi, appunto come un disco volante, attraversa il cielo di notte cercando di non farsi identificare.
Ma passa, c'è, e con quello stesso riserbo mi ha sussurrato le parole perfette. E, credetemi, ha un sapore davvero speciale quello che mi ha lasciato dentro, addosso.
Perciò anche all'ufo, e quindi a Lei, io dico "grazie": grazie per gli abbracci, grazie per le emozioni, grazie per ogni singolo momento trascorso insieme e per... adesso.
Perché si vivono davvero pochi “adesso” nella vita, io invece da quasi quattro anni a questa parte ho avuto la fortuna di collezionarne tanti, ed in ognuno di essi tu ci sei. Tu che alle mie domande dai sempre la più bella delle risposte, che è il tuo sorriso, che è la tua risata.
Roba da filosofi. Ed io filosofo di certo non lo sono, però so quello che sei tu: una persona buona, felice, con gli occhi vivi perchè illuminati dai colori accesi della tua anima e dalla leggerezza della gioventù che incarni perfettamente. Però hai anche un grandissimo peso specifico in te, un non so che di sicuro, che mi dà tranquillità e anche molte certezze. Alcune più che evidenti, altre che lasci invece solo intravedere. Ma sono certe anche quelle certezze.
Ed io, in questo momento più che mai, mi ci aggrappo e affido con piena fiducia e convinzione. In loro come in Te.


Alla prossima... :)

giovedì 1 giugno 2017

Tanto Tempo Fa

Ciao a tutti. Ci ritroviamo dopo circa tre settimane dall'ultimo post e mi pare giusto dare qualche segno di vita, soprattutto perchè i vostri messaggi sono stati tanti, belli e per me importanti, e allora mi sembra il minimo aggiornarvi su quanto accade da queste parti.
E accade che si rimane sostanzialmente ancora in attesa, anche se almeno adesso, FORSE siamo un pochino meno "in allerta" di prima. Che può sembrar poco mentre, invece, è una differenza di una certa rilevanza.
Poi si, mancano altre svariate analisi, diversi risultati, presumibilmente futuri interventi non di poco conto di "sistemazione", però... quantomeno, FORSE (è bene ribadirlo) c'è la possibilità di riportare alla normalità, almeno in parte, qualcosa.
Perciò, su questa base, un pochino meglio di tre settimane fa potrei azzardarmi a dire che va. Sicuramente però mi porto dietro, addosso, proprio in faccia, una stanchezza incredibile, dal momento che, veramente, dallo scorso 26 aprile ad oggi non ho più riposato bene nemmeno un solo giorno, ed in molte occasioni si può anche togliere il "bene" dopo la parola "riposato".
A questa considerazione lego il titolo del post, mi pare davvero trascorsa una vita da prima di quella notte tremenda, da quelle giornate sicuramente impegnate e piene ma non "consumanti" come quelle che si sono materializzate da quel giorno in avanti, in cui i pensieri, le paure e lo stress mi hanno piuttosto logorato.
Il tutto, tra l'altro, mentre ho dovuto portare avanti i miei impegni di sempre, ho infatti presentato la mia sceneggiatura e altri due progetti video non da poco... insomma, non ho potuto nemmeno permettermi il lusso di staccare, almeno, dal resto, anzi ho incontrato un periodo "di fuoco" anche sotto quel punto di vista.
Ah, in mezzo c'è stato anche il mio compleanno, e se già non è mai stato un evento da me amato/atteso particolarmente, viverlo quest'anno così... è stata una vera mazzata. E sono pure diventato allergico a qualcosa che gira ultimamente nell'aria, non mi da tregua e non mi aiuta certo per nulla... :(

Ma sono ancora qua, ho "retto" e oggi siamo a giugno. Questo conta e a questo mi aggrappo adesso, augurandomi che, messo maggio alle spalle, potrò avere un mese più "umano" che mi aiuti a liberarmi dei segni che, inevitabilmente, questo ultimo periodo ha lasciato dentro di me.
In questo senso, qualcosa di programmato tra non troppi giorni da oggi penso potrà rappresentare una vera "manna", dal momento che andrà a riavvolgere il nastro e a ricomporre i pezzi di ciò che sarebbe dovuto avvenire proprio nel periodo in cui scrivevo qui quell'ultimo post. Non so poi se sarà uguale a come sarebbe stato, ma mi piace pensare che potrà esserlo e, magari, regalarmi anche di più.
Soprattutto poi perchè, dopo, avrò tante cose importanti da fare in brevissimo tempo, un percorso da cercare di terminare al meglio, quindi un "jolly" di energia e carica positiva mi sarebbe più che mai utile.

Perciò, dopo questo aggiornamento doveroso, la mia speranza è di poter riprendere, quanto prima, a pubblicare i miei post "classici", anche perchè so quanto bene mi abbia fatto e faccia scriverli, e allora se riuscirò a farlo vorrà dire che, attorno a me, sarà tornato, finalmente, un po' di sereno.
E' quello che voglio fare, veramente.

Alla prossima :)