lunedì 10 aprile 2017

" ... E forte un brivido sfiora la pelle ..."

Ciao a tutti.
Ritorno a scrivere un post, oltre che per salutarvi, per informarvi che, mentre parallelamente tutto è rimasto "immoto" (che può essere da una parte un bene, dall'altra meno), nel frattempo ho terminato di preparare la prima stesura della sceneggiatura del mio cortometraggio.
Ora, fermo restando che non ho l'aspettativa che possa portarmi soldi, riconoscimenti o scatti di carriera, mi rimane comunque intanto la soddisfazione di essermi finalmente preso il rischio di farlo, e di aver quindi provato la gioia di aver portato a termine qualcosa che da tempo desideravo fare e l’emozione di averla creata.
D’altronde si ama davvero qualcosa, o qualcuno, quando ti metti in gioco per lei/lui, quando "fai" concretamente: non c’è amore se non lo dai, se non lo dici, se non lo canti, se non lo mostri, se non rischi.
Adesso quindi tutti i miei pensieri sono rivolti ad un evento che avverrà (per fortuna!) molto molto presto: l'abbraccio che non vedo l'ora di dare alla persona per me più speciale.
Non sono ancora lì ma già lo vedo: sarà un lungo abbraccio senza proferir parole, che sembrerà dirle "fermati, stai qua, adesso abbiamo da fare".
Un momento senza fine, lungo il tempo infinitesimale del gusto, dell’attimo prima dell’attimo, mentre tutto quello che c'è attorno resta come in attesa.
E' in queste occasioni che si fanno, si "sentono", le differenze, quelle vere. Perchè ci sono delle grandi differenze nella vita, non tutte le cose sono uguali e certe non potranno proprio mai esserlo. Del resto, ogni cosa si può datare, ma alcune non si possono proprio spiegare.
In genere tengo raramente gli occhi chiusi, sono anzi uno che tende ad averli sempre ben aperti, ma sono sicuro che in quel momento ormai prossimo lo farò: per vedere il buio e poi la luce. Il buio è come un pozzo, quando ci finisci dentro ci puoi trovare di tutto. Ecco perchè, quando viene squarciato dalla luce, l'effetto è fortissimo, ed io ho proprio bisogno di provarlo quell'effetto lì.
Un abbraccio speciale per avvertire in tutta la sua forza, in questo momento dove per me è tremendamente importante "sentire" qualcosa di potentemente positivo, la definizione perfetta di cosa vuol dire essere al sicuro, al proprio posto nel mondo, appartenere a qualcosa che si è creato con tanto impegno ed amore.
Nel momento di quell'abbraccio, senza emettere alcun suono "urlerò" tutte queste esigenze: con gli occhi chiusi, mentre la controparte sarà magari lì che guarda tenendo i suoi ben aperti, scambiandoci quello che ognuno di noi ha dentro, nel profondo.
E, non so perchè, nell'immaginare tutto questo ho pensato al mare: il mare infatti è l’unico grande riferimento geografico, se sai dove si trova lui sai sempre dove sei tu. Lo si cerca quindi per collocarsi nello spazio, e quando non lo si vede ci si sente automaticamente meno sicuri. Ecco, ho pensato che il mare sia, in fondo, una questione di fiducia, un po' come l’amore. Perchè pensateci, quando lanciate un pallone nel mare, lui alla fine ve lo riporta sempre. Quel che gli dai lo ricevi in cambio.
Mi piace allora applicare un pensiero del genere all'amore. È come fondare un orizzonte, come un darsi per sempre a qualcosa e a qualcuno. Se si riesce a trovare questo in un rapporto è davvero grandioso, e più che un valore diventa una garanzia: di felicità, di futuro. Diventa qualcosa con cui puoi costruire le fondamenta della tua casa, per quanto è solido.
Mi sento perciò fortunato ad averlo questo mare, questo riferimento, questa certezza. Nel mio caso specifico è piccola (di statura, non come certezza), esile, timida, un tempo era bionda oggi invece castana, ma sempre con "tracce" di quel biondo. Ha due occhi grandi che ti danno retta quando capiscono che c’è qualcosa da capire, o qualcosa per cui vale la pena starti a sentire. E cerca di farsi spazio nel mondo non accorgendosi però, ancora, che con la sua testa e le sue qualità il mondo ce l'ha già ai piedi.
Insomma, ho tutto ma in questo momento mi manca quel tutto. Per fortuna però quell'abbraccio è ormai vicinissimo, pronto a sbocciare come un piccolo germoglio, mentre un brusìo suggerisce alle orecchie e al cuore le parole giuste da dire ma che, come detto, non servirà far uscire.


Alla prossima :)

martedì 21 marzo 2017

Colpi Bassi

Ciao a tutti. Mi ritrovo a scrivere nuovamente dopo oltre un mese, non è un qualcosa cui sono abituato e, infatti, me ne rammarico non poco. Purtroppo però esistono cose più grandi di noi, senz'altro di me, e ammetto che, questa volta, scrivere l'ennesimo post "positivo" di autoconvincimento come, ultimamente, ho spesso fatto, non mi è proprio riuscito. Ho tentato ma niente da fare.
Questo perchè, appunto, pur essendo quello il mio modo di essere, di fare e di affrontare le cose, e pur credendoci veramente eh, ci sono situazioni, momenti, che vanno "oltre", che riescono a fiaccare anche la più sentita delle buone intenzioni, la più ottimista delle persone.
Senza scendere nel merito, è un periodo molto difficile per delle persone a me vicinissime, purtoppo più di una, come se una perfetta "legge di Murphy" si fosse presentata all'improvviso facendo andare nel verso sbagliato più situazioni possibili. E visto che non si tratta di me ma di altri, di affetti e figure importantissime, direi fondamentali, nella mia vita, trovare un modo per gestirle, per non lasciarsi condizionare, è davvero difficile.
Mi ci trovo dentro e quindi le vivo perchè altro non posso fare, non mi è possibile tirarmene fuori nè tenerle lontane dai miei pensieri, così le affronto al meglio che posso anche per le persone che le stanno subendo in prima persona, per dar loro man forte visto che, più che mai, adesso questo a loro serve. Di rimando capirete però che ovviamente è complicato per me, qui nel mio spazio, venire a parlare come se nulla fosse, scrivere i miei post pieni di positività come ho sempre fatto. Perchè stavolta "ballano" cose troppo importanti, e allora esce fuori quell'istinto di conservazione credo normale, umano: se per le cose belle sono sempre il primo a voler condividere, in questo caso... preferisco la riservatezza. O comunque, sapendo che non riuscirei ad escludere quello che vivo in negativo dal mio modo di scrivere estremamente positivo... mi trovo in una condizione di blocco.
Per questo motivo, visto che tutto ciò va avanti da circa un paio di mesi buoni, ho preferito non proseguire con una serie di post incentrati sullo stesso concetto e tema, anche se poi scriverli mi è stato utile, mi è servito per andare un pochino più avanti di volta in volta, ma alla lunga... ho capito che non era il caso di continuare in quella direzione, o meglio, lo ho "sentito".
Perciò mi scuso con voi se ultimamente sono mancato qui e nei vostri spazi, sappiate solo che è successo per cause più grandi di me, e che il non esserci è stato, ed è, per me davvero un dispiacere, visto quanto ho sempre amato dedicarmi a questo spazio, interagendo con tutti voi e accrescendo così, post dopo post, stima vera, assolutamente autentica, nei vostri confronti.

Non posso quindi dirvi che ri-scriverò a breve, di certo però spero di farlo, augurandomi che quello che sta accadendo attorno a me si possa un po' ricomporre lasciandomi il tempo e la serenità necessari per poter fare le cose che ho sempre fatto e che mi piacciono, e che ultimamente ho dovuto trascurare per affrontare questa situazione.
Certo, per onestà vi dico che non la vedo così probabile questa "condizione", in ogni caso ci tenevo a fare un attimo il punto, anche nel rispetto di chi, ultimamente, mi ha lasciato messaggi a post precedenti per chidermi se tutto andasse bene. Purtroppo non ci va, almeno non per me, ma vista la vicinanza tra me e queste persone il tutto ricade comunque nelle mie giornate, nei miei pensieri e nella mia serenità, in un periodo poi dove, per assurdo, parallelamente sono immerso in diversi progetti lavorativi impegnativi come realizzare un videoclip per un giovane cantante, terminare la sceneggiatura di un lungometraggio da me ideato, girare un web-documentario potenzialmente proponibile alle principali piattaforme del settore... insomma, ammesso che ce ne sia poi uno eh, era di certo il momento meno adatto per vivere tutto questo. E senza dubbio mai prima, nella mia vita, ho vissuto qualcosa del genere.
Ma detto questo ok, schiena dritta e sguardo comunque alto, proviamo a reagire perchè è l'unica cosa sensata da fare. E allora per quanto riguarda gli impegni che devo portare avanti mi rimboccherò le maniche cercando di far tutto, anche perchè il mio futuro "sento" passerà moltissimo per l'esito di questi lavori e quindi è necessario fare e dare il massimo, per non avere poi rimpianti.
Ovviamente se le cose "attorno" andassero meglio mi aiuterebbe non poco, ma non può essere così adesso perciò, assodato questo, non voglio sprofondare, non posso, e probabilmente non devo. Per me e non soltanto.
Poi... lo vedremo poi.


Alla prossima

sabato 18 febbraio 2017

"... Si Incomincia Dalla Sera ..."

L'amarezza non è mai bella, però a volte racconta tanto. Innanzitutto ti ricorda che non esistono bacchette magiche nè uomini della provvidenza che vengono a far svoltare le cose: tutto si guadagna, tutto si conquista, sempre.
Allo stesso tempo ti fa capire quanto spesso, troppo spesso, nelle cose della nostra vita ci troviamo ad indossare camicie di forza del pensiero e del cuore.
Senz'altro una violenza cui veniamo sottoposti o, a seconda dei casi, sottoponiamo gli altri, dimenticandoci che dove c’è emozione non dovrebbe mai esserci violenza, e che questa infatti nasce sempre quando si interrompono le emozioni.
A quel punto è quasi inevitabile cedere alla reazione, di sicuro umano, ma è anche ciò che ci fa andare a nostra volta dalla parte dell’errore, nel torto. Azione e reazione sono i nostri poli, i nostri limiti, e rappresentano il concetto della differenza, ma spesso finiscono entrambi per confondersi nel medesimo errore di fondo.
In qualche maniera, comunque, credo sia "sano" ogni tanto andare in apnea, mischiarsi alla terra, ripartire prendendo prima fiato e poi la rincorsa per farlo. È un’accettazione della realtà, e quando si fa così si costruisce sempre qualcosa di importante, si riesce ad andare avanti. Diversamente non rappresenterebbe che qualcosa di estemporaneo, un picco emotivo, una casualità propria di chi non ha costrutto nè centro, di chi non sa dove vuole andare e nemmeno da dove viene.
Una situazione negativa, insomma, può essere un patrimonio se la trasformi in qualcos’altro, se prendi quel dolore e ci metti le mani dentro e ne "senti" le lacrime, anche quelle inghiottite. In poche parole, se c’è l’ombra è perché c’è il sole, e anche una nuvola carica di pioggia ha i suoi contorni d’argento. E allora anche nelle cose che inizialmente ci appaiono come negative alla fine si possono trovare dentro elementi positivi, talvolta addirittura cose bellissime, da cui rigenerarci come estenuanti arabe fenici.
Perché, a pensarci bene, tutto ciò che non ci ha convinto di ieri può essere esattamente quello che ci potrà confortare domani. Quello che per assurdo poi ameremo di più, quello che farà la differenza.
L’attaccamento, quello vero, non è solo un modo di dire ma un vero e proprio fenomeno fisico, l’appartenenza un DNA non trapiantabile. Quando sono veri, tutto il resto passa in secondo piano.
E allora possiamo accettare anche tranquillamente di "perdere" in alcune occasioni, quel che conta è avere sempre dentro una grande voglia di vita, che è l’unica ricchezza che non si perde, mai.
Un po' come la sera, che torna puntualmente alla fine di ogni giornata, anche della più turbolenta, e fa sembrare tutto più dolce, e sempre meno grave.


Alla prossima... :)

venerdì 10 febbraio 2017

"... Come Una Canzone Arriva a Chi La Vuole ..."

Arcobaleni, nevicate, mari sconfinati dei quali non si riescono a scorgere i limiti all'orizzonte. Esistono dalla notte dei tempi e non finiscono mai, sono come una sopravvivenza, un qualcosa che si mantiene sempre e comunque vivo malgrado i malgrado. Come le emozioni.
Alcune volte non è facile tirarle fuori anche se, per assurdo, dentro di noi si accumulano e non si placano. Probabilmente succede perché in quelle occasioni di mezzo c’è qualcosa di infinitamente grande che quindi, proprio per la sua immensità, non riesce ad uscire. Stare in silenzio in questi casi diventa quindi una conseguenza naturale, quasi inevitabile, comprensibile.
Che poi il silenzio non è da tutti nè per tutti, infatti non è sempre facile trovarlo attorno a noi. Spesso è sinonimo di pazienza, umiltà, capacità di ascoltare e di osservare. Anticamera per riuscire ad essere migliori. In altre occasioni, invece, è figlio della timidezza.
Da persona non timida, ritengo che la timidezza sia un piccolo capolavoro, di sicuro certe lo sono. E' come fosse un lasciapassare per poter entrare senza far rumore in altri mondi, e il rossore è il segno che li si sta attraversando, una specie di prova fisica che porta l'emozione dall’interno all’esterno, dal cuore alla pelle, non viceversa. Del resto si dice che chi è timido lo è perché un po’ vive in un mondo tutto suo.
Come detto io non sono così, al limite semmai appartengo, quando e se mi riesce di star zitto, ai silenziosi della prima categoria. Però qualcuno così, un piccolo grande capolavoro, io lo conosco, e anche bene.
Qualcuno che pensa che le cose importanti non si dicono così, e che a volte addirittura non si dicono per niente. Perchè le cose più grandi, quelle più vere, se le tiene nel cuore. Però c'è qualcosa che le rivela comunque all'esterno, benissimo: gli occhi.
Lo vedi dagli occhi quel che hanno visto i suoi occhi. Quello che sanno, quello che sentono, quello che potrebbero raccontare ma non faranno, quello che annunciano. Qualche volta mi ci perdo e mi viene da pensare che siano un "furto". Alla fisica, all’arte, al tempo, che nel mio fissarli rimane sospeso tra il possibile e l’immaginabile. Quasi si ferma, e in questa "sospensione" c’è tutto. Tutto ciò che celano, tutto quello che li riempie.
C'è poco da fare, quegli occhi più passa il tempo e più diventano grandi, trasparenti e belli. Belli come la bellissima persona che li "anima", che quando non parla è solo perché crede che le parole a volte possano portare a malintesi, mentre agendo non puoi mai venire frainteso. E quando agisce infatti è come scoprire una splendida isola, anzi di più, un sistema solare.
E' uno squarcio, una pennellata che colora il cielo, un dall’alba al tramonto nel giro di un sorriso per poi vivere un’intera fantastica giornata.
E allora non importa se le cose più importanti se le tiene talvolta strette, se ciò che conta davvero lo conserva al sicuro in quel suo cuore che è grande uno sproposito, un’enormità: attraverso quegli occhi vedo comunque tutto quello che ho bisogno di sapere e di riconoscere, come quel futuro che vi scrutai incredibilmente sin dal nostro primissimo incontro.
Come un libro che all'inzio apri quasi per caso ma che poi non riesci, non vuoi più chiudere. Uno di quelli di cui ti innamori e quindi ci pensi bene poi a dove riporlo in casa. Magari molto in alto nella libreria, o in una cassaforte presa appositamente, o perchè no, direttamente in banca.
Ma alla fine no, le cose veramente importanti non possono essere tenute in un punto difficilmente raggiungibile, in una cassaforte o in una banca: vanno vissute, vanno fatte. E tantissimo c’è infatti da fare.
Per noi, per la cosa più bella e più seria che c’è, visto che non esiste nulla di più bello e più serio di un grande sentimento.
Che va rispettato e coccolato, visto cosa rappresenta e che nomi porta.
Una sineddoche: dici "lui", dici "Noi". Dici "io", "te" e quindi dici "Noi".
E' lì che sta quell'immensa forza che non serve rivelare nè spiegare, ma solamente vivere.



"... e io mi affaccio nei tuoi occhi,
c'è un universo in te, una luce solo tua ..."

Alla prossima :)

sabato 28 gennaio 2017

"... Il Vento Che Ti Aiuta Con Un Soffio a Far Tornare Il Sole ..."

Col tempo mi sono convinto che certe cose indesiderate si verifichino appositamente, che determinate situazioni non capitino mai a caso. Si, non può proprio essere altrimenti.
Parlo di quelle consuetudini che diventano quasi un "classico", di quelle ciclicità che, di riffa o di raffa, alla fine si ripetono sempre, ogni volta uguali a se stesse e mai diverse, portandoci via, non richieste e non volute, serenità.
E così si finisce per sprecare e guastare scioccamente tanto del nostro prezioso e tempo, la cui importanza troppo spesso bistrattiamo, o almeno trascuriamo.
Ciò nonostante rimango convinto che le difficoltà possono vessarti anche all'infinito eppure insistendo e sapendo tener botta tutto è superabile, e tu raggiungi comunque i tuoi obiettivi, o almeno quelli che desideri di più. Anzi, forse è proprio per questa ostinatezza che li raggiungi.
Perchè c’è sempre un cielo sopra le nostre teste, c’è sempre un cielo dovunque, sopra chiunque. Anche se a volte è nero come il nero dei capelli, come il nero delle sciarpe intorno al collo, come il nero degli abiti. E poi sempre più dentro, fino al nero che è l’unico colore che si riesce a vedere nei momenti bui.
Per venirne fuori, in quei casi, mi hanno insegnato che bisogna prima guardare dritti davanti a se, non verso l'alto come invece sarebbe più istintivo fare, perché è quaggiù che c'è da correre, sgobbare e faticare per ridare il giusto colore al nostro personalissimo cielo. Proprio quello lì, quello temporaneamente bruttarello, inutile per tante cose, sciagurato.
Convinzione ancor più grande, direi assoluta, è che chi mi ha trasferito questo modo di essere, e di fare, merita un posto particolare. Nel cuore, nel punto più profondo e inattaccabile.
E mentre ci penso riavvolgo il nastro della memoria ed eccomi là: ci siamo, ci sono io, lì, giovanissimo, che da lei imparo e inizio a sperare. E ci sono di nuovo io, qui e oggi, non più così giovane e pienamente consapevole di tante cose. Ma che, comunque, ancora spero.
Molto spesso si ha a che fare con personaggi aridi, senza prospettive, mancanti di un' identità particolare e poco capaci di dimostrare sensibilità.
Per fortuna io, con lei, non ho conosciuto nulla di tutto questo, anzi ogni sua parola mi catturava, mi coinvolgeva, mi permetteva di imparare e di conoscere sempre qualcosa di più, attraverso quello stile poetico, sofisticato e al contempo genuino. Ogni sua frase, ogni concetto che elaborava avrebbero benissimo potuto essere aforismi. Tutto questo si presentava a me come un dono, impacchettato con cura ma anche con grande semplicità, persino un po' fragile, di quei regali da scartare premurosamente.
Quanto amavo parlarci! e quanto non potevo proprio aspettarmi che, all'improvviso, tutto questo non sarebbe più stato possibile. Metaforicamente, è stato come dire “a domani amico mio” ad una persona che si è abituati a vedere tutti i giorni e poi... finire per non rivederla più.
Purtroppo però le avversità della vita, le malattie in questo specifico caso, sono infime ed infami, nonostante ciò lei non si è comunque mai ritrovata alla periferia dei miei pensieri e ricordi. Di quelli degli altri forse si, ma dei miei assolutamente no, e questo mai accadrà. Anche se, certo, da allora tutto è stato, ed è, infinitamente diverso.
Shakespeare però scriveva che "esiste una speciale provvidenza anche per la morte di un passero". Allo stesso modo allora mi piace (o mi "aiuta") immaginare che, da qualche parte, quando verrà quel brutto giorno esisterà almeno un immenso premio per lei. Solo suo. E le verrà finalmente restituito tutto ciò che le è stato tolto permettendole così di tornare, felice, a ricamare parole e regalare sorrisi come solo lei sapeva fare. Magari in mezzo a tante, tantissme margherite, i suoi fuori preferiti.
Per quanto riguarda me, mi auguro soltanto di riuscire a restare sempre ricco dei grandi sogni che lei mi insegnò ad inventare. Lo spero perchè mi accorgo che non sempre è facilissimo farlo, ma se poi penso a quella dolce persona che parlava con tutti con la stessa tranquillità ed intimità con cui ci si potrebbe riferire ad un amico di vecchia data... tutto mi sembra, ogni volta, molto meno difficile.
Insomma, e provo a concludere, desidererei davvero che attraverso di me sopravviva almeno un po' la grandezza di questa anima tanto delicata ed al contempo indistruttibile, che mi ha insegnato, tra le tantissime altre cose, che vale sempre la pena essere curiosi, mettersi in discussione, e soprattutto credere nel positivo. In noi e negli altri.


Alla prossima!