venerdì 9 novembre 2012

E' già domani

Da qualche settimana mi "gira in testa" questa canzone di Mario Venuti, cantante secondo me molto interessante, profondo e raffinato troppo poco pubblicizzato e conosciuto, ma del resto il mondo cantautorale, tranne rarissime eccezioni, comporta e anzi quasi presuppone questo essere "di nicchia". Perchè alla fine, piuttosto che un bel testo sensato, stilisticamente valido e magari pure accompagnato da una strumentazione di buon livello, fa decisamente più "presa" mettere un ritornello monotono su una base pre-registrata facile facile, farlo cantare da uno/a con un bel faccino se serve anche editandone poi al meglio in studio la voce non eccelsa e via così, si vendono milioni di dischi, in fin dei conti, di musica di livello infimo, le Radio quindi "passano" quei brani lì e i pezzi interessanti vengono quasi del tutto ignorati. E questo è un peccato, davvero, perchè evidenzia la grande superficialità sia di chi ascolta musica che di chi la produce, però è anche un pò lo specchio della nostra società dell'apparire, del produrre per consumare il massimo e al massimo, più che dell'inventare, del creare, dell'immaginare, del fare le cose per il solo gusto di farle, quindi prima di tutto per condividere e non solo per tornaconto. E potremmo (forse dovremmo) parlare meglio di questo, ma sarebbe un discorso davvero molto, molto lungo da estendere al sociale, perchè purtroppo anche le situazioni lavorative, come pure la maggior parte delle nostre relazioni con gli altri, si basano più sull'apparenza che sui veri "contenuti" delle persone, si privilegiano immagine e, il più delle volte, "convenienza" piuttosto che dar valore alle idee, alla personalità e all'identità del singolo. Perciò soprassediamo, pur sapendo che da dire sull'argomento ce ne sarebbe proprio tanto, e andiamo ad ascoltare insieme questo bel pezzo.


Pur se in alcune parti un pò "estremizzato", credo che più di qualcuno, e mi ci metto io per primo, possa ritrovarsi, rivedersi, in queste parole, in una situazione come quella che descrive la canzone, magari non per forza oggi ma, sicuramente, nel proprio passato. Perchè ci sono, o ci sono certamente stati, dei momenti di riflessione nei quali ci siamo fatti domande come queste, o abbiamo vissuto sensazioni analoghe riflettendo sulle nostre esistenze. E ne parlavo proprio giusto ieri con un'altra cara amica, che peraltro mi ha comunicato che in futuro intende darsi al commercio delle marmellate quindi le auguro tanta fortuna (ma questa è un'altra storia ^^), possiamo anche riuscire a trovare l'equilibrio e la serenità con noi stessi, stare insomma benissimo nella nostra vita, sereni e tranquilli prendendoci così pienamente "cura" di noi, togliendoci sfizi e soddisfazioni "solo per noi"... però, appunto, ogni tanto viene da chiedersi se ci sarà invece un giorno diverso, un giorno "non solo per noi", non soltanto per noi stessi. In cui, insomma, fare qualcosa o vivere delle giornate da condividere pienamente con qualcun'altro, perchè alla fine non siamo fatti per star da soli, c'è poco da fare, l'essere umano è naturalmente portato a non bastare a se stesso, o almeno sicuramente non può farlo in eterno, forse perchè è vero il mito delle metà di Platone o forse perchè è stato, semplicemente, "progettato" così. Insomma, una volta che hai vissuto quella situazione, e hai poi per i più svariati e diversi motivi smesso di viverla, di farne parte, c'è poco da fare, puoi scegliere tutte le strade che vuoi, puoi auto-conservarti, tutelarti, riuscire anche a dimenticarla, divertirti senza pensare o quant'altro... ma alla fine sempre lì si torna, il nodo viene sempre al pettine, in un modo o nell'altro. E allora bisogna cercare il meglio per noi stessi, anche se dice bene Mario a un certo punto, "volere troppo è come non volere niente", non bisogna insomma pretendere chissà cosa perchè, purtroppo, difficilmente si trova, forse pure esiste, ma di certo senza impegnarci noi per primi c'è poco da fare, perchè le cose non cadono dal cielo e l'importanza delle persone non si scopre di sicuro subito, o "da lontano", ma soltanto mettendoci la faccia e, in questo caso, pure qualcosa di più direi... e mentre ci fermiamo un pò a pensare a tutto questo, alle cose taciute, a quel che magari vorremmo cambiare, anche "rischiare" in un certo senso... è già domani. Secondo me è davvero così, una metafora di vita perfetta oltre che tremendamente poetica :)
Alla fine della fiera, credo che l'importante sia cercare di trovare il compromesso fra ciò che è solo per noi (che è importantissimo mantenere!) e ciò che invece abbiamo necessità e voglia di condividere, chiaramente non con chiunque perchè altrimenti sarebbe poca cosa... e, una volta che si avesse la fortuna di trovare la controparte giusta (perchè, in fondo, inizio a credere che si riduca tutto a quello, alla "fortuna"), magari cercando di farlo entro... domani, quindi senza far trascorrere all'infinito il tempo rimandando così troppo oltre le cose, almeno non quelle davvero importanti :)
Credo sia questo il messaggio che, in fondo, ci da questa canzone, o almeno, quello che a me è sembrato di doverne trarre :)

Beh, per oggi è tutto direi, quindi a presto, buon fine settimana!

1 commento:

  1. Il progetto ti vorrei ricordare che prevede la sintesi di marmellate da parte mia e tua presso il mnastero di Padre Saccottino!!! :)

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