venerdì 18 gennaio 2013

Tana per.. Lance..

Dopo circa due settimane da "desaparecido" (si, me ne pento e me ne dolgo! ^^), rieccomi qua pronto a condividere con voi (?!) un nuovo post. Come scrivevo in precedenza, il nuovo anno ha effettivamente cambiato qualche prospettiva, soprattutto il mio modo di vedere alcune cose, magari anche persone.. insomma, pare aver portato delle novità, e di base questo è sempre un bene. Forse ne parleremo in seguito, probabilmente anzi. Ci sono state però anche notizie che invece, pur non coinvolgendomi e riguardandomi direttamente, avrei certo preferito non avere. Quella più importante è una cosa privata che riguarda una persona a me cara, cui mando un grande abbraccio, e che tengo per me, confidando che tutto possa risolversi per il meglio: ci vorranno forza e tanto impegno, ma non dubito che riuscirà a vincere la sua sfida. Per forza, deve essere così! :)
Posso invece parlare, dando in questo modo anche un impronta diversa al mio blog, dell'altra notizia che ho davvero poco gradito, e che riguarda un personaggio pubblico del mondo sportivo, Lance Armstrong. Più o meno tutti, anche i non appassionati di sport, nè avranno sentito parlare almeno una volta: ha sconfitto il cancro a metà degli anni '90 e, quindi, ha vinto sette (e dico sette) Tour de France consecutivi dal momento del suo rientro alle corse, diventando un simbolo del ciclismo e anche della lotta a quella terribile malattia. Insomma, una bella favola a lieto fine, di quelle da film: l'uomo che non molla, sconfigge il male più grande e trova quindi la forza extra per diventare anche una leggenda dello sport imponendosi sette volte nella corsa più difficile. Tutto bello, tutto giusto, se non fosse che, ieri sera... il buon Armstrong ha confessato (non senza motivo, c'era infatti in atto un indagine da tempo e i nodi stavano per venire al pettine, ha quindi preferito vuotare il sacco prima) di aver fatto uso di doping, di tutti i tipi e ininterrottamente, per tutta la sua carriera. Questo, per chi non lo sapesse, smentendo oltretutto se stesso visto che da anni, iniziati i primi sospetti, allontanava ogni volta con forza le accuse, anche indicendo pubbliche conferenze per professare, sdegnato, la sua innocenza. Del resto, come poteva aver commesso un errore tanto grave, un gesto così antisportivo, un uomo tanto eccezionale da aver creato una delle più grandi fondazioni mondiali per la lotta al cancro, la Livestrong, forte dell'enorme visibilità che la sua storia e le sue imprese sportive avevano avuto, oltre che di sponsorizzazioni milionarie (perchè chi non avrebbe voluto mettere a suon di milioni il proprio marchio addosso a un "prodotto" del genere? uno spot perfetto per ogni azienda!), un uomo che aveva vinto la battaglia più grande fuori dalle piste e che, quindi, era diventato un idolo, una speranza ed un modello per tanti, rientrando e vincendo più di chiunque altro. Evidentemente però, poteva eccome, e ieri sera lo ha confessato, a tutti, in diretta tv e con la sua stessa voce. La stessa con la quale, per anni, si difendeva dicendosi indignato da queste accuse, e trincerandosi dietro l'immagine di uomo pulito, di benefattore e di sportivo esemplare, indubbiamente vincente come nessuno ed universalmente noto.
Ora, non ne faccio discorsi di morale perchè non mi piacciono, e anche perchè tanto a farli ci sta già pensando un sacco di gente in questo momento, quindi non sottolineerò la mia indignazione, quella si legittima, nel pensare a tutte le persone che questo "falso eroe" ha deluso, dagli amanti del ciclismo ai malati di quel terribile male che lui stesso aveva sconfitto, che vedevano in lui qualcosa di molto più di quello che, realmente, ha adesso dimostrato di essere... nè penserò maliziosamente a tutti i soldi che si sarà fatto con i suoi libri, con il suo brand personale, con le apparizioni in tv e nei film, con le sponsorizzazioni faraoniche e, anche, con le vittorie immeritate sulle piste. No, voglio soltanto farne un discorso sportivo: credo che, nella vita ma nello sport ancor di più, non ci sia nulla di peggio di barare, di riuscire ad imporsi non per meriti propri, ma mediante truffe, sotterfugi, scorciatoie illecite e chi più ne ha più ne metta. Ecco, io voglio contestare "solo" questo al buon Lance, perchè qui ne ho pieno titolo, visto che con mio zio, grande appassionato di questo sport, per anni mi fermavo interi pomeriggi a seguire le gare di questo americano che sembrava un marziano, che si imponeva su tutto e su tutti nello sport che, in fondo, è la più perfetta metafora della vita (sempre in salita, sempre a faticare, spessissimo da solo) riuscendo ad appassionare, ad esaltare. Già, purtroppo anche io ho creduto in lui, anche io mi sono lasciato abbindolare da quella sfavillante immagine, falsa, di super uomo, e ne ho visto un esempio, uno splendido modello... e probabilmente è per questo che, oggi, tutto il fumo che mi e ci ha mandato negli occhi "brucia" così tanto.
Il resto, quello che riguarda la sua coscienza, la sua anima... lo lascio a lui e a chi con lui un giorno, "se sarà vero" (cit. De Gregori), se la vedrà faccia a faccia. Di certo, là, non potrà barare.

E allora, per concludere, tutta questa storiaccia mi ha portato alla mente una vecchia canzone dei Litfiba, perla del rock (quello vero...) all'italiana, ovvero "El Diablo", tratta dall'ominimo album del 1990: al di là del fatto che anche il titolo calza bene per Armstrong, è la frase che riporto qui di seguito, sotto al video, che più di tutto il resto trovo perfetta...



"... Tutta la storia è una grassa bugia,
tutte le vite, per primo la mia ..."

Alla prossima!

1 commento:

  1. sono d'accordissimo,Armstrong vergognoso e vergogna dello sport!

    RispondiElimina