venerdì 5 aprile 2013

On Sale!

Un recentissimo studio della Camera di Commercio ha ufficializzato che, mediamente, ogni giorno in Italia chiudono 1000 imprese: si, avete capito bene i termini, "ogni giorno" e "1000", non c'è alcun errore di battitura, purtroppo sono i freddi numeri di una situazione ormai davvero ai limiti del collasso. Beninteso, non stiamo messi bene noi ma neanche altrove si ride, la crisi è globale, la vecchia Europa c'è dentro praticamente tutta e anche negli altri continenti, in proporzione diversa, non se la passano certo alla grande. Ora, lungi da me volerne fare un post socio/politico perchè non ne ho sicuramente nè le capacità nè, soprattutto, le competenze, posso però esprimere sicuramente un parere da persona ancora mediamente (molto mediamente ^^) giovane che si ritrova in questo stato di cose, ed è assolutamente disorientata da ciò che vede attorno a se: per iniziare dall'osservazione più banale, il lavoro a dir poco scarseggia, anzi al momento è statisticamente più facile perderlo che trovarlo, e già questo basterebbe. Oltretutto, quel poco che c'è è quasi sempre estremamente "precario" e immancabilmente "temporaneo", "determinato", "subordinato" ecc... E se non c'è lavoro non puoi permetterti certo di "pianificare", "programmare" qualcosa, qualsiasi cosa, a meno che tu non sia un ereditiero oppure uno che agisce più di impulso che con la testa, "che poi una soluzione si trova". Non dico che dovrebbe essere come nei gloriosi anni '90, dove c'era un mare di soldi per tutti, con annessi sprechi epocali dei quali oggi, in periodo di vacche magrissime, stiamo pagando il pesante "tributo", quello sarebbe troppo, però rende l'idea di quanto, negli ultimi 15/20 anni, sia davvero cambiato tutto. I "rapporti di forza" si sono spostati verso oriente, e la cara Europa s'è accorta, tardi, di non potersene più restare in panciolle a vivere di rendita sulla sua comoda poltrona, di non essere più il "centro del mondo". Adesso lo sa, e anche noi "popolani", lentamente, ce ne stiamo (forse... perchè qualcuno per me ancora non ha realizzato...) accorgendo, per quanto chi di dovere finge bene che sia un momento, in fondo, non poi così critico come in realtà è. E intanto ti guardi intorno e vedi sempre più serrande abbassate, anche di grossissimi marchi nei più importanti centri commerciali che insomma, ok che con la crisi chiudono a Tor Pignattara, ci posso stare, ma quando inizia a sbaraccare anche il colosso mondiale, nel posto più importante e frequentato di Roma... è il segno che c'è davvero qualcosa che non va, e a grandi livelli. Ma poi, se ci pensate solo un attimo, quale che sia la vostra "bandiera" (ammesso abbia ancora senso averne..), assolutamente con sguardo quindi a-partitico, le ultime elezioni hanno dimostrato che nel nostro paese non ci sono, ora più che mai, nè unità d'intenti nè chiarezza, tanto in chi governa che nella popolazione stessa: questo accade perchè mancano certezze, l'essere umano, e il cittadino medio in generale, ha bisogno di certezze, di sicurezze, invece appunto al momento ti guardi intorno e vedi che tutto va allo sfascio, ti promettono questo o quello per restare attaccati alla poltrona ma tanto poi non cambia niente e, anzi, se possibile vieni tassato sempre più, che fra un pò arriva pure lo sceriffo di Nottingham a chiedere le tasse per Re Giovanni... essù! Col gallo con la chitarra che in sottofondo canta malinconicamente "...ogni città, qualche guaio ha...". Davvero, ho seriamente paura per il mio futuro, e dico mio perchè, per ora, non posso pensare più "oltre" di così nè poi, anche potendo, credo proprio che ci penserei perchè appunto pianificare qualcosa, attualmente, è peggio di un salto nel buio da bendati e con mani e piedi legati. E' triste, me ne rendo conto, ma purtroppo lo dice chiaramente l'evidenza. E certe volte, se mi fermo un pò a pensarci, mi rattristo molto perchè i giovani dovrebbero essere invece incentivati a pianificare, progettare, se vogliamo anche "rischiare" sapendo di cadere comunque se non in piedi, quantomeno quasi! invece qua se "rischi" (nel lavoro, in un investimento, in un rapporto) e poi va male, sei praticamente fatto, stai "con le pezze", come si dice dalle mie parti. No, dovrebbe essere data ai giovani la possibilità di crearsi la propria vita sin da subito, di fare esperienza, con le doverose certezze necessarie che invece questa società che sa solo prendere, e mai dare, al momento non offre minimamente. Progettare qualcosa oggi è tanto rischioso quanto, sembra, lo è per la società investire su qualcuno. E allora boh, io rimango perplesso e temo che prima o poi si arriverà ai forconi se continua così... ma speriamo di sbagliare, ovvio!

Ciò detto, spero di non avervi annoiato nè, soprattutto, magari "rabbuiato" con queste osservazioni intrise di amaro realismo, ma parer mio è sempre meglio saperle le cose, e poterci poi ragionare sopra con la nostra testa, piuttosto che vivere nella beata ignoranza, anche se per certi versi mi rendo conto che sia più semplice, senz'altro più comodo. Concludo quindi con una vecchia canzone di Bennato, scritta in tempi lontani e dal testo profondamente filologico che vi consiglio di non trascurare, che... ci sta direi benissimo in questo contesto di "dismissioni".


Alla prossima!

2 commenti:

  1. dispiace dirlo ma hai pienamente ragione!

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  2. ihihih il cantagallo di robin hood!!! divertentissima citazione!!! ciao marta

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