martedì 18 giugno 2013

Il Suono del Silenzio

Ultimamente abbiamo riso con Crozza-Briatore e con i consigli dei "grandi esperti" (?!) per contrastare il caldo asfissiante che, personalmente, già mi sta uccidendo... argh! :| Adesso però diventiamo un attimino seri, che ogni tanto "ci sta", e proviamo a trattare quindi un tema più impegnativo. Mi ha dato ispirazione un post trovato su un altro bel blog che seguo, io "italianizzo" il titolo, faccio mio il concetto, lo elaboro e... vediamo che viene fuori :)
E allora, parliamo del "suono del silenzio", ma non del bell' ossìmoro, della ricercata figura retorica, quelle sono cose per l'Accademia della Crusca. A me interessa comprendere bene l'essenza di questo pensiero, anche perchè ritengo che sia un qualcosa di assolutamente tangibile e riscontrabile nella nostra vita di tutti i giorni. Infatti il silenzio... cavolo se fa rumore, a volte anche assordante! E, chi più chi meno, tutti abbiamo senz'altro sperimentato come i momenti senza "suoni", in realtà, siano poi per la nostra testa molto più caotici di quelli in cui, invece, siamo contornati da mille rumori. Perchè il silenzio ti "bussa" alla porta e ti chiede il conto, ti fa riflettere su te stesso, sui rapporti, sulle persone, su dove stai andando e sulle cose in generale... insomma, è senz'altro più "martellante" di tanti rumori che in fondo si, magari stordiscono un pò, ma almeno distraggono e "coprono" il brulicare delle nostre idee, dei nostri pensieri. Pensateci e fateci caso, tantissime persone temono fortissimamente il silenzio, e pur di non restare sole coi propri pensieri si circondano di rumori, che possono essere la tv, la radio, la musica, o di svariati impegni che le sfiniscano portandole così a non dover poi fare i conti con se stesse. Molti di noi non sono nemmeno capaci di andare in giro senza le cuffiette nelle orecchie, proprio per non "rischiare" di restare mai soli. Poi per carità, non si può e nemmeno si deve sempre pensare, riflettere, sarebbe insano... ma non si può neanche aver paura di farlo ed evitarlo continuamente, credo io :)
A livello personale posso dire che, fortunamente, quando resto solo coi miei pensieri ogni tanto per scelta (visto che comunque è un qualcosa che mi piace, sono dei momenti miei che mi servono per riordinare le idee) e ogni tanto perchè semplicemente capita (in giornate dove magari tutt'altro volevi fare piuttosto che pensare e invece... il pensiero affiora dal nulla, da un ricordo, da un'immagine, e tu ci caschi con tutte le scarpe ^^), riesco alla fine quasi sempre a venirne a capo, anche se è pure capitata qualche notte insonne "spesa" dietro a mille riflessioni che mi affollavano il cervello. In un certo senso, comunque, questi momenti mi fanno sentire "vivo", perchè credo che nelle nostre esistenze debba esserci sempre un pò di tutto, nel bene e anche nel meno bene, non si può insomma pretendere di non avere mai un dubbio, un incertezza, un cedimento, o di non dover riflettere su nulla... anzi, fosse così, sarebbe pure un pò noioso, no? Saremmo tanti piccoli robottini senz'anima :) Vivere, o almeno vivere davvero, credo sia soprattutto una questione di "essere" ed "esserci", e appunto possiamo essere ed esserci, pienamente, solo se affrontiamo senza paura i nostri demoni, le nostre ansie, i nostri dubbi o, più semplicemente, noi stessi. Se abbiamo insomma più voglia di migliorarci che timore di affrontare la realtà, allora siamo già un bel passo avanti :)
Poi certo, è capitato, capita e capiterà sicuramente ancora di abbattersi in qualche silenzio di quelli davvero "pesanti", quelli opprimenti in cui ti ritrovi ad ascoltare il nulla attendendo ad esempio le decisioni di qualcun'altro, che non arrivano mai e che, nel loro silenzio appunto, ti danno comunque una risposta chiara... situazioni insomma dove il superamento di quello stato "immoto" non dipende purtroppo solo da te che, invece, in fondo vorresti solo andare avanti, oltre. Oppure quando rifletti sui cambiamenti che desidereresti tanto avvenissero ma, per diversi motivi, tardano ad arrivare, o a realizzarsi, quasi lasciandoti sfiduciato che, in fondo, possano mai avvenire. Probabilmente quelli sono i "silenzi" peggiori, quelli che ti mettono con le spalle al muro, ma anche in quei momenti, a guardar bene, una via d'uscita c'è, basta avere un pò di coraggio e soprattutto rispetto per se stessi, capendo che per tutto il silenzio che ci gira intorno e ci attanaglia, che sembra quasi paralizzarci in modo irreversibile mentre intanto il tempo scorre via, ci sono un mare di rumori, di sensazioni, di voci e di pensieri che aspettano soltanto noi per essere ascoltati e per affollare così, positivamente, la nostra testa, cancellando i silenzi. Bisogna insomma soltanto avere la forza di prendere in mano le nostre esistenze e decidere di voler rispondere a quei "vuoti" assordanti, che non ci servono e sicuramente non ci meritano, andando noi a riempirli scrivendo, facendo, componendo nuove storie, nuove melodie, su quaderni e spartiti ancora tutti da creare. Senza pause, senza pagine vuote :)

Beh, direi che è davvero tutto, quindi vi saluto lasciandovi "in dote" la famosissima canzone di Simon & Garfunkel. Affrontate senza paura il silenzio, e per quelli più "pesanti", beh... prendente voi il toro per le corna, come si dice, e rispondete al vuoto contrapponendogli la vostra voce, i vostri sogni, le vostre idee, senza paura: vedrete che lo squarceranno! :)

6 commenti:

  1. Sono diventata molto amica del silenzio. Adesso, dopo il dolore.
    Prima non sopportavo la sua presenza.
    Ora è gentile, e mi accarezza...

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    1. Sicuramente, come scrivevo, ci sono silenzi e silenzi. E, altrettanto sicuramente, un certo tipo di silenzi è anche utile averli, io stesso come detto a volte li cerco proprio :) Quindi penso sia un bene che, adesso, tu abbia cambiato la tua visione su di loro :) Altri invece non sono proprio nè utili ne positivi, e quelli si che vanno combattuti :)

      Grazie del tuo passaggio qui! :)

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  2. Tu pensa.
    Ho pubblicato un post su questo tema a partire da questa canzone pochissimo tempo fa.

    Ti saluto :)

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    1. E infatti il "bel blog che seguo" cui mi riferisco... era proprio il tuo! ;)

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    2. Perdono, vado assai di fretta in questi giorni. Ho una sorella maturanda e faccio acrobazie tra un greco quasi dimenticato ed una matematica impolverata.

      Ho letto per benino il post e ne sono rimasta entusiasta. Sono sinceramente colpita dall'aver mosso una riflessione così profonda con un post celebrativo di Samuel e dei miei silenzi.

      Oggi sono piena di silenzi e ne sono assordata. Preferirei una nube di intenso casino,di carne e messi. Credo che scriverò qualcosa proprio su queste ultime,mi hai portato alla mente una cosa :) ci alimentiamo la vena scribareccia, fa piacere :)

      Ti saluto, da oggi sono tua follower :)

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    3. Il Greco... quanti (dolorosi ^^) ricordi! :) Non la invidio la tua giovane sorella, anche se ormai ha finito dai :)

      Quanto al post, mi fa piacere che tu l'abbia apprezzato, ed è anche bello appunto che da un "suggerimento" altrui, come appunto è stato il titolo di quel post sul tuo blog, poi nasca altro, ci sia insomma una "reazione" successiva a una nostra azione, o in questo caso a un nostro pensiero :) Detto ciò, sarò ben lieto di leggere ciò che ti è venuto ora in mente, quando lo scriverai! :) E ti "followo" anche io a mia volta :D

      Ciao! :)

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