mercoledì 5 giugno 2013

La Fabbrica di Plastica

No, non è un tributo al caro "Cugino" Gianluca, seppure il titolo è liberamente ispirato proprio alla sua bella canzone del 1998 che è anche inserita alla fine di questo nuovo post. La fabbrica di plastica è una riflessione sul mondo di oggi, sulla realtà sociale che "omologa", o almeno cerca di farlo purtroppo riuscendoci il più delle volte, le persone, i gusti, anche le relazioni e i sentimenti, portandoci a volere/dovere assomigliare per forza a qualcun'altro, a qualcos'altro, per poter "star dentro" a questa distorta realtà. Pensateci un attimo, mi viene subito alla mente l'esempio delle pubblicità, avete mai visto pubblicizzare, chessò, un intimo femminile attraverso una ragazza "normale"? e per normale intendo una qualsiasi sanissima e carinissima ragazza che potrebbe essere una qualunque delle mie graziosissime amiche. No, lo stereotipo è la super modella, che invia quindi un messaggio di "imperfezione" a chi guarda quello spot, che fa sentire inadeguata magari anche chi in realtà non dovrebbe minimamente preoccuparsene. E allora la "massa" si omologa, cerca di assomigliare a quell'immagine perfetta lì acquistando prodotti di quella marca, o vestendosi come si vestono queste celebrità, alcune magari ricorrono pure ai ritocchini estetici... e così, quando vai in giro, se ti guardi bene intorno più o meno tutte le persone hanno lo stesso abbigliamento "omologato". Ma fosse solo per l'abbigliamento uno potrebbe anche starci, e invece no, sono "omologati" anche gli interessi, i discorsi, le relazioni... spopola il concetto "se ho questo sono felice, se non ce l'ho non lo sono" anche se poi, quella, non è felicità, è solo un surrogato, è solo apparenza: gente che spende e spande per ostentare se stessa (tipo quelli che comprano i chinafonini, copie "esterne" perfette degli ultimissimi i-phone, ma internamente col processore obsoleto del commodore 64 degli anni '80... però SEMBRA un i-phone, la gente lo vede e PENSA che lo sia, e allora va bene...), o che accetta compromessi nelle amicizie, magari frequentando persone particolarmente popolari solo per vivere nel loro riflesso, oppure tenendo su una relazione con un altra persona tanto per non sentirsi soli, senza cose "concrete" dietro, che dovrebbero invece essere la base di tutto... purtroppo mi capita sempre più spesso di osservare tutto questo, e anche di più, in chi mi circonda, e nella realtà dei nostri tempi in generale, e sinceramente è molto molto affligente e preoccupante. Ma non sarebbe più bello, e migliore per noi stessi e per la nostra società che probabilmente anche proprio per questo sta andando verso lo sfascio e l'appiattimento generale, essere pienamente, tutti, ciò che siamo, non omologarci alla massa e avere quindi idee, opinioni e valori tutti nostri da portare avanti? Probabilmente si, decisamente pure, però si sa che la scelta migliore è spesso quella più difficoltosa, e allora "chi me lo fa fare?", omologarsi, accettare le regole del gioco imposteci non costa nulla, essere una "identità" vera, invece, è faticoso anche solo a pensarci, e la "pigrizia mentale" che attanaglia quasi tutti noi quindi prende il sopravvento cancellando ogni tentativo di cambiamento.
Mi rendo conto io per primo che sia un post un pò disfattista eh, però purtroppo è ciò che penso, e come mi capitava proprio l'altra sera di dire ad un amico, io preferisco sempre far presente ciò che penso, anche se può risultare scomodo, piuttosto che "intortare" gli altri con le favolette, con quello che si vogliono sentir dire o, più semplicemente, con quello che "conviene" dire. E poi, credo che sia SOLO dalla piena consapevolezza di ciò che siamo e che abbiamo attorno che si possa magari, ognuno a modo suo, cercare di sistemare le cose, di cambiare questa realtà che non ci piace, probabilissimamente ci potremo riuscire solo nel nostro piccolo, solo per noi stessi e per chi magari ci è più vicino, però... già questo sarebbe molto, da soli possiamo far poco, ma insieme... nulla è potenzialmente precluso :)
E allora, il mio consiglio che vale 10 lire (come i ricordi cantati da De Gregori in "Niente da Capire" ^^) ve lo do (poi fateci quello che volete, anche nulla eh ^^), ed è di non perdere mai di vista l'importanza di affermare la vostra identità e di mostrarvi per ciò che siete davvero. Insomma, non cedete alla facilissima strada dell'omologazione, non accettate di scendere ogni volta a compromessi e non sentitevi "inadeguati" di fronte a niente e a nessuno: il vostro "valore" come identità unica e speciale è enorme, da "omologati" è invece quasi nulla... quindi non rinunciateci a cuor leggero! :)

Ciò detto, vi saluto augurandovi una buona seconda parte di settimana e lasciandovi "in dote" la canzone del "Cugino" che... credo sia una bella metafora che calza molto bene con l'argomento trattato qui oggi e proprio per questo, per non farvi perdere quei concetti, ho scelto la versione sottotitolata. Tralasciate la parte in spagnolo che è superflua, ma di video buoni coi sottotitoli c'era solamente questo e allora... ho fatto, qua si poteva senza problemi, un compromesso ^^


Alla prossima! :)

2 commenti:

  1. Gran bel pezzo :)

    RispondiElimina
  2. "Ho provato ad essere come tu mi vuoi
    tanto che sai in fondo cambierei.
    Ma son fatto troppo
    troppo a modo mio
    prova ad esser tu quel che non sei!"

    belloooooooo *_*

    RispondiElimina