martedì 28 maggio 2013

Quando ti capita...

... tra le mani una foto, una lettera, un qualcosa del passato e "bum", la tua mente va subito lì! Vi è mai successo? immagino di si ;) Ecco dalle mie parti non è cosa molto infrequente, anzi, e poco fa mi è capitato con un cd, piuttosto datato perchè parliamo del 2001 (anche se in Italia penso sia uscito l'anno dopo), che mi era stato regalato da un amico quando davvero ero poco più che un adolescente :) E allora mi sono tornate alla mente un sacco di cose di quel periodo, di ricordi con quel gruppo di amici lì o più in generale di quei tempi oggi così lontani, in particolare quelli legati alle canzoni di questo disco che, per un'estate intera, ascoltavamo spesso e volentieri... insomma, momenti di grande amarcord! ^^
E non vi nascondo un pò di nostalgia, credo immancabile e normalissima, per quel periodo spensierato, a ripensarci pare passata una vita e probabilmente lo è davvero, però ecco è bello guardarsi indietro potendolo fare col sorriso, con piacere, e a me è successo proprio questo, quindi va benissimo così :)
E allora a questo punto "condividiamo" la canzone principe di quel disco, quella che ci piaceva più delle altre (anche se pure "Blurry", molto diversa come sonorità, era apprezzatissima), quella che il mio amico suonava alla chitarra (lui che ne era capace, io al massimo suono il campanello di casa ^^) o che mettevamo a tutto volume nello stereo dell'auto di chi all'epoca era già "motorizzato": sicuramente la ricorderete, è "She Hates Me", ovvero "Lei Mi Odia", un bel rock scanzonato tipico delle band di quegli anni e adatto ai gusti dei ragazzini che, appunto, allora eravamo :) Tra l'altro, cercandola ora per condividerla, ho trovato anche la versione con la traduzione italiana, che mai avevo notato e... per diverse cose è un testo che, sorprendentemente, "ci sta", ci si può ritrovare e rivedere qualcosa o qualcuno, e ormai sapete a me quanto piace questa caratteristica nella musica ^^ Anche se, oggi come ieri, la cosa più divertente era il video, che trovo sicuramente originale e spassoso, per quanto sia un'ovvia "americanata" eh, ma vabbè, l'importanza delle cose è data dal contesto delle stesse e, qui, questa serie di "deliri disperati" ci va benissimo :D


Molto bello poi il finale, dove lui dice che, in fondo, ha detto soltanto tutta una serie di cavolate, perchè in realtà soffre come un cane, e si dispera scappando via per il campo da football! :D Ehhhh, davvero altri tempi! :D
Vabbè, sperando che questo tuffo nel passato sia stato per voi piacevole quanto lo è stato per me, o almeno divertente, vi saluto dandovi appuntamento alla prossima! :)


martedì 21 maggio 2013

Il Tartarugo Esposito

Ciao a tutti, come andiamo? :)
Io qui ho una piccola novità, e cioè, mi sono ritrovato qualche giorno fa un bell'ovetto di tartaruga come quelli che vedete nella foto sul terrazzo della casa di mia nonna. Infatti, ne abbiamo due che vivono lì dagli anni 90' (la più grande in realtà addirittura dagli anni '80) e spesso e volentieri hanno fatto stagionalmente delle uova. Purtroppo però per un motivo o per l'altro non sono mai nate, questo perchè non avendo sfortunatamente un giardino in terra dove la natura fa, da sola, il suo corso, bisogna avere mille accortezze e tempistiche rapidissime che non sempre chi se ne è occupato conosceva, poi le uova stesse possono benissimo essere infeconde e, quindi, destinate a non schiudersi mai anche se viene curato tutto alla perfezione... fatto sta che erano un pò di anni che avevano smesso di farne e, all'improvviso... ecco lì l'ovetto! E allora, visto che un tentativo fatto bene vale la pena di farlo e che, oggi, sono pienamente consapevole e informato di come si può tentare questa "impresa", l'ho raccolto con delicatezza appena mi è stato possibile (spero solo non sia stato troppo tardi, altrimenti sarà tutto inutile...) e riposto con attenzione in una scatola velocemente preparata ad hoc con i giusti materiali isolanti, l'areazione opportuna e il terriccio giusto, augurandomi che questo serva a fare il "miracolo". Perchè appunto, sarebbe il primo nascituro di una lunghissima serie di uova e mi farebbe davvero piacere! Certo la vedo difficile, ho letto molto a riguardo e bisogna sperare in tante coincidenze fortunate affinchè questo ovetto si schiuda, ma almeno oh... ci proviamo :) Qualora nascesse, ho già deciso il nome: lo chiamerò Esposito, perchè era il cognome che si dava ai bimbi che venivano abbandonati... e visto che al 99%, ammesso che nasce, nasce maschio (per un discorso di temperature medie che non sto qui a spiegarvi, ma fidatevi ^^), avendolo appunto trovato fuori dalla casetta delle tartarughe (sempre da me costruita quest'inverno, molto bella tra l'altro ^^), mi sembra ci starebbe benissimo come nome :)
Ribadisco che sinceramente non mi illudo che si riesca a farcela eh, però vale sicuramente la pena provarci. E se a metà agosto/inizio settembre (i tempi di schiusa variano abbastanza) succede qualcosa nella scatolina... sarebbe proprio una bella sorpresa, e nel caso ve lo farò senz'altro sapere :)

Un saluto allora, e alla prossima!

martedì 7 maggio 2013

Storie e Pensieri Sotto La Pioggia

Un saluto e ben ritrovati! Ieri mi è capitata una cosa strana, o meglio sicuramente particolare, e allora mi va di raccontarvela. Pioveva di brutto come in questi giorni capita di frequente, io mi trovavo in auto bloccato nel traffico mentre tornavo a casa e.. non so, mi cade l'occhio su un uomo di mezza età che se ne sta seduto su una panchina sotto il diluvio come se nulla fosse: lo sguardo perso, indosso un lungo k-way impermeabile verde militare ma col cappuccio chissà perchè lasciato giù, come a volersi proprio prendere "apposta" tutta quella pioggia. E' una scena che cattura la mia attenzione, lui se ne sta lì, fermo, immobile, mentre intorno tutti corrono veloci per tornare a casa, o per trovare riparo sotto qualche portone o tettoia di fortuna: i clacson suonano, la pioggia batte sempre più forte ma lui resta dov'è come se nulla fosse. Per circa un paio di minuti non smetto di osservarlo e la scena non si modifica mai. Poi la fila si sblocca e quindi lo perdo ovviamente di vista, però è come se avessi scattato una fotografia di quel momento, di un qualcosa che poi in realtà a più o meno tutti non sarebbe mai nemmeno saltato all'occhio, eppure.. io c'ho fatto caso, e questo mi ha portato a farmi alcune domande: chi può starsene così, sotto la pioggia e senza riparo alcuno con lo sguardo malinconico perso nel vuoto? e soprattutto perchè? quale sarà la sua storia, il suo motivo? perchè per tutto c'è un motivo, al di là dei casi di "follia". Non so, magari era uno sbandato, anche se poi così "trascurato" in realtà non mi è sembrato, oppure qualcuno che stava passando un brutto momento e non si curava di null'altro.. tutto può essere. Fatto sta che tra una supposizione e l'altra mi ha fatto venire in mente questo splendido pezzo di De Gregori, secondo me tra i più belli in assoluto anche perchè forse tra i meno noti, o meglio, di certo meno celebre di altri suoi brani dei quali viene più automatico ricordarsi. Tratto da "Canzoni d'Amore", album del 1992, "Povero me" (questo il titolo del pezzo) mi sembra calzare perfettamente addosso a quell'uomo lì che se ne stava incurante sotto la pioggia, "senza nemmeno un cappello o un ombrello da aprire" con il "cervello in manette" a "vedere cose già viste" in mezzo a tutto quel rumore, che lui in realtà non sopporta ma lo preferisce al silenzio di cui ha ancor più paura. Solo, senza "nemmeno un amico qualunque per bere un caffè", immerso nei suoi pensieri che sono come "pezzi di vetro", magari pensando a un amore finito male, oppure a tutt'altro. Ho preso in presito solo alcune parti di un testo bellissimo che vi consiglio vivamente di ascoltare con attenzione, perchè ne vale davvero la pena: forse sarà triste, senz'altro, e pure parecchio sofferto, però la "forza" delle immagini e dei concetti che trasmette è potentissima, e poi... andando anche al di là della storia di quell'uomo lì che se ne stava sotto la pioggia, penso che ognuno di noi, in certe parti del testo ripensando a determinati momenti della propria vita, ci possa ritrovare più di qualcosa.


".. guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è .."

Alla prossima