lunedì 29 dicembre 2014

L'Anno Vecchio Se Ne Va

Le feste e i bagordi natalizi sono ormai alle spalle e con essi lo è praticamente anche l'anno 2014, pronto a finire in archivio tra appena un paio di giorni. Questo blog è "online" dal 2012, ma con mia sorpresa ho scoperto di non aver mai fatto un post di fine anno, uno di quelli in cui si traccia il bilancio di ciò che è stato sperando di tirar fuori più cose positive che negative e concludendo poi con qualche "buon proposito" per il futuro. E allora, anche se invèro non credo se ne sentisse tutta questa mancanza (ma fate finta di si, eddai... ^^), pongo rimedio e provo a cimentarmi.
E la prima cosa che mi risulta evidente è che, a dover cercare un aspetto negativo da dire sull'anno appena trascorso, io non lo trovo. Cioè si, potrei magari dire che c'hanno fregato lo Scudetto (e probabilmente anche nel 2015 accadrà lo stesso, ma vabbè ^^) e ho rosicato abbastanza visto che mi ci ero "fatto la bocca" dopo quel grande avvio, oppure che mi ero riproposto di fare un viaggetto che poi non ho fatto, ma sono davvero problemi questi? sono cose negative di quelle che contano davvero? No, non credo proprio, e pensarlo mi rende felice.
Felice come sono stato, appunto, ogni singolo giorno di questo 2014, felice come mai, felice come avrei probabilmente sempre dovuto essere anche in precedenza ma mi va benissimo che tanta gioia mi sia arrivata tutta insieme ora, travolgendo di fatto la mia vita e trasformandola completamente. Perchè si, nell'ultimo anno (ma in realtà qui si "bara" sempre un pochino, che ne dica quel contatore sulla sinistra tutto è iniziato in coda al 2013 ^^) è cambiato il senso del mio tempo e il modo in cui questo scorre.
Perciò ecco, è assolutamente grandioso potersi guardare indietro trovando solamente cose positive, in più se quel che trovo è anche il meglio di quanto ho sin qui vissuto... allora posso dire senza alcun indugio che questo 2014 è stato davvero un anno eccezionale, di quelli che ricorderò sempre e che mi porterò sempre dietro.
Perchè mi ha dato tanto e mi ha permesso di darmi anche tanto, più che mai, di scoprire cose del tutto nuove di me stesso, di farmi toccare con mano quanto io sia cambiato, cresciuto, diciamo pure maturato negli anni (ma oh, sono ancora super gggggiovane eh! ^^) più di quanto non credessi. Perchè appunto prima non mi rendevo conto di questo, non avevo modo e maniera di dimostrarlo e dimostrarmelo, probabilmente non ne avevo nemmeno voglia. E senza voglia non si và lontano, anzi si resta praticamente fermi. Ecco, io fermo ci sono stato tanto e per tanto prima del 2014, e non parlo di immobilità "fisica", in quel senso probabilmente anzi mi muovevo anche più di oggi, esclusa la tratta Roma-Candy Land ovviamente, della quale sono ormai un fedele abbonato ^^ Ero "fermo" da un punto di vista estremamente più personale, alterne vicende in anni (quelli si) negativi mi avevano portato a chiudere una parte di me, a pensare che fosse meglio così, che non mi servisse che a soffrirne e, allora, tanto valeva buttarla a mare. E ammetto che questa scelta per un pò ha anche avuto il suo ottimo effetto, sono stato davvero bene mentre eliminavo le scorie di quello che mi aveva fatto male, il problema si è presentato però quando mi sono accorto che stavo iniziando a cancellare più del dovuto, e non mi riferisco qui ai ricordi ma proprio alle sensazioni in se, quelle "a priori", quelle fondamentali come la sensazione di amare e sentirsi amato.
A quel punto ovviamente è suonato il campanello d'allarme, perchè è certo un bene liberarsi davvero e del tutto delle cose che possono averci fatto male ma sicuramente non lo è smarrire se stessi come stavo rischiando di fare io. Lì ho davvero avuto il timore di aver fatto la frittata, per fortuna però come dicevo qualche riga fa in coda al 2013, del tutto casualmente e in un modo che a raccontarlo sembra incredibile eppure è proprio vero e proprio così, tutto è cambiato. Non credo di sbagliare nè che in futuro mi ricrederò su questo se dico che lì ha davvero "svoltato" la mia vita. Perchè è stato come ri-attivarsi, ri-scoprirsi e ri-inventarsi sulla base però più autentica possibile. Ho scelto solo di essere me stesso e di non filtrare niente, ovviamente questo mi è stato anche permesso da una controparte perfetta per me in ogni senso, e allora il resto... lo dice il fatto che appunto, oggi, alle soglie del 2015 se mi si chiede "ti ricordi l'ultimo momento negativo che hai vissuto?" io vado, quantomeno, a prima della fine del 2013. E non perchè ometta furbescamente qualcosa, semplicemente perchè da lì in avanti è stato un vero paradiso.
Attenzione però, non sto dicendo che non arrivi qui e lì qualche "basso", altrimenti non sarebbe un rapporto normale e, soprattutto, dove c'è troppa perfezione apparente c'è sempre qualcosa che non va. Di "bassi" possono essercene anche stati, ma sono stati quelli "fisiologici" che fanno parte della normalità di un rapporto e soprattutto sono durati davvero il tempo di rendersi conto di quanto invece di "alto", altissimo anzi c'è stato e c'è, ogni giorno, da 409 giorni a questa parte. E chi vuol divertirsi coi conti lo faccia, perchè ripeto, quel contatore dice una cosa e fra una ventina di lune da oggi sarà bellissimo poterla celebrare raggiungendo un traguardo "ufficiale" niente male, ma già molto prima, già 409 giorni fa e un oretta e mezza in più... iniziava la felicità, con un bacio dolcissimo, sentitissimo, volutissimo nel quale ho metaforicamente lasciato indietro il vecchio me per veramente quasi "rinascere". Come una versione 2.0, come una nuova pelle, come appunto la fine di un capitolo e l'inizio di un altro che, da subito, si mostrava tutto nuovo lasciando intravedere tutte le meraviglie che, in quel momento iniziale, sembrava assurdo immaginare eppure poi il tempo ha realmente portato a vivere e realizzare. E che questo spazio, che non era certo nato a questo scopo ma che è stato perfetto ed ideale mezzo, ha avuto la gioia di raccontare diventando, di fatto, lo scrigno dove custodire traccia dei ricordi più belli che oggi possiedo.
Perciò ecco, caro 2014, grazie infinite per la gioia immensa che mi hai portato e per le prospettive che hai meravigliosamente modificato nella mia vita. Ora ci saluti tu e ti saluto io, sperando che l'anno che viene sia bello almeno quanto lo sei stato tu. O, se proprio vuoi farmi un ultimo regalo, regalamene uno bellissimo quanto lo è Lei: sarebbe pure meglio, anzi sarebbe il meglio :) E io quello voglio e cercherò di tenermi stretto, come faccio ormai da 409 giorni a questa parte, quando nel modo più inaspettato l'ho finalmente trovato.


Felice Anno Nuovo a tutti voi! :)

Alla prossima! ;)

lunedì 22 dicembre 2014

My Last 5 Travels

Partecipo con piacere a questa iniziativa sul "travelling" su invito di Kanachan, che ringrazio per avermi coinvolto :)
Si tratta di fare un post dedicato ai viaggi, questa è l'introduzione: "Avete a disposizione cinque viaggi, solo cinque. Dopo di che non ci saranno più né trolley da preparare né aerei da prendere, nessuna nuova meta. Insomma, quali mete scegliereste se sapeste che queste cinque destinazioni saranno le ultime che raggiungerete?"

E queste sono le tre semplicissime regole da seguire:

1. Scegliere le vostre cinque mete
2. Taggare cinque bloggers (comunicando loro il tag)
3. Condividere il post sui social con l'hashtag #mylast5travels


Per quanto mi riguarda, essendo anti-social posso adèmpiere solo alle prime due regole ma non penso sarà un problema, in caso contrario #i'msosorry ^^

E allora forza, fatte le doverose premesse non ci resta che... partire! :)
Utopisticamente credo sarebbe veramente bello riuscire a scoprire tutti i continenti nel corso della vita, perciò da buon sognatore questi sono i cinque posti che sceglierei di visitare:

1) Stati Uniti


Motivazione semplicissima, è un luogo tanto affascinante e vasto che, senza dubbio, DEVE essere visitato. Nella fotografia ho scelto New York e la sua metropoli incredibile ed imponente che, immagino, faccia sentire piccolo piccolo chi ci si trova immerso dentro, ma il fascino degli U.S.A. và ben oltre. Infatti il viaggio "a stelle e strisce" dei miei sogni è un percorso itinerante, di diversi giorni, che dopo la visita alla grande città comprenda anche una parte di viaggio in auto per "perdersi" nell'infinita vastità di cui trasudano le strade d'America per raggiungere luoghi cult come il Grand Canyon, il parco di Yellowstone ecc... Ah, questo va tassativamente fatto con un auto rigorosamente americana, chessò una Chevrolet, una Dodge o comunque uno di quei macchinoni enormi, magari senza tettuccio, tipicamente "born in the U.S.A".

2) Irlanda


Il luogo a me più vicino e, quindi, in teoria più facilmente raggiungibile. Da tanti anni è il mio chiodo fisso, intanto perchè amo l'idea di isola, e il verde dei suoi paesaggi mi contagia e intriga solo a guardarlo. Ma ovviamente c'è anche molto di più, la tradizione celtica, il profumo di magia, il clima molto particolare e "malinconico" il giusto, la musica tipica di questo luogo quasi incantato. In Irlanda soddisferei la mia passione per il medioevo incappando qui e là nelle tipiche costruzioni in pietra di quell' epoca e troverei un' atrmosfera particolarissima, intima, calda (immagino ad esempio il calore dell'interno di un tipico locale irlandese costruito tutto in legno mentre fuori il freddo punge forte). Neanche a dirlo, anche in questo caso sarebbe un viaggio itinerante, non sedentario, ed incentrato soprattutto sul raggiungimento dei luohi più "mistici" e immersi nella natura e nella magia di questo posto incantevole.

3) Australia


Un altro mondo. A cominciare dal fatto che si trova nell'emisfero opposto al mio e già questo è di per se intrigante per chi come me ha passione di astronomia e, quindi, l'idea di osservare il cielo "alla rovescia" mi mette l'acquolina in bocca. Ma l' Australia ha anche un mare pazzesco, spiagge bellissime dove mi ci vedo benissimo al tramonto sotto quei gazebo in legno e paglia a sorseggiare qualche drink locale con la camicia bianca da "festaiolo" dopo aver surfato tutto il pomeriggio ^^ E poi voglio vedere i canguri e i koala! E l'entroterra? ancora primitivo e selvaggio in alcuni luoghi, perfetto per un amante della natura e per girarlo con una 4x4 che ti fa arrivare ovunque. Un luogo assolutamente da vedere secondo me, più ricco di sorprese e bellezze naturali di quanto non si pensi.

4) Perù


In particolare vorrei andare a Machu Picchu, un sito di straordinaria bellezza tra le sette meraviglie del mondo moderno e patrimonio dell'umanità. La mia passione per la storia mi ha portato ad appassionarmi di cultura pre-colombiana già in tenera età, perciò ritrovarmi in un luogo così, tra le ande e la foresta amazzonica, raggiungibile solo attraverso sentieri tracciati dagli Inca... sarebbe esaltante. Questo, senza dubbio, sarebbe il viaggio più "naturalistico" e fisicamente stancante di tutti, retaggio di un periodo in cui con una tenda e un sacco a pelo arrivavo e andavo ovunque. Trovo assolutamente stimolante l'idea di potersi immergere in questa cultura tanto antica, visitarne i luoghi di culto e respirare a pieni polmoni tutta la storia che vi si cela dentro. E poi i paesaggi sono davvero mozzafiato.

5) Giappone


Da ultimo scelgo la terra del Sol Levante. Perchè, similmente all' America ma ovviamente in scala molto meno ampia, è un mix di tecnologia e modernità ma anche di paesaggi incredibili e tradizioni tutte da scoprire. Nella foto che ho scelto, infatti, ho cercato di rendere l'idea, alla grande metropoli fa da sfondo un monte innevato che "sa" tanto di quelli dei cartoni animati giapponesi degli anni '80, dove abitava il protagonista di turno in quelle tipiche case con porte scorrevoli in carta velina ^^ Mi piacerebbe tantissimo scoprire appunto la loro cultura più radicata, osservarne gli abbigliamenti tipici e conoscerne le tradizioni popolari più antiche e molto spesso mistiche, oltre alla cucina particolare e alla religiosità che mi incuriosisce moltissimo. Per poi terminare il viaggio stupendomi del progresso tecnologico cui sono arrivati, che straborda nelle loro grandi città.

Lo so, per visitare tutti i continenti teoricamente mancherebbe l' Africa, ma l'America del Sud per me fa "continente a se" rispetto agli USA e mi incuriosisce ed affascina tantissimo. Avendo però un sesto viaggio "bonus" andrei sicuramente in Africa, magari in Madagascar o in un a zona della parte centro-sud.

Queste insomma sono le mie scelte, per una serie di viaggi che, nella mia idea, come detto tocca più continenti possibili e cerca di soddisfare più curiosità di diverso tipo, sia come scelta dei luoghi dal punto di vista climatico che di "interesse". Ma adesso tocca a voi! :)
Taggo allora per continuare il giochino questi 5 blogger attendendo di scoprire le loro mete "dei sogni":

Stella Paola (scegline altre 5, visto che qua ti ci porto io ^^ ihihi :-*)
Valeria
Franco Battaglia
Saray
Pia

E vi saluto dandovi appuntamento alla prossima! ;)

mercoledì 17 dicembre 2014

Emaro

Emaro ha un nome inusuale, che si legge con l'accento sulla "e".
Emaro è buono, e su questo non c'è dubbio e non ci piove.
Emaro è uno ed uno soltanto, anche se in molti lo confondono e, sbagliando, dicono e credono di averlo visto prima qua e poi là.
Emaro sa fare fieramente bella mostra di se in mezzo al mondo sia col sole che con la tempesta, ma capita anche di vederlo nascondersi nella sua inattesa timidezza al primo soffio di vento o accenno di pioggia.
Emaro vive cose bellissime ed affascinanti che racconta attraverso fiumi di parole coinvolgenti e sincere che sembrano quasi perfette, e sempre Emaro è capace di comunicare le medesime emozioni ai cuori che sanno recepirle facendo parlare soltanto i suoi occhi, senza pronunciare una sillaba.
Emaro a volte grida con tutta la forza che ha per farsi sentire, altre invece se ne sta in silenzio e sembra molle, spaesato, più stanco di un messicano stanco. Eppure riesce a fare almeno altrettanto rumore di quando urla.
Emaro sa muoversi perfettamente con grande sicurezza di se, anche nei percorsi più tortuosi sa avanzare agilmente senza alcun intoppo, eppure talvolta capita che inciampi invece contro tutto e tutti lungo il più semplice dei rettilinei, come chi si è messo la scarpa sinistra al posto della destra.
Emaro sa agire di puro istinto riuscendo sempre a fare la cosa più giusta e più bella, ma Emaro è anche in grando di perdersi in inutili domande che inquietano il prima e ingrossano scioccamente e immotivatamente il dopo di ogni sua azione.
Con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti Emaro se ne va per il mondo, mentre il mondo stesso non si avvede di quanto lui sia indispensabile. Questo invece Emaro lo sa bene, così come sa di essere forte e indistruttibile ma di avere pure continuamente bisogno di darsi attraverso i fatti una prova inequivocabile perché quello che sa di essere diventi quello che davvero è.

Alcuni dicono che Emaro abiti in riva al mare, altri quasi dubitano esista sostenendo di non averlo mai visto in giro. Quelli che non lo ritengono un frutto della fantasia raccontano che si sia stabilito lì dopo che più di qualcuno lo ha malamente scacciato non volendo più sapere di lui. Nonostante questo però in tanti lo vanno cercando, chiedono di lui e di dove trovarlo, anche se non è affatto facile riuscirci visto che ama andarsene al largo con la sua barchetta a vela. Non è certo il più esperto dei navigatori ma ne sa sicuramente parecchio di venti e di barche.
Su di lui si racconta un cuorioso aneddoto: dicono di averlo visto navigare nella bonaccia, e questo sembra alquanto curioso dal momento che la bonaccia è quello stato di totale assenza di vento durante la navigazione che fà risultare il mare calmo e tranquillo, quindi uno scenario perfetto per chi vuol farsi un bagno ma al contempo una vera sciagura per chi veleggia verso luoghi e mete lontane e senza vento a gonfiare le vele finisce alla deriva in balìa corrente.
Ebbene, si dice che Emaro invece sappia navigare ugualmente anche in quel caso, che per lui la bonaccia non esista, che la sua barca se cerca il vento lo trova anche quando sembra non esserci. Ma come può farlo? Come riesce ad avanzare spedito verso il suo obiettivo anche quando per tutti gli altri riuscirci è un' impresa impossibile?
La risposta al questito su Emaro è Emaro stesso. E' l'anagramma del suo nome.



Perciò beh... meno male che Emaro c'è! :)

Alla prossima ;)


venerdì 12 dicembre 2014

Christmas Time

Il Natale sta arrivando ma io quasi non me ne sono accorto: troppo frenetici questi ultimi giorni per avvedermene, suddivisi quasi equamente fra lavori più o meno impegnativi in casa (montaggio di un nuovo armadio con relativo spostamento dei mobili di metà appartamento, cambio di stagione mai come quest'anno ritardato e sistemazione del magazzino), commissioni, riparazioni di tutto quanto si poteva guastare (serrande di finestre e batterie d'auto), ricchi premi e cotillons... insomma, quando si hanno tante cose da fare il tempo vola davvero via.
Così solamente oggi, e con alle porte la prospettiva non allettante ma necessaria di dover terminare totalmente il discorso magazzino (il week-end arriva "in soccorso" proprio in questo senso), mi avvedo di quanto sia prossimo il 25 di Dicembre. E, contestualmente, di non aver ancora fatto un regalo che sia uno ^^ Non dico che avrei dovuto regolarmi come qualche anno fa quando a metà ottobre avevo già preso TUTTO per tutti, seppure non nascondo che quello fu davvero un grande Natale senza lo stress per le compere dell'ultimo momento, ma sicuramente l'avvicinamento poteva essere migliore. Però oh, troverò il modo, magari evitando di ridurmi proprio ai giorni finali.
Il tutto, comunque, fermo restando che non ho mai amato l'idea "consumista" del Natale (e della vita in generale), non credo sia quello il giusto spirito in cui porsi e viverlo. Ma sicuramente è bello che qualcuno pensi a te, anche soltanto attaverso un piccolo pensiero, rendersi conto che quel pacchetto che scarti è "figlio" del tempo che qualcun'altro si è sottratto per acquistarlo per te è una sensazione sempre speciale. Poi possono essere anche solo un paio di guanti o una sciarpa per scaldarti dal freddo dell'inverno, ma una cosa fatta col cuore (magari accompagnata da un bel biglietto scritto a penna) la riconosci e, certamente, la apprezzi sempre.
Quindi ecco nei prossimi giorni voglio cercare di trovare le cose adatte per le persone che più amo, poi è ovvio ed evidente che la "magia" del Natale infantile l'ho persa da parecchio, perchè il clima di festa che vivi da bambino quando chiude la scuola e arrivano i giorni della festa è irripetibile, è un qualcosa che rimane lì in un tempo ben definito che non tornerà mai perchè la vita è crescere e quindi va bene così, lo si ricorda col sorriso magari collegandovi l'affetto delle persone che allora c'erano e, oggi, non ci sono più :) Ma non per questo voglio perdere la buona abitudine, che poi è un piacere, di poter fare un pensiero a chi di regali me ne fa ogni giorno con la sua presenza.
Poi beh, per quanto riguarda me non mi aspetto di ricevere chissà cosa e nemmeno poi mi interessa, in fondo tutto quello di cui ho davvero bisogno ce l'ho già, e non solo a Natale. Oltretutto sono sempre andato in difficoltà quando ricevo regali, ho sempre preferito paradossalmente l'opposto... sarò strano, non so ^^ Però forse una mezza idea carina ce l'ho, e un regalo, da solo, potrei farmelo: ho visto in un negozio l'ultimo CD dei Queen, che insomma a Natale uno pensa agli angeli ecc... e allora cosa può esserci meglio di una voce come quella, anche proprio per creare la giusta atmosfera? :) Si tratta di un best of ma con pezzi meno "conclamati" di quelli che ci si aspetterebbero e, soprattutto, tre brani inediti. In particolare una versione di "There must be more to life than this" dove Freddie Mercury canta in duetto con Michael Jackson. Il brano venne registrato nel 1981 durante le session di "Hot Space", ma rimase come semplice "backing track". Mercury si recò poi a Los Angeles proponendo la collaborazione a Jackson, che registrò le sue parti vocali. L'idea era quella di inserire il duetto nell'album successivo dei Queen, ma poi non venne mai ufficialmente concluso e così Freddie Mercury ne pubblicò una versione personale nel suo album di debutto da solista, "Mr Bad Guy", nel 1985. Finalmente però, a tanti anni di distanza, il duetto è stato recuperato e terminato, entrando così nel nuovo CD assieme a altri due inediti molto belli dal titolo "Love kills" e "Let me in your heart again".
Quindi ecco, tutto questo per dire che probabilmente me lo regalerò ^^
Poi per il resto vedremo, spero semplicemente di passare dei giorni tranquilli, magari poltrendo davanti a qualche film adatto all'occasione mentre fuori fa tanto freddo: a me piacciono le piccole cose, sono il profumo della vita, come dicevano nello spot di Trony/Unieuro anni fa (o era l'ottimismo? ^^).

E voi, come state trascorrendo questi giorni pre natalizi? avete fatto l'alberello (io si, giallo e rosso! ^^)? e per i regali state con l'acqua alla gola come me o siete stati saggi? ^^ O non ne fate proprio (altra buona idea ^^)?
Qualsiasi siano le risposte a queste domande passate delle buone giornate, ci sentiamo presto (spero! ^^) per nuovi esaltanti post inconcludenti sempre su "Righe Libere" :D

Vi saluto con la canzone a cui facevo riferimento poco fa, molto natalizia dai :) (forse c'è un audio pubblicitario che si sovrappone all'inizio, purtroppo non è su YouTube ma su altro server che evidentemente funziona così ^^)



Alla prossima! ;)

p.s: Paola nana! :)))))))))))))))))))) pensavi di esserti salvata eh?! :D

mercoledì 3 dicembre 2014

Bih, Bah, Boh. Però...

Avete mai fatto caso a quanta impercettibile ma sostanziale differenza ci sia nelle nostre giornate? Ci sono giorni in cui ti senti mentalmente più vuoto di un vaso vuoto, più vuoto delle tasche di un tizio appena derubato di tutti i suoi averi, più vuoto della sacca di Babbo Natale il 26 dicembre. E tutto questo senza che ci sia alcuna causa effettiva, a volte semplicemente capitano momenti non brillantissimi di immotivato "standby" e contestualmente altri in cui sei invece ispirato e pieno di idee ed entusiasmo come se fossi a bordo di una mongolfiera che ti fa fluttuare alto nella stratosfera. Sarà il tempo, saranno gli umori, sarà solamente casualità, chissà... fatto stà che in entrambi i casi è davvero importante non perdere la propria lucidità e capacità di pensiero, visto che averne o mancarne fa tutta la differenza del mondo.
Perchè l' individuo che mantiene freschezza mentale sa cogliere sempre quanto gli ronza intorno, l’udibile e anche l’inudibile. E soprattutto sa trovare le parole giuste e compiere i gesti più adatti sia quando le opportunità e le situazioni suggeriscono di ponderare e soppesare che nelle occasioni in cui c'è da bussare senza mezzi termini alla porta dei “cattivi” mostrando i muscoli. Chi è lucido e riflessivo si esprime senza perifrasi nè incertezze scegliendo di farsi sentire nel modo più adeguato e quando è davvero il momento migliore per farlo, assumendosi serenamente tutte le responsabilità del caso. Ha quindi chiari i propri obiettivi ed è convinto di non mancarli, forte della consapevolezza scaturita dalle proprie attente riflessioni.
A volte però poter pensare troppo non è necessariamente un bene. Mi viene in mente l'esempio di quel calciatore che al momento decisivo, solo davanti al portiere, ha quei due secondi di troppo per pensare al da farsi e quindi sbagliare, in un punto di non ritorno dove può soltanto stravincere o straperdere. E pensando troppo sbaglia. "Dovrei tirare adesso? Dovrei cercare di scartare il portiere? Dovrei tentare di stoppare per colpire meglio il pallone?" idee e valutazioni pur lodevoli ma inutili quando invece l'unica cosa da fare sarebbe affidarsi all'intuito: e così intanto il portiere in uscita lo anticipa, o il difensore in recupero lo contrasta.
Non sempre insomma è negativo avere la testa sgombra dai pensieri, svuotata, e seguire quindi l'istinto senza pensarci troppo: sei lì, vivi quel momento e quella emozione e non ti preoccupi di null'altro. Basta. Brutale? No, talvolta necessario. E se anche sbagli poco male, la prossima volta in cui avrai la tua occasione proverai nuovamente a vincere. Senza star lì a valutare milioni di volte quello che sei, quel che saresti e quello che è stato, perchè chi abusa dei pensieri come dei ricordi è condannato all’infelicità, c'è si una lodevole grandezza ma anche un' intrinseca mediocrità nell'eccessiva persistenza di qualcosa nella nostra mente, pur bella che sia. Insomma, in alcune occasioni è anche intelligente dimenticare, sgombrare, semplicemente guardare solo avanti e non indietro.

Quel che mi piace, però, è che qualsiasi cosa io faccia, che agisca d'istinto o rifletta anche fino alla nausea, che guardi solo avanti a me oppure a lungo verso quello che mi porto dietro, vedo sempre e solo la stessa cosa: due occhi di un castano sanguigno ed un anima da segno d'acqua, sensuale, istintiva e allo stesso tempo cerebrale, incredibilmente accesa ma al contempo temperata da un intelletto sempre vigile. La osservo e risolvo di colpo ogni mia tribolazione da giorno "vuoto", oppure vi convoglio tutto l'entusiasmo di quelli più alti.
Questa secondo me è la vera grandezza, perchè Lei è grande e lo è non perchè suggerisce a chi le orbita attorno come fa la Terra col Sole di rendersi conto di quanto sia fantastica ed indispensabile, ma perchè conferma continuamente di esserlo senza bisogno di suggerirlo o di farlo notare.
Se è vero (come è vero) che a questo mondo siamo tutti di passaggio, è assolutamente meraviglioso rendersi conto di avere qualcuno che invece ci fa credere di poter essere definitivi, e che con la sua sola esistenza e presenza ci dà la forza per combattere e vincere qualsiasi avversità.
Lo definirei semplicemente incanto. Infinito incanto.


Alla prossima ;)

martedì 25 novembre 2014

Upgrade

Non credo ne uscirà un post indimenticabile (ma del resto quand'è che me ne viene fuori uno degno di questo nome?! ^^), comunque in questi giorni vado di fretta tipo Cremonini ai tempi della canzone sulla sua Vespa e quindi stavolta faccio soltanto un veloce upgrade su questo momento, non avendo modo di mettermi lì a scrivere come e quanto vorrei :)

Iniziamo col dire che ho recuperato benissimo dal leggerissimo infortunio cui ero incappato, e del quale si è ampiamente (s)parlato qui e altrove. Oggi sono reattivo e pimpante come non mai, in grado di scattare più veloce di Gervinho e di saltare tranquillamente in allegria le staccionate come nel noto spot dell' Olio Cuore:


Vi assicuro che l'agilità è assolutamente la stessa, giurin giurello ^^ Quindi insomma, mi sento bene e ho ripresto a "trotterellare" che è un piacere, e utilizzando questo termine non posso non salutare Amedeo Minghi e Mietta, è praticamente un passaggio obbligatorio credo ^^

Ho scoperto poi che un negozio storico del mio quartiere sta chiudendo, per la precisione un "Giocattolaio" dove andavo a fare i regali per i miei amici alle elementari e viceversa. Ci sono passato ieri del tutto casualmente e leggendo "grande svendita" non ho potuto non ri-entrarci. Effetto stranissimo ma bello ovviamente, poi però scopri che stanno chiudendo e allora... dispiace non poco. Il proprietario è invecchiato ma è sempre lui, così come è sempre quella la carta specialissima e personalizzata con cui incarta i vari giocattoli. Insomma, davvero la fine di un era, evidentemente le grandi catene commerciali ormai hanno causato il collasso dei piccoli negozi come questo. Però che peccato. Ma non c'è tempo per disperarsi, e l'insegnamento che posso trarne è che bisogna assolutamente sempre cercare di godersi al massimo ciò che si ha, i momenti, le gioie e le persone, non dando mai nulla per scontato.

E a proposito di cose "datate" (il periodo di riferimento è casualmente anche lo stesso del negozio di giocattoli) sono in fremente attesa per l'uscita di un film. Si, lo so che è un film stupido, probabilmente il più stupido di sempre, ma appunto mi ricorda un periodo spensieratissimo e infantile, quindi beh cercate di uscire un pochino da parametri "logici" e comprendetemi: attendo il 3 dicembre perchè uscirà "Scemo e più Scemo 2", il sequel vero e non la zozzeria prequel rifatta qualche anno fa da altra gente che nulla aveva a che vedere con l'originale.
Devo vederlo assolutamente, mi rendo io per primo conto che è demenziale e che il rischio che sia un flop è molto alto (del resto sono passati 20 anni per Jim Carrey e Jeff Daniels, e il dubbio se risulteranno credibili come allora è forte) ma ho deciso: io che bazzico i cinema col contagocce (CREDO che l'ultimo che ho visto sia stato Django Unchained di Tarantino, e penso renda l'idea di quanto frequento ultimamente ^^) a inizio mese tornerò in sala, spero con qualche amico demenziale quanto me e quanto il film (ne ho, anche selezionatissimi ^^), per assistere alla proiezione sperando di non restare deluso, almeno non troppo. In barba alle critiche che ho già ricevuto (indovinate da chi... si, sempre Lei ^^) per questo mio desiderio ^^
E' che non capisce che quegli anni erano assurdi, unici, inimitabili e soprattutto illogici, prova ne sia che la nona canzone hit del 1993 (annata malefica, ihihi ^^) è stata questa:


Fiorello... Fiorello cantante! Ammettiamolo dai, se Fiorello arrivava a sfornare una hit vuol dire che in quegli anni ruggenti valeva davvero tutto! :)))))))

Ma ci sarà tempo, per il film come per ogni altra cosa, per l'albero di Natale da fare l'8 di dicembre come da tradizione, per la storica rimpatriata del 26 coi miei amici e per chissà quante altre cose. Adesso in mente ho solo un pensiero, il più bello ed importante di tutti e che è finalmente di nuovo ad un passo da me, nulla quindi ha la priorità su di esso, nè ora nè mai.
Perciò riprendo la mia "preparazione" e vi dò appuntamento a molto presto, sempre qui e, ve lo prometto, con un post più interessante di questo :)

Alla prossima! ;)

giovedì 20 novembre 2014

Viecce!

Ci sono poche cose che NON si possono proprio fare con me, le ridurrei ad un magico terzetto:

1) Insultare la mia famiglia (perchè rischi molto)
2) Strillare (perchè ti ignoro)
3) Fare il furbetto deridendomi e pensare poi di poterla fare franca (perchè DI CERTO me la paghi)

Ebbene c'è tra voi una persona, probabilmente la più insospettabile tra tutte, che si è macchiata di aver commesso il misfatto elencato al punto 3, e adesso quindi me la paga.
Per onestà devo ammettere che questo soggetto è già più volte venuto meno ai punti 1 e 2, però nella mia immensa clemenza e bontà d'animo e di cuore ho sempre sopportato le sue nefandezze dicendomi "almeno non ha ancora mai fatto tripletta", considerando lo status "eccezzionale" di cui gode ai miei occhi. Ma oggi purtroppo ha completato il "triplete" e allora... mi tocca "intervenire" in maniera coatta, di nome e di fatto, per ripristinare il corretto ordine delle cose, e riportare così all'ovile questa pecorella evidentemente smarrita.
Veniamo quindi ai fatti: la cruda cronaca racconta che, all'incirca un ora e mezzo fà, ricevevo un messaggio con scritto "sto pubblicando un pezzo particolare, spero non cambi nulla tra noi due". Il mittente è un personaggio noto per la sua capacità di scagliare colpi bassi sotto la cintura (forse perchè particolarmente adeguati alla sua altezza, ma no non soffermiamoci su questo), e di saperlo fare anche in modo violento, imprevisto ed imprevedibile, perciò dò credito alle sue parole, mi allarmo non poco e, con la tensione nel cuore, corro a vedere coi miei occhi. E cosa trovo? un post agghiacciante (per chi conosce, leggere col tono di Crozza che imita Antonio Conte) nel quale IO, proprio me medesimo stesso in carne ossa e 100% original, vengo messo alla berlina. Ma stiamo scherzando?! in un modo oltretutto davvero scadente e dall'unica persona che, oltre ovviamente ai miei familiari, era al corrente della cosa, visto che in lei riponevo (...) immensa fiducia. E' peggio di una coltellata al cuore.
E poi mi spernacchia per cosa? per un infortunio legittimissimo che mi è recentemente occorso, e che capita poi SOLO a chi fà le cose, non certo a chi viene servito e riverito. Gne gne gne. Come diceva infatti il saggio Giovanni in "Chiedimi se sono felice", "chi sa fare sa capire!" e non c'è nulla di più vero! E non è un proverbio, è la vita.
Perciò si, rivelo ai quattro venti che mio malgrado mi sono invalidato per una settimana a seguito di uno sforzo importante che ho fatto, ma intanto IO lo ho fatto. Non sono mica rimasto lì nel mio castello sui mari del sud ad aspettare che il maggiordomo Cuncio arrivasse a sbrigare, lui per me, ogni faccenda. E poi suvvia, quanta bassezza c'è (ancora questo termine... ^^) nel deridere chi sta male, chi ha sofferto e, tutt'oggi, porta ancora i segni del suo dolore non del tutto rimarginato?! Deridere lui, e quindi me, è come deridere l'Italia che lavora, è come deridere la gente onesta che vive di quei valori che ai nostri giorni sono quasi scomparsi, è come deridere un figlio, un fratello, un amico. No, io non ci sto, non è questo il mondo in cui voglio vivere e crescere la mia prole, se e quando questa arriverà, e non è questo il paese che amo.
E non conta nulla se, poco dopo, nel cuore (di marmo!) di colei che ha commesso un simile affronto compaia, incredibilmente, un barlume di lucidità e di umana compassione e così ella decida di "s-pubblicare il post mettendolo tra le bozze": il danno ormai è fatto, l'affronto servito su un piatto di gelido metallo, il veleno versato nell'amaro calice dal quale ormai ho già incautamente bevuto.
Come fare quindi per togliersi dalla bocca quel saporaccio? c'è solo un modo, un opzione, un rimedio, riassumibile nella celeberrima frase dell' Albertone nazionale:


"Tu m'hai provocato? e io me te magno!" ^^

Perciò dai, adesso che ti ho dato un buon motivo per farlo ri-pubblica quel post, ormai TUTTI sapranno che lo hai scritto PRIMA di questo mio e che, quindi, quanto ho appena detto altro non è che una REAZIONE all'immenso DOLORE che mi hai volontariamente e gratuitamente provocato con quelle parole piccate come la 'nduja che, talvolta (non sempre, viste le tue parentele liguri... ^^), mi offri.
Diversamente dal tuo post, qui non c'è nessun "riferimento puramente casuale a persone o fatti reali", io parlo di te e di te soltanto. Quindi viecce, se t'aregge! ^^

:))))))))))))))))))))))

P.S: Però dai, in coda a questo pezzo scemottolissimo una cosa devo proprio dirla: oggi c'è un altro bellissimo 10 da festeggiare (è periodo ^^), ed è molto da noi farlo così, in un modo sciocchino, leggero, disimpegnato ma proprio per questo estremamente vero nella sua semplicità disarmante e potentissima :)
E allora ti cito il TUO Giggggggggi, dei cui poster hai tappezzato (notare "tapp"... ricorre sempre sto termine!!! ^^) la tua stanzetta e anche il diario con l'unicorno che protegge i tuoi sogni e i tuoi ideali, e confermo che "non c'è sale nell'acqua di mare, non riscaldano i raggi del sole lontano da teeeee!"

:)))))))

Non sfidarmi mai più. Never again. No mas. Jamais plus. Aldrig mer (è svedese, l'ho imparato a Ikea) ^^

:-*

Alla prossima! ;)

lunedì 10 novembre 2014

"Buon Compleanno Bellissimo Amore..."

Apparentemente il dieci non ha nulla di speciale. E’ soltanto il numero delle nostre dita e per questo è diventato la base di qualsiasi rudimentale sistema di conteggio. Eppure c'è un dieci, questo dieci, il dieci di oggi e di questo esatto giorno, che almeno per me è il dieci più sensazionale che possa esserci a questo mondo: è quello che segna il compleanno del mio bellissimo amore, Paola.
Una ragazza semplice, bellissima e intelligente che non ama le luci della ribalta e così si nasconde dietro la dolce timidezza del suo sorriso tenero ed imbarazzato, quando invece l'unico sensato motivo per giustificare questa sua preferenza è che già di suo brilla di luce propria e, quindi, non ha alcun bisogno che qualcosa di artificiale risplenda su di lei. E' un pò come se qualcuno volesse illuminare il sole con una torcia, resterebbe abbagliato anche se utilizzasse quella più grande e potente che esiste su questa terra.
Se dovessi indicare una fiaba che possa adattarsi a noi sicuramente ne calzerebbe a pennello più di una, per l'inizio della nostra storia però sceglierei senza dubbio "Jack e il fagiolo magico", per lo stupore con cui ho visto sbocciare frenetica ed innalzarsi verso la vetta del cielo questa pianta gigante nata da un seme invisibile. Ma a pensarci bene, cosa non è stato stupefacente da un anno a questa parte? Ho incontrato la persona dei miei sogni nel modo più pazzesco, mentre me ne stavo lì ad aspettare che non si sa chi mi aprisse la strada, chissà da quanto e chissà perchè, come un cavaliere ai piedi di un ponte levatoio. Tutto era immoto, quasi paralizzato, quando all'improvviso eccola là, emerge da un mondo mai scorto prima e mi invita a raggiungerla, non bellissimo miraggio ma incredibile realtà: a quel punto nessuno avrebbe potuto resistere alla tentazione di correrle incontro, e così infatti è successo praticamente un anno esatto fa, quando ho scoperto una felicità che mai avrei potuto immaginare.
Proprio io che ero un pò per tutti una specie di anacronistico pirata, uno che non aveva occhi che per seguire la mappa del suo fantomatico e personalissimo tesoro perchè "o quello o niente". Col rischio, più che concreto, di non trovarlo mai, o addirittura che nemmeno esistesse. Pirata poi, io... mi viene da ridere. No, a parte quando ne ho utilizzato il costume di carnevale alle elementari non lo sono mai stato, non ho proprio il "physique du role" (ndr: quanto sono internazionale eh? ^^) del personaggio, sono soltanto uno che ha sempre saputo esattamente quello che voleva non perdendo mai la fiducia di poterlo trovare davvero. E che quindi non poteva accettare di rinunciare al sogno di una vita, anche se in tanti avevano fatto in modo di instillare dubbi e farmi vacillare, nemmeno poco. E poi, diciamolo pure, sicuramente ci ho messo anche del mio ad auto-procurarmi tutto lo stress della situazione, un pò per un certo inguaribile masochismo e, in misura nettamente maggiore, per non essere costretto, rinunciando, a perdere sicurezza in me stesso.
Ed ecco allora che, quando finalmente l'ho trovato, il mio piccolo grande tesoro mi ha insegnato che le cose più importanti non sono certo quelle che si attendono in riva a un fossato, piuttosto quelle che incontri casualmente sul tuo cammino realizzando che tutto ciò che cercavi, e addirittura di più, è proprio lì, ad un passo da te, e tu quindi non devi, e in realtà proprio non puoi, far altro che prendertelo.
Paola è incantevole, leggiadra, capace di librarsi meravigliosamente anche nel volo più alto sfidando le vertigini e di atterrare puntualmente ogni volta planando morbidamente. Scalda il cuore vederla ridere. E' un cucciolo con due occhi giganteschi color nocciola che rapiscono inevitabilmente, perchè quando timidamente te li mostra guardandoti dritto nei tuoi quel lampo ti strega per sempre. Già, questo fanno quegli stessi occhi che all'inesperto osservatore potrebbero sembrare quasi supplicanti talvolta, ma ovviamente Lei a farlo non ci pensa neppure. Perchè è si tenero cucciolo ma anche indomabile tigre, se ne sta buona buona senza disturbare nessuno attendendo tranquilla che le diano quel che secondo Lei le spetta di diritto, ma guai ad andarla a disturbare nel suo spazio! Ovviamente quest' ultima è solamente una descrizione giocosa di quello che, però, è davvero un lato del suo carattere che io ho imparato a conoscere, apprezzare ed amare: magari è orgogliosamente testarda, magari a volte per sua natura indisponente, ma lo è semplicemente perchè ha un cuore davvero immenso ed introvabile, capace dopo ogni tempesta di mettere i sentimenti al disopra di ogni cosa.
Sta quindi al mondo in maniera assolutamente ragionata, di istintivo ha soltanto il tocco e la furia, e chi la ama è forse proprio per questo suo modo tanto viscerale ed autentico di essere e di amare che s’inquieta all’idea di perderla per qualsiasi motivo. Perchè è un gioiello prezioso e inestimabile come la purezza della sua anima, un angelo che coltiva dentro di sé un amore infinito, troppo grande per non strabordare oltre quegli occhi, oltre quella dolcissima pelle chiara come neve.
Non ti impone di darle un posto nella tua vita, sei tu che conoscendola ed innamorandotene non puoi far altro che desiderla lì, vicino a te, ponendola al centro esatto della musica del tuo cuore. Perchè Lei è musica, ritmo, movimenti codificati e conosciuti ma anche l’intuizione improvvisa, la nota che spacca il guscio e invade il tuo mondo, e in quell'esatto momento l'amore che provi per Lei aumenta ancor più a dismisura, conquistando ogni parte di te arrivando da un punto sin lì invisibile, in un modo impensabile.
Ammetto che, di fronte a tanta grazia e magia, talvolta mi è venuto da sospettare che la sua musica appartesse ad una scala troppo diversa, troppo alta, troppo inarrivabile per chi come me, diversamente da Lei, non è nato tra le nuvolette che stanno lassù nel cielo. Eppure, sorprendentemente, io dentro quel suo meraviglioso spartito, col mio ritmo pur tanto diverso, ho scoperto di starci benissimo. Assieme a Lei, in un'orchestra ideale che ci comprende entrambi e anzi non può prescindere dalla presenza dell'altro, e dove ognuno è posto a capo di una sezione, chi ai fiati che irrompono suggerendo le immagini e le emozioni e chi agli archi che tessono l’armonia di una musica intonata e piacevole.
Insomma, potrei dire che ci siamo incontrati esattamente a metà di una doppia perfetta parabola tracciata con forza da un incredibile destino. Come le due ali di uno stesso, unico, volo. Finalmente unite per non lasciarsi più, finalmente uno pur essendo in due.

E allora senza aggiungere altro, anche se in realtà ce ne sarebbe abbastanza per riempire un ulteriore centinaio di post, desidero concludere questo pezzo omaggiando la mia dolcissima findanzata con una canzone che, da mesi e mesi, attendevo di poter usare per Lei, proprio oggi per questa meravigliosa occasione in cui si festeggia la sua venuta in questo mondo. Un brano di infinita delicatezza che abbiamo anche già ascoltato assieme, in un momento tanto perfetto che... mi vengono i brividi a ricordarlo.



".. che il destino consapevolmente faccia verità
di un sogno dove sboccia un fiore sopra la neve.

Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore passate con te.

Buon compleanno e se tra 1000 di questi
ci troveran i resti uniti in eterno:
"non eran soldati" le stelle diranno
"ma due semplici innamorati" .."

Buon compleanno amore mio, mia passione, mia forza, mia felicità, mia migliore amica. Grazie per aver reso, con la tua presenza, infinitamente migliore e più bella la mia vita. Ti amo!

Maurizio

lunedì 3 novembre 2014

Di Inattese Conversazioni "Sacre"

Ieri pomeriggio un mio caro amico festeggiava il conseguimento della laurea specialistica, quindi ci siamo ritrovati a casa sua per celebrare l'evento assieme a lui. Tralasciando la bontà "arrogante" dei panini caldi con porchetta di Ariccia e delle diverse altre cose buonissime che ci ha fatto trovare, è capitato casualmente di addentrarci in una discussione del tutto inattesa (e soprattutto non da noi! ^^) su argomenti molto particolari, e direi non di poco conto.
La presenza del nostro buon amico "S", del quale parlai alcuni mesi fa in un post estivo e che attualmente è seminarista, ha portato infatti un altro amico in particolare a fargli numerose domande sull'esperienza che sta vivendo, sulle dinamiche interne di questa nuova vita che ha scelto di intraprendere e, più in generale, su alcune posizioni della Chiesa. Così, dopo aver spaziato tra i più disparati argomenti con punti di vista più o meno differenti e lontani ma pur sempre "esauribili" passando serenamente oltre dopo un breve confronto, eccoci a quello che proprio non ti aspetti, e che sostanzialmente ha occupato una buona oretta di discussione interrottasi soltanto per l'obbligato rientro di "S" in seminario: l'ostia negata ai divorziati, argomento che stava molto a cuore soprattutto ad uno di noi ma che ha coinvolto sostanzialmente tutti quanti. Cercando di farla breve, la posizione della Chiesa è che chi va a porre termine alla sacralità del matrimonio, che appunto è ritenuto un vincolo sacro e indissolubile se non per cause di forza maggiore (il famoso "finchè morte non vi separi"), non può più ricevere la comunione essendo venuto meno alla promessa fatta sull'altare. Ora, detto che mi sono ripromesso di cercare di mantenere il più possibile la neutralità nell'esposizione della cosa, credo che nel 2014 potrebbe essere il caso che qualcosa da questo punto di vista venga quantomeno "rivalutato", che si facciano degli opportuni "distinguo" tra un caso di divorzio ed un altro. Perchè può capitare che due persone divorzino per incompatibilità di carattere, senza neanche delle casuse o degli strascichi negativi ma semplicemente rendendosi conto di non voler passare tutta la vita insieme, sono due bravi cristiani eppure non potranno più ricevere l'ostia. Già qui qualcosa "stride", visto che sappiamo che anche i peccati più gravi e le peggiori malefatte vengono perdonati e quindi ci si può legittimamente chiedere perchè non si possa perdonare anche chi ha si rotto, secondo la Chiesa, la sacralità di un vincolo indissolubile però non ha mica, ad esempio, tolto la vita a altri, o commesso crimini terribili su donne e bambini. Eppure così è, un omicida può fare la comunione, un divorziato no. Ma diciamo che, facendo un (grande) sforzo, posso anche accettare che un tutto sommato "sereno accordo" fra due persone che non vogliono più essere sposate sia visto dalla Chiesa come un atto di "insubordinazione", per così dire, rispetto a quello che si era promesso davanti a Dio. Faccio pur sempre discreta fatica pensando al discorso di poco fa sui crimini bestiali che vengono perdonati, ma diciamo che posso anche starci.
Non ci sto, però, quando chiedo ad "S" perchè una donna (o un uomo eh, assolutamente) che magari scopre relazioni extraconiugali del marito, altri figli o famiglie che questo ha altrove all'insaputa di tutti, dovrebbe essere privata del ricevere la comunione se, legittimamente mi sento di dire, decide di non aver più a che fare con questo individuo. "Tecnicamente", dice lui, "se non fa intervenire la Sacra Rota per annullare il matrimonio, se decide di separarsi e basta, non divorziando, può ricevere la comunione, se chiede il divorzio no. E' sbagliato probabilmente, ma è così". E qui, davvero, i conti non tornano più. Anche perchè, pensateci, è un'ipocrisia bella e buona, sostanzialmente la Chiesa non ha problemi a dare la comunione a un separato che non divorzia ma, nel frattempo, magari fa figli su figli con varie donne, semplicemente perchè questo "formalmente" è ancora marito di sua moglie agli occhi di Dio, mentre non può darla alla donna che, tradita e umiliata, decide di non voler essere più parte attiva della farsa che la vede vincolata a quell'uomo e, secondo me giustamente, decide di chiudere definitivamente ogni relazione con lui (anche poi per motivi legali e sociali, che la Chiesa dovrebbe considerare come motivazioni valide per questa scelta). Gli faccio presente quindi uno scenario come questo e la specificazione successiva è quasi inquietante: "se lei richiede il divorzio, e lui non vuole, tecnicamente lui può ancora fare la comunione, lei no, perchè la richiesta non andrebbe proprio fatta e quindi, facendola, dimostri di voler rompere il vincolo". Il tutto, ovviamente, sottolineando come lui mi stia solo riportando come funzionano le cose, non quindi un suo pensiero personale del quale è convinto in cuor suo. Però, davvero, pensare che i parametri da seguire siano realmente questi per la Chiesa fa rimanere fortemente interdetti. In sostanza, una povera donna (o uomo, ripeto) tradita e umiliata dovrebbe essere "cornuta e mazziata" accettando la cosa e non chiedendo il divorzio, al limite separandosi e basta, per poter ricevere l'eucarestia. E' una visione che, forse, poteva andare bene nel dopoguerra questa, quando tacitamente sembrava che tutto ruotasse attorno all'uomo e che per il bene della famiglia si dovesse ingoiare questo o quello... ma oggi proprio non si può. Anzi, secondo me non si poteva/doveva nemmeno allora, ma questo è un altro discorso. E realizzare tutto ciò mi fa capire perchè tanta gente si sia allontanata dalla Chiesa, anche intesa come spazio fisico (ricordo nella mia parrocchia, i primi anni '90, tantissimi bambini e attività di ogni tipo, oggi... il nulla!), non si può non aggiornarsi, non si può non avanzare al passo coi tempi, soprattutto non si può giustificare una scelta tanto "grave" per un cristiano come la negazione dell'ostia dietro motivazioni traballanti come queste. Perchè su, fermo restando che non ci si dovrebbe sposare "tanto per" e che durante la celebrazione è ben chiaro di che tipo di vincolo si tratti, però non posso davvero concepire come chi si macchia di violenze e crimini terribili possa comunque, pentendosi, ricevere il perdono e l'eucarestia e un divorziato magari fervente e praticante no, costringendolo così a vivere il fulcro del momento di preghiera come un emarginato. Ancor più poi se ha semplicemente "subito", in maniera unilaterale e per colpa dell'altra persona, la rottura di quel vincolo sacro. In questi casi è davvero giusto quindi restare "vincolati" a una persona del genere solo per poter ricevere l'eucarestia, ed è davvero tanto terribile un divorzio nato dalla sola necessità di non voler far parte di un'unione ipocrita e falsa da meritare una sostanziale "esclusione a vita" dal momento più forte per un fedele? Non si potrebbe trovare una soluzione quantomeno per queste situazioni di acclarata unilateralità della rottura, tutelando chi penso meriti di essere tutelato nel poter continuare a esercitare a pieno la propria fede?

Non so se sono riuscito a spiegarmi bene e soprattutto a riportare al meglio i temi del confronto, anche perchè la discussione è durata tanto e riassumerla non è semplice, l'argomento oltretutto è quantomeno "spinoso" e non vorrei mai urtare nessuno nè discuterne i valori di fede che, sia chiaro, io rispetto profondissimamente. In soldoni comunque questo inatteso dibattito di ieri mi ha dato di che meditare, e ho ritenuto quindi che potesse essere interessante confrontarci qui, se ne avrete voglia, anche su un tema tanto delicato come questo. Ascoltare altre opinioni, uguali o diversissime che siano, può essere solo un arricchimento, ovviamente l'importante è farlo nel rispetto degli altri, delle loro idee e della loro fede, per chi ovviamente e legittimamente ne possiede.

Alla prossima! ;)

martedì 28 ottobre 2014

"Perché l'argento sai si beve, ma l'oro si aspetta"

Non credevo fosse possibile emozionarsi nel profondo per un'apparentemente semplicissima letterina scritta su due pagine e mezzo di un foglio di quadernone. Non credevo potesse essere tanto coinvolgente ricevere un dono proveniente direttamente dal passato di qualcun'altro, da un periodo a me del tutto ignoto eppure attraverso questo dolce pensiero ora perfettamente immaginabile. Non credevo di poter più versare una lacrima sincera valutando che l'ultima la spesi oltre un decennio fa in occasione poi di un evento tanto tragico da giustificarla pienamente. Nè avrei pensato di poter soprattutto rivelare questo "segreto" e scriverne senza vergognarmene, considerando il mio carattere assai riservato, eppure così sto facendo. Insomma, non credevo davvero tante cose ma ho dovuto ricredermi.
Le emozioni degli ultimi giorni sono state incredibilmente forti ed intense, soprattutto perchè mi hanno colpito nel profondo laddove non immaginavo di poter essere vulnerabile, e quindi comprenderete bene come, una volta toccati in quello che credevamo essere il nostro punto forte, una volta scardinate le più apparentemente incrollabili resistenze, tutto quello che ci succede si amplifica in maniera straordinaria ed oltre ogni logica. E così davvero, ho impiegato quasi una giornata intera a tornare in me, tanto "sconquassante" era stata l'emozione che mi aveva investito in pieno con la forza di un treno in corsa, non perchè dolorosa (affatto!) ma perchè davvero infinitamente potente e del tutto inattesa.
E così capita che il battito del tuo cuore impazzisca e ti porti a star sveglio praticamente tutta una notte ad osservare il sonno di colei che, qualche ora prima, ti aveva appunto regalato questa immensa ed inattesa scarica di adrenalina iniettandotela direttamente nelle vene, salvo poi dirle il mattino dopo di aver "dormito benissimo" quando invece in realtà non hai chiuso occhio nemmeno un momento. Ma va bene lo stesso, è così bello guardarla riposare, così rasserenante, una dolcissima abitudine che ho preso praticamente subito e che mi ha portato a non perdermi ad esempio un momento tenerissimo nel quale, evidentemente sognando qualcosa di bello, alle prime luci dell'alba sorrideva nel sonno. Ed io per fortuna ero lì, a vegliare su di lei e a stringerla a me ancora più forte, immaginando dove potesse mai star viaggiando la sua mente. Se avessi dormito anch'io me lo sarei perso, e come dico spesso per dormire ho avuto e avrò tantissimo tempo in altri momenti, non è quindi certo la cosa che mi interessa fare lì.
Così la notte scorre veloce dentro le infinite carezze e gli abbracci che le riservo senza sosta e arriva il mattino, che rappresenterà il giorno del nuovo temporaneo saluto. L'emozione per quella lettera e per quel dolcissimo regalo nel frattempo riposto con cura nella valigia continua ad attanagliarmi, mi sento così importante per Lei e al contempo responsabilizzato da uno dei gesti più semplici eppure maggiormente significativi che possano esserci, sicuramente quello più importante che qualcuno avesse mai fatto prima per me: possiedo un suo oggetto personale adesso, un suo ricordo inestimabile di quando era bambina, anzi meglio ne sono affidatario, custode finchè non ci sarà un posto che oggi ancora non esiste ma che domani non potrà non esserci dove riportarglielo, dove restiturlo alla legittima proprietaria. Insomma è un pegno, una promessa, un simbolo straordinario e perfetto che mi ricorderà di quello che voglio e devo fare, di quel che sono oggi e di ciò che desidero diventare domani. Ovviamente non da solo, per quanto mi riguarda io solo non voglio starci proprio mai più, finalmente ho al mio fianco qualcuno che riesce a dirmi non quello che so ma tutto quello che non so dire, una persona che per certi versi è agli antipodi rispetto a me eppure è davvero l'unica che riesce a completarmi, l'unica nel cui sguardo innamorato e dolcissimo posso prima perdermi e poi costantemente ritrovarmi e riconoscermi, l'unica in cui identifico me stesso e i miei ideali.
Penso a tutte queste meraviglie e intanto purtroppo giunge il momento di salutarla. Staccarsi è più difficile che mai questa volta, la voglia di far saltare volutamente la mia partenza mi tenta profondamente ma mi rendo conto che così deve essere, almeno per un altro pò di tempo ancora, e che tutto quello che "perdo" adesso lo recupererò con gli interessi fra non molto. Così il mio treno arriva puntuale, ci salgo e prima che mi porti lontano dalla vista di Lei fino al prossimo incontro riesco a mandarle un bacio e a dirle che la amo con tutto il cuore. Mi metto a sedere, svuotato più che mai nell'anima, ed iniziano le ormai solite gallerie, quelle che dopo aver percorso qualcosa come 23 000 kilometri in un anno mi rendo conto di conoscere praticamente a memoria. Ma non mi interessa niente del viaggio nè della sua lunghezza, amo le partenze mentre i ritorni sono sempre dei semplici "passaggi obbligati" nei quali l'unico interesse è, al limite, quello che non ci siano ritardi, seppure anche quando capitano non mi cambi in realtà assolutamente nulla: perdere 5' all'andata sottraendoli al tempo con Lei è un disastro, arrivare a casa anche con 1 ora di ritardo al ritorno una semplice scocciatura che scivola presto via. Mentre Lei non va mai via, e pensando questo mi rendo conto di star mordendomi forte l'angolo di un unghia (un brutto vizio che avevo da piccolo, e che evidentemente ieri è tornato a farmi compagnia mentre ero "alienato" da tutti questi pensieri), tanto forte da farla sanguinare un pò. Sanguina come sanguina probabilmente qualcos'altro dentro me, un perfetto contrappasso dantasco per analogia. Mi manca davvero quasi il fiato, Lei mi scrive tanti messaggi dolci e io fatico quasi a starle dietro... poi però, fortunatamente, un respiro profondo, due, mando tutto giù e... posso finalmente intraprendere il mio viaggio col giusto spirito.
Diverse ore dopo arrivo a casa, abbastanza stanco soprattutto per la parte "romana" del viaggio (i mezzi pubblici sono una sciagura indescrivibile), eppure la primissima cosa che faccio è sistemare il suo regalo nel posto che, da qui alla restituzione, lo ospiterà. Sa tanto di Lei, profuma di Lei, questo mi fa sorridere di cuore e mi rendo così conto di quanto sia meraviglioso quello che ho, realizzando in un istante che anche se adesso e per un pò non saremo assieme io ho davvero trovato qualcosa di speciale, che rende ogni giorno migliore e più bella la mia vita. Qualcosa che vale tutta l'attesa che occorrerà ancora una volta per arrivare al nuovo momento in cui potrò ritrovarla e stringerla nuovamente e più forte a me, offrendomi l'ennesima occasione per farla sentire incredibilmente "mia". Solo e soltanto mia.
Finchè non servirà più partire, o tornare... perché saremo insieme, e allora sarà assolutamente uguale.



"Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale.
Per ogni cosa c'è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po' più nascosto.

Ma le più lunghe passeggiate,
le più bianche nevicate e le parole che ti scrivo
non so dove le ho comprate.
Di sicuro le ho cercate senza nessuna fretta,
perché l'argento sai si beve
ma l'oro si aspetta."

Alla prossima... ;)

sabato 18 ottobre 2014

Due Anni di "Righe Libere"

18 Ottobre 2012 - 18 Ottobre 2014. Due anni di "Righe Libere" e il sapore di un anniversario speciale. Si, anche se poi comprendo benissimo che il compleanno di un blog e ancor prima la sua esistenza possano sembrare qualcosa di quasi effimero e poco rilevante ai più, ma vi assicuro che davvero, oggi, non saprei proprio pensarmi senza questo spazio, e allora evidentemente qualcosa di speciale c'è davvero. Eh già, io senza "Righe Libere" proprio non si può, è come quelle cose che non vanno via neanche se non le vuoi più, nemmeno se ti convinci che è finita e basta: sono diventate a tal punto "tue" che è come se ci fossero sempre state, e quindi ti sembra inevitabile concludere che ci saranno sempre. Come ho detto in un altro contesto alla persona per me più speciale che esista, "prima non c'eri e adesso non potrebbe esserci nulla senza te": facendo ovviamente le dovute proporzioni del caso, dal momento che Lei è per me infinitamente più importante di qualsiasi altra cosa al mondo, è una considerazione assolutamente applicabile all'affetto che ormai mi lega al mio blog.
Questo spazio del resto mi ha fatto un enorme regalo, che poi è anche il segreto potente della scrittura e della comunicazione in generale: mi permette di comunicare liberamente e continuamente quel che ho dentro, dall'argomento più sciocco a quello magari più impegnativo e "sentito", e di farlo soprattutto a modo mio, quindi semplice, qualche volta scanzonato e burlone, spesso romantico e ogni tanto forse addirittura capace di arrivare al cuore dei lettori. Mi permetto di pensare una cosa tanto bella perchè, dalla lettura dei commenti di diversi pezzi scritti in questo biennio, ho con mia grande sorpresa riscontrato che alcuni sembrano davvero essere piaciuti a chi ha avuto la buonanima di soffermarcisi, e questo mi onora e stimola tantissimo: è infatti proprio grazie al confronto con chi passa costantemente di qui che ho potuto accrescere la capacità di mettermi in discussione e la voglia di aprirmi, trovando così la serenità per affidare a questo spazio, e quindi a voi, sostanzialmente tutte le mie emozioni comprese quelle più personali, senza preoccuparmi di rivangare nel passato coi suoi splendori ma anche qualche inevitabile miseria o di raccontare le bellezze del presente e i sogni legati ad un futuro in cui avrei tutta l'intenzione di volare, altissimo e felice.
Si lo so, a volte forse potrò apparire eccessivamente sognatore e utopista ma credo davvero in quello che dico, altrimenti non lo direi, semplicemente quando si tratta di scegliere se "esserci o non esserci", da sempre un tema dominante nell'esistenza di ognuno di noi, attraverso i miei "slanci" faccio capire che questo per me non è un dilemma: è troppa la voglia di scendere in campo, troppa la necessità di farlo da protagonista per sedermi in panchina ad aspettare silenziosamente un ipotetico momento buono che potrebbe non arrivare mai. Meglio quindi, molto meglio, apparire per come si è, palesarlo senza mezzi termini nè filtri e godere dell'effetto, piacevolissimo, che dà.
Ovviamente, non essendo assolutamente io un maestro del "tecnico", ciò che cerco con più o meno successo di comunicare non si esprime soltanto nella scrittura, ma passa praticamente sempre dall'interpretazione del cuore e delle emozioni. E questo è si il mio stile naturale, ma indubbiamente lo devo anche a chi, incrociato il mio cammino qui, mi ha stimolato a farlo sempre più e (spero) sempre meglio :)
E allora non posso che ringraziarvi di aver trasformato questo luogo in un ideale e bellissimo punto di ritrovo per me e per voi, dove si possono trarre i benefici del confronto con un gruppo attento e vivace che dialoga in armonia e rispetto reciproco, componente indispensabile in qualsiasi ambiente ed in qualsiasi mondo. E sia chiaro che non siamo qui a fare i chierichetti, che ci possa anche prima o poi essere una forte divergenza di opinioni con qualcuno è naturale, oltretutto personalmente ritengo che la diversità di idee sia sempre un arricchimento, per quanto mi riguarda quindi le mura possono anche vibrare l'importante è soltanto non passare mai il segno e concludere serenamente il confronto ;)
Perciò grazie infinite a tutti voi del contributo determinante e importantissimo che date, in questa esperienza ho potuto "incontrare" tante persone positive che pian piano sono entrate a far parte del mio quotidiano e delle quali ho sincera stima, una poi me la sono addirittura scelta come findanzata e mi dà continuo amore ed ispirazione positiva, a coronamento di una storia incredibile della quale però vi parlerò al meglio a tempo debito (non servirà attendere molto ^^), cosa potrei volere di più? Decisamente niente :)
Non mi resta quindi che salutarvi e riprendere posizione al centro di questo terzo anno di vita del blog. Questo almeno stando alle carte e alle mappe, che poi sono sempre diverse dal territorio e dalla realtà visto che in base a ciò che si incontra realmente lungo il cammino ci si può spostare lievemente sulla destra, quindi sulla sinistra e poi, sorprendentemente, perfino profondamente verso un nuovo punto cardinale, a dimostrazione che il percorso di ognuno di noi non è già scritto, è sorprendente e soprattutto è come ce lo creiamo, dunque non ci resta che vivere il nostro e... cercare di crearcelo buono :) Passano gli anni, cambiamo noi, gli stili e i contenuti, aumentano le esperienze e germogliano nuovi penseri nel cuore e nella testa... che fortuna avere un posto speciale dove poter raccontare tutto questo, dove avere la possibilità di lasciare tracce della propria vita :)

E allora buon compleanno "Righe Libere", e un carissimo saluto a tutti i tuoi (e quindi miei) amici! :)


Alla prossima! ;)

sabato 11 ottobre 2014

Il Dito e Non Il Cielo

Se ci pensate un momento praticamente ogni cosa che abbiamo attorno, a qualsiasi livello, varia a seconda degli occhi di chi la guarda. Quante volte vi sarà capitato di ritenere ad esempio stimabile o bella una persona che per qualcun'altro magari non lo è affatto, oppure di analizzare in un modo invece che in un altro i fatti e gli avvenimenti storici, politici e sociali creandovi così le vostre personali convinzioni in relazione ad essi scoprendole poi essere diametralmente opposte a quelle che si è fatto un vostro qualsiasi conoscente sempre sulla base degli stessi elementi da voi analizzati? Si dice che la varietà di idee, convinzioni, opinioni e stili di vita sia il bello del mondo e dei rapporti e probabilmente è anche vero, ma a rifletterci un momentino su è sicuramente curioso realizzare che praticamente qualsiasi cosa può risultare diversa a seconda di chi si mette ad osservarla. In ogni caso però, finchè rimaniamo in questo ambito di analisi autonoma e personale si potrà anche non essere d'accordo con il giudizio altrui ma, almeno, questo sarà in qualche modo fondato su qualcosa di concreto, di a modo suo ragionato, e quindi anche fosse non valido per noi risulterà sicuramente almeno rispettabile.
Il "problema" è che esiste però una categoria di persone, che poi è sorprendentemente (e mi sbilancerei pure azzardando un "tristemente") quella che costituisce statisticamente la maggior parte della popolazione, che invece pensa, dice e fa... quello che le viene sostanzialmente "suggerito", diciamo così. Un banalissimo esempio pratico può essere utile per esprimere al meglio il concetto: osservando la fotografia presente in questo post qual'è la prima cosa che guardate? il cielo o il dito che lo indica? Ecco, mi auguro e credo che la vostra risposta sia il cielo, eppure c'è davvero tanta gente che invece si ferma ad osservare il dito di chi indica invece di guardare coi suoi occhi ciò che le viene indicato facendosi così una propria idea autonoma di questo o quello.
Perchè questa riflessione? perchè l'evidenza del nostro quotidiano ce lo dice continuamente, basta pensare alle polemiche sul fronte politico dove la maggior parte di chi va a manifestare dissenso se vai a chiederglielo nemmeno conosce per cosa sta manifestando, oppure renderci conto che c'è chi si fa la fila di notte per comprare l' Iphone 6 appena uscito invece di andarlo ad acquistare in un qualsiasi altro giorno e orario come tutte le persone sane di mente credo farebbero (e non discuto che uno che ha il 5 voglia buttare i suoi soldi per avere il 6, ci mancherebbe, trovo però grottesca la necessità di fare la nottata per averlo alle 9:01 appena apre il negozio!). Ma finissero qui gli esempi tutto sommato andrebbe pure bene, e invece no, pure scendendo a un livello basso come è lo sport, pensate al recente Juve-Roma che ha portato infiniti veleni e accuse, finchè uno valuta le immagini ok, poi col regolamento alla mano può trarre le proprie conclusioni, ma c'è chi per partito preso segue come un pecorone le opinioni di figuri loschi e di provata bassezza etica e morale semplicemente perchè a questi viene dato spazio per parlare... e questo è aberrante. Lo è però ancora di più, se ci pensate un attimo, rendersi conto che è una settimana che si parla di questo invece che delle cose importanti davvero! altro che una partita!
Anche se poi oh, è assolutamente vero qui che ormai è sufficiente apparire per godere di "credibilità" e notorietà, basta pensare che c'è chi si mette in coda fuori dai locali e attende ore per vedere passargli davanti in dieci secondi netti il tronista di "Uomini e Donne" (solitamente un bellone palestrato dal QI inferiore al normale) che, ancora devo capire per quale arcana ragione, prende 4000 euro per una mezza serata in discoteca, o chi ritiene dei modelli degni di imitazione chiunque sia sotto l'occhio di una telecamera. E' davvero triste pensare tutto questo, e ci spiega però perfettamente perchè stiamo andando, in un crollo che purtroppo sembra irreversibile, sempre più a fondo come società.
Perchè appunto a noi follemente interessa della partita, del telefonino e del tronista, chi se ne frega del precario che sta ricercando a 500 euro il prossimo potenziale vaccino da terribili malattie, o del fatto che ci sia tanta gente che invece coi soldi del nostro Iphone 6 ci sfamerebbe per un mese la famiglia, o che persone molto più meritevoli del tronista, di Balotelli o del fighetto di turno dovrebbero essere imitate e seguite. Però si, a noi che ce ne importa, non a caso siamo anche l'unico paese dove dal crollo della DC ad ogni elezione si inverte il "colore" del partito al governo, proprio a sottolineare che una volta stiamo con questo e quella dopo con quell'altro come le bandieruole al vento che cambiano direzione all' improvviso, ci basta sentirci dire "è colpa di quelli prima" per passare sull' altro carro e, qualche anno dopo, puntualmente scendervi per ri-salire su quello che avevamo lasciato. Poi per carità, chi non è disposto a cambiare mai idea sbaglia più di tutti, ma non si può nemmeno andare col vento come un provetto Mastellone (chissà che fine ha fatto anzi... mi manca!).
E ribadisco, se mi si spiegassero le cose, il loro perchè e i motivi di queste scelte da parte di chi le fa non avrei nemmeno da ridire, sarebbe un' opnione diversa dalla mia ma almeno rispettabile, il problema è che per la maggior parte di queste cose non ti sanno dare risposta: del resto oh, nessuno ha mai ammesso di guardare Biscardi eppure per 20 anni è stato il programma sportivo più visto in Italia, così come di votare quel certo politico che però, chissà come mai, poi è stato eletto più volte a furor di popolo, quindi... o ci fanno o, più probabilmente... ci sono. E delle due non so quale è peggio, farsi fare fessi o... esserlo :|

E vabbè, termino qui questo mio certo poco usuale post verosimilmente piuttosto inconcludente però davvero, sto osservendo ogni giorno di più cose che non riesco proprio a concepire e allora... volevo capire se sono solamente io a pensarla così e, in realtà, va tutto bene. Non lo escludo eh ^^ E poi oh, fatemelo dire, se c'è gente che scrive senza problemi pezzi imperdibili come questo, se diamo spazio e attenzione a certi "babbi colossali" patentati che fanno post sull' essere rimasti senza chiavi di casa allora vale tutto, e quindi pure io posso permettermi, once in a lifetime, di scrivere un inutile post di respiro sociale ^^

E dopo questo fulgido esempio di cyberbullismo (^^) vi saluto con affetto augurandovi un buon weekend, non però prima di avervi tranquillizzati: state sereni, fra pochi giorni sarà il secondo compli-blog di Righe Libere e, per quella data, tornerò in tutta la mia cariante zuccherosità per la gioia vostra e soprattutto dei vostri dentisti ^^ Non vendo sogni, ma solide realtà! ^^

Alla prossima! ;)



mercoledì 1 ottobre 2014

Untitled

Vicino a casa mia c'è una scuola elementare, quella che io stesso ho frequentato, asilo compreso, durante i ruggenti anni '90. Mi capita quindi spesso, anche guardando semplicemente dalla finestra, di osservare il via vai delle "anime" che passano di qui. Giorni fà ero al parcheggio davanti l'istituto, oasi salvifica per chi come me cerca di trovare un pertugio per lasciare in sosta l' auto in questa grande e frenetica città, casualmente in orario di uscita dei bambini, e la mia attenzione si è soffermata su uno di loro: camminava lento, era l' ultimo della sua classe a scendere le scalette che conducono fuori dall' edificio, tutti i suoi compagni scappavano via di corsa mentre lui invece si guardava attorno, come se cercasse qualcosa, o meglio qualcuno. Mi incuriosisce per questo e cattura così la mia attenzione, quindi mi metto ad osservarlo ed ecco che, all'improvviso, gli esce un bellissimo sorriso nemmeno tanto diverso da quello che solitamente i bimbi hanno stampato sul viso, semplicemente più intenso, si illumina letteralmente e si mette a correre a perdifiato verso il suo "obiettivo" finalmente individuato. Tutto scorre veloce attorno a lui eppure mi sembra quasi di vederlo muoversi in "slow motion", con l' entusiasmo di chi ha appena realizzato che la persona che tanto desiderava trovare tra la folla è veramente lì tutta per lui, ed ora non chiede altro che andarsela ad abbracciare. Forte, forte, forte. Un ragazzino verso un padre. Ci ha messo qualche secondo a scorgerlo, sembrava smarrito, poi lo ha riconosciuto e si è acceso. Un breve lunghissimo attimo di stordimento, un tempo vuoto e sospeso che soltanto la pura felicità può prima interrompere e poi riempire.
Sono dell'idea che questo momento al quale ho assistito non credo casualmente abbia dentro di se tutte le risposte a quella domanda che, in fondo, ha segnato ed è effettivamente stata lo spartiacque della mia vita, eppure alla fine di queste risposte pur evidentissime non riesco a pronunciarne nemmeno una, forse perché in questo caso non posso sceglierle, o semplicemente perchè non ce la faccio a dirle, a raccontarle, a scriverle.
Meglio allora far parlare l'ultima immagine che è arrivata vivissima e fortissima fino al mio punto di osservazione di quel pomeriggio, e che fà capire nel modo migliore quello che evidentemente non mi riesce di spiegare: quando il figlio si mette a correre felice verso il genitore è eccezionale osservare il papà che lo guarda, soprattutto come se lo guarda. E quando lo abbraccia sorridendogli, sollevandolo su da terra con tutto lo zaino in spalla, ti dimostra con forza straordinaria che i figli non si preferiscono né si scelgono (come poi non si scelgono nemmeno i padri), si amano e basta. Si proteggono, si stringono e si abbracciano. Sempre, ogni momento, tenendoseli stretti stretti, fuori dalla scuola, a casa, qui e lì. Per sempre lì. E tu allora guardandoli capisci che nella vita può succedere di tutto, che possono trascorrere due anni oppure milioni, che puoi litigare, arrabbiarti, amare, sposarti, separarti, ri-nnamorarti, lavorare, morire, dormire, magari sognare che male non fa mai, ma quell’amore starà sempre e comunque lì, più grande e più forte di tutto il resto.
Insomma, essere spettatore di questo episodio è stato come rigiocare un attimo a nascondino e farlo stavolta con la storia, la mia, senza nemmeno rendermene inizialmente conto. Poi invece tutto è diventato chiaro, nel realizzare che probabilmente per quel bimbo ed il suo papà questa volta qui somiglia a quell' altra lì, che a sua volta somiglia a quell' altra là e così via. Come è giusto che sia, non un' eccezione ma la più splendida delle "regole", come dovrebbe essere per tutti i bimbi del mondo.
Già, immagino che proprio così dovesse essere ed invece, purtroppo, così non è stato anche per un altro bambino la cui immagine nella mia mente è sbiadita ma non sfocata, persa in un periodo in cui il divertimento era un pallone che rotola sul campo della parrocchia e poco più, sfumata in un tempo che sa di pane caldo e di quelle merendine che, assieme ai vestiti dell' epoca (ma questo forse è un bene ^^), non torneranno più.
Ho sempre sostenuto che gli altri, intesi come tutti coloro che non hanno vissuto la stessa cosa, non capiranno mai cosa significa, ma è ancora più vero che nemmeno io stesso, fino in fondo, lo so: no, non so realmente neanche io quanta roba (amore?) c’è dentro questa storia. Però lo sento, e forse non si può far altro, non si può spiegare, si sente e basta.
Perciò, alla fine della fiera, io preferisco vederla in un ottica positiva: se e quando mai sarà, tutto questo mi servirà per sapere esattamente ciò che non dovrò mai far mancare a chi somiglierà al bimbo dell' immagine sbiadita nella mia mente. Non servirà essere un super-eroe anche se poi certamente sarebbe bello poterlo apparire almeno ogni tanto ai suoi occhi, quello che più desidero è soltanto che sappia che l'uomo che uscendo da scuola cercherà e riconoscerà tra la folla farà per lui qualsiasi cosa e ci sarà sempre, e che pur con tutti i suoi limiti e gli immancabili errori che potrà commettere gli saprà dimostrare ed insegnare ogni giorno che non si deve mai smettere di credere nel valore e nell' importanza dei sentimenti più profondi che a nessun figlio possono essere mai ed in alcun modo negati. E lo farà nel modo più semplice, cioè regalandoglieli incondizionatamente come un papà degno di questo nome fa col suo bambino. Passo dopo passo tenendolo mano nella mano, sempre da una parte e sempre dalla stessa parte: quella di chi crede che l' amore sia semplicemente un sentimento da vivere, dare e condividere, e che di questo farà la sua bandiera.



"... quando dire "AMORE" diventa sottinteso,
quando davanti al sole la mattina
non sei più sorpreso,
dillo pure che sei
offeso ..."

Alla prossima... ;)

venerdì 19 settembre 2014

Storia Alla Rovescia

Questa storia è alla rovescia, parte dalla fine perché non se ne conosce l’ inizio, quasi fosse qualcosa esistente autonomamente da sempre, ma sono convinto che al termine del "viaggio" di questo post tutto diventerà più chiaro.
Questa storia racconta che non è mai finita veramente, perchè magari le cose possono girarti non al meglio per parecchio e puoi metterci del tuo anche tu e perderti un pochino qui e là lungo la via, ma se hai un sogno e un cuore che batte forte per alimentarti nello sforzo di riuscire ad afferrarlo alla fine lo raggiungi. E probabilmente riesci a farlo proprio per l' ostinata voglia e fermezza che hai avuto di inseguirlo. Questa storia ci suggerisce di guardare più spesso verso l' alto per scoprire che c’è sempre un cielo in cui perdersi sopra la nostra testa, e che questo cielo esiste per chiunque però per assurdo per raggiungerlo bisogna prima scendere e non affrettarsi subito salire, perché è da sotto che si inizia a costruire, da una base fatta di solide fondamenta, altrimenti si tratta solo di instabili castelli in aria destinati a cadere al primo alito di vento. Ma se mattone dopo mattone, usando solo quelli del materiale giusto e riponendoli con la più attenta cura, arrivi finalmente in alto, a quel punto è solo cielo azzurro sopra la testa, niente coperture, un' immensa volta celeste tutta per noi, anacronistici indiani eroi nelle immense praterie.
Tutti sono potenzialmente adatti protagonisti di questa storia anche se questa storia è destinata a trasformarsi in realtà solo per pochi. Perché lei dà generosamente a tutti il potere di seguirla ma poi sono pochi quelli che capiscono che il segreto è di utilizzare quello stesso potere per dire "ti amo".
Quindi facciamo subito una bella scrematura cominciando a mettere in chiaro le cose: fuori i secondi perché qui si vuole arrivare primi, si vuole ciò che si ha nel cuore e quello che lì dentro non c'è continua serenamente ad essere quel che non ci manca. Fuori anche chi non sa soffrire, perchè senza fatica non ottieni nulla, niente e tantomeno nessuno. Mai. Fuori i tristi per finta e i depressi per moda, non c'è peggior protagonista di chi si zavorra da solo ancor prima di cominciare e la sua storia sarebbe quindi già in partenza destinata al fallimento. Fuori anche chi sa solo giudicare senza però essere poi in grado, lui, di metterci la faccia e di giocare le proprie carte quando serve davvero farlo e fuori soprattutto chi non ha pensiero né attributi.
Detto questo, veniamo a noi: mettereste acqua nel serbatoio di una macchina sapendo che quella funziona solo con la benzina? ecco, il concetto base è questo, mi sono reso conto che "funziono" solo in un certo modo, che o ottengo/vivo quello che voglio e che mi necessita oppure sono tranquillamente capace di fare a meno di tutto il resto, semplicemente perchè non è ciò di cui ho bisogno. Non mi serve un palliativo, un qualcosa che sostituisca quel che desidero o che possa almeno assomigliargli, o mi prendo tutto oppure preferisco il niente. Insomma, non sono assolutamente tipo da compromessi, piuttosto uno di quelli che proprio non ce la fanno ad accettare che la vita a volte non si allinei perfettamente ai propri desideri. E non so dire se questo sia poi un bene o un male ma nemmeno me ne preoccupo, so solamente che ho viscerale bisogno di dare corpo e sostanza ai miei sogni perchè solo così sono pienamente felice, il resto non dico che lo vedo come un fallimento ma... quasi. E se fallimento potesse risultarvi una parola odiosa o eccessiva chiamatelo come volete, credo il senso si sia capito. Ecco, pur nel suo "estremismo" togliermi questa visione delle cose sarebbe un po' come privarmi di una parte di me che, pur nella mia (e quindi sua) imperfetta ed acclarata follia, mi contraddistingue. Per capirci, è una di quelle cose che sembrano essere da sempre in noi e che quindi per questo radicano al nostro interno la convinzione che non possano mai andarsene, anche se poi nella vita non si sa mai e secondo me è sempre meglio lasciarsi aperta la possibilità di cambiare piuttosto che ostinarsi nella chiusura di voler rimanere sempre uguali, pur magari con validissime motivazioni per restarci.
E allora, se siete ancora qui "sopravvissuti" quindi alla scrematura di cui sopra, addentriamoci nel finale della storia: ho iniziato ad invidiare chi ha il privilegio di poter guardare continuamente coi suoi occhi e senza alcun limite di tempo quello che io, invece, devo purtroppo PER ORA soltanto "accontentarmi" (si fa per dire) di incontrare per circa una decina di giorni al mese, su per giù. Li invidio con tutto il cuore perchè davvero non si rendono conto dell' enorme fortuna che hanno, dell' immensa ed eccezionale gioia che è immergersi in quegli occhi ed in quel sorriso che magari loro danno per scontato e che io invece bramo, giorno e notte e poi notte e giorno, al punto che per averli continuativamente tutti per me darei, e magari presto darò, qualsiasi cosa.
Si, io desidero fortemente tutto per me quel dolcissimo angelo che chi vive nell' immenso cielo sopra la mia testa ha accudito amorevolmente, lo ha cullato tenendolo a se, gli ha cantato la più dolce ninna nanna e poi lo ha fatto diventare un raggio di sole, ed in un lampo di luce lo ha inviato qui tra noi comuni mortali dicendogli "và ed illumina la Terra, và e fai germogliare un fiore". E sulla mia strada, proprio là dove sembrava non potesse/dovesse mai crescere niente, o comunque certamente mai qualcosa di tanto bello, ecco sbocciare il più fantastico dei fiori in tutta la sua magnificenza. E allora tendergli la mano era inevitabile, quasi un dovere, trasformatosi poi in immenso piacere e rivelatosi infine un eccezionale onore. E già tante fantastiche cose abbiamo fatto e vissuto assieme io e quel fiorellino, e per quelle che mancano c’è tutto il tempo che vogliamo, anche se proprio questa consapevolezza di avere un' infinità di tempo a disposizione non deve farci cadere nell' errore di darlo per scontato e quindi non sfruttarlo al massimo. No, non bisogna mollare niente, mai. Bisogna sempre volerne di più senza averne mai abbastanza, bisogna lottare, osare, credere e sempre continuare.
Soprattutto bisogna dar valore anche alle piccole cose che molto spesso sono il sale di un rapporto, come infatti intelligentemente facciamo, ed essere quindi felici pure di ciò che ad altri sembrerebbe niente e che invece a noi dà immensa gioia oggi, domani e per altro tempo ancora, chissà per quanto. Adesso non importa saperlo, ed anzi il non poterlo immaginare fa probabilmente un (bel) po' parte del segreto di questa grande felicità che ci accompagna.
Insomma, la ricerca prosegue, mai appagata, ed ogni tanto si bea pure di se stessa, come vivendo un sogno il cui aspetto più bello, più grande, più eccezionale di tutti è la sua normalità: siamo consapevoli che è così, e che proprio perché è così non potrà che continuare. Sempre più avanti, sempre di più, facendo della fine di ogni emozione... l' inizio di una nuova.

Alla prossima... ;)

venerdì 5 settembre 2014

Very Inspiring... Post :)

Caro amico, cara amica,
No, non sono il politico che con ciclica regolarità ti manda la letterina pre-fabbricata a casa per farsi votare alle elezioni attribuendosi non democraticamente una consolidata amicizia con te (anche perchè aò, avemo mai magnato pasta e fagioli assieme? nun me pare! ^^), però non si sa mai e un giorno potrei anche diventarlo, quindi in quel caso votami con fiducia :D
Ma a parte questa debolissima premessa che mi serviva per "dare l' attacco" più sciocco possibile a questo post dai contenuti imperdibili e talmente emozionanti che io stesso, già ora, fibrillo in attesa di scriverlo e immagino quindi quanto possiate farlo voi aspettando freneticamente di leggerlo (^^), voglio indebitamente appropriarmi, da bravo italiano, di un premio che ho visto essere stato dato in vari altri blog che seguo, a blogger ovviamente meritevoli, loro si, di riceverlo. Ma visto che hanno scritto che lo regalano a chi ha voglia di cimentarsi, oh... io non me lo faccio dire due volte, che chissà quando mi ri-capita ^^
Perciò, commosso come si conviene in queste occasioni, vado a introdurvi questo premio e le sue regole,

- ringraziare il/la blogger che ha generosamente dato il premio (lo ho rubato, ma vabbè, dirò dove e a chi ^^)
- elencare le regole e inserire l'immagine del premio (lo stiamo facendo ora)
- dire 7 cose che ti riguardano (sarà fatto)
- rimbalzare il premio ad altri 15 blogger (avendo io "rubato", vi farò liberamente rubare a vostra volta, come una grande famiglia felice ^^)
- inserire il logo del premio nel blog e seguire chi te lo ha dato (Ok!)

E allora, mi sono appropriato del premio avendo visitato i blog di Valeria e Shane, e visto che loro sono state così generose decidendo di "regalarlo", e che io dove c'è qualcosa gratis sono sempre presente e in prima fila... eccomi qui :D
Immagino la frenesia che avrete adesso di scoprire 7 e dico 7 cose interessantissime su di me, perciò non vi faccio attendere oltre e vi rivelo che...:

1) Visto che tutto questo nasce da un "furto", ebbene io sono sempre stato un bravo bambino ma alle elementari presi il pupazzetto del "Conte Dacula" (si, senza la "r", era verde e pelato, un cartone animato che andava in quegli anni :D) di un mio compagno di classe e me lo sono tenuto. E ancora oggi lo ho. Però è doveroso dire che questo stesso compagno di classe PRECEDENTEMENTE mi aveva preso e mai restituito un giochino del Game Boy, negando spudoratamente di averlo oltretutto, quindi io decisi in perfetto stile Hammurabi-Legge del Taglione o anche se preferite come mirabile contrapposizione dantesca (fate voi ^^) che gli avrei reso lo stesso dispiacere. E così andò, lui ha il mio gioco del Game Boy ed io il suo Conte Dacula pelato ^^ Non giudicatemi comunque, ero un bimbo, e sarà pure scattata la prescrizione ormai :D

2) Per alcuni anni ho avuto l' opportunità di gestire una rubrica sportiva su una piccola Radio ed è stato davvero bello e divertente, è un mondo che ho sempre amato quello.

3) Ho fatto credere per anni ad un mio amico di essere cugino di Gianluca Grignani. O meglio, glielo hanno fatto credere altri e non chiedetemi perchè, mi dissero di reggere il gioco e io lo ho fatto. Organizzammo anche falsi autografi e una telefonata per "dar peso" a questa bufala. Il mio amico solo dopo quasi un quinquennio ha scoperto la verità, quando non ho resistito e gliel' ho rivelata. Un momento divertentissimo, ne parlai anche in un vecchio post ^^

4) Posso fare bungee jumping, le scalate sulle rocce, andare ad alta quota, farmi seppellire vivo e tutto quello che volete... ma non fatemi vedere un ago, mai. Mi fanno davvero senso, soprattutto se poi so che sono "destinati" a me. E, in generale, fuggo con piacere i medici.

5) Credo di essere la persona perfetta da invitare a casa vostra a mangiare: qualsiasi cosa mi date io la finirò, anche non mi piacesse ^^ Questo perchè mio nonno mi diceva che se uno ti invita a mangiare non bisogna lasciargli niente nel piatto. Povero nonno, lui aveva fatto la guerra e mangiato bucce di patate nei campi di concentramento... posso capire che avesse un alto "valore" del cibo. L' unico piatto cui dovrei gioco-forza rinunciare sono i peperoni, mi hanno sempre dato problemi da piccolo e quindi ho pensato di essere intollerante, rinunciandoci per sempre. Io vivo bene senza di loro e, direi, loro fanno altrettanto senza me.

6) Non ho mai voluto guidare il motorino, pur potendo averlo, perchè non mi sembra un mezzo sicuro. In compenso, appena finito il liceo ho provveduto a prendere la patente, anche se amo assolutamente di più viaggiare con aerei e treni (se i posti ovviamente sono ben collegati).

7) Mia nonna è stata un punto fermo della mia infanzia e la mia prima maestra (lo era di mestiere, mi insegnò a leggere e scrivere ancor prima di andare in prima elementare), oltre che una straordinaria compagna di giochi e fonte di ispirazione e dolcezza. Voglio usare questo spazio per dedicarlo a lei con tutto l' amore che ho, oggi purtroppo la malattia che la affligge non le permette di comunicare con me, ma io spero che almeno così un pochino le arrivi. Perchè ciò che è scritto rimane per sempre, come anche la sua presenza nel mio cuore e nella mia vita. Mi manchi tantissimo.

7 bis) Questo è un jolly che mi prendo a mia discrezione (ormai faccio come me pare ^^): conosco una persona che se le dico che è nana si arrabbia molto. Non ne rivelo l' identità, e ammetto che in realtà non lo è assolutamente, però... mi piace stuzzicarla, quindi saluto questa nanetta con grande affetto :D

Bene "le jeux sont fait" come direbbe l'inossidabile Jocelyn! Spero sia stata una lettura divertente e, qui e lì, di aver magari detto qualcosina anche di utile per farmi conoscere un pochettino di più da chi passa da queste parti. Perciò beh, vi saluto e, come già detto, lascio a chiunque di voi lo desideri la possibilità di insignirsi autonomamente come ho fatto io di questo premio e di scrivermi, qui o nel suo blog, 7 cosette che lo riguardino :)

Alla prossima! ;)