lunedì 3 novembre 2014

Di Inattese Conversazioni "Sacre"

Ieri pomeriggio un mio caro amico festeggiava il conseguimento della laurea specialistica, quindi ci siamo ritrovati a casa sua per celebrare l'evento assieme a lui. Tralasciando la bontà "arrogante" dei panini caldi con porchetta di Ariccia e delle diverse altre cose buonissime che ci ha fatto trovare, è capitato casualmente di addentrarci in una discussione del tutto inattesa (e soprattutto non da noi! ^^) su argomenti molto particolari, e direi non di poco conto.
La presenza del nostro buon amico "S", del quale parlai alcuni mesi fa in un post estivo e che attualmente è seminarista, ha portato infatti un altro amico in particolare a fargli numerose domande sull'esperienza che sta vivendo, sulle dinamiche interne di questa nuova vita che ha scelto di intraprendere e, più in generale, su alcune posizioni della Chiesa. Così, dopo aver spaziato tra i più disparati argomenti con punti di vista più o meno differenti e lontani ma pur sempre "esauribili" passando serenamente oltre dopo un breve confronto, eccoci a quello che proprio non ti aspetti, e che sostanzialmente ha occupato una buona oretta di discussione interrottasi soltanto per l'obbligato rientro di "S" in seminario: l'ostia negata ai divorziati, argomento che stava molto a cuore soprattutto ad uno di noi ma che ha coinvolto sostanzialmente tutti quanti. Cercando di farla breve, la posizione della Chiesa è che chi va a porre termine alla sacralità del matrimonio, che appunto è ritenuto un vincolo sacro e indissolubile se non per cause di forza maggiore (il famoso "finchè morte non vi separi"), non può più ricevere la comunione essendo venuto meno alla promessa fatta sull'altare. Ora, detto che mi sono ripromesso di cercare di mantenere il più possibile la neutralità nell'esposizione della cosa, credo che nel 2014 potrebbe essere il caso che qualcosa da questo punto di vista venga quantomeno "rivalutato", che si facciano degli opportuni "distinguo" tra un caso di divorzio ed un altro. Perchè può capitare che due persone divorzino per incompatibilità di carattere, senza neanche delle casuse o degli strascichi negativi ma semplicemente rendendosi conto di non voler passare tutta la vita insieme, sono due bravi cristiani eppure non potranno più ricevere l'ostia. Già qui qualcosa "stride", visto che sappiamo che anche i peccati più gravi e le peggiori malefatte vengono perdonati e quindi ci si può legittimamente chiedere perchè non si possa perdonare anche chi ha si rotto, secondo la Chiesa, la sacralità di un vincolo indissolubile però non ha mica, ad esempio, tolto la vita a altri, o commesso crimini terribili su donne e bambini. Eppure così è, un omicida può fare la comunione, un divorziato no. Ma diciamo che, facendo un (grande) sforzo, posso anche accettare che un tutto sommato "sereno accordo" fra due persone che non vogliono più essere sposate sia visto dalla Chiesa come un atto di "insubordinazione", per così dire, rispetto a quello che si era promesso davanti a Dio. Faccio pur sempre discreta fatica pensando al discorso di poco fa sui crimini bestiali che vengono perdonati, ma diciamo che posso anche starci.
Non ci sto, però, quando chiedo ad "S" perchè una donna (o un uomo eh, assolutamente) che magari scopre relazioni extraconiugali del marito, altri figli o famiglie che questo ha altrove all'insaputa di tutti, dovrebbe essere privata del ricevere la comunione se, legittimamente mi sento di dire, decide di non aver più a che fare con questo individuo. "Tecnicamente", dice lui, "se non fa intervenire la Sacra Rota per annullare il matrimonio, se decide di separarsi e basta, non divorziando, può ricevere la comunione, se chiede il divorzio no. E' sbagliato probabilmente, ma è così". E qui, davvero, i conti non tornano più. Anche perchè, pensateci, è un'ipocrisia bella e buona, sostanzialmente la Chiesa non ha problemi a dare la comunione a un separato che non divorzia ma, nel frattempo, magari fa figli su figli con varie donne, semplicemente perchè questo "formalmente" è ancora marito di sua moglie agli occhi di Dio, mentre non può darla alla donna che, tradita e umiliata, decide di non voler essere più parte attiva della farsa che la vede vincolata a quell'uomo e, secondo me giustamente, decide di chiudere definitivamente ogni relazione con lui (anche poi per motivi legali e sociali, che la Chiesa dovrebbe considerare come motivazioni valide per questa scelta). Gli faccio presente quindi uno scenario come questo e la specificazione successiva è quasi inquietante: "se lei richiede il divorzio, e lui non vuole, tecnicamente lui può ancora fare la comunione, lei no, perchè la richiesta non andrebbe proprio fatta e quindi, facendola, dimostri di voler rompere il vincolo". Il tutto, ovviamente, sottolineando come lui mi stia solo riportando come funzionano le cose, non quindi un suo pensiero personale del quale è convinto in cuor suo. Però, davvero, pensare che i parametri da seguire siano realmente questi per la Chiesa fa rimanere fortemente interdetti. In sostanza, una povera donna (o uomo, ripeto) tradita e umiliata dovrebbe essere "cornuta e mazziata" accettando la cosa e non chiedendo il divorzio, al limite separandosi e basta, per poter ricevere l'eucarestia. E' una visione che, forse, poteva andare bene nel dopoguerra questa, quando tacitamente sembrava che tutto ruotasse attorno all'uomo e che per il bene della famiglia si dovesse ingoiare questo o quello... ma oggi proprio non si può. Anzi, secondo me non si poteva/doveva nemmeno allora, ma questo è un altro discorso. E realizzare tutto ciò mi fa capire perchè tanta gente si sia allontanata dalla Chiesa, anche intesa come spazio fisico (ricordo nella mia parrocchia, i primi anni '90, tantissimi bambini e attività di ogni tipo, oggi... il nulla!), non si può non aggiornarsi, non si può non avanzare al passo coi tempi, soprattutto non si può giustificare una scelta tanto "grave" per un cristiano come la negazione dell'ostia dietro motivazioni traballanti come queste. Perchè su, fermo restando che non ci si dovrebbe sposare "tanto per" e che durante la celebrazione è ben chiaro di che tipo di vincolo si tratti, però non posso davvero concepire come chi si macchia di violenze e crimini terribili possa comunque, pentendosi, ricevere il perdono e l'eucarestia e un divorziato magari fervente e praticante no, costringendolo così a vivere il fulcro del momento di preghiera come un emarginato. Ancor più poi se ha semplicemente "subito", in maniera unilaterale e per colpa dell'altra persona, la rottura di quel vincolo sacro. In questi casi è davvero giusto quindi restare "vincolati" a una persona del genere solo per poter ricevere l'eucarestia, ed è davvero tanto terribile un divorzio nato dalla sola necessità di non voler far parte di un'unione ipocrita e falsa da meritare una sostanziale "esclusione a vita" dal momento più forte per un fedele? Non si potrebbe trovare una soluzione quantomeno per queste situazioni di acclarata unilateralità della rottura, tutelando chi penso meriti di essere tutelato nel poter continuare a esercitare a pieno la propria fede?

Non so se sono riuscito a spiegarmi bene e soprattutto a riportare al meglio i temi del confronto, anche perchè la discussione è durata tanto e riassumerla non è semplice, l'argomento oltretutto è quantomeno "spinoso" e non vorrei mai urtare nessuno nè discuterne i valori di fede che, sia chiaro, io rispetto profondissimamente. In soldoni comunque questo inatteso dibattito di ieri mi ha dato di che meditare, e ho ritenuto quindi che potesse essere interessante confrontarci qui, se ne avrete voglia, anche su un tema tanto delicato come questo. Ascoltare altre opinioni, uguali o diversissime che siano, può essere solo un arricchimento, ovviamente l'importante è farlo nel rispetto degli altri, delle loro idee e della loro fede, per chi ovviamente e legittimamente ne possiede.

Alla prossima! ;)

25 commenti:

  1. Ti dirò brevemente e molto chiaramente come la penso io: la Chiesa non alza un dito (salvo qualche eccezione) per i preti pedofili e fa le storie a far fare la Comunione ad una coppia separata.
    A voi le critiche.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Misa.
      Quella che hai citato tu è una delle più enormi bestialità che possano verificarsi (e purtroppo si verificano) nel nostro mondo, Chiesa o non Chiesa. Certamente però il fatto che sia acclarato che accadano ANCHE all'interno di questo ambiente, approfittandosi della fragilità di chi ci si è recato magari in cerca di aiuto e trovando invece tutt'altro... rende tutto ancor più agghiacciante. Ed è vero che sicuramente non gestiscono questi gravissimi episodi nel modo giusto, talvolta difendono anche chi si macchia di questi abomini dandogli il perdono e tutto il sostegno possibile, mentre appunto un fedele divorziato è abbandonato al suo destino senza possibilità di appello. Quindi capisco il tuo punto di vista, estremo sicuramente ma... basato su considerazioni, purtroppo, oggettive.

      Un saluto e buona giornata ;)

      Elimina
  2. E' un tema estremamente delicato e spinosissimo da trattare..
    Trovo anacronistiche certe posizioni, e molte pure ingiuste ..
    Veramente si sorvola con leggerezza su altre questioni interne che vengono messe a tacere.
    La chiesa è fatta da uomini e come tutti hanno anche il diritto di sbagliare!!!
    Bacio Mauri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nella.
      Si, sicuramente il tema non è di quelli facili, per nulla, però mi ha davvero tanto colpito questo discorso fatto col mio amico diciamo "interno" alla Chiesa, e quindi mi è spontaneamente venuto da condividerlo, ben sapendo però che l'argomento fosse spinosissimo.
      Poi si, come dici bene tu, che se ne dica la Chiesa è comunque composta da uomini, che quindi come tali sbagliano, hanno sbagliato e sbaglieranno... infatti un altro discorso delicatissimo che abbiamo toccato coi miei amici era quello dell' "intercessione" del sacerdote, che insomma egli sia ritenuto essere il tramite tra il fedele e Dio... ma anche qua rischieremmo di non finire mai di parlarne.
      Rimanendo quindi in un ambito semplicemente analitico, che forse ci compete di più (sicuramente almeno per quanto riguarda me), penso si possa tranquillamente dire che alcune posizioni sono quasi medioevali... e che un aggiornamento per stare al passo coi tempi sarebbe doveroso, vedere quindi che per la maggior parte dei casi la Chiesa si arrocchi letteralmente dietro le sue leggi non penso sia il massimo se poi l'obiettivo è quello di unire... e invece mi sembra che, così facendo, allontani e divida.

      Un abbraccio a te :)

      Elimina
  3. argomento spinoso quello che hai tirato fuori te... e in cui mi sono fatta mille domande pure io... spero davvero che la Chiesa riesca ad aprirsi verso i divorziati, proprio per tutto quello che hai esposto tu; nel coro della mia parrocchia canta una ragazza ormai divorziata... non ti puoi immaginare le cose che si sono sentite su di lei che stava lì a prestare comunque il suo servizio... altra questione è quella legata alle convivenze... ho una carissima amica che lo scorso anno, dopo tanti anni di fidanzamento, è andata a convivere con il suo fidanzato... adesso lei è estromessa dal ricevere la Comunione, vivendo lei nel "peccato"... ne soffre molto... ma dopo tanti anni ha deciso di voler accettare la proposta di questo uomo che la ama... e che l'anno prossimo sposerà in chiesa! E mi sono domandata davvero più e più volte come era possibile che una persona come lei, così profonda e con un percorso di fede comunque forte, debba essere "tagliata fuori", mentre io ho tutte le carte per ricevere la comunione, non vivendo in particolari situazioni di peccato... mentre in realtà mi sento molto più distante di lei dalla fede! E' un discorso ingarbugliato... forse ne devo parlare pure io col mio amico seminarista... ;) buona giornata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Kanachan.
      Per quanto riguarda i divorzi beh, un cambio di direzione in questo senso mi sembra una cosa talmente oggettiva e importante, perchè ormai a giorno d'oggi quasi un matrimonio ogni due/tre "salta"... poi potremmo discutere della leggerezza con cui tanti si sposano, e mi troveresti d'accordissimo nel criticarli, però è oggettivo che i tempi che corrono hanno portato un "boom" da questo punto di vista, e bisognerebbe quindi fare opportune distinzioni tra chi rompe il matrimonio e chi subisce la rottura non tradendo quindi il "vincolo" che si era preso. Del resto oh, facendo un esempio estremizzato ma che rende l'idea, se tu firmi un contratto per la società X lavorando in coppia con una collega e lei, a tua insaputa, passa alla Y, non è che la X licenzia te visto come si è comportata lei... o no? Ognuno di noi può garantire solo per se stesso, e quindi dovrebbe rispondere, secondo me, solo per quello che lo riguarda.
      Ma veniamo alla seconda parte del tuo commento, un argomento a mio modo di vedere "pazzesco", e del quale peraltro sono a conoscenza in maniera dettagliata, visto che mia cugina, quando doveva sposarsi, ha avuto tantissimi problemi, arrivando a preferire di sposarsi in comune: spiegando in breve, anche lei conviveva con quello che oggi è il marito, è andata in Chiesa per iniziare a preparare il matrimonio ed è stata sincera ammettendo questa convivenza: apriti cielo! il parroco le ha detto di andare altrove e non dire, al prete successivo, che conviveva... e lei quindi, fortemente rattristata, ha preferito sposarsi in comune piuttosto che essere parte attiva di una farsa... ma scherziamo?! cioè, intanto, un prete che ti chiede di mentire a un altro prete, che così "occhio non vede e cuore non duole", già di per se... è aberrante, e ti fa capire che lui per primo non ha capito parecchio sull' essere fedeli veri, perchè una menzogna Dio, se esiste, la scopre uguale, no? anzi è peggio, direi, mentire sapendo di mentire. Ma comunque, è allucinante pensare che, oggi, una coppia sia ritenuta peccatrice perchè convive! E che per sposarti in Chiesa devi mentire. Io capisco il fascino antico del "ci sposiamo e viviamo assieme da quel giorno", è anche bello e romantico (così come discorsi magari legati ai rapporti tra i due, altro argomenti mica male), ma quanto è realistico? cioè, non tutti hanno la possibilità di trovarsi una casa dove vivere da soli nel frattempo, e allora che fanno, tutti da mamma e papà perchè se hai la fidanzata non puoi conviverci se non te la sposi sennò sei peccatore? E poi dai, anche a livello sociale, una convivenza secondo me è sempre buona cosa, non perchè serva come "prova" (pure se non è inutile da questo punto di vista, perchè stare sempre assieme è un conto rispetto a non starci, occupandosi poi a quel punto di tutti gli aspetti della casa) ma semplicemente perchè è giusto che due persone che stanno insieme, si amano e vogliono/possono farlo decidano di darsi il massimo possibile del tempo attraverso questa scelta, di condividere tutto "giocandosi" secondo me al meglio il tempo che hanno a disposizione.

      --->

      Elimina
    2. --->

      Cioè, lo ribadisco, è bella l'idea dell'inizio di una nuova vita da subito dopo il matrimonio, quindi sorprendersi di tutte le novità che porta una casa nuova, dinamiche nuove ecc... ma è anche vero che la nostra realtà ci porta a fare altro e, questo altro, non è poi direi per nulla sbagliato. Voglio dire, se la mia fidanzata andasse a lavorare in un posto X, ed io potessi abitare con lei lì perchè magari ho un lavoro che mi permette di spostarmi, perchè non dovrei andarci? E perchè questo gesto d'amore (perchè per me è molto più un esempio d'amore andare dove ti porta il cuore solo per stare vicino a chi ami piuttosto che aspettare gli eventi ognuno a casa sua) dovrebbe poi, per assurdo, essere visto dalla Chiesa come un "peccato"?
      No, davvero... qualcosa non torna se appunto abbiamo esempi di questo tipo, se si allontana in tutti i modi anche chi nel concreto non fa nulla di male o sbagliato, mentre situazioni terrificanti vengono "insabbiate", "comprese" e soprattutto perdonate.

      Una buona giornata a te, e grazie di questo bello spunto di riflessione che mi hai dato ;)

      Elimina
  4. La Chiesa non riesce a guardare avanti nel concreto. E rimane ancorata a posizioni che, oggi come oggi, hanno poco senso. Del tutto scollata dalla realtà. E, secondo me, questa è la sua "colpa" più grave.
    Di oggi la notizia che un alto prelato romano si è scagliato contro le unioni civili, ribadendo che "il vero matrimonio è quello tra uomo e donna".
    Matrimonio? Ma si sta parlando di unioni.
    In concreto, con questa visione gretta e ottusa della realtà e soprattutto con la mancanza di rispetto dell'individuo, che la contraddistingue, è destinata all'estinzione.
    Ciao Maurizio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mariella,hai ragione ma quel che non si vuol comprendere a mio giudizio non è che la Chiesa deve cambiare è chi ne fa parte se la ritiene contradittoria o poco risepettosa e lontana dalle parole del Cristo debba fare altre scelte.L'uniome fra uomo e donna è parte di questa religione chi è Cattolico lo deve accettare altrimenti se si ritiene Cristiano nulla gli può impedire di coltivare la sua fede anche da sola.
      Il matrimonio di questo tipo è un vincolo prettamente Cristiano,al tempo del paganesimo l'unione era altra cosa e con altro intento.E poi mi chiedo se davvero un unione fra due esseri che provano un legame debbano necessariamente essere benedetti dalla Chiesa.Credo che Dio sia più immenso.
      Semmai il problema è nella società che con o senza vincoli rispetti questi legami e permetta i matrimoni omosessuali al di là di ogni religione.E credo che comunque non si possa far parte di una comunità religuiosa che ti rifiuta ed emargina,su questo dovrebbero riflettere molti praticanti,se restare o andare., non pretendere di cambiare quel che non può essere cambiato per ragioni che qui non sto a scrivere.Ciao.

      Elimina
    2. Faccio due risposte allora ;)

      Per Mariella: Sulla prima parte sono d'accordissimo con te, posizioni con pochissimo senso alle quali ci si ancora pur rendendosi conto di essere assolutamente lontani dalla realtà attuale.
      Sulle unioni civili beh, non sono al corrente della notizia nello specifico però si, si parla di due cose distinte, un matrimonio non è un unione civile e viceversa. Sicuramente da questo punto di vista la Chiesa non si aprirà mai, poi io personalmente sono assolutamente aperto e tollerante in quest'ottica e credo che ogni forma d'amore abbia diritto comunque di essere celebrata, sicuramente non mi aspetto lo faranno mai in Chiesa, ma nemmeno io, fossi interessato a questo tipo di situazione per me stesso, spingerei per farla lì ecco. Credo che le due cose debbano rimanere separate, quindi che la Chiesa non debba criticare quello che avviene al suo esterno, può non condividerlo ma sempre all'esterno avviene. E viceversa chiaro, chi vuol celebrare una legittimissima unione civile deve poterlo fare ma non esigerlo in Chiesa, visto che sicuramente non potrà mai ottenerlo perchè non c'è nulla, nella religione Cattolica che lo preveda, volenti o nolenti. Detto questo, se ognuno si attenesse al proprio ambito credo ne guadagneremmo credo tutti ;) Anche se troppo spesso c'è chi prevarica, sconfina, si intromette... a tutti i livelli eh, perchè c'è anche chi vuol cambiare ciò che non si può cambiare, e questo non è giusto.
      Detto tutto ciò sicuramente mi trovo d'accordo con la tua conclusione, il rischio di alienarsi dalla realtà, e dalle persone, è forte per la Chiesa in questo momento.

      Una buona giornata a te, ciao! :)

      Elimina
    3. Per Carolina: Il tuo punto di vista è sempre interessante, sarà anche per quel lato fortemente spirituale che hai. Penso sia un pregio, infatti hai ben analizzato la situazione in modo piuttosto asciutto, ma in fin dei conti dicendo quello che è: per la Chiesa Cattolica quel vincolo è sacro, e dietro questa considerazione "giustifica" appunto la negazione dell' eucarestia per chi magari divorzia anche se non ha rotto lui il vincolo. Perchè lo giustifica? perchè è così e basta. Questa è la risposta che ti danno, anche il mio amico seminarista infatti è andato in difficoltà perchè, effettivamente, uno può dire in merito tutto quello che vuole, anche di giustissimo e condivisibile, però al dunque "hai rotto per qualsiasi motivo il vincolo sacro? non c'è altro da dire, era sacro, quindi accettalo".
      Anche io come te, comunque, credo che Dio, se c'è, sia assolutamente più immenso e grande dal fossilizzarsi sul fatto che una persona sia divorziata o meno, o sul fatto che un amore sia benedetto o meno da una celebrazione in Chiesa: un amore, se esiste ed è vero, c'è a prescindere da tutto il resto, secondo me ;)
      Quindi si, la tua posizione è molto moderna e "lucida", effettivamente bisognerebbe riuscire a slegarsi da tante sovrastrutture e discernere, attraverso un analisi dei fatti oggettivi, se poi sia giusto essere/sentirsi "emarginati" o comunque poco tutelati anche essendo poi, al di là di qualsiasi divorzio o tendenza, credenti e rispettosi. Purtroppo questo non è facile, perchè muovere una semplice riflessione fuori dagli schemi sembra eresia, e allora... c'è chi resta comunque e chi si allontana definitivamente, senza mezze misure.

      Buona giornata! :)

      Elimina
  5. Trovo la Chiesa anchilosata da mille contraddizioni e incartata in una burocrazia. Un fratello di Gesù che tornasse tra noi, passerebbe del tempo a prendere a calci i Nuovi Mercanti del Tempio. Ma se parlate con gli addetti ai lavori, vi diranno che non è previsto che possa tornare un altro Gesù tra noi. Vale a dire che noi Minimi e Imperfetti, gestiamo la Volontà dell'Onnipotente. Basta questo a comprendere come contempliamo in maniera becera lo Straordinario. Ma sembra che in Seminario si studi ben altro..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa che il fratello di Gesù si metterebbe decisamente le mani nei capelli ^^ La Chiesa sembra davvero una roccaforte, anche perchè è gestita e governata poi da persone molto "datate", e anche questo credo sia un limite, seppure poi c'è anche chi è anagraficamente magari stagionato ma mentalmente aperto... il problema è, credo, che sono in pochi, e che comunque il lungo periodo di internato li renda tutto sommato "assuefatti" al funzionamento delle cose, se ci pensi succede anche in tanti altri ambiti sociali (prendi i posti dove c'è la malavita, o quando fai un concorso che "tanto si sa già chi passa", e infatti poi così và).
      Sicuramente io noto una grossa "barriera" che divide chi sta dentro con chi sta al di fuori, la vedo molto bene ora grazie a questo mio amico che, pure, conserva assolutamente le sue opinioni e i suoi punti di vista (almeno per ora ^^), ma che chiaramente conosce anche quello che noi non sospettiamo minimamente. E si sa, dove ci sono barriere... non si va lontano, una barriera è fatta per dividere, la spiritualità invece, credo, serva ad unire e a dare un senso di giustizia e serenità.

      Elimina
  6. Ciao Maurizio,sorvolo su tutto quello che potrei dire sarebbe un discorso molto lungo.
    Il tuo discorso non fa una piega.Nel corso degli anni sia ficcando il naso un po' qua e là nelle varie religioni e nei vari partiti politici mi sono resa conto che la critica va fatta al contrario o meglio la domanda da porsi non è: perchè quella religione non cambia questo o quello ? Ma è : quanta corrispondenza esiste fra i dogmi di tal religione e il mio sentire?In tal caso rivalutare le proprie scelte.Spiegato così sembra semplicistica la cosa va da sè che dietro a quanto ho scritto eistono altre argomentazioni che non porto qui ora.
    La Chiesa Cattolica Cristiana si fonda su alcuni dogmi cambiarli o abolirli non la rende più tale oltre al fatto che mutando alcune chiamiamole "idee" le costerebbe un ammissione di colpa di aver predicato bene e razzolato male da secoli,oltre a rendere palese la fragilità e la menzogna su cui si fonda.Mi dispiace di urtare la sensibilità di qualcuno che legge ed è fermamente Cristiano, ma di fatto come Leonardo Boff disse la Chiesa clericale è più vicina ai palazzi di Cesare che non alla barca di Pietro.Discorso che vale per ogni religione le prime ad oprimere la libertà altrui e ha mortificare la dignità degli esseri da secoli e secoli.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rieccoci, Carolina :)
      Non è affatto semplicistica la cosa che hai spiegato, anzi... è semplicemente chiarissima pure nel sua enorme complessità :) Del resto molto spesso basta andare alle domande fondamentali, come questa che ti sei posta tu, per by-passare milioni di muri e scervellamenti che, tutto sommato, sono inutili se poi, a monte, non c'è una risposta certa alla domanda che tu hai posto qui. Marx diceva che la religione è l'oppio dei popoli, sicuramente è un' affermazione forte, ma c'è un fondamento di verità indiscutibile: la religione è spesso "servita" per tener buono il popolo, per rispondere attraverso i suoi dogmi e insegnamento alle domande cui non si può aver risposta, e quindi sostanzialmente dicendoci pirandellianamente "così è se vi pare, e pure se non vi pare". E posso capire che in certi periodi storici, con mille problemi, si stava curvi su se stessi e non ci si ponevano certo più di tante domande, ma oggi, in un periodo nel quale la gente ha alzato la testa (a volte anche troppo, sicuramente), queste "risposte" non bastano più. Perchè appunto, come si evince dai vari commenti che abbiamo avuto qui, non ci basta più sapere che una cosa "è così", necessitiamo di esserne convinti. E meno male dico io ;)
      Quindi ecco, è fondamentale secondo me che ognuno di noi di ponga prima di tutto la domanda riguardante il suo sentire, quello che ha lui nel cuore, quello che avverte come necessario nella e per la sua spiritualità. Rispondendo poi a questa domanda potrà rendersi conto di quanto è più o meno vicino, o lontano, dalla religione, e trarre le sue conclusioni, il tutto fermo restando che la fortissima spiritualità (o l'assenza totale) di chiunque vada rispettata, sempre, e in modo chiaramente reciproco (perchè alcune religioni prevaricano parecchio le altre "imponendo" le loro necessità salvo poi non concedere lo stesso sui loro territori... ma questa è una storia nella quale non mi addentrerei... ^^).

      Un saluto a te :)

      Elimina
    2. Ciao Maurizio ottime risposte.
      Con l'accettazione del sacro matrimonio cattolico,accetti anche di essere Cattolico,ovviamene già il fatto che ti sposi in chiesa è accettazione di quella data religione a priori.Chiunque entri in questa chiamiamola "congrega" ne dovrebbe conoscere le regole e le leggi,ma spesso così non è, esiste un divario enorme fra il catechismo delle elementari e i piani superiori e sempre enorme è il baratro fra l'insegnamento del Cattolicesimo exoterico e quello esoterico ed è quest'ultimo che la Chiesa tende a celare e a volte a negare, anche ai suoi seminaristi.
      Il rito del matrimonio è un giuramento,sottolineo giuramento, fra l'altro si tratta di un giuramento al di sopra della nostra capacità umana, gli uomini sono Dei allo stato embrionale.L'eucarestia è un rito,ovviamente vino e ostia sono il simbolo di pane e sangue del Cristo.In questo rito sono presenti il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Gesù,collegamento diretto con Dio.
      Sei parte di una comunità Cristiana, vi sono diritti( mah!) e doveri, il matrimonio comporta un giuramento davanti a Dio, con la comunione ricevi i sacramenti di Cristo,tutto è parte di questa comunità il sol fatto di rompere un giuramento,come di fare la comunione senza confessarsi(purificazione dai peccati, ci vuole purezza davanti al Cristo ed esserene parte,sottolineo parte) non ti rende più degno di esserne parte.Punto.Inutile discutere quel che a noi piace o no.
      Tutto questo è in parte verità e in parte invenzione.vero è il simbolismo e come ogni simbolo va rispettato, falso è l'uso che se ne fa di questi simboli a volte la Chiesa stessa li profana.
      Mi ripeto questa è la parte exoterica,la più comune e semplice.La parte esoterica della valenza di questi riti e altra cosa ancora,e qui purtroppo la Chiesa Cattolica e non solo dovrebbe farsi un esame di coscienza.
      Il perdono fa parte della bontà e dei dogmi Cristiani in generale,per questo si può perdonare un crimine,ma non chi ha in qualche modo spezzato un legame con Dio o il Cristo,insomma profanato i simboli sstessi e la loro rappresentazione.
      Il commandamento non uccidere, è semmai un buon consiglio che si apre a più religioni,non un rito, non un atto simbolico,non un giuramento a Dio,è semmai un peccato, peccare è umano per questo si può e si dovrebbe perdonare, è un qualcosa che esorta dalla religione stessa,sebbene sia uno dei comandamenti iscritti nella bibbia, ma non è un giuramento (tipo quelli di sangue per intenderci sul loro valore) di fedeltà verso una religione, divorziare è spezzare un legame con l'altra persona,la comunità intera e la religione stessa mancando di rispetto più verso la religione stessa che a Dio.
      In fine la parte più,sorvolo sul termine,questo resta comunque un modo come un altro per assoggetare le persone alla religione stessa, rompere un giuramento e profanare un rito non ti rende più degno e ti toglie tutti i dirittti.Chi mai oserebbe perdere il suo posto in paradiso dopo tutto quello che si racconta dell'inferno.E il gioco è fatto.
      Ciao.















      .......
      Non so se mi sono spiegata :-)).

      Elimina
    3. Carolina, che dire...
      hai dato molti contributi a questo post, si vede che ne sai molto sull'argomento e che hai tanto da dire, del resto leggendoti come già ti dissi avevo intuito bene quanto fosse accentuata la tua parte spirituale :) Posso semplicemente ringraziarti di aver condiviso qui tutte queste cose, personalmente mi hai molto coinvolto ed interessato, mettendo in luce aspetti che non avevo ancora mai considerato e insegnandomi così cose nuove. E insomma, non penso ci sia nulla di meglio, in un confronto, che uscirne sapendo di aver appreso cose nuove, no? :)

      Quindi molte grazie e... ti sei spiegata benissimo! ;)

      Elimina
  7. Molto elaborato il tuo ragionamento ed il confronto che sei riuscito a creare tra tutti i lettori e non.
    Se non sono intervenuta prima è perché conosco poco l'argomento divorzio ed è stato molto interessante ciò che ci ha fatto capire Carolina Verzelletti a cui vanno i mie complimenti.
    Ti abbraccio Maurizio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Pia, buongiorno :)
      Si, sono contento io per primo che da una riflessione anche piuttosto semplice in realtà e fatta da uno come me che, insomma, di queste cose non ne sa/si interessa tantissimo sia nato questo bel confronto, con tante voce a portare il loro contributo significativo. Carolina poi è una persona che ha una forte spiritualità e sensibilità su questi argomenti, chi come me la legge d'abitudine lo avverte molto bene questo, e direi che lo ha confermato in pieno, contribuendo tantissimo alla buona riuscita del post e del confronto :)

      Un abbraccio a te e buona giornata! :)

      Elimina
  8. Se li conosci li eviti, Mauri, fidati di me!
    Ho imparato a conoscerli molto bene in questo mio periodo romano... e li eviterò per un bel pezzo!
    Ma non tutti, chè alcuni sanno il fatto loro.

    Un abbraccio
    Astro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, il mio caro e buon amico "S" non posso mollarlo, a volte vorrei ma... no, non si può ^^
      Quanto agli altri, beh, di mio non ci sto minimamente a contatto da parecchi anni, quindi non corro il rischio :)

      Un saluto a te, bentornata :)

      Elimina
  9. Aaaaaaaaah, quante cose direi su questo argomento. Altro che la discussione su WA (treeemi, eh?ihih).
    Come sai io sono una Cristiana a modo mio, come in fondo lo sei anche tu, sssu, diciamolo.
    Non appoggio assolutamente molte delle scelte della Chiesa, soprattutto le sue chiusure dovute più a ragioni 'terrene' che a torti verso Dio.
    Molto bello il discorso di Carolina, sicuramente dettagliato e pieno di informazioni interessanti e nuove, almeno per me. Tuttavia non credo che si possa dire che è inutile discutere su quello che ci piace o no, perché non è una questione di gusto nostro e personale ma della Chiesa stessa.
    Basti pensare, ad esempio, che le chiese (intese come edifici) ad oggi sono veri e propri luoghi in cui lo sfarzo la fa da padrone eppure non mi sembra che ai tempi di Cristo in terra fosse così. Si chiedono offerte ai Cristiani, ci spronano a fare beneficenza (cosa buona e giusta, su questo non discuto, per carità) però loro intanto prendono stipendi e godono di agevolazioni fiscali (http://www.ilpost.it/2011/08/20/privilegi-esenzioni-chiesa/) e non fanno neanche metà delle cose che potrebbero, in vista della loro capacità economica.
    Ma va bene, passiamo, perché il fulcro del tuo post non è quello e quindi andiamoci.
    Chi è divorziato non può prendere l'Ostia.
    Mamma mia.
    Mamma mia.

    Prima di tutto io non vedo come quello che facciamo nella vita privata nel rispetto degli altri possa offendere Dio. Se non amo più una persona mi dite per quale motivo devo restarci insieme?E se mi ci lascio perché devo essere bandito dall'Eucarestia?
    Perché ho fatto un giuramento davanti a Dio?
    Davanti a Lui giuro anche fedeltà eterna al coniuge, perché ai traditori l'Ostia è concessa?
    Non si dovrebbe prendere neanche senza la Confessione prima: chi è che va a controllare che io sono priva di peccato?
    Poi anche sulla Confessione avrei da dirne, eh. Perché devo andare ad espiare i miei peccati ad un uomo fatto di carne e peccato come me?Non vedo corretta questa posizione 'privilegiata' dei preti che non ho nessuna garanzia siano i degni rappresentanti e portatori della parola di Dio.
    Ma va bene, sorvoliamo ancora e ritorniamo al fatto dell'Ostia.

    Se ti sposi sei consapevole che non puoi dividere quello che Dio unisce, quindi perché è possibile annullare il matrimonio alla Sacra Rota?Se io vado a sposarmi in Chiesa e tu mi dici che il divorzio non ha mai ragione di esistere perché istituisci un organo che abbia la capacità di annullare quello che presupponi non possa avvenire?
    Allora cambia solo il nome: il divorzio in ragione giuridica e l'annullamento è questione religiosa. Ma di fatto avviene la stessa rottura di un patto.
    Quindi qualcuno mi spiega di cosa parliamo?

    Mi sembra che su questo ultimo pezzo che ho scritto sia racchiuso proprio tutto e che non potrei aggiungere nulla di meglio. Sarei proprio curiosa di vedere cosa mi risponderebbe un prete. Però vorrei una risposta inattaccabile e reale.

    Con questa ti saluto e non mi fare arrabbiare che sono in vena, oggi xD
    Ti amo e se un giorno vorrai sposarmi e poi divorziare non so se potrai contare sull'ostia ma sicuramente sulla Estrema Unzione, si. :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vediamo se riesco a fare questo commento, tra i miei mille acciacchi di questi giorni ^^
      Come ho avuto già modo di dirti hai fatto davvero un ottimo commento, pieno di cose che condivido. Ovviamente ero già a conoscenza di qualcuna di queste, ma certamente non così nel dettaglio e su argomenti a 360°. Ho trovato particolarmente "illuminata" l'osservazione sul senso della Sacra Rota, effettivamente sembra un palese controsenso la sua esistenza all'interno di un contesto che professa di non prevedere ciò che essa invece.. è adibita a fare. Davvero una bella intuizione insomma, che avrei voluto fare al mio (e pure tuo ^^) amico "S", potrebbe essere lui il prete con cui potrai avere il confronto che paventavi a fine commento, se vuoi organizzo ;)
      In ordine sparso, poi, fa effettivamente riflettere il discorso "sfarzo/agevolazioni/stipendi" se paragonato sempre a ciò che si professa, anche se credo che alcuni ordini siano più "discreti" di altri che, invece, non lo sono affatto, il discorso della confessione poi meriterebbe una riflessione ulteriore perché anche lì l'intercessione del sacerdote è un punto dove credo sia lecito dibattere (Alberto e "S" lo han fatto lungamente).
      Infine, sul punto focale e cioè l'ostia ai divorziati, credo che sia assolutamente un qualcosa di anacronistico e diciamo "cervellotico"... e probabilmente potrei usare un termine diverso, ma vabbe': non voglio l'estrema unzione, ma nemmeno la scomunica ^^

      Ti amo tanto e puoi levare il "se vorrai" a quella frase finale, per il resto no, non voglio farti arrabbiare, ne ora ne mai.. o almeno mai più :P

      :-*

      Elimina
  10. hai riaperto il dibattito....non ti era bastato! :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi basta mai! ^^ ho la sindrome da talk show! :))))

      E comunque, tu pensi davvero di cavartela così??? Tu che eri oltretutto lì presente nella diatriba tra il nostro Don "S" e il più che mai pimpante Alberto???

      :)))))

      Elimina