mercoledì 26 febbraio 2014

Tempo

Tempo, time, tiempo, temps, zeit. In qualunque lingua lo si dica non cambia la sostanza, il tempo scorre inesorabile per tutti ma lo fa onestamente, offre ad ognuno di noi le più molteplici possibilità per utilizzarlo al meglio, poi sta a ciascuno saperlo sfruttare nella maniera migliore. Perchè molte volte siamo noi stessi ad ostacolarci, a decidere più o meno coscienziosamente di non approfittare della libertà più preziosa che abbiamo, ovvero quella di regalarci e regalare tempo. Si, perchè il tempo è un regalo, intanto per noi stessi ma poi ovviamente anche per le persone cui decidiamo di donarlo, ed è l'omaggio più bello perchè ci si può "mettere dentro" tutto: ore di comodo relax come esperienze avventurose, milioni di parole oppure pochi e semplicissimi gesti silenziosi, viaggi reali o viaggi con la mente, e chi più ne ha più ne metta, la lista è potenzialmente infinita, pensate a qualsiasi cosa... ecco, potete senz'altro metterla nel vostro tempo.
Insomma, se è vero (e lo è) che il suo imperversare su di noi è inevitabile, è altrettanto evidente che dall'utilizzo che decidiamo di farne può cambiare la nostra prospettiva e percezione sul suo scorrere. Io ad esempio da alcuni mesi ho modificato, del tutto, il mio modo di vivere e di investire il tempo a mia disposizione. Per quanto abbia sempre cercato di utilizzarlo in modo saggio, credo in buona parte anche riuscendoci abbastanza, non avevo certamente mai scoperto la bellezza di desiderare, da qualcun'altro, non regali materiali, non premi o chissà che cosa, ma semplicemente di ricevere in dono il suo tempo. E a mia volta di regalare io il mio a quella stessa persona. Si, è una cosa davvero speciale avere la possibilità di inserirmi nel tempo di qualcun'altro che desidera fondere il suo col mio almeno quanto lo voglio io, sempre, continuamente e ogni volta di più. Ed allora ti occorgi di quanto, per stare al meglio "dentro" il suo tempo, ottimizzi il tuo, organizzi, modifichi, prepari, la rendi LA priorità delle tue giornate non pensando ad altro che a nuovi momenti da vivere insieme il più presto possibile... e dopo averlo fatto avverti di star finalmente e realmente vivendo i tuoi attimi, al 111%, di star dando il senso più bello al tuo tempo, di star davvero sfruttandolo al massimo, anche se si può sempre far meglio, non bisogna mai sentirsi appagati o arrivati, in nulla, questa è la mia filosofia :) E non dico che prima non vivessi bene, perchè sarebbe una forzatura, ma CERTAMENTE non vivevo così come ho la fortuna di poter fare oggi, non mi ero ancora reso pienamente conto di quanto essere padroni del proprio tempo equivalga ad avere in mano le chiavi del proprio futuro, che può essere qualsiasi cosa si voglia, non c'è confine, non c'è limite, non c'è ostacolo che non si possano superare. Come? semplice, investendo il nostro tempo in quello che vogliamo, e allora non potremo che ottenere del tempo davvero "vissuto" e, probabilmente, anche tanta felicità in dote :)

Per accompagnare questa mia riflessione scelgo di proporvi un grandissimo pezzo dei Queen che mi riporta ad un periodo lontanissimo, sbiadito quasi, di me piccolissimo con in testa le cuffie del walkman di mio cugino più grande, loro grande fan, con gli auricolari arancioni più inguardabili di sempre. Si, ho detto walkman, quello che andava con le musicassette che per risparmiare batteria venivano ri-avvolte con una sapiente serie di rotazioni con la penna Bic... oggi sarebbe un pezzo d'antiquariato, all'epoca sembrava uno strumento magico, un piccolo studio di registrazione portatile da cui ascoltare brani musicali il più delle volte registrati "alla buona" dalla radio. Ecco, il pezzo dice che il tempo non aspetta nessuno, ed infatti non ha aspettato nemmeno il caro walkman ormai finito nel dimenticatoio, però lo ha anche reso "immortale" nella memoria di chi lo ha utilizzato in quegli anni. Insomma, possiamo dire che il walkman ha usato bene il suo tempo e che noi potremmo provare ad imparare da lui, sperando che non arrivino nel frattempo lettori cd, mp3, i-pod, i-pad, telefonini e quant'altro a soppiantarci... almeno non subito subito ^^


E' difficile, direi pure superfluo, cercare di aggiungere qualcosa alla voce incredibile di Freddie Mercury, a questo pezzo che ci invita a far buon uso del nostro tempo perchè ne vale davvero il nostro futuro, che dobbiamo costruire al meglio magari insieme a chi decidiamo volontariamente di donare i nostri attimi, e che a sua volta dona a noi liberamente i suoi. Perchè, in fondo, forse è davvero solo questione di cose semplici: tempo, attimi, battiti, da utilizzare al meglio perchè ciò che facciamo sia davvero quello che vogliamo fare, perchè non rimanga un enigma sospeso fatto della stessa materia dei sogni, idealmente meravigliosa ma concretamente inconsistente, senza corpo. No, dimostriamoci che la sostanza c'è, facendo a noi stessi il regalo più bello che sta nella consapevolezza di non essere noi gestiti dal tempo, ma di gestire noi lui. Il confine è labile ma la differenza è enorme. Una questione di dettagli fondamentali, al di qua o al di là di una sottile linea rossa che determina praticamente tutto.

Usiamo al meglio il nostro tempo, e regaliamolo a noi stessi e a chi abbiamo nel cuore ;) Io, ad esempio, so bene a chi darlo... :)

Alla prossima! ;)

giovedì 20 febbraio 2014

In Continuo Movimento

Inizio questo post facendo presente al mondo intero il rimpianto di non aver avuto a disposizione un pc per scriverlo quando fluiva come un fiume in piena nella mia mente durante un lungo viaggio di ritorno in treno, mi auguro però di riuscire comunque a buttar giù qualcosa di apprezzabile anche se sono passate circa 24 ore da allora. Ed è un peccato perchè, davvero, si scriveva praticamente da solo, ma vediamo se ho ancora nella testa almeno parte delle tantissime cose che la occupavano in quei momenti.
E allora, tutto inizia con un i-pod che di lì a tre ore si sarebbe scaricato, io sono al mio posto sul treno, lato finestrino, e la giornata climaticamente non è proprio indimenticabile, cielo grigio e un discreto vento. Ho da poco dovuto salutare con immane fatica la mia principessa bellissima dopo una serie di giorni indimenticabili passati assieme a Lei, quindi il momento è ovviamente un pò così, guardo fuori e vedo l'incantevole mare di questi luoghi che ho ormai imparato a conoscere e, messe le cuffiette, decido di premere il tasto "play" per accompagnare i miei pensieri con della buona musica. Tra 1565 brani possibili esce a caso questa canzone di Colin Hay che in passato vi proposi proprio qui nel mio spazio, e mi sembra assolutamente perfetta per ciò che provo e per quello che vedo. Musicalmente c'è quella giusta dose di malinconia, ma nel testo anche tanta speranza, voglia di cose belle e consapevolezza di se stessi, oltre a diverse immagini e pensieri che calzano perfettamente con ciò che osservano i miei occhi e prova il mio cuore proprio in quegli istanti: perchè vedo anch'io le onde che si schiantano, non su di me in questo caso ma sugli scogli, scorgo anch'io quella lunga strada davanti a me, anch'io sto camminando nei miei vecchi passi ancora una volta percorrendo la via di casa ed anch'io credo che conti davvero soltanto essere qui, proprio dove sono e come sono, adesso. All' apparenza sembra tutto uguale ma in realtà dentro ogni cosa è diversa, e quella vera vita che Colin dice di aspettare io invece mi rendo conto che la sto già vivendo, ci sono già dentro pienamente e totalmente, proprio ora... e quanto mi piace, quanto mi calza perfettamente addosso, quanto è esattamente ciò di cui ho sempre avuto bisogno come fosse stata fatta su misura per me. Penso a tutto questo e adesso, sul finestrino, non mi colpisce quello che vedo oltre ma il riflesso dei miei occhi, nel cui verde intenso rivedo Lei, Lei che tanto ama proprio quel particolare di me, Lei che è dentro di me e sempre più parte indispensabile ed imprescindibile della mia esistenza, al punto da arrivare a sentirla uguale a me... come me... semplicemente, me. Non c'è nulla di più bello di questo pensiero, e allora mi scappa un grande sorriso che la piccola bimba canadese di un anno e mezzo nel frattempo sedutasi coi genitori al posto di fronte al mio nota ed indica, sorridendomi a sua volta. Quell' angioletto biondo mi trasmette una sensazione di grandissima pace, e chissà che non sia pure un' anticipazione di un certo futuro, il pensiero per un attimo va in quella direzione ma per il momento decido di fermarmi alle cose estremamente tangibili, "ora e adesso", e mi accorgo che la mia valigia, che teoricamente dovrebbe essere più leggera del viaggio d'andata visto che l'ho liberata dal peso di alcuni "presenti", in realtà è strapiena in questo mio ritorno di momenti meravigliosi e pesantissimi sulla bilancia del cuore e delle emozioni. Perchè davvero, ho riso tanto, tantissimo e di vero gusto, ho stretto con gioia la mano più dolce del mondo in mezzo alla gente come nella discrezione di quattro mura, ho abbracciato, mi sono emozionato... semplicemente, ho vissuto a pieno qualcosa di meraviglioso che ormai mi appartiene, come io a Lei appartengo ed apparterrò. Si, uso il futuro perchè voglio tutto questo sempre e di più, è la mia dimensione, è il mio posto nel mondo, un tempo non avrei mai fatto tutto ciò che faccio oggi, non avrei mai provato o desiderato quello che invece adesso preme dentro di me e mi muove idee, pensieri e, perchè no, proprio gesti ed azioni concrete, concretissime, che metto in pratica ormai da mesi ed hanno davvero cambiato la mia vita.
E allora realizzo di colpo che forse le strade di casa non sono quelle che sto percorrendo su questo treno che corre veloce, o meglio, non sono più soltanto esclusivamente quelle, per me. Perchè certo, casa mia è da sempre una, ma è anche vero che dovunque tu ti senta a casa, dovunque ci sia amore e la possibilità di costruire qualcosa di importante... puoi mettere su, tu, un posto nuovo, che abbia la tua esatta "misura", riempiendolo di tutto ciò che tu vuoi che ci stia e, possibilmente, anche di chi vuoi che ne faccia parte con te. Ecco, io in questi giorni mi sono davvero sentito a casa pur se tecnicamente non lo ero, ed è fantastico pensarlo. E mentre lo penso ipotizzo che forse è proprio questo il motivo per il quale, ora, la giornata è uggiosa ed il mare mosso mentre all'andata splendeva il sole, che andava tramontando su una vera e propria tavola celeste in un luccicante ed incantevole tripudio di luci e colori. In quell'occasione, guarda un pò, c'era un altro pezzo a farmi compagnia, che tra l'altro è finito del tutto a caso nella mia playlist e, infatti, non lo conoscevo, ma ascoltandolo e traducendolo istantaneamente con negli occhi lo spettacolo che vi ho appena descritto... cavolo che bella sensazione! Avvertire che anche in te c'è quel "qualcosa dentro che ti fa fare quel che devi fare" e questa tremenda voglia di non aver confini, di credere nel sole che illumina chi lo vuole, spazzando via tutti i dubbi con la sola voglia di suonare, fortissimo, le campane della tua libertà. Si, "suona le campane, suonale forte, lasciale suonare qui e adesso, esci e fà suonare le campane della tua libertà".


Dlin dlon, forte forte... io le suono, senza sosta e senza intenzione di smettere di farlo, e ne sono così felice :)

TU sei il mio posto del mondo, TU sei... TU. Si, sei TU, Paola sei TU! :)

Alla prossima! :)

lunedì 10 febbraio 2014

Il Ranocchio, il Pinguino ed il Principe

C'era una volta, in una foresta incantata, un ranocchio verde e sorridente che viveva felice nel suo stagno, dove l'acqua era limpida e poteva saltare da una ninfea all'altra o nuotare spensierato per tutto il tempo che desiderasse. Nessuno lo disturbava e lui a sua volta faceva altrettanto, si faceva bastare il suo bel mondo, amava bagnarsi sotto la piccola cascata che immetteva direttamente nello stagno da una parete di rocce ed il senso di protezione e al contempo sicurezza che tutto ciò gli trasmetteva, non avvertendo così l'esigenza, pur potendo farlo, di mettere il suo nasino di ranocchio fuori da quel bellissimo specchio d'acqua a lui tanto caro. Sempre in quel magico tempo e luogo c'era anche un piccolo pinguino che veniva dal Polo Nord. Non fosse stato per il buffo cappottino color giallo canarino che indossava sempre assieme ad uno zainetto sulla spalla sarebbe potuto essere scambiato per un pinguino qualunque, invece ovviamente vestendo quell'abito colorato spiccava in maniera distinta tra gli altri, catturandone l'attenzione. Eppure il suo obiettivo non era quello di rendersi diverso per essere guardato, piuttosto di essere differente dagli altri per poter guardare, lui e a modo suo, il mondo che lo circondava e che aveva tanta voglia di conoscere ed esplorare. Diversamente dal ranocchio, insomma, era mosso da un fortissimo desiderio di conoscenza e nuove esperienze. E poi, infine, come in ogni fiaba che si rispetti ecco arrivare sul suo destriero bianco un bellissimo principe. Colore dell'abito, nemmeno a dirlo, azzurro, sguardo fiero di chi sa ciò che vuole e conosce tutto quello che si trova attorno a lui, di chi ha visto il mondo e ne è pienamente consapevole al punto da poterlo descrivere in ogni dettaglio a chi gli domanda dei suoi viaggi e delle sue imprese. E stessa cosa potrebbe fare col volto d'angelo della sua bellissima principessa, della quale è in cerca da una vita, per la quale ha affrontato ed ancora affronterà mille peripezie. Insomma, tre personaggi diversi e apparentemente incompatibili tra loro, uno praticamente in cerca di nulla, che basta a se stesso e si fa bastare ciò che ha, un altro invece mosso da un desiderio di viaggi, scoperte, partenze all'avventura "armato" solo del suo buffo cappottino giallo e della meraviglia e lo stupore che ha nel cuore e l'ultimo, da par suo, ormai navigato conoscitore delle cose e del mondo, alla ricerca perciò dell'unico pezzo che manca nella sua vita piena di peripezie, dell'ultimo tassello che mandi perfettamente al suo posto ogni tessera del puzzle che va componendo da sempre. Eppure, se si fa attenzione alle piccole cose non fermandosi all'apparenza, si scopre che qualcosa in comune ce l'hanno tutti e tre, e se ne accorgono mentre il ranocchio si guarda nell'acqua del suo stagno tranquillo, mentre il pinguino si osserva riflesso sulle finestre della casa dove il suo viaggio lo ha appena portato, mentre il principe rimira allo specchio la sua immagine tanto ambita e quel suo sguardo in cui... ritrova gli stessi occhi del ranocchio e quelli del pinguino col cappotto giallo, come se fossero, ognuno di loro, parte l'uno dell'altro. Come se fossero, tutti e tre, momenti distinti del percorso di un solo individuo, corpi differenti per la stessa anima, che prima era ranocchio capace di bastare a se stesso e contento della sua individualità, poi si è evoluta in quella del pinguino viaggiatore, che ha le ali ma non può volare però non per questo rinuncia a cercare ed a percorrere la sua strada, infine eccolo diventare un principe, che ha visto tutto e fatto tanto, e adesso va alla ricerca della completezza finale che metta a posto ogni pezzo della sua esistenza.
Ovviamente è fantasia, tanta ed anche un pò infantile, però in tutte le storie c'è sempre un fondo di verità, ed allora... chissà, chissà che da qualche parte non ci sia davvero questo strano personaggio con l'aspetto di un ranocchio, il giubotto giallo canarino del pinguino e le tasche piene di biglietti e orari di voli e treni presi e da prendere, e l'animo nobile del principe dentro al cuore. Chissà... io penso che ci sia, e che sta guardando proprio lì dove ha sempre guardato, non abbassa lo sguardo e, tra milioni di persone, osserva la principessa del suo cuore sperando che lei si accorga di lui. Perchè, quando lo farà, lo troverà pronto, visto che lui resta lì a guardarla, è da sempre lì a guardarla, in modo che appena gli occhi della bella fanciulla che vive in quell'alta torre del castello che pare sconfinare tra le stelle incroceranno i suoi... questa fiaba non potrà che finire con il più classico degli "e vissero tutti felici e contenti", come si conviene ad ogni favola degna di questo nome. Forse è già successo, forse sta succedendo proprio adesso, lì, in quel regno fantastico da qualche parte oltre l'arcobaleno ma... in realtà, molto molto più vicino a noi di quanto non si creda :)


Alla prossima ;)

domenica 2 febbraio 2014

Come Quando...

Come quando ti svegli una mattina e ti accorgi che un'altra vita condivide il tuo stesso orizzonte e sta percorrendo le tue stesse strade. Un po' come quando ascolti una canzone con una cuffietta perché l'altra l'hai appena porta al tuo compagno di viaggio seduto al tuo fianco. Si. Un po' così.
Questo è un post particolare, che incomincia allo stesso modo di quello che troverete QUI ma si sviluppa poi in maniera del tutto differente. O almeno è probabile che vada così, perchè non si sa mai, specie se sai che la persona che ha deciso di fare questo "gioco" con te accogliendo la tua idea di scrivere entrambi un pezzo col medesimo inizio e poi "come viene viene" pensa, sente e prova tantissime emozioni uguali alle tue, perciò chissà che non si vada, senza saperlo, entrambi nella stessa direzione. Staremo a vedere, intanto qui io mi lascio ispirare da questo incipit suggeritomi dalla più meravigliosa ragazza del mondo, che ogni giorno sa stupirmi con la sua imprevedibile straordinarietà della quale prima o poi dovrà avvedersi anche lei rendendosi conto di quanto è eccezionale, e vediamo dove porta.
E allora, inizio col dire che mi risulta piuttosto facile immaginare la mattina di quel risveglio in cui accorgermi di non essere da solo a percorrere la mia strada, forse perchè da ormai diversi fantastici mesi è quello che davvero accade ogni volta che apro gli occhi per cominciare una nuova giornata, quindi non si tratta di ipotizzare come potrebbe essere, ma di raccontare come è. E proviamoci a raccontarlo, dai, anche se so già che appena pubblicherò questo pezzo dirò a me stesso "vedi, potevi scrivere anche quello!" oppure "perchè non ho aggiunto quest'altro?!"... tipico di un animo incontentabile come il mio, ormai mi conosco e non me ne sorprendo nemmeno più. Che poi magari questa mia caratteristica può esser vista anche in modo positivo, come ciò che mi motiva a scrivere perchè mi rimane ogni volta qualcosa di "incomunicato" da buttar giù la volta successiva, quando dirò quello che avevo dimenticato e scorderò a mia volta di metterci qualcosa di nuovo che nel frattempo avrò pensato... insomma, un bel circolo vizioso e senza uscita, ihihi :) Ma io mi ci trovo bene. Come, bene, mi trovo con quel piccolo angioletto gnappettoso che risponde al nome di Paola, anzi, bene è assolutamente riduttivo come termine. Avverto una sensazione quasi di perfezione, di completa e totale complicità, non solo sento ma SO che il mio cuore batte come il suo, che se lascio una frase a metà Lei saprà completarla esattamente come la avrei scritta io, che se avverto una qualsiasi emozione nella mia vita di tutti i giorni e gliela comunico Lei riuscirà a recepirla nello stesso identico modo in cui io la ho percepita, che tutti i miei desideri e valori trovano corrispondenza nei suoi. Questa, sinceramente, è pura magia dal mio punto di vista, è qualcosa che non si trova in giro e che infatti io per primo mai avrei pensato di poter scovare, anche se lo sognavo e appunto, sognandolo, ho indirizzato la mia vita sentimentale alla ricerca di una persona che potesse avvicinarsi a questo mio "ideale", rinunciando a tante potenziali occasioni sicuramente ma, ve l'ho detto, io sono incontentabile, e punto al meglio, solo e soltanto a quel che voglio, e dunque al massimo. Bene, adesso il meglio c'è, quella persona c'è, ed eccola qua, anzi (per ora) là, dove sono già stato e dove presto ritornerò ancora, ancora e ancora. Perchè lì è tutto bellissimo, anche se poi sospetto che sarebbe altrettanto bello qualsiasi altro posto dell'universo dove Lei si trovasse, e dove senza problemi arriverei, là "dove sei tu che sai leggere nei miei pensieri, e non ho più misteri". Conosco ormai la strada che mi porta lì, la conosco bene e la percorro per Lei e con Lei, e nel farlo mi viene da pensare che probabilmente eravamo già da tempo, dall'inizio, dalla notte dei tempi, compagni di viaggio, solo che non riuscivamo a scorgerci, a vederci in mezzo alla folla, alle grida altrui, alla confusione del mondo finchè, all'improvviso, mi si slaccia una scarpa perchè il laccio era ormai logoro, mi inginocchio (vocabolo non a caso in questa storia) a sistemarla e, quando ri-alzo lo sguardo... tra milioni di persone la scorgo, distinta e bellissima, e non la mollo più. Più o meno, si potrebbe dire che è andata proprio così. E pensando alle strade mi viene in mente una bellissima canzone di De Gregori dal titolo "Sempre e per sempre", che già mi "suona" bene in questo contesto e che nello specifico dice "con le stesse scarpe camminare per diverse strade, o con diverse scarpe su una strada sola": mi sembra una metafora perfetta per descrivere cosa è accaduto finchè non l'ho trovata, quando appunto camminavamo con le stesse scarpe su diverse strade, e non eravamo insieme ma ci "avvertivamo" senza probabilmente nemmeno capire perchè. Poi all'improvviso quelle strade si sono intrecciate ed allora, riconoscendoci, ne abbiamo presa una soltanto, comune, che è quella che stiamo percorrendo adesso. Ed è bellissima, fantastica, la scorgo davanti a me e vedo ai suoi lati paesaggi verdi, ruscelli, fiori, distese infinite di terra rigogliosa, e pur se sono stato un bravo scout e, quindi, potrei anche procurarmi facilmente una mappa per vedere dove va a finire questo percorso e se ci sono curve pericolose o ostacoli sul tragitto oltre l'orizzonte che, da qui, riesco a scorgere... io vi dico che no, non ne ho bisogno, non mi serve la mappa per sapere che non ci sarà intoppo sul cammino, e non voglio venire a conoscenza prima del tempo di cosa succederà di fantastico (perchè solo cose fantastiche accadranno), desidero scoprire tutto al momento in cui CI si presenterà davanti. Poi è chiaro che nella mia testa qualche tappa da raggiungere ce l'ho, ma sono convinto che ogni cosa arriverà e verrà da se come, da se, è nato e cresciuto tutto questo, e sarà quindi meraviglioso e sorprendente vivere ciò che accadrà senza averlo programmato. Così, come viene. Si, anche per me che in genere, invece, tendo abbastanza a programmare :)
Perciò beh, quel che rimane da fare, adesso, è piuttosto scontato: siamo su questa strada, siamo insieme, il bivio del primo incontro è alle spalle ed ora il percorso è unico per entrambi. Dietro abbiamo anche già luoghi e momenti che ci apparterranno sempre, solo nostri, porti sicuri dove potremo tornare a rifugiarci al pari del nostro campo base, dal quale però è giusto allontanarsi per esplorare, con la certezza di non esser soli, tutto quello che si trova di fronte a NOI. Si, andiamo lì dove splende il sole che ci batte dritto in faccia quasi ad incitarci a raggiungerlo, mettendoci una cuffietta per orecchio, io a quello di destra e Lei a quello di sinistra come ben sa che preferisco, affinchè il nostro cammino abbia anche tante colonne sonore. Anche se poi, in realtà, il suono più bello del mondo, almeno per me, è quello del suo respiro, la musica più dolce che possa accompagnarmi è il battito del suo cuore vicino al mio, la melodia più fantastica da ascoltare è quella prodotta dalla sua vocina delicata e bellissima, che tanto amo come amo Lei. Non serve altro, lo so io, lo sai Tu (si, ora ti do del Tu ^^), lo sappiamo NOI e ce lo diciamo ormai praticamente ogni giorno. Sarà bellissimo, sarà semplice, sarà un viaggio senza fine dove potremo fare tutte le soste che vorrai per ammirare questo o quello, o semplicemente per riposarci quando saremo stanchi, oppure prendere ed andare di corsa se, all'orizzonte, scorgeremo un obiettivo che desidereremo raggiungere in fretta, oppure per il semplice gusto di andar veloci, che ogni tanto può anche starci. Zuccaru meu, io e te possiamo fare ogni cosa e raggiungere ogni traguardo, insieme, e stà certa che lo faremo, perchè se addirittura io che son sempre stato attento a tutto, molto controllato e piuttosto diffidente arrivo a questo punto superando i miei antichi limiti perchè credo in te e Tu fai lo stesso con me, come infatti fai... allora beh, non c'è nulla da temere, ma semplicemente una vita di opportunità e di momenti bellissimi da vivere e da crearci, a modo nostro, al nostro tempo, e a nostra somiglianza. E quindi, se assomiglieranno a Te... saranno certo bellissimi, indimenticabili e tanto, tanto veri :)
Si, desidero una strada che assomigli a Te, voglio che il mio mondo "sappia" di Te, scorgo all'orizzonte un futuro, tangibilissimo, che mi vedrà sempre assieme a Te. E, a proposito di somiglianze, ti faccio (spero ^^) ridere dicendoti che, in particolare, ce ne sono cinque che, più di tutto, mi auguro siano esattamente come Te. Ma adesso non è più tempo di indugiare oltre, dai riccuzzella mia, prendimi per mano e... andiAMO, partiAMO :)

Con tutto il mio amore
Maurizio