giovedì 27 marzo 2014

I Found It!

Due giorni di ricerche, due giorni di speranze, due giorni di girovagare "matto e disperatissimo" come lo studio del Leopardi... ma alla fine ce l'ho fatta! E ci son riuscito quando meno me lo aspettavo, quando non cercavo, dopo una tanto opportuna quanto saggia puntata in banca a spostare i miei averi su un conto di più facile accesso anche dall'estero, nel caso la mia ricerca mi avesse spinto oltre i confini nazionali. Ed invece non sarà necessario alcun viaggio, perchè appena uscito dall'istituto bancario vengo folgorato da "quel bar lì all'angolo che in effetti è molto frequentato...", provare non costa nulla perciò mi ci dirigo, sinceramente non con molte aspettative viste le delusioni della giornata precedente. Dall'esterno, guardingo come un soldato che va in avanscoperta, osservo eventuali cartelloni di gelati: nulla di nulla. All'interno poi i congelatori sono in fondo al locale, dietro un muretto che li copre, quindi non risultano visibili dalla mia posizione. Non mi lascio però andare allo sconforto, penso tra me e me "hai fatto 30, facciamo 31! al limite manderai un altro accidente a Moz come accade da due giorni, farà male a te insomma, si, ma anche a lui!", quindi mi faccio forza ed entro con decisione prendendo la via che conduce dietro quel muretto. Un passo, due, tre... il muro comincia a scoprire cosa cela dietro di se, è un grande congelatore a torre di quelli totalmente trasparenti, che insomma con una rapida occhiata noti tutto... e il mio occhio viene attirato da una serie di confezioni arancioni "sospette". Mi "sanno" tantissimo di quelle viste nelle foto postate dal mio ex amico, ma dentro di me il cervello mi tende un ultimissimo agguato, suggerendomi considerazioni quali "e se non lo fossero? se stessi sbagliando? perchè non fuggi, dai, non sapresti sopportare una simile delusione, ti conosco!". Validissime riflessioni, ma il cervello non si rende conto che mentre mi paventa fughe o suggerisce esitazioni il mio corpo, come attirato da una forza superiore al gusto di caramello, è già arrivato lì, davanti al congelatore trasparente. E' un attimo, riconosco la confezione, una vita di ricordi mi passa davanti, mi domando se resterò lì davanti inebetito per un pò ed invece, lesto come uno scoiattolo uscito dalla foresta, mi accorgo che il mio braccio si sta già muovendo da solo, come le gambe poco prima, apre il portello, afferra l'ambito trofeo e lo fa suo. Insomma, è una vera esperienza di "possessione" questa. Non ancora terminata perchè, anche se completare il tutto con un bel furto sarebbe stato certamente divertente, se non per me di sicuro per voi da leggere, un residuo di lucidità mi suggerisce di evitare incriminazioni e quindi di pagare quanto appena trafugato, perciò arrivo alla cassa con passo svelto: quell'uomo stempiato di mezza età non sa che potrebbe chiedermi qualsiasi cifra, gliela darei, per mia fortuna però non se ne avvede, mi chiede un onesto (per un bar) quantitativo pecuniario, saldo e... sono fuori. Fuori dal bar, in mezzo al mondo, col traffico di Roma che mi scorre davanti e uno Winner Taco in mano, nella mia mano, 13 anni dopo.
Questo è il momento dell' "inebetimento" (ammesso sia una parola che esiste, ma concedetemela ^^) che mi aspettavo di avere prima, ci sto qualche secondo, poi ho un nuovo rigurgito di lucidità, so bene che mi piacciono leggermente squagliatini i gelati, oltretutto non potrei mai degustarlo lì, tra la folla, veloce e fugace come pure la lunga attesa suggerirebbe. No, voglio che sia un momento assolutamente "dedicato", quindi mi dirigo verso casa mia ed intanto avviso Miss Sparta (così è contenta, visto che ci tiene alla sua reputazione di guerriera ^^) del mio successo in questa "campagna". Sto tornando insomma in patria col mio scudo, non sopra di esso, e lei mi esalta col grido di vittoria spartano "Auu, Auu, Auu!" ^^ Arrivo al portone, lo apro, e scatto una foto dallo specchio dell'ascensore perchè questo giorno resti impresso nella mia memoria. La foto è quella che vedete qui nel post, o meglio, questa è la versione tagliata perchè Miss Sparta, sempre lei, è molto gelosa e quindi mi ha minacciato pesanti ritorsioni se avessi messo l'originale intero, ben conscia del fatto che altrimenti dopo la pubblicazione dello scatto "completo" avrebbe avuto parecchio da fare nel controllare e tenere a bada lo stuolo di fanciulle che avrebbe senz'altro gradito. Furba lei, furbissima quanto bellissima, forse possessiva ma... non posso certo biasimarla. Anche se è verosimile che, dopo la "cura" Winner Taco... probabilmente perderò moltissimo appeal, ma a questo penseremo semmai poi, ihihihi ^^
E allora non perdiamo il filo, ed arriviamo così al goloso epilogo: casa mia, silenzio assoluto, divano. Levo la giacca, mi siedo, lo scarto... un morso, due... è lui! Un pochino rivisitato come dimensioni (secondo me più contenute dell'originale) e nella "stazza" della cialda (oggi più fina di allora), ma per il resto non delude affatto le mie aspettative :) Mi gusto il godurioso momento e, soddisfatto come solo nelle grandissime occasioni, già punto il mirino verso un nuovo obiettivo: perchè si, adesso so dove si trova e posso andare a prenderlo quando voglio in quel bar, ma ovviamente ora c'è necessità di far scorte! E perciò, come cantava la Oxa in un lontanissimo Sanremo, "terra dopo terra ogni tua fortezza io assalto, e ti troverò, ti prenderò, ti porterò per sempre con me!. Già, avverrà proprio questo, ed entro qualche luna da oggi ogni supermercato sarà da me battuto a tappeto alla ricerca delle preziose confezioni. Con più calma, dal momento che intanto la soddisfazione di ri-gustarlo l'ho avuta, però... va fatto, andrà fatto, è assolutamente necessario farlo! E così quindi sarà, ineluttabile come il giorno segue la notte! :D

Ed allora, care amiche ed amici (o ex, a seconda dei casi ^^) di "Righe Libere", uno winnertacoso e soddisfattissimo saluto a tutte/i voi! :)

E alla prossima! ;)

martedì 25 marzo 2014

Tu quoque, Moz, (ex) fili mi!

Questo post potrebbe sembrare uno scherzo ma non lo è, affatto. E' un pezzo di feroce denuncia, perchè nella vita si può giocare su tutto ma non sui sentimenti di un (allora) bambino nei confronti di uno squisito gelato andato dolorosamente fuori produzione all'alba del nuovo millennio. Sono ancora fuori di me per quanto accaduto, invaso da sentimenti burrascosi e contrastanti, ma provo comunque a spiegare il fattaccio.
Allora, nemmeno 24 ore fa gironzolavo per il web come di consueto dedicandomi alla lettura dei blog che seguo. Capito in quello di Moz, fino a oggi (sottolineatura fondamentale) blogger da me molto apprezzato, e mi soffermo su questo suo ultimo post. Lo leggo tutto e nel finale... apriti cielo, cosa vedo!? Una foto di lui che addenta lo storico Winner Taco, il gelato Algida più buono degli anni '90! Stento a crederci, mi sfiora l'idea che sia un fotomontaggio, ma le sue parole nello stesso post mi danno speranza, cito:

"Winner Taco (non cercatelo più qui: ormai è in tutti i bar!)"

Non senza aver quindi avuto un mezzo mancamento, per l'emozione fortissima, decido di domandare direttamente a Moz se "sogno o son desto". Anche qui, per non lasciare spazio ad alcuna interpretazione ma solo all'evidenza dei TRAGICI fatti, cito testualmente il nostro breve scambio di commenti:

Maurizio C 24/mar/2014 17:11:00
Se io vado al bar, adesso, e NON trovo il Winner Taco... sai cosa succede? non puoi darmi certe notizie se non sono vere... spero vivamente di trovarlo, altrimenti non saremo più amici. Mai più.

MikiMoz 24/mar/2014 17:22:00
Mau, ti dico solo che ho, dietro di me in questo momento, 24 involucri di Winner Taco. Lo scopo? Riempire tutta la postazione in ufficio :)
Quindi vai tranquillo, che poi l'ultima foto testimonia che... l'ho preso tutto in bocca (e m'è pure piaciuto! :p)


Ora, tralasciando la sua battuta di colore finale (^^), evidenzio anche come l'orario del suo commento, esattamente 11 minuti dopo il mio, testimonia inequivocabilmente come il Moz, incurante della menzogna che andava dicendo, in quattro e quattr'otto imbastisca una risposta ingannevole nei miei confronti, in un lasso di tempo così breve da far pensare a una premeditazione del suo delitto. In aggiunta a ciò, avrei io stesso dovuto sospettare la veridicità delle sue affermazioni in quanto ogni sano consumatore di Winner Taco che disponesse di 24 involucri a portata di mano non avrebbe mai potuto, data l'eccezionale bontà del prodotto, "perder tempo" a rispondere in 11 minuti ad un commento sul suo blog in quanto impegnato nella degustazione selvaggia dei suddetti. Ma si sa, le grandi emozioni a volte annebbiano la lucidità, e quindi... gli ho creduto.
Così, ieri sera, avviso la mia dolcissima Paola (ciao my love! ^^) che stamattina, nei vari giri che avrei dovuto fare, mi sarei dedicato alla ricerca di questo "Santo Graal del gelato all'italiana", e vado a dormire presto, come i bimbi la notte della vigilia di Natale, perchè così "domani arriva prima". Ecco, signori e signore, capite da soli quanto il Moz mi avesse ormai mentalmente compromesso. Arriva quindi la mattina, neanche faccio colazione per la frenesia, esco subito a far quel che devo, termino e... inizia la ricerca: per prima cosa scelgo un supermercato, molto grande peraltro, ma non trovo ciò che stavo cercando. Tutto sommato però mi dico "lui aveva detto bar ed in effetti al supermercato forse ci vuole un pò per far rifornimento di prodotti nuovi, andiamo a vedere quindi nei bar, ce ne sono tre di strada". Il primo lo trovo chiuso, infausto presagio, ma proseguo. Arrivo al secondo, guardo tra i gelati, non c'è... a capo chino proseguo fino al terzo, entro, guardo ancora e la ragazza alla cassa mi saluta chiedendomi cosa cerco. A occhio avrà la mia età, quindi le rispondo "sai quei gelati che andavano forte a fine anni '90, i Winner Taco... mi hanno detto sono tornati in produzione, li avete?". Il vuoto sul suo viso, come a dire che non sa minimamente di cosa sto parlando. Il che è doppiamente triste, sia perchè va in frantumi il mio sogno di mangiare uno Winner Taco a pranzo, 13 anni dopo, sia perchè constato come questa ragazza, non conoscendo questo gelato, abbia buttato sostanzialmente la sua esistenza. Mangiucchiandosi un tramezzino mi dice "chiederemo al fornitore e se c'è lo ordiniamo nei prossimi giorni, ma io non lo conosco", quindi col morale sotto i tacchi mi dirigo verso casa. Faccio pensieri brutti e cattivi, Paola che invece è una santa ragazza, buonissima e tranquillissima, mi calma, mi dice "non fare gesti inconsulti contro Moz, parlando si risolve tutto, stop alla violenza negli stadi"... ehhhh, santa donna Lei, ma non ho il suo invidiabile autocontrollo, quindi mi corrodo dentro. E decido allora di scrivere tutto questo qui, affinchè il mondo sappia del mio dramma umano.

In ogni caso, ho trovato questa news sul web: Ritorna Winner Taco a fine Marzo che appunto concede a Moz una PICCOLISSIMA attentuante, perchè quel "fine marzo" ancora fa si che, se il gelato non è arrivato qui (ma siamo a Roma... Roma zone pure centrali praticamente... come fa a non arrivare qui?!) non sia necessariamente colpa sua, però... questo non lenisce la mia sofferenza, non placa il mio sanguinamento interiore, capirete credo tutti che sentirsi dire "è in TUTTI i bar", e poi non lo trovi da nessuna parte... fa male al cuore. Perciò, e concludo questo accorato racconto, sono qui a chiedere a Moz in primis un risarcimento pecuniario adeguato ai gravi danni morali e ai susseguenti turbamenti psicologici causati. In seconda battuta, affinchè non accada più a nessuno quanto successo a me, gli chiedo di modificare nel suo post la frase "in TUTTI i bar", perchè confermo che non lo si trova ovunque e, quindi, non voglio che il male che ho subito io venga sofferto anche da altri. Sarebbe poi anche gradito che egli mi inviasse uno dei suoi 24 Winner Taco a titolo di ulteriore risarcimento, ovviamente comprensivo di borsa del ghiaccio, che ci manca solo che m'arriva tutto squagliato. Detto ciò, da ultimo comunico che la mia amicizia con lui è ufficialmente rotta: riconquistami oppure ciao, io ti avevo avvertito, è tutto citato sopra, è andata esattamente come temevo e quindi... adesso la palla sta a te, alla mia festa di compleanno, che non sarà fra molto tempo, quando verrò a scuola a dare gli inviti agli amichetti a te non te lo do. E se piangi non mi importa, perchè io ho pianto più di te, oggi. Tiè!

P.S: E ringrazia che Paola mi ha calmato eh... davvero, ero una furia cieca.

Alla prossima ;)

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martedì 18 marzo 2014

Domenica Semplice

Si, lo so, parlo di domenica e oggi è martedi... ma vabbè, dai, non iniziamo con le puntualizzazioni, che già la mia "precisina personale" ce l'ho, ihihih ^^ Premetto che questo post sta nascendo più che mai adesso, in questo preciso momento, non ho assolutamente idea di dove mi porterà la mia digitazione sulla tastiera ma ho voglia di raccontare di una bella domenica come quella appena trascorsa, quindi proviamo a scrivere quello che mi passa per la testa e vediamo come va a finire.
E allora, come in ogni racconto "giornaliero" che si rispetti, partiamo dal risveglio: ore 9:00 circa, apro gli occhi ma contrariamente al mio risveglio "a molla" alzandomi subito dal mio giaciglio per una volta me ne resto un pochino di più a letto. Mi hanno fatto compagnia bei sogni nella notte appena trascorsa, poi la trapunta morbidona oh, sarò pure omo (senza la "u" volutamente ^^) ma... a me garba tantissimo gustarmela un pochetto ^^ E quindi me ne sto lì, prendendo intanto il telefono per mandare l'immancabile messaggino del buongiorno alla persona più speciale del mio mondo, che è tutto tranne che rotondo :D Scrivo, sorrido, adesso attendiamo che si sveglia e nel frattempo attiviamoci. Ho in programma una bella partita di calcetto nel pomeriggio, dopo un' eternità di tempo siamo riusciti ad organizzarla come ai tempi d'oro, oltretutto è prevista anche una coda serale all'evento con allegra cena a casa dell' amico storicamente più ospitale (e chef provetto!) tra tutti, insomma un pomeriggio ben impegnato. Il sole è caldo, non ci sono nuvole, sembra già primavera... ottimo, anche se amavo giocare sotto la pioggia, una delle mie partite migliori la feci lì, campi per uomini (ora la "u" ce la metto ^^) duri e veri quelli, ma meglio così, si. Anche perchè deve venire pure un ulteriore amico a filmare l'evento, quindi meglio che non piova visto che la telecamera è mia! ^^ Ecco, la telecamera, me ne ricordo e vado subito a caricarla, e mentre lo faccio Lei si sveglia: è radiosa e ritrovarla è sempre una gioia, fa "il paio" con questa piacevolissima cornice serena e positiva, addolcendola ulteriormente :)
So che avrò meno tempo del solito per star con Lei oggi, quindi mi piace subito coinvolgerla in una scelta tanto importante quanto delicata: la decisione del completo da indossare ^^ E Lei sta al gioco, quindi preparo il mio arsenale di maglie varie (lo è davvero! ^^) e pantaloncini, dispongo tutto sul divano, fotografo e chiedo cosa ne pensa. La bella signorina individua dapprima quattro possibilità, ma un' ulteriore immediata scrematura le fa passare prontamente a due, quindi mi chiede di fare il modello stile D&G (non Dolce&Gabbana però, nel mio caso è Dimenticabile&Grottesco ^^) per poter valutare meglio, dice lei, come calzano. Ovviamente la assecondo anche qui (e te pareva! ^^) e si giunge alla conclusione di inaugurare una maglia che, sin lì, mai avevo messo. Predomina il nero, ma c'è anche il bianco, e in effetti è per quello che non l'avevo mai messa, questi colori, a me che ho il cuore grosso, mezzo giallo e mezzo rosso... danno strane sensazioni ^^ Ma, in fondo, è del Siena oh, e mi sta bene effettivamente, quindi ok, pantaloncino "all black", idem il calzettone, tiro fuori il mio buon vecchio scarpino della Puma e ci siamo. E' tutto pronto :)
Nel frattempo si fa già ora di pranzo, provvedo quindi ad ottemperare alla tradizione domenicale che ci vede banchettare a casa della mia amata nonnina, anche se ci tengo a giocare bene la partita che di lì a poco comincerà, quindi mi tengo leggero, optando per un semplice piatto si spaghetti pomodoro e basilico. Gli altri invece di leggero penso abbiano solo il sonno, infatti abbondano di pietanze succulente, e qualcuno si permette anche facili ironie tipo "hmmmm, che buono questo pollo con patate, perchè non ne assaggi un pò!?"... che brutte persone che frequento! ^^ Ma non cedo, ovviamente, so che è il caso di controllarsi affinchè il campo mi dia ragione, quindi finisco rapidamente il mio pasto e me ne torno a casetta, completo il mio zaino e, visto che il centro sportivo dista neanche 10' a piedi, decido di incamminarmi con un certo anticipo rispetto al calcio d'inizio, fissato per le 15. Sono le 14:30, il cielo è ancora una tela perfetta senza nuvole, il sole mi scalda senza scottare, le strade insolitamente vuote come si conviene ad una domenica nella grande città. Mi gusto tutto questo, e d'improvviso avverto la necessità di regalare (ammesso sia poi un regalo...) la mia voce alla persona che più vorrei lì con me, a farsi questi 10' di cammino mano nella mano e a sostenermi poi dagli spalti del campo. Oddio, spero che mi sosterrebbe! perchè mi sa che Lei sarebbe capace pure di tifarmi contro, dispettosa com'è :D Però non la chiamo, le faccio una sorpresa, e registro quindi un audio mentre cammino, in cui le dico un pò tutto quello che mi passa per la testa, come viene, come piace a noi. Poi lo ascolterà quando preferisce, mentre io gioco, e sarà un pò come stare insieme anche in quel momento. Bello :)
E senza accorgermene mi ritrovo al campo, dove trovo già alcuni amici ad attendermi. I saluti e le battute sono di rito, come le risate, quindi si va in campo: il terreno di gioco è come un biliardo, perfetto, ri assaporo sensazioni che prima erano la normalità e ora molto meno, ma mi ci ritrovo subito. L'amico che doveva riprendere non si vede, che vecchia sòla... peccato però (arriverà circa a metà incontro, 'cci sua ^^)! Ma pazienza, un buon riscaldamento e via, si parte! Partita bella ed avvincente, andiamo parecchio sotto all'inizio (5-1), poi il gran recupero frutto dell'esperienza (almeno quella! ^^) e del fatto che, minuto dopo minuto, la ruggine va via e quindi come funziona il gioco... te lo ricordi. E allora gran rimonta, ne segno diversi e un paio devo dire molto belli, poi nel finale però l'amico che, saggiamente (sono ironico ^^), aveva mangiato pollo fritto alle 13:30 "scoppia" letteralmente, e finisce quindi con un 11-11, dopo 1 ora e 25' di gioco, che non fa felice nessuno. Ma l'amarezza del pari dura davvero il tempo di raggiungere il bordo del campo, era importante ritrovarsi, e se poi ne hai "messi" 6 facendo per la maggior parte del tempo il difensore oh... tutto sommato puoi pure essere contento per esserti dato la prova che, ancora, non sei "finito" :D Se bevessi e fumassi probabilmente non avrei potuto dire lo stesso, ogni tanto insomma qualche scelta buona la faccio :D E allora ecco i commenti su questa o quella prestazione, la doccia, e poi l'appuntamento serale per ritrovarsi anche a cena. Convinciamo soprattutto a restare un amico che abita fuori Roma, e che dovrebbe quindi tornare adesso verso le sue terre non avendo mezzi privati, ci teniamo ad esser davvero tutti, quindi lo persuadiamo con la promessa di ri-accompagnarlo noi a casa in tarda serata. Intanto ritorno temporanemente alla mia dimora, un pò di relax ci sta tutto, e non c'è nulla di meglio che farlo con Lei, raccontandole le mie gesta anche se, ovviamente, dovrà per forza fare un pochino di ironia, penso ce l'abbia previsto da contratto, quella (bellissima!) birbante! ^^ Mi assicuro poi di mettere nel mio zainetto un simpatico gioco in scatola che ci piaceva fare, sui pistoleri del Far West... ihihih, dai, non storcete il naso, è divertente! :D
E così il tempo vola ed è già ora di mettersi in viaggio, stavolta in auto, per la casa del mio amico, non lontana. Ci ritroviamo in 6, cena abbondante come si conviene, ma dopo lo sforzo ci sta, tante risate soprattutto sul nostro più "appesantito" commensale (si, sempre quello del pollo fritto) che fatica anche quasi a muoversi, mentre io inizio a realizzare che, forse, avendolo avuto in squadra è un miracolo che non abbiamo perso ^^ Si passa quindi al gioco in scatola, diverse partite, si vince, si perde, si sta soprattutto allegri: una sensazione davvero di serenità e felicità, ottenuta poi nel modo più semplice, perchè alla fine bastano 10 amici, una bella giornata di sole, un campo, una palla, una cena senza pretese coi piatti di carta e tanta voglia di stare insieme. Più "Lei", che è l'ingredente segreto della felicità ed il sale di tutto, del mio tutto. Ci penso e ne sorrido mentre andiamo via, alle 23:45 circa, anche se bisogna ancora portare l'amico fuori Roma. E allora in marcia, ci si va in quattro per non lasciar solo il povero guidatore designato, la strada è lunghina ma libera, un piccolo pezzo di autostrada, poi la parte finale buia e tortuosetta dove incrociamo pure due cinghiali selvatici ("ma dove è finito a vivere questo!?!?" ^^) ed eccoci lì. Lo lasciamo e si ritorna, io vado avanti a seguire la strada col guidatore, mentre l'altro amico dietro ronfa beatamente. Ehhhhh, la vita "on the road" non è per tutti ^^ Quindi tengo gli occhi aperti, indirizzo le giuste svolte e... la strada di casa è quella, non si sbaglia. Nel frattempo Lei è sempre con me, vuol restare sveglia per sentirmi come d'abitudine, dolciona che è... ma le dico di non stancarsi, che faccio purtroppo molto tardi e che è il caso che dorma perchè il giorno dopo si sveglia presto, ed avremmo recuperato. La convinco, la saluto e poi ho ancora mezz'ora di macchina davanti, e se Lei finalmente ora dorme io sono invece ben sveglio e la penso incessantemente. Molto intenso, molto bello, molto emozionante, soprattutto tanta voglia di spingere quella macchina non verso casa mia ma... verso la sua. Prima o poi lo faccio, così, a sorpresa. Sicuro :)
Corrono i pensieri, corre l'auto ed eccoci a casa, un saluto e alla prossima. Siamo stanchini, ormai son le 2, ma felici e consapevoli di quanto basti poco per ottenere invece tantissimo. Un insegnamento prezioso che speriamo ci porti presto a replicare ancora questa domenica semplice che però, nella sua semplicità, si porta dentro una delle più pure gioie possibili. Già, in fondo, e per tutto, basta davvero poco per esser felici :)

Alla prossima ;)

P.S: Ah, poi, il giorno dopo (cioè ieri)... io e Lei abbiamo recuperato, e pure alla grandissima... tris di telefonate, daje! :D

mercoledì 12 marzo 2014

Coraggio

"Secondo voi, ci vuole più coraggio nel decidere di cambiare vita oppure nello scegliere di non cambiarla?". Questo semplice quesito, posto durante una chiacchierata tra amici da una nota filosofa tutt'oggi in attività (parecchio incompresa eh, ma sempre filosofa è ^^) mi ha fatto non poco riflettere, e mi piaceva condividere qui con voi le considerazioni che mi ha suggerito.
Intanto però immaginatevi la scena, non so se avete visto il film Zohan, potrebbe darvi una certa (comica ed eccessiva, soprattutto sugli atteggiamenti del parrucchiere ^^) idea della cosa, comunque ecco, l'ambientazione è praticamente quella, salone da parrucchiere per signora, queste tre amiche che chiacchierano tra loro mentre una fa la messa in piega e sfoglia "Novella 2000" sbavando sulle foto di Gabriel Garko e le altre discutono sul colore giusto per farsi uno shatush. Per onestà è importante dire che nemmeno il parrucchiere stesso, fino a quel momento, sapeva che stra-cavolo fosse uno shatush, poi si è fatto spiegare che consiste nella decolorazione sfumata delle punte dei capelli ed il suo sguardo crucciato all'udire quel nome sin lì sconosciuto ha potuto finalmente rasserenarsi. E quindi ecco, ben sapranno le amiche di "Righe Libere" (ma anche gli amici, perchè immagino Moz e Franco siano dei veri esperti della cura del capello in ogni sua forma ^^) come funziona in questi frangenti: le tre ragazze parlano del taglio che stanno per farsi, di orecchini, di programmi tv di altissimo livello (...), di gossip ad ampio raggio riguardante amici e conoscenti e, qua e là, si lanciano in qualche "puntata" su incantevoli vip (ancora saluti a Garko, personalmente tanto irritante quanto citato ^^) coi quali ne combinerebbero di tutti i colori.
Vi state chiedendo cosa faccia il malcapitato parrucchiere Zohan in tutto questo? e che deve fare... ascolta e fa "scivolare via" veloce come l'acqua che scorre rapida giù dalle cascate del Niagara (sul quale ci sarebbe un simpatico aneddoto da raccontare, sempre offerto dalla "filosofa", ma ce lo teniamo magari per un' altra volta) le chiacchiere sull'ultima puntata del Grande Fratello o sugli imperdibili programmi della De Filippi, si tappa idealmente le orecchie quando arrivano i commentini sul belloccio del momento e fantastica mondi meravigliosi e lontani quando l'argomento scivola nel magico regno di "scarpe & scarpe" ^^ Anni di esperienza, del resto, saranno pur serviti a qualcosa?! ^^
Però il buon Zohan, dopo tutto e più di tutto, vuole davvero molto bene a quelle sue tre affezionate clienti, non di vecchia data ma già entrate sinceramente e profondamente nelle sue grazie perchè tanto simpatiche, divertenti, differenti l'una dall'altra e meravigliosamente affiatate tra loro forse proprio per le piccole e grandi diversità caratteriali che hanno e che, combinate tutte assieme, trovano un perfetto equilibrio in questo sorprendente gruppo di buone amiche. E poi pagano sempre bene lasciando pure un' ottima mancia a taglio effettuato, o meglio, due su tre lo fanno, la terza... dicono sia nata a Genova e riesce ogni volta a svignarsela facendo gli occhioni dolci a Zohan e dicendogli il classico "tanto poi passa mio marito e striscia lui il bancomat". Ma almeno, in effetti, poi quel sant' uomo del marito effettivamente passa, "striscia" e a testa bassa se ne va via, dicono non faccia altro tutto il giorno se non rincorrere i "creditori" della moglie. Ehhhh, che tragedie e drammi personali si vengono a scoprire lavorando in uno studio da parrucchiere!
Ma tornando a noi, in questo bel quadretto e contesto ecco nascere il quesito di inizio post e... in effetti è davvero interessante e affatto banale! Si potrebbe dire davvero molto a riguardo, in ogni caso dal mio punto di vista è maggiormente coraggioso cambiare perchè quando si opera un cambiamento nella propria vita c'è sicuramente più da perdere, almeno in partenza, rispetto a restare dove si è e come si sta, nelle nostre più o meno radicate e fondate certezze e sicurezze. Quindi, già solo per questo, chi decide di cambiare necessita di più coraggio, anche perchè a volte lo si fa da soli, senza appoggi o sostegno altrui, quindi serve una grande convinzione e forza di volontà. Oltretutto, non sempre ma neanche così di rado, chi scegle di non cambiare si nasconde dietro a ciò che ha, si fa andare bene le cose come stanno e molto più di quanto realmente non vadano usandole praticamente come una scusa per evitare di mettersi in gioco. E' anche vero però che ci vuole una non indifferente fermezza nel non modificare noi stessi e ciò che siamo quando si è veramente e pienamente sicuri di essere in quel momento già sulla strada più adatta a noi mentre magari tutto intorno tante cose ci potrebbero invece suggerire di far scelte differenti, mi riferisco alle "tentazioni" rappresentate da ragionamenti di convenienza capaci di farci accontentare di qualcosa di meno di ciò che vogliamo, o scendere a compromessi perchè "tutto sommato può andar bene anche così". In questi casi è certamente estremamente coraggioso mantenere con orgoglio la propria identità. In conclusione, è un bel quesito dove però credo che la spunti, in ultima analisi, il coraggio di cambiare.
Questo pensa Zohan tra un taglio di qua e uno shatush di là, una messa in piega, un gossip da ascoltare e una permanente da fare, mentre le sue tre clienti ormai fisse se la ridono di gusto. Secondo voi ci ha visto giusto oppure farebbe bene e meglio a concentrarsi sul suo mestiere e a "darci giù" più con le forbici che col suo cervello invaso, evidentemente, dalla lacca e dai prodotti della Pantene? ^^

Fatemi sapere, un caro saluto a tutti ed in particolare al magico trio capitanato dalla filosofa genovese ^^


Alla prossima! :)

giovedì 6 marzo 2014

Voglio Tutto

E' assolutamente sorprendente scoprire quanto cambino le cose, anche le convinzioni più consolidate, a seconda del momento in cui ci si trova. Situazioni alle quali, prima, mai avresti pensato neanche lontanamente e che non erano ospitate nemmeno nel più remoto anticamera del tuo cervellino diventano, ora, la quotidianità dei tuoi giorni, la normalità, i pensieri più inevitabibili e consequenziali in funzione di ciò che sei, fai e vivi.
Ovviamente non sto parlando di essersi ricreduti sulla bontà del gelato al pistacchio piuttosto che sulla cucina thailandese, no, intendo un cambiamento di veduta sulle cose che più contano, arrivando a far crollare antichi capisaldi delle nostre convinzioni per lasciar spazio a nuove e più mature certezze. Mettersi in discussione, non restare mai fermi per principio o orgoglio sulle proprie posizioni, è caratteristica credo fondamentale di una sana crescita personale e del modo più giusto di rapportarsi col mondo e con gli altri, poi è evidente che successivamente a questa analisi si potrà rimanere serenamente convinti delle stesse cose in cui si è sempre creduto, ma solamente dopo non aver precluso alle nuove possibilità, alla limpidezza di un fatto o a qualsiasi altro spunto di riflessione in cui possa capitarci di incappare di venire da noi onestamente valutati. Quello che più soprende è quando questo cambiamento di orizzonti avviene quasi "autonomemente" in noi, senza quindi che ce ne si renda conto nel frattempo, per palesarsi in tutta la sua evidenza magari in un pomeriggio nel quale, con un amico, ti ritrovi a chiacchierare del più e del meno come nulla fosse e poi, toccando casualmente un certo argomento... ne parli, e mentre parli realizzi che stai dicendo, tu e convintamente eh, qualcosa che mai prima avresti pensato di poter dire.
Non so se riesco a rendere bene l'idea, l'immagine, l'istantanea del momento in cui si prende coscienza di ciò, e lo stupore che ne deriva. Stupore che però, prontamente, si trasforma in piacevole consapevolezza, perchè ti rendi conto che, per qualcosa di importante, di davvero importante, sei in grado di mettere in discussione praticamente tutto quello che sin qui sei stato o in cui hai più o meno fondatamente creduto, e di ripartire quindi da questo momento in poi su basi nuove verso obiettivi nuovi che, prima, neanche desideravi e, ora, ti sembrano invece quasi imprescindibili per la tua esistenza. Vi dirò che è davvero una sensazione niente male.
E insomma, tutto questo per dire cosa? volendola vedere come un semplice ragionamento matematico (stanotte ho anche sognato un' interrogazione al Liceo dove facevo scena muta o quasi, tanto per farvi capire quanto amassi e fossi predisposto per questa materia ^^ ma per scelta eh, per convinta presa di posizione mia, lo sottolineo! ^^), se ci sono delle convinzioni da sempre radicate in noi, e queste mutano per qualcosa/qualcuno, allora quel qualcosa/qualcuno deve essere davvero molto molto importante nella nostra vita. Mi pare filare, no? Un 6 me lo merito? mi stra-accontento, anzi... mi va di lusso ^^
Ecco, sulla base di questa conclusione ho compreso, o meglio ho avuto ulteriore ampissima conferma, di cosa conta per me, di chi conta, di ciò che voglio e del preciso motivo per il quale lo voglio. Ci sono un' infinità di cose da conquistare, di traguardi da raggiungere, di obiettivi da centrare o semplici desideri da realizzare, per mio conto ma anche non da solo, e per riuscirci basta semplicemente volerlo, volerli, e andarseli a prendere, tutti. Sprechiamo troppo tempo dietro cervellotiche limitazioni, fantomatiche impossibilità, inspiegabili complicanze che non fanno altro che allontanarci da ciò che più ci farebbe star bene. Si, è un genere curioso il nostro, che funziona secondo schemi mentali più aggrovigliati di milioni di matasse gettate alla rinfusa tutte insieme in uno stanzino. E allora puoi star lì a sbrogliarle, una ad una, quelle matasse, che magari ci riesci anche eh, non è impossibile, ma puoi anche pensare di fare un altra cosa: forbice, taglio e via... via i grovigli, via gli intrecci più stretti e limitanti, tanto tempo "extra" da investire guadagnato ed un nuovo capocorda da dove ripartire, da dove inseguire, senza limiti, i tuoi nuovi obiettivi, o semplicemente vivere serenamente mettendo in pratica le rinnovate convinzioni che adesso fanno parte di te, del te di oggi, che è l'unico che conta davvero. Accorgendoti così che ogni cosa è ora alla tua portata, dal momento che anche quello che ti sembrava impossibile da trovare o anche solo da intravedere e quindi pensare... adesso SAI che c'è, VEDI che esiste e che è lì per te, con te. Aspetta solo e soltanto te. E ora quindi, inevitabilmente, ci PENSI, desideri quello che prima non faceva parte di te e vivevi benissimo senza e del quale invece adesso ti rendi conto che non puoi più fare a meno.
Si, io voglio tutto, tutto quello che c'è da vivere. E lo voglio adesso, o comunque a brevissimo giro di posta. Perchè ora è davvero il momento giusto, per tutto. Assolutamente, semplicemente. Senza forzare nulla, ma è proprio il mio momento.


Si, mi rendo io stesso conto che in questo periodo sto andando "in fissa" coi Queen ma... che je volete dì?! Pezzi stupendi, poi questo è davvero pieno di energia, grinta, forza, voglia di fare e di vivere... proprio tutte le cose che sento io, ora, in me. E allora è perfetto, per dire che... "i want it all, and i want it now!" :)

Alla prossima