martedì 28 ottobre 2014

"Perché l'argento sai si beve, ma l'oro si aspetta"

Non credevo fosse possibile emozionarsi nel profondo per un'apparentemente semplicissima letterina scritta su due pagine e mezzo di un foglio di quadernone. Non credevo potesse essere tanto coinvolgente ricevere un dono proveniente direttamente dal passato di qualcun'altro, da un periodo a me del tutto ignoto eppure attraverso questo dolce pensiero ora perfettamente immaginabile. Non credevo di poter più versare una lacrima sincera valutando che l'ultima la spesi oltre un decennio fa in occasione poi di un evento tanto tragico da giustificarla pienamente. Nè avrei pensato di poter soprattutto rivelare questo "segreto" e scriverne senza vergognarmene, considerando il mio carattere assai riservato, eppure così sto facendo. Insomma, non credevo davvero tante cose ma ho dovuto ricredermi.
Le emozioni degli ultimi giorni sono state incredibilmente forti ed intense, soprattutto perchè mi hanno colpito nel profondo laddove non immaginavo di poter essere vulnerabile, e quindi comprenderete bene come, una volta toccati in quello che credevamo essere il nostro punto forte, una volta scardinate le più apparentemente incrollabili resistenze, tutto quello che ci succede si amplifica in maniera straordinaria ed oltre ogni logica. E così davvero, ho impiegato quasi una giornata intera a tornare in me, tanto "sconquassante" era stata l'emozione che mi aveva investito in pieno con la forza di un treno in corsa, non perchè dolorosa (affatto!) ma perchè davvero infinitamente potente e del tutto inattesa.
E così capita che il battito del tuo cuore impazzisca e ti porti a star sveglio praticamente tutta una notte ad osservare il sonno di colei che, qualche ora prima, ti aveva appunto regalato questa immensa ed inattesa scarica di adrenalina iniettandotela direttamente nelle vene, salvo poi dirle il mattino dopo di aver "dormito benissimo" quando invece in realtà non hai chiuso occhio nemmeno un momento. Ma va bene lo stesso, è così bello guardarla riposare, così rasserenante, una dolcissima abitudine che ho preso praticamente subito e che mi ha portato a non perdermi ad esempio un momento tenerissimo nel quale, evidentemente sognando qualcosa di bello, alle prime luci dell'alba sorrideva nel sonno. Ed io per fortuna ero lì, a vegliare su di lei e a stringerla a me ancora più forte, immaginando dove potesse mai star viaggiando la sua mente. Se avessi dormito anch'io me lo sarei perso, e come dico spesso per dormire ho avuto e avrò tantissimo tempo in altri momenti, non è quindi certo la cosa che mi interessa fare lì.
Così la notte scorre veloce dentro le infinite carezze e gli abbracci che le riservo senza sosta e arriva il mattino, che rappresenterà il giorno del nuovo temporaneo saluto. L'emozione per quella lettera e per quel dolcissimo regalo nel frattempo riposto con cura nella valigia continua ad attanagliarmi, mi sento così importante per Lei e al contempo responsabilizzato da uno dei gesti più semplici eppure maggiormente significativi che possano esserci, sicuramente quello più importante che qualcuno avesse mai fatto prima per me: possiedo un suo oggetto personale adesso, un suo ricordo inestimabile di quando era bambina, anzi meglio ne sono affidatario, custode finchè non ci sarà un posto che oggi ancora non esiste ma che domani non potrà non esserci dove riportarglielo, dove restiturlo alla legittima proprietaria. Insomma è un pegno, una promessa, un simbolo straordinario e perfetto che mi ricorderà di quello che voglio e devo fare, di quel che sono oggi e di ciò che desidero diventare domani. Ovviamente non da solo, per quanto mi riguarda io solo non voglio starci proprio mai più, finalmente ho al mio fianco qualcuno che riesce a dirmi non quello che so ma tutto quello che non so dire, una persona che per certi versi è agli antipodi rispetto a me eppure è davvero l'unica che riesce a completarmi, l'unica nel cui sguardo innamorato e dolcissimo posso prima perdermi e poi costantemente ritrovarmi e riconoscermi, l'unica in cui identifico me stesso e i miei ideali.
Penso a tutte queste meraviglie e intanto purtroppo giunge il momento di salutarla. Staccarsi è più difficile che mai questa volta, la voglia di far saltare volutamente la mia partenza mi tenta profondamente ma mi rendo conto che così deve essere, almeno per un altro pò di tempo ancora, e che tutto quello che "perdo" adesso lo recupererò con gli interessi fra non molto. Così il mio treno arriva puntuale, ci salgo e prima che mi porti lontano dalla vista di Lei fino al prossimo incontro riesco a mandarle un bacio e a dirle che la amo con tutto il cuore. Mi metto a sedere, svuotato più che mai nell'anima, ed iniziano le ormai solite gallerie, quelle che dopo aver percorso qualcosa come 23 000 kilometri in un anno mi rendo conto di conoscere praticamente a memoria. Ma non mi interessa niente del viaggio nè della sua lunghezza, amo le partenze mentre i ritorni sono sempre dei semplici "passaggi obbligati" nei quali l'unico interesse è, al limite, quello che non ci siano ritardi, seppure anche quando capitano non mi cambi in realtà assolutamente nulla: perdere 5' all'andata sottraendoli al tempo con Lei è un disastro, arrivare a casa anche con 1 ora di ritardo al ritorno una semplice scocciatura che scivola presto via. Mentre Lei non va mai via, e pensando questo mi rendo conto di star mordendomi forte l'angolo di un unghia (un brutto vizio che avevo da piccolo, e che evidentemente ieri è tornato a farmi compagnia mentre ero "alienato" da tutti questi pensieri), tanto forte da farla sanguinare un pò. Sanguina come sanguina probabilmente qualcos'altro dentro me, un perfetto contrappasso dantasco per analogia. Mi manca davvero quasi il fiato, Lei mi scrive tanti messaggi dolci e io fatico quasi a starle dietro... poi però, fortunatamente, un respiro profondo, due, mando tutto giù e... posso finalmente intraprendere il mio viaggio col giusto spirito.
Diverse ore dopo arrivo a casa, abbastanza stanco soprattutto per la parte "romana" del viaggio (i mezzi pubblici sono una sciagura indescrivibile), eppure la primissima cosa che faccio è sistemare il suo regalo nel posto che, da qui alla restituzione, lo ospiterà. Sa tanto di Lei, profuma di Lei, questo mi fa sorridere di cuore e mi rendo così conto di quanto sia meraviglioso quello che ho, realizzando in un istante che anche se adesso e per un pò non saremo assieme io ho davvero trovato qualcosa di speciale, che rende ogni giorno migliore e più bella la mia vita. Qualcosa che vale tutta l'attesa che occorrerà ancora una volta per arrivare al nuovo momento in cui potrò ritrovarla e stringerla nuovamente e più forte a me, offrendomi l'ennesima occasione per farla sentire incredibilmente "mia". Solo e soltanto mia.
Finchè non servirà più partire, o tornare... perché saremo insieme, e allora sarà assolutamente uguale.



"Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale.
Per ogni cosa c'è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po' più nascosto.

Ma le più lunghe passeggiate,
le più bianche nevicate e le parole che ti scrivo
non so dove le ho comprate.
Di sicuro le ho cercate senza nessuna fretta,
perché l'argento sai si beve
ma l'oro si aspetta."

Alla prossima... ;)

sabato 18 ottobre 2014

Due Anni di "Righe Libere"

18 Ottobre 2012 - 18 Ottobre 2014. Due anni di "Righe Libere" e il sapore di un anniversario speciale. Si, anche se poi comprendo benissimo che il compleanno di un blog e ancor prima la sua esistenza possano sembrare qualcosa di quasi effimero e poco rilevante ai più, ma vi assicuro che davvero, oggi, non saprei proprio pensarmi senza questo spazio, e allora evidentemente qualcosa di speciale c'è davvero. Eh già, io senza "Righe Libere" proprio non si può, è come quelle cose che non vanno via neanche se non le vuoi più, nemmeno se ti convinci che è finita e basta: sono diventate a tal punto "tue" che è come se ci fossero sempre state, e quindi ti sembra inevitabile concludere che ci saranno sempre. Come ho detto in un altro contesto alla persona per me più speciale che esista, "prima non c'eri e adesso non potrebbe esserci nulla senza te": facendo ovviamente le dovute proporzioni del caso, dal momento che Lei è per me infinitamente più importante di qualsiasi altra cosa al mondo, è una considerazione assolutamente applicabile all'affetto che ormai mi lega al mio blog.
Questo spazio del resto mi ha fatto un enorme regalo, che poi è anche il segreto potente della scrittura e della comunicazione in generale: mi permette di comunicare liberamente e continuamente quel che ho dentro, dall'argomento più sciocco a quello magari più impegnativo e "sentito", e di farlo soprattutto a modo mio, quindi semplice, qualche volta scanzonato e burlone, spesso romantico e ogni tanto forse addirittura capace di arrivare al cuore dei lettori. Mi permetto di pensare una cosa tanto bella perchè, dalla lettura dei commenti di diversi pezzi scritti in questo biennio, ho con mia grande sorpresa riscontrato che alcuni sembrano davvero essere piaciuti a chi ha avuto la buonanima di soffermarcisi, e questo mi onora e stimola tantissimo: è infatti proprio grazie al confronto con chi passa costantemente di qui che ho potuto accrescere la capacità di mettermi in discussione e la voglia di aprirmi, trovando così la serenità per affidare a questo spazio, e quindi a voi, sostanzialmente tutte le mie emozioni comprese quelle più personali, senza preoccuparmi di rivangare nel passato coi suoi splendori ma anche qualche inevitabile miseria o di raccontare le bellezze del presente e i sogni legati ad un futuro in cui avrei tutta l'intenzione di volare, altissimo e felice.
Si lo so, a volte forse potrò apparire eccessivamente sognatore e utopista ma credo davvero in quello che dico, altrimenti non lo direi, semplicemente quando si tratta di scegliere se "esserci o non esserci", da sempre un tema dominante nell'esistenza di ognuno di noi, attraverso i miei "slanci" faccio capire che questo per me non è un dilemma: è troppa la voglia di scendere in campo, troppa la necessità di farlo da protagonista per sedermi in panchina ad aspettare silenziosamente un ipotetico momento buono che potrebbe non arrivare mai. Meglio quindi, molto meglio, apparire per come si è, palesarlo senza mezzi termini nè filtri e godere dell'effetto, piacevolissimo, che dà.
Ovviamente, non essendo assolutamente io un maestro del "tecnico", ciò che cerco con più o meno successo di comunicare non si esprime soltanto nella scrittura, ma passa praticamente sempre dall'interpretazione del cuore e delle emozioni. E questo è si il mio stile naturale, ma indubbiamente lo devo anche a chi, incrociato il mio cammino qui, mi ha stimolato a farlo sempre più e (spero) sempre meglio :)
E allora non posso che ringraziarvi di aver trasformato questo luogo in un ideale e bellissimo punto di ritrovo per me e per voi, dove si possono trarre i benefici del confronto con un gruppo attento e vivace che dialoga in armonia e rispetto reciproco, componente indispensabile in qualsiasi ambiente ed in qualsiasi mondo. E sia chiaro che non siamo qui a fare i chierichetti, che ci possa anche prima o poi essere una forte divergenza di opinioni con qualcuno è naturale, oltretutto personalmente ritengo che la diversità di idee sia sempre un arricchimento, per quanto mi riguarda quindi le mura possono anche vibrare l'importante è soltanto non passare mai il segno e concludere serenamente il confronto ;)
Perciò grazie infinite a tutti voi del contributo determinante e importantissimo che date, in questa esperienza ho potuto "incontrare" tante persone positive che pian piano sono entrate a far parte del mio quotidiano e delle quali ho sincera stima, una poi me la sono addirittura scelta come findanzata e mi dà continuo amore ed ispirazione positiva, a coronamento di una storia incredibile della quale però vi parlerò al meglio a tempo debito (non servirà attendere molto ^^), cosa potrei volere di più? Decisamente niente :)
Non mi resta quindi che salutarvi e riprendere posizione al centro di questo terzo anno di vita del blog. Questo almeno stando alle carte e alle mappe, che poi sono sempre diverse dal territorio e dalla realtà visto che in base a ciò che si incontra realmente lungo il cammino ci si può spostare lievemente sulla destra, quindi sulla sinistra e poi, sorprendentemente, perfino profondamente verso un nuovo punto cardinale, a dimostrazione che il percorso di ognuno di noi non è già scritto, è sorprendente e soprattutto è come ce lo creiamo, dunque non ci resta che vivere il nostro e... cercare di crearcelo buono :) Passano gli anni, cambiamo noi, gli stili e i contenuti, aumentano le esperienze e germogliano nuovi penseri nel cuore e nella testa... che fortuna avere un posto speciale dove poter raccontare tutto questo, dove avere la possibilità di lasciare tracce della propria vita :)

E allora buon compleanno "Righe Libere", e un carissimo saluto a tutti i tuoi (e quindi miei) amici! :)


Alla prossima! ;)

sabato 11 ottobre 2014

Il Dito e Non Il Cielo

Se ci pensate un momento praticamente ogni cosa che abbiamo attorno, a qualsiasi livello, varia a seconda degli occhi di chi la guarda. Quante volte vi sarà capitato di ritenere ad esempio stimabile o bella una persona che per qualcun'altro magari non lo è affatto, oppure di analizzare in un modo invece che in un altro i fatti e gli avvenimenti storici, politici e sociali creandovi così le vostre personali convinzioni in relazione ad essi scoprendole poi essere diametralmente opposte a quelle che si è fatto un vostro qualsiasi conoscente sempre sulla base degli stessi elementi da voi analizzati? Si dice che la varietà di idee, convinzioni, opinioni e stili di vita sia il bello del mondo e dei rapporti e probabilmente è anche vero, ma a rifletterci un momentino su è sicuramente curioso realizzare che praticamente qualsiasi cosa può risultare diversa a seconda di chi si mette ad osservarla. In ogni caso però, finchè rimaniamo in questo ambito di analisi autonoma e personale si potrà anche non essere d'accordo con il giudizio altrui ma, almeno, questo sarà in qualche modo fondato su qualcosa di concreto, di a modo suo ragionato, e quindi anche fosse non valido per noi risulterà sicuramente almeno rispettabile.
Il "problema" è che esiste però una categoria di persone, che poi è sorprendentemente (e mi sbilancerei pure azzardando un "tristemente") quella che costituisce statisticamente la maggior parte della popolazione, che invece pensa, dice e fa... quello che le viene sostanzialmente "suggerito", diciamo così. Un banalissimo esempio pratico può essere utile per esprimere al meglio il concetto: osservando la fotografia presente in questo post qual'è la prima cosa che guardate? il cielo o il dito che lo indica? Ecco, mi auguro e credo che la vostra risposta sia il cielo, eppure c'è davvero tanta gente che invece si ferma ad osservare il dito di chi indica invece di guardare coi suoi occhi ciò che le viene indicato facendosi così una propria idea autonoma di questo o quello.
Perchè questa riflessione? perchè l'evidenza del nostro quotidiano ce lo dice continuamente, basta pensare alle polemiche sul fronte politico dove la maggior parte di chi va a manifestare dissenso se vai a chiederglielo nemmeno conosce per cosa sta manifestando, oppure renderci conto che c'è chi si fa la fila di notte per comprare l' Iphone 6 appena uscito invece di andarlo ad acquistare in un qualsiasi altro giorno e orario come tutte le persone sane di mente credo farebbero (e non discuto che uno che ha il 5 voglia buttare i suoi soldi per avere il 6, ci mancherebbe, trovo però grottesca la necessità di fare la nottata per averlo alle 9:01 appena apre il negozio!). Ma finissero qui gli esempi tutto sommato andrebbe pure bene, e invece no, pure scendendo a un livello basso come è lo sport, pensate al recente Juve-Roma che ha portato infiniti veleni e accuse, finchè uno valuta le immagini ok, poi col regolamento alla mano può trarre le proprie conclusioni, ma c'è chi per partito preso segue come un pecorone le opinioni di figuri loschi e di provata bassezza etica e morale semplicemente perchè a questi viene dato spazio per parlare... e questo è aberrante. Lo è però ancora di più, se ci pensate un attimo, rendersi conto che è una settimana che si parla di questo invece che delle cose importanti davvero! altro che una partita!
Anche se poi oh, è assolutamente vero qui che ormai è sufficiente apparire per godere di "credibilità" e notorietà, basta pensare che c'è chi si mette in coda fuori dai locali e attende ore per vedere passargli davanti in dieci secondi netti il tronista di "Uomini e Donne" (solitamente un bellone palestrato dal QI inferiore al normale) che, ancora devo capire per quale arcana ragione, prende 4000 euro per una mezza serata in discoteca, o chi ritiene dei modelli degni di imitazione chiunque sia sotto l'occhio di una telecamera. E' davvero triste pensare tutto questo, e ci spiega però perfettamente perchè stiamo andando, in un crollo che purtroppo sembra irreversibile, sempre più a fondo come società.
Perchè appunto a noi follemente interessa della partita, del telefonino e del tronista, chi se ne frega del precario che sta ricercando a 500 euro il prossimo potenziale vaccino da terribili malattie, o del fatto che ci sia tanta gente che invece coi soldi del nostro Iphone 6 ci sfamerebbe per un mese la famiglia, o che persone molto più meritevoli del tronista, di Balotelli o del fighetto di turno dovrebbero essere imitate e seguite. Però si, a noi che ce ne importa, non a caso siamo anche l'unico paese dove dal crollo della DC ad ogni elezione si inverte il "colore" del partito al governo, proprio a sottolineare che una volta stiamo con questo e quella dopo con quell'altro come le bandieruole al vento che cambiano direzione all' improvviso, ci basta sentirci dire "è colpa di quelli prima" per passare sull' altro carro e, qualche anno dopo, puntualmente scendervi per ri-salire su quello che avevamo lasciato. Poi per carità, chi non è disposto a cambiare mai idea sbaglia più di tutti, ma non si può nemmeno andare col vento come un provetto Mastellone (chissà che fine ha fatto anzi... mi manca!).
E ribadisco, se mi si spiegassero le cose, il loro perchè e i motivi di queste scelte da parte di chi le fa non avrei nemmeno da ridire, sarebbe un' opnione diversa dalla mia ma almeno rispettabile, il problema è che per la maggior parte di queste cose non ti sanno dare risposta: del resto oh, nessuno ha mai ammesso di guardare Biscardi eppure per 20 anni è stato il programma sportivo più visto in Italia, così come di votare quel certo politico che però, chissà come mai, poi è stato eletto più volte a furor di popolo, quindi... o ci fanno o, più probabilmente... ci sono. E delle due non so quale è peggio, farsi fare fessi o... esserlo :|

E vabbè, termino qui questo mio certo poco usuale post verosimilmente piuttosto inconcludente però davvero, sto osservendo ogni giorno di più cose che non riesco proprio a concepire e allora... volevo capire se sono solamente io a pensarla così e, in realtà, va tutto bene. Non lo escludo eh ^^ E poi oh, fatemelo dire, se c'è gente che scrive senza problemi pezzi imperdibili come questo, se diamo spazio e attenzione a certi "babbi colossali" patentati che fanno post sull' essere rimasti senza chiavi di casa allora vale tutto, e quindi pure io posso permettermi, once in a lifetime, di scrivere un inutile post di respiro sociale ^^

E dopo questo fulgido esempio di cyberbullismo (^^) vi saluto con affetto augurandovi un buon weekend, non però prima di avervi tranquillizzati: state sereni, fra pochi giorni sarà il secondo compli-blog di Righe Libere e, per quella data, tornerò in tutta la mia cariante zuccherosità per la gioia vostra e soprattutto dei vostri dentisti ^^ Non vendo sogni, ma solide realtà! ^^

Alla prossima! ;)



mercoledì 1 ottobre 2014

Untitled

Vicino a casa mia c'è una scuola elementare, quella che io stesso ho frequentato, asilo compreso, durante i ruggenti anni '90. Mi capita quindi spesso, anche guardando semplicemente dalla finestra, di osservare il via vai delle "anime" che passano di qui. Giorni fà ero al parcheggio davanti l'istituto, oasi salvifica per chi come me cerca di trovare un pertugio per lasciare in sosta l' auto in questa grande e frenetica città, casualmente in orario di uscita dei bambini, e la mia attenzione si è soffermata su uno di loro: camminava lento, era l' ultimo della sua classe a scendere le scalette che conducono fuori dall' edificio, tutti i suoi compagni scappavano via di corsa mentre lui invece si guardava attorno, come se cercasse qualcosa, o meglio qualcuno. Mi incuriosisce per questo e cattura così la mia attenzione, quindi mi metto ad osservarlo ed ecco che, all'improvviso, gli esce un bellissimo sorriso nemmeno tanto diverso da quello che solitamente i bimbi hanno stampato sul viso, semplicemente più intenso, si illumina letteralmente e si mette a correre a perdifiato verso il suo "obiettivo" finalmente individuato. Tutto scorre veloce attorno a lui eppure mi sembra quasi di vederlo muoversi in "slow motion", con l' entusiasmo di chi ha appena realizzato che la persona che tanto desiderava trovare tra la folla è veramente lì tutta per lui, ed ora non chiede altro che andarsela ad abbracciare. Forte, forte, forte. Un ragazzino verso un padre. Ci ha messo qualche secondo a scorgerlo, sembrava smarrito, poi lo ha riconosciuto e si è acceso. Un breve lunghissimo attimo di stordimento, un tempo vuoto e sospeso che soltanto la pura felicità può prima interrompere e poi riempire.
Sono dell'idea che questo momento al quale ho assistito non credo casualmente abbia dentro di se tutte le risposte a quella domanda che, in fondo, ha segnato ed è effettivamente stata lo spartiacque della mia vita, eppure alla fine di queste risposte pur evidentissime non riesco a pronunciarne nemmeno una, forse perché in questo caso non posso sceglierle, o semplicemente perchè non ce la faccio a dirle, a raccontarle, a scriverle.
Meglio allora far parlare l'ultima immagine che è arrivata vivissima e fortissima fino al mio punto di osservazione di quel pomeriggio, e che fà capire nel modo migliore quello che evidentemente non mi riesce di spiegare: quando il figlio si mette a correre felice verso il genitore è eccezionale osservare il papà che lo guarda, soprattutto come se lo guarda. E quando lo abbraccia sorridendogli, sollevandolo su da terra con tutto lo zaino in spalla, ti dimostra con forza straordinaria che i figli non si preferiscono né si scelgono (come poi non si scelgono nemmeno i padri), si amano e basta. Si proteggono, si stringono e si abbracciano. Sempre, ogni momento, tenendoseli stretti stretti, fuori dalla scuola, a casa, qui e lì. Per sempre lì. E tu allora guardandoli capisci che nella vita può succedere di tutto, che possono trascorrere due anni oppure milioni, che puoi litigare, arrabbiarti, amare, sposarti, separarti, ri-nnamorarti, lavorare, morire, dormire, magari sognare che male non fa mai, ma quell’amore starà sempre e comunque lì, più grande e più forte di tutto il resto.
Insomma, essere spettatore di questo episodio è stato come rigiocare un attimo a nascondino e farlo stavolta con la storia, la mia, senza nemmeno rendermene inizialmente conto. Poi invece tutto è diventato chiaro, nel realizzare che probabilmente per quel bimbo ed il suo papà questa volta qui somiglia a quell' altra lì, che a sua volta somiglia a quell' altra là e così via. Come è giusto che sia, non un' eccezione ma la più splendida delle "regole", come dovrebbe essere per tutti i bimbi del mondo.
Già, immagino che proprio così dovesse essere ed invece, purtroppo, così non è stato anche per un altro bambino la cui immagine nella mia mente è sbiadita ma non sfocata, persa in un periodo in cui il divertimento era un pallone che rotola sul campo della parrocchia e poco più, sfumata in un tempo che sa di pane caldo e di quelle merendine che, assieme ai vestiti dell' epoca (ma questo forse è un bene ^^), non torneranno più.
Ho sempre sostenuto che gli altri, intesi come tutti coloro che non hanno vissuto la stessa cosa, non capiranno mai cosa significa, ma è ancora più vero che nemmeno io stesso, fino in fondo, lo so: no, non so realmente neanche io quanta roba (amore?) c’è dentro questa storia. Però lo sento, e forse non si può far altro, non si può spiegare, si sente e basta.
Perciò, alla fine della fiera, io preferisco vederla in un ottica positiva: se e quando mai sarà, tutto questo mi servirà per sapere esattamente ciò che non dovrò mai far mancare a chi somiglierà al bimbo dell' immagine sbiadita nella mia mente. Non servirà essere un super-eroe anche se poi certamente sarebbe bello poterlo apparire almeno ogni tanto ai suoi occhi, quello che più desidero è soltanto che sappia che l'uomo che uscendo da scuola cercherà e riconoscerà tra la folla farà per lui qualsiasi cosa e ci sarà sempre, e che pur con tutti i suoi limiti e gli immancabili errori che potrà commettere gli saprà dimostrare ed insegnare ogni giorno che non si deve mai smettere di credere nel valore e nell' importanza dei sentimenti più profondi che a nessun figlio possono essere mai ed in alcun modo negati. E lo farà nel modo più semplice, cioè regalandoglieli incondizionatamente come un papà degno di questo nome fa col suo bambino. Passo dopo passo tenendolo mano nella mano, sempre da una parte e sempre dalla stessa parte: quella di chi crede che l' amore sia semplicemente un sentimento da vivere, dare e condividere, e che di questo farà la sua bandiera.



"... quando dire "AMORE" diventa sottinteso,
quando davanti al sole la mattina
non sei più sorpreso,
dillo pure che sei
offeso ..."

Alla prossima... ;)