mercoledì 23 dicembre 2015

Buone Feste!

Ciao :) Per quel che mi riguarda questo sarà l'ultimo post del 2015, dal momento che le festività incombono e mi porteranno in dote anche un nuovo viaggio. Ecco perchè oggi voglio assolutamente fare a tutti coloro che passano di qui i miei migliori auguri di buon Natale, non sono per le frasi da "Baci Perugina" quindi, semplicemente, spero possiate stare bene voi e le persone cui tenete e che avete accanto, trascorrendo giorni rilassanti e senza troppi pensieri per la testa :)
Ovviamente la fine dell'anno è anche un'occasione per fare qualche bilancio, tirare le somme di ciò che è stato e, pure, formulare qualche buon proposito per il futuro. Anche in questo senso spero che i vostri conti "tornino", che possiate vedere alle vostre spalle più cose positive che negative e, soprattutto, che l'anno nuovo vi porti quello che più desiderate e che, non dubitatene, probabilmente è giusto lì dietro l'angolo ad attendervi.
Il mio 2015 lo definirei particolarmente "pieno". Nel farne una valutazione complessiva mi rendo davvero conto di quante cose "sostanziose" ci sono state dentro: ho affrontato momenti molto importanti, per me del tutto nuovi, "impegnativi" eppure vissuti con leggerezza e serenità, che mi hanno dato tante emozioni positive e soprattutto mi hanno fatto intravedere, sempre più chiaramente e nettamente, la direzione che mi piacerebbe riuscire a dare al mio futuro. Un futuro che, comunque, è già qui, lo sto già vivendo e affrontando ogni giorno, ma per come sono fatto io ho la necessità di pormi sempre nuovi obiettivi, nuove mete, di fare le cose non per goderne semplicemente "al momento" ma perchè durino e rimangano nel tempo. Perchè "significhino" qualcosa al di là del tempo circoscritto in cui accadono.
Ecco perchè non voglio fermarmi qui ma portare, con il nuovo anno, il tutto ad un livello ancora più alto, vivere altre e ancor più grandi e forti esperienze avendo però il conforto delle solide basi che, nel frattempo, ho saputo costruirmi. Il tutto, possibilmente, essendo felice come ho imparato ad essere, perchè è davvero fondamentale star bene con se stessi per poterci poi stare con gli altri e nel mondo.
Per quanto riguarda il blog beh, la mia "produttività" non è stata certamente degna degli anni precedenti e per questo mi cospargo il capo di cenere, sono "sceso" a 28 pezzi con una media mensile di 2,333 col 3 periodico, anche se magari saranno stati post "pieni", sicuramente non scritti tanto per farlo, in questo caso me lo faccio andare bene lo stesso.
E' capitato così perchè, appunto, di cose da fare ne ho avute proprio tante, aggiungiamo a ciò il fatto che più di qualche volta ho preferito non scrivere solamente per riempire pagine, volendo attendere che l'ispirazione fosse più forte, ed ecco spiegata questa considerevole riduzione. Però, perchè c'è un però, non voglio che questa diventi un'abitudine, perciò mi ripropongo per il prossimo anno di ritornare sui miei livelli abituali, tengo tantissimo a questo mio spazio, la scrittura è da sempre una mia passione e la forma di comunicazione più forte che conosco, e come tutte le cose va coltivata. Quindi si, voglio curare questo aspetto, assolutamente, anche perchè per quanti impegni possa avere non posso nè voglio certo dimenticare quanto questa realtà, e tutti voi che la "popolate" e passate di qui, avete dato e ancora oggi date a me :)

Ciò detto allora vi rinnovo nuovamente i miei più cari e sinceri auguri di buon Natale, e spero inizierete al meglio il nuovo anno!

Alla prossima... con affetto
Maurizio

giovedì 10 dicembre 2015

Pensieri Al Volo

Nel monologo di Giulietta, Shakespeare si interrogava su cosa fosse un nome, dimenticandosi che qualcuno, diversi secoli prima, aveva già trovato la risposta al suo dilemma: il nome è un destino.
Fin troppo noto è infatti il detto latino "nomen omen", ed effettivamente racchiude in se una grande verità, nel nome delle cose è molto spesso già scritto il loro destino.

"In fondo, che cos’è un nome? Quella che noi chiamiamo una rosa, con qualsiasi altro nome profumerebbe altrettanto dolcemente!". Verissimo, la rosa profumerebbe allo stesso modo anche se avesse il nome più assurdo possibile, ma è altrettanto vero che se una cosa invece si chiama Amore non può essere qualcos'altro, non può che essere Amore. Col suo profumo di felicità e cose belle.
Con Amore chiudi gli occhi, sogni il futuro, li riapri e te lo ritrovi davanti. Amore canta anche quando le cose vanno male, sogna anche quando farlo sembra impossibile, s’inventa canzoni mentre gli altri ripetono solo parole. Amore dà perfetta armonia ad un groviglio di intense emozioni e determina un percorso che ti coinvolge al punto tale che poi è impossibile staccarsi, perché più si va avanti e più si ha la sensazione che tutto quello che ti occorre sia solo e soltanto lì, e che quel poco che manca si compirà all'arrivo. Amore, come il cuore, non costa e non si vende. O ce l’hai o non ce l'hai.
Ecco perchè, vivendole con Amore, capita che le cose abbiano veramente il loro nome, che un’emozione sia un’emozione, una gioia una gioia, un abbraccio un abbraccio. Puri, autentici, sinceri e pieni di storie dentro. Storie magari piccole piccole, però vere, pulite.
Ma la vera domanda è un’altra: come fa l'Amore ad essere così grande da farti passare dal grigiore, dal torpore e dal niente di un pomeriggio seguente ad un'incomprensione anche brusca a ritrovarti con il cuore in mano, felice, appena qualche ora dopo?
Cerco di darmi una risposta, e intanto rifletto sul fatto che se c’è ombra è perché sopra c’è il sole, o che anche una nuvola carica di pioggia, a ben guardala, ha contorni argentati mozzafiato. E allora realizzo che gli amori davvero forti ti fanno sentire fragile, e che forse è proprio per questo ne hai bisogno. Perchè ci sono cose che per quanto sono belle a volte possono anche farti male. Solitamente, quando è così, è perché sei davvero innamorato. E quando ami col cuore le parole non riesci a tenerle a bada tanto facilmente, e così va a finire che nel momento sbagliato si infilino senza permesso dove non volevi.
Ne concludo dunque che tutto possa ridursi semplicemente a questo: qualsiasi cosa possa accadere, tanto nel bene quanto nel meno bene, se l'Amore c'è e abbraccia se stesso, e quindi l'altra sua metà, si può arrivare là dove ognuno di noi ha sempre sperato, voluto, preteso, meritato. Anzi, pure oltre. E questo accadrà nonostante tutto quello che può essere successo, tutto quello che può essere stato detto, tutto quello che s’è sprecato e che si potrà sbagliare.
Si tratta solo di stringersi un po’, in quell’abbraccio forte e intenso che ti fa sentire il centro del mondo anche se il mondo se ne frega di te.


Alla prossima ;)

mercoledì 18 novembre 2015

Lassù, Oltre Le Nuvole

Oltre tre anni fa aprivo questo blog e lo inauguravo parlando di un viaggio in aereo che mi apprestavo a fare di lì a poco, destinazione nord dell'Inghilterra. Da allora non mi era più capitato di viaggiare con questo mezzo, qualche giorno fa però sono tornato a mettere la testa tra le nuvole (anzi, oltre) e... wow che bellezza!
Non soffro il volo, non temo nè la partenza ne l'atterraggio, amo osservare dal finestrino/oblò le case e le persone farsi piccole piccole, la terra che scompare e poi... più di tutto l'entrata nel banco di nubi che, per qualche istante mentre l'aereo si trova al loro interno, oscurano tutto intorno per poi diradarsi all'improvviso quando il velivolo ne esce fuori, mostrando uno spettacolo mozzafiato. La foto che apre questo mio post rende credo l'idea, ritrovarsi sopra le nuvole, con questa distesa di bianco sotto gli occhi che pare un'isola di neve nascosta su nel cielo... non so, mi incanta davvero ogni volta di più, anche perchè è sempre diversa da quella vista in precedenza per orario di volo, conformazione delle nubi e così via.
"Le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto" cantava Battisti in una delle sue più note e belle canzoni, ed effettivamente le sensazioni che il volo trasmette, almeno a me, sono proprio queste, in un'altalena di emozioni e di pensieri che si sovrappongono tra loro. E se tutto, da lassù, diventa più chiaro, nitido e sereno, è altrettanto straordinario realizzare che, anche quando si ritorna a terra, le sensazioni positive trasmesse da questo mezzo speciale puoi portarle con te, non ti lasciano, sei letteralmente in pace con te stesso e col mondo. Metaforicamente, insomma, è come il passaggio dal ritrovarsi nel banco di nubi a sopra di esse... lasci là dentro le ansie, le paure, le preoccupazioni, scacciandole via, lontano, perchè non servono più. E te ne liberi definitivamente.
Questo è quanto successo a me, e non nascondo sia stata davvero manna dal cielo vista l'importanza di ciò che, una volta sceso, sono andato a fare. Non mi ha infatti agitato per nulla scoprire che il mio volo, per un ritardo di 40' in partenza, mi avesse fatto perdere la coincidenza col pullman che avrei trovato fuori dall'aereoporto: senza perdermi d'animo e pur essendo in un posto dove mai ero stato prima ho subito trovato il modo di raggiungere comunque la mia meta, via treno, passando per la non lontana stazione centrale. In tutto questo nessuna agitazione, pur legittima per quello che di lì a poco sarebbe accaduto, mi ha colpito, manifestandosi solamente negli ultimissimi minuti prima del mio, definitivo, arrivo a destinazione.
Ma adesso, per soddisfare la vostra curiosità e senza farvi attendere oltre, beh... vi annuncio che questo viaggio è stato intrapreso per andare a conoscere, per la prima volta, la famiglia di Paola, al gran completo ^^ Genitori, sorelle, cognati, nipotini bellissimi, nonne, amici e altri parenti vari... insomma, sempre per citare canzoncine note, adesso "non manca più nessuno", c'erano pure i due liocorni! :D
Potrei dire tantissime cose riguardo questo momento direi "storico", tra l'altro organizzato su più giorni che mi hanno permesso quindi di far subito buona conoscenza con tutti... la più importante, comunque, è che ho trovato una splendida famiglia che mi ha accolto con calore, amicizia e simpatia, mettendomi subito a mio agio e facilitando così, e di molto, il mio "inserimento". Certamente poi ha aiutato anche il fatto che, tramite la cara Paola, io avessi già avuto "contatti" con alcuni di loro via telefono, oltre ad essere stato costantemente informato di quanto accadeva quotidianamente lì durante gli ultimi due anni. E allora non c'erano nomi da imparare o visi da conoscere, questo è stato di grande aiuto per me, che ho dovuto così solo limitarmi a dare magari una voce, un espressione, un sorriso, una forma definita a quei volti già noti. Rischio seriamente di dimenticare qualcosa quindi evito di fare l'elenco di tutto quello che è successo in questi bei giorni trascorsi assieme per festeggiare il compleanno della mia dolce metà (alla quale è stata preparata una bellissima festa con pizza fatta in casa e tante cosine buonissime), quello che posso dire è che ho avuto conferma del fatto che è assolutamente vero che il frutto (Paola in questo caso) non cade mai lontano dall'albero che lo ha generato, e allora se amo tanto lei non potevo che trovarmi bene anche con loro. Certo, nel tempo dovrò magari sciogliermi ancora di più (soprattutto imparare un pochino di dialetto locale che ogni tanto "affiora" nei dialoghi, ma che tanto mi diverte ^^) ma, CREDO, l'impatto è stato molto buono, sicuramente per me nei loro confronti e, mi auguro, anche a parti invertite :)
Una cosa che, tra le tante altre, mi ha fatto particolarmente piacere è stata conoscere i tre bimbi, gli adorati nipotini di Paola dei quali ho sempre tanto sentito parlare: li ho trovati davvero splendidi e carinissimi, giocare con loro riuscendo a farci abbastanza velocemente amicizia mi ha davvero reso tanto felice e non nascondo poi che quando mi hanno dato, tutti e tre compresa la piccolina di nemmeno due anni, un bacino per salutarmi... il mio piccolo cuore di panna si sia ulteriormente sciolto ^^ Insomma, io già stravedo per loro, mi piace la vivacità che hanno e che li tiene così sempre in movimento ma pure il fatto che siano educati da valori veri e "sani" nel senso più ampio e positivo del termine. Può sembrare da poco invece per me non lo è, divertirsi anche con le piccole cose, con una semplice palla, con un foglio e una penna o inventando piccoli giochini all'aperto come ho fatto con loro è una di quelle cose che, nel mondo di oggi, secondo me è piuttosto rara, e questo è senz'altro un merito che va dato alla famiglia, tutta, che con la sua unità per me evidentissima in questi giorni li ha saputi crescere con questi princìpi e queste ottime qualità.
Poi beh, come ho detto di cose da dire ce ne sarebbero infinite e, magari, prima o poi qualcuna qui e là ve la rivelo, quello che conta di più è che è stato tutto, almeno per me, perfetto e positivo proprio come sognavo potesse essere, e che da adesso io sia, per tutti loro, Maurizio, anche perchè ciò che hanno visto è ciò che è, e che sono.
Quindi ora sento e so che si apriranno tante nuove occasioni per ritrovarci, sono molto felice di questo e approfitto per ringraziarli, ancora, per la magnifica ospitalità sotto ogni punto di vista, quello culinario poi beh... credo di aver preso 10 kili in pochi giorni ma... che bontà però! ^^

E allora ecco, ben presto (prestissimo direi!) una nuova importantissima occasione ci riunirà ed io sarò davvero felice di essere con loro, dopo un altro viaggio che mi porterà a fare sali-scendi tra le nuvole.
Mi auguro semplicemente che tutto l'amore che provo per la loro splendida figlia, sorella, nipote, zia, cognata (a seconda del grado di parentela) sia uscito fuori, poi il resto lo farà e lo dirà il tempo, e come lo avete riconosciuto voi che mi seguite qui... spero che anche a loro diventerà chiaro che, al di là di questa temporanea distanza, non c'è persona al mondo che più di me ami Paola. E questo è evidente oggi, lo è già stato anche da una buona fetta di ieri e, certamente, lo sarà per tutto il domani che ho davanti. Se arriverò a comunicargli questo, a convincerli coi fatti che tutto ciò è vero, forte e potentissimo e che, diversamente, mai sarei andato fin là a farmi conoscere... non servirà altro, ne sono sicuro :)

Alla prossima :)

lunedì 2 novembre 2015

Itaca

Ho sempre trovato affascinante il racconto del viaggio di Ulisse, la sua personalissima Odissea lunga ed estenuante per guadagnarsi, dopo mille peripezie, il sospirato ritorno a casa. Anche se forse non tutti sanno che poi Ulisse, una volta ritornato ad Itaca, ha sentito la nostalgia di quello che ancora poteva vedere del mondo e quindi non ci si è fermato per sempre, non resistendo all'impulso di ripartire per arrivare nuovamente più in là, oltre, come la sua natura di eterno viaggiatore quasi gli "imponeva" di fare.

Ovviamente con le dovute proporzioni e differenze, rivedo nella storia di questo epico personaggio alcuni aspetti della mia vita di oggi, che trascorro costantemente alla ricerca di un nuovo "Attimo Fuggente" da vivere intensamente per dimostrare di non essere mai fuggito, per far esclamare alla mia Penelope "Rieccolo qui, anche se in fondo non se n’è mai andato".
Eh si, perchè se potessi io nella mia Itaca ci resterei, per mare insomma mi ci hanno spedito e spediscono continuamente soltanto gli eventi che governano le vite degli uomini, non certo le mie scelte. Anche se paradossalmente la lontananza da dove vorrei essere mi aiuta a focalizzare perfettamente quello che per me è davvero importante, dalla nave metaforica su cui mi trovo quindi vedo addirittura meglio la mia meta, che dà lì se possibile è ancor più bella in quanto fortissimamente ambita, voluta, cercata, desiderata.
Non può che essere così perchè chi è davvero innamorato di qualcosa o di qualcuno non può mai dimenticarlo, e se le circostanze lo costringono a non averlo momentaneamente vicino per assurdo inizia a volerlo ancora di più accanto a se. E questo non è un merito, piuttosto è una condizione, non è nemmeno una scelta bensì qualcosa di fisiologico, come un’attrazione magnetica irresistibile. Conoscete la marcia dei pinguini? bene, in natura questi simpatici mammiferi sono protagonisti di un evento che si ripete ciclicamente e che è ai limiti dell' incredibile: dovunque si trovino si mettono in cammino e riescono a ritrovarsi a distanza di anni nello stesso punto e allo stesso momento, tutti insieme, senza seguire mappe, indicazioni, strade e vie. Questo dimostra che nella vita ci sono sicuramente cose che non tornano più ma anche altre che invece non se ne vanno e andranno mai via, indimenticabili ed indivisibili pur volendolo.
Poi sinceramente non so cosa sia esattamente quello che permette loro di ritrovarsi in questo modo eccezionale, ciò che li riporta a casa e a ricongiungersi, sempre, comunque e ovunque. Conosco però quello che guida me, ciò verso cui è orientata la mia bussola in ogni momento, ovvero i sorrisi limpidi di una persona giusta e semplicemente bella, in tutto, che segna il mio orizzonte da ormai oltre due anni nei quali sembrava impossibile non arenarsi in insormontabili inciampi e, invece, si è finiti per correre senza incontrare ostacoli, liberi nella prateria. E "oltre due anni", per me, sono tanti, anche se adesso si può avere l’animo leggero e vederli come attimi, fermati e fissati nel tempo da fotogrammi meravigliosi scattati a kilometri e kilometri da qui eppure... nel centro esatto di questa storia.
Ed è in questi momenti che capisci che esistono cose che non si possono spiegare a parole, cose che contano più di tutto e che possono essere trasmesse forse con intensità ancora maggiore proprio nei silenzi e nelle lunghe pause imposte dal tempo, quando per necessità devi riuscire ad andare al di là delle parole attraverso i gesti più veri, concreti. Come quello di mettersi in marcia, all'improvviso e senza nemmeno conoscere la via da percorrere per arrrivarci, verso ciò che sta al centro di tutti i tuoi pensieri.
Magari è davvero in questo modo che i pinguini trovano la loro strada. Di sicuro, è così che io trovo, ogni volta, la mia Itaca. E prima o poi finirò per restarci... o per portarla da me. Delle due... una.
Di certo, uno in due :)



"... and in this crazy life, and through these crazy times
It's you, it's you, You make me sing,
You're every line, you're every word, you're everything ..."

E per concludere questo post più che mai "sprogrammato" voglio salutarvi con un piccolo aneddoto, che cade a fagiuolo con la ricorrenza di oggi e che vuol essere un augurio per tutti voi che avete la pazienza di passare di qui a leggermi: una volta, nella scuola dove insegnava, un ragazzo chiese a Pasolini "Professore, come faccio ad essere felice nella vita?". Egli rispose "Basta che tu non faccia quello che fanno tutti gli altri!".

Quindi siate felici e siatelo a modo vostro, che è certamente il più giusto ed il più bello.
Alla prossima! :)

mercoledì 28 ottobre 2015

Un Paio d'Ali

Due ali hanno bisogno d’aria, di libertà. In gabbia non ci stanno, non possono proprio starci, sono fatte per il volo e per volare e basta, per inseguire il concetto stesso dell'immensità col pensiero sempre rivolto all’orizzonte e al sole, senza approdo, senza meta prestabilita. Si preoccupano solo di avvicinarsi alla luce per poi bearsi del suo calore e della sua forza, perchè il sole lo hai sempre davanti se lo vai a cercare, non ti lascia più, e quando lo trovi è bellissimo.
Due ali insomma sono il mezzo perfetto per andare alla conquista dello spazio, del nostro posto perfetto nell'universo. Se sei tanto fortunato da trovare l'altra ala giusta per te, unendo le vostre forze scoprirai di poter arrivare infinitamente in alto, quasi a ridosso del loggione paradiso che diventa così un perfetto affaccio sui sogni. Roba da vertigini, anche se quando sei lì sorprendentemente ti rendi conto che le vertigini sono semmai un problema degli altri, dal momento che tu sporgendoti non vacilli minimamente e ti senti benissimo.
Conosco la storia di due ali, una nata a ridosso di un mare e l'altra a due passi da quello opposto, agli estremi insomma e a tanti kilometri di distanza che, almeno in teoria, avrebbero dovuto tenerle ben separate e non farle incontrare mai. Due puntini nell'universo che, a guardarli su una cartina geografica, li vedi larghi larghi, come due attaccanti messi sulle fasce opposte. Due ali, appunto.
Ma Shakespeare ci insegna che “Amore corre verso Amore”, e allora ecco che un'ala all'improvviso entra nel mondo dell'altra e, quando finalmente la raggiunge, corrono insieme, volano insieme.
Anche perché chi nasce in riva al mare, a prescindere da quale mare sia, sa volare: prima degli altri infatti si rende conto che oltre la spiaggia non si può più camminare, quindi non gli rimane che imparare a spiccare il volo per superare i confini che si trova davanti. Perchè non può credere che esistano davvero i limiti, anche se c'è chi dice che persino il mare e pure l'universo ne abbiano. No, una cosa così grande da qualche parte continua, non finisce mica qua, "non è possibile che c’ha i confini". E allora sente che un giorno riuscirà a farcela e mentre pensa ciò si perde a guardare l'orizzonte, ce l’ha davanti, ce l’ha negli occhi, non può non farlo. E desidera spiccare il volo perchè quel desiderio di libertà ce l’ha nel cuore, non può non sognarlo.
Per questo motivo il momento nel quale le due ali si incontrano rendendo il volo finalmente possibile è un attimo di fantastica ed irripetibile scompostezza, in cui ti accorgi che tutto quello che hai pensato, sognato ed immaginato può essere finalmente tuo, che lo hai raggiunto in quel primo abbraccio, in quel sussulto, nell'incontro con quel cuore pulito come il tuo che ti fa amare davvero, che vive in un colpo solo e poi per sempre come hai sempre desiderato fare tu.
Io ho avuto l'immensa fortuna di vivere questo e mi viene ancor più da sorridere pensando che il suo nome, il nome di Lei, sia quello più romantico possibile che il destino potesse inventarsi. Già, il mio presente è gonfio di futuro ed è una partita tutta da scrivere che ha il volto magnifico di una ragazza bellissima che si chiama Paola S e che, non può essere un caso, ha le iniziali del destino: Per Sempre.

E allora ne sorrido ancora, non smetto di volare assieme a lei ed immagino. Immagino quello che non posso dire, non per scaramanzia ma semplicemente perché mi scoppia dentro al cuore. E soprattutto perché realizzo che quanto di più bello io possa immaginare stanotte, domani mattina o in qualunque momento delle mie giornate... già ce l’ho. E ce l'ho per sempre. P e S.

Poi si, come cantava John Lennon potranno dirmi che sono un sognatore, ma sicuramente non sono il solo. E con due ali così sento di potermi permettere di farlo, per arrivare sempre più lontano.



"... You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one ..."

Alla prossima :)

domenica 18 ottobre 2015

3° Compli-Blog

Eh si, oggi 18 Ottobre 2015 ricorre il terzo compleanno di questo mio spazio cui tanto tengo, e che ha portato nella mia vita diverse novità e svariate cose positive, oltre a quella più fantastica di tutte che è l'aver conosciuto, proprio qui e altrimenti mai altrove e diversamente, la mia dolce e bellissima Paola, che è davvero il mio grande orgoglio e la mia immensa fortuna.
Già solo questo ultimo pensiero basterebbe per dire "grazie" a queste "Righe Libere", nate in modo davvero tanto casuale, quasi per scherzo, ormai appunto tre lunghi anni fa, quando cedetti (come sono arcaico eh? ^^) alle insistenze di chi mi invitava a lanciarmi in questa esperienza conoscendo la mia passione per la scrittura. Ma oltre ad aver reso possibile l'incontro con quella che da un biennio è ormai diventata la mia meravigliosa fidanzata, questo spazio ha fatto per me anche molto altro, permettendomi innanzitutto di esprimermi liberamente su qualsiasi cosa mi passasse per la testa, di mettermi in contatto con diverse persone cui, pur virtualmente, non ho potuto che finire per affezionarmi (spero reciprocamente, altrimenti fatemi contento e mentite pure, non sarà un problema ^^) e, ultimo ma non meno importante, il blog mi ha fatto scoprire alcuni lati di me che non conoscevo assolutamente. E che invece, qui, sono venuti prepotentemente fuori, stimolati da tutto ciò che questo "ambiente" sa dare a chi riesce ad usarlo e curarlo nel modo giusto.
E' assolutamente evidente, almeno ai miei occhi, il cambiamento che c'è stato tra il "me" del primo anno, come argomenti e mentalità in generale, rispetto a quello che mi sono scoperto essere successivamente. Certo, l'amore c'ha messo il suo zampino e in modo proprio netto, però... per onestà vi assicuro che, prima, non avrei mai pensato che avrei iniziato ad utilizzare questo mio spazio in modo tanto intimo, personale, condividendo un pò tutto di me senza filtri e, al contempo, servendomene anche come un mezzo per ribadire a chi amo quanto sia appunto la cosa migliore che mi sia mai capitata. Senza provare scioccamente "vergogna" per i miei sentimenti, senza dover apparire qualcosa di diverso da ciò che realmente sono per mantenere non si sa quale "immagine" di me stesso.
Insomma, sono cambiati i temi, è cambiato forse anche lo stile, quello che è sempre rimasto però sono stati i commenti di chi mi segue, dall'inizio o che ho incontrato nel corso del tempo, la loro presenza costante e stimolante indispensabile per spingermi a creare nuovi post, mai a tavolino perchè non ne sono capace quindi sempre scritti "a braccio", ma tutti conseguenza di quello slancio positivissimo e irrefrenabile di voler condividere qualcosa con chi, nel tempo, mi ha dimostrato di apprezzare le mie idee, il mio stile, anche semplicemente il mio mondo. Sicuro ogni volta che ciò che avevo da dire sarebbe interessato davvero, almeno a qualcuno.
E' stato bello ridere con voi, scambiarci opinioni, idee, raccontarci vicendevolmente esperienze, sogni, progetti. E' stato importante dare conforto a chi ne aveva bisogno, può sembrare assurdo dirlo per delle relazioni stabilite via web ma per me di "virtuale" c'è davvero poco, le parole sono il mezzo a mio giudizio più potente che abbiamo a disposizione, e questo modo poi di conoscersi legato ESCLUSIVAMENTE ad esse e non a interessi di altro tipo, lo stabilirsi quasi automatico di "affinità elettive" con questa o quella persona anche tanto diverse tra loro e da noi, dimostrano pienamente quanto sia assolutamente un qualcosa di reale quello che abbiamo, e che facciamo attraverso i nostri spazi. Anche non essendoci mai visti e nonostante sia probabile che questo non accadrà mai, per me è semplicemente bello sapere che ci siano in giro persone che, come me, condividono l'amore per la scrittura e il piacere di aprirsi agli altri, lasciando uscire le loro emozioni in un mondo che, il più delle volte, nella vita di tutti i giorni si mostra avarissimo in questo.

E allora non mi dilungo oltre pur se tanto altro avrei da dire, voglio quindi ringraziare di cuore tutti voi perchè se oggi è un giorno da ricordare, se esiste e scrivo questo, è grazie a voi ed alla vostra presenza. Tutti indistintamente, chi seguendomi solo da pochi mesi e chi da anni, avete contribuito alla mia voglia di coltivare questo spazio :) E senza che vi sembri una frase da "Baci Perugina", perchè non lo è davvero, il pensiero di aver creato questa "sinergia" con voi che mi seguite, di attendere i vostri commenti ogni volta o voler venire a sbirciare da voi (e non da altri) quando il blogroll mi annuncia un vostro nuovo pezzo è davvero un qualcosa di bello che, in positivo, ha migliorato sicuramente la mia vita.

Un grande saluto a tutti allora, e se ne avessi la possibilità scomoderei Baglioni per chiedergli di modificare leggermente il suo intramontabile classico "Mille giorni di me e di te" in "Mille e novantacinque giorni di me e di te", quale perfetta colonna sonora per questo "evento" ^^.
Si, se ve lo state chiedendo vi confermo che ho fatto il conto e, senza anni bisestili di mezzo, questo è l'esatto numero di giorni trascorsi dal mio primo post! ^^ Non sto bene, ne sono consapevole, ma non ditemelo... :))))

Alla prossima! ;)

E pappatevi la torta che fuori dal frigo non resisterà molto a lungo! :D

giovedì 1 ottobre 2015

Come Quando Fuori Piove

Mi è stato insegnato che chi è davvero uomo non ha mai bisogno di dimostrarlo. Ci sono però delle occasioni nella vita che invece ti impongono di far vedere chi sei, determinati momenti che accadono quasi appositamente e rappresentano opportunità rare per fotografare l’anima, propria e altrui. Insomma, eventi particolari in cui ci troviamo talvolta anche "costretti" a rivelarci per come siamo davvero, a mostrare l’altra faccia del profilo che ci siamo scelti. O la stessa ovviamente, dato che alcuni si dimostrano poi realmente per come appaiono, ma questo certamente non accade per tutti.
Non so nemmeno perchè ho cominciato a riflettere su questa considerazione nata in me assolutamente dal nulla, fatto sta che ho comincato a pensare a questa o a quella persona e ai momenti "cruciali" in cui mi è capitato di scoprirli davvero per quello che erano. Ad esempio, ho ricordato quando in occasione di un servizio di assistenza fatto assieme un amico di cui oggi ho perso le tracce questo ha fatto vedere un qualcosa di del tutto inaspettato di se stesso, e cioè il lato nascosto del "cretinello superficiale" che era solito apparire agli occhi di tutti, rivelando nel modo più inatteso di possedere invece il garbo e la sensibilità di chi sa quali sono e quanto contano i veri valori nella vita.
“Imparano più i popoli da una sconfitta, che non i re dal trionfo” disse Giuseppe Mazzini, e credo fosse un' osservazione molto giusta. Anche se è vero che c'è pure chi non impara niente, mai, e da nessuna situazione. Personaggi incapaci di ammettere i loro errori oltre che abilissimi a smaterializzarsi nei momenti che contano, nonostante di se mostrino chissà quale forza e personalità, ovviamente solo apparente. Questa è una categoria di "bimbi non cresciuti" coi quali avrei fatto volentieri a meno di entrare in contatto, ma non sempre possiamo scegliere e nel mio caso infatti appartiene ad un legame "di sangue", di quelli che insomma ti assegnano d'ufficio, non determinati quindi da noi. Purtroppo chi di dovere, che ahimè per onestà "esempio d'uomo" non posso proprio definire, non ha compreso che, anche se si dovrebbe comunque cercare di limitare i propri errori (specie quelli di enorme portata) alla fine poco importa se si sbaglia, purchè si sia però sinceramente pronti ad ammettere le sciocchezze commesse e a rimediare, se non in tutto almeno in parte salvando il salvabile. Preferisco mille volte chi incappa in una scelta che si rivela poi tremendamente sbagliata e quindi dà tutto di sé per chiedere scusa per quello stesso sbaglio a chi si crede infallibile o, peggio, è incapace di ammettere le proprie colpe, specie poi se queste hanno causato palesi ed evidenti sofferenze ad altri.
Perchè nell'ammettere i propri sbagli non c’è contraddizione con la figura di "uomo vero" che si vuole mantenere, ma anzi è proprio lì che sta la capacità più importante che un uomo degno di essere definito tale dovrebbe possedere: lottare per quello in cui crede, qualsiasi cosa sia, ma sapere all'occorrenza chiedere scusa, avere si il coraggio della sfida ma mostrare poi quello ancora più grande del sorriso, della comprensione, dell' attenzione agli altri ed a ciò che le sue azioni producono.
E' solo in questo modo che quello che è accaduto, anche e forse ancor più quando succede in negativo, una volta compreso, riconosciuto ed accettato può diventare la base dei successi futuri. Il concetto è quello di ripartire ed imparare da quelle stesse delusioni, dire e dirsi insomma che le sconfitte non le dimentichiamo ma ci costruiamo sopra qualcosa di positivo, senza lasciare (come invece molti fanno proprio per questa incapacità di scusarsi) che i nostri errori avvelenino ed allontanino noi e chi ci sta attorno. In questo caso, almeno per me, si è in presenza di veri uomini, gli altri sono parecchie chiacchere e distintivo.
Mi piacerebbe possedere ancora l'animo che avevo da bambino, quando non pensavo a tutte queste cose pure vedendole in continuazione e giustificavo quindi tutto e tutti. Il fatto è che a un certo punto si cresce, tutti, e si inizia a vedere il mondo, e le persone, con occhi maturi. Nonostante ciò credo sia una fortuna, per chi ancora riesce a farlo almeno per qualcosa, riuscire a stupirsi come si fà da bimbi, perchè quello stupore sincero ti permette di cogliere il senso più essenziale delle manifestazioni della vita. E' anche vero però che per riuscire a fare questo dei bambini bisognerebbe possedere anche la pulizia che questi hanno negli occhi e la loro capacità di giudicare con semplicità e leggerezza.
E mentre ricordo quei miei anni felici e spensierati ecco che la mia mente infine vola ad un' ultima persona, non un uomo ma una donna perchè l'essere "uomini", in questa accezione di autenticità e di essere persone da prendere a modello, a mio giudizio vale assolutamente anche per lei. Una donna la cui storia racconta in innumerevoli occasioni proprio questo essere vera, trasparente, oltre che davvero davvero grande. Una storia fatta d'amore, di pane quotidiano e sudore nonostante la presenza di un dolore vero nascosto in fondo al cuore da celare a tutti dietro un immancabile sorriso. Lei è stata per me fulgido esempio potitivo di umiltà che ti porta a riempirti di gioia, di impegno attraverso il quale si arriva necessariamente a ciò che si desidera, insegandomi a crederci anche quando tutti ti dicono di lasciare stare, e se possibile a farlo ancora di più quando le persone nemmeno ti dicono niente perché si sono dimenticate di te, talvolta dandoti addirittura per finito, per passato o per scontato. Un insegnamento prezioso del quale ho davvero fatto tesoro, questo.
Ma la cosa bella è che nonostante questo suo esser grande lei non si è celebrata mai, sempre dedita a noi e al lavoro, capace di risorgere ogni volta dai bassi della vita come se non la avessero mai buttata a terra, di farsi trovare sempre asciutta nonostante fosse stata ore sotto una pioggia torrenziale. Potrei trovare milioni di aggettivi per definirla, in quest'occasione però voglio limitarmi a un suo attributo soltanto: l'eleganza. Era elegante in tutto e quindi anche nelle sue lotte, fatte appunto sempre d'eleganza e di lealtà.
E' proprio vero, chi è grande non segue mai la grandezza degli altri, e il più delle volte nemmeno conosce la propria. E' quella la vera forza, e lei ne aveva tantissima. Anche se poi, nel parlare a me e al bimbo che ero non utilizzava praticamente mai questa grande forza, piuttosto un fortissimo amore e l' onestà con cui riusciva a farmi capire che nonostante le cose storte un altro mondo, più bello ed esattamente come lo desideravo io, era possibile. E io le rispondevo "mi impegnerò allora perchè domani lo sia". Anzi "perchè domani lo è", per quel gusto tutto mio di farle un giocoso "dispetto" (essendo lei insegnante), ma in realtà a causa del mio "ribelle" ritenere talvolta il congiuntivo un errore, in quanto non dà il senso. A me piace l'indicativo, il presente, dove tutto può succedere se solo lo desideriamo. E poi perchè è "solido" come me e come lei, che come siamo nati siamo rimasti: indicativi, sempre presenti.



"... È solo un uomo quello di cui parlo,
quando inciampa nella sua ombra,
quando cammina sull'acqua e non affonda.
È solo un uomo quello di cui canto,
di quando sbaglia e non si perdona,
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona ..."

Alla prossima ;)



venerdì 18 settembre 2015

Scatti Di Viaggio

Giorni straordinari, giorni lunghi di nuvole e sole come se notte e giorno si guardassero allo specchio.
Non sono più lì adesso, eppure riguardando le ultime foto scattate riesco a sentirmici ancora. Perchè nell'osservarle quasi "sento" quell'abbraccio, quasi avverto il calore di quella mano stretta nella mia o la tenerezza di quel bacio dolcissimo, anche se Lei ora si trova tanti chilometri oltre il mio orizzonte, e molti altri ancora.
Continuo quindi a sfogliare le meravigliose istantanee e ne trovo una bellissima, fra le tante: è di quasi un anno fa, ricordo perfettamente la circostanza, io sto andando col mio passo romano stanco verso la finestra e all'improvviso ecco l’onda anomala, che è Lei che, da dietro, mi salta al collo e sulle spalle. Io non mi si sposto di un millimetro, me la prendo in spalla e, afferrato il telefono, scatto questa foto tanto diversa dalle altre che abbiamo, dove solitamente sono io ad abbracciarla cingendola da dietro.
Tra l'altro non sono nemmeno uscito granchè bene ammetto, però boh, ritrovare oggi questa fotografia mi ha fatto tanto piacere, ci vedo l’innamoramento folle e l’amore vero, la rivoluzione e la stabilità, il fuoco acceso e la coperta calda.
In questi tempi in cui si compra e si vende tutto è straordinario realizzare di avere qualcosa di inestimabile e sicuro, che ti è entrato così tanto sotto pelle e dentro al cuore in modo poi assolutamente gratuito, autentico e sincero. Qualcosa di cui non potresti fare a meno nemmeno volendo.
Le grandi cose del resto accadono quando meno te l’aspetti, soprattutto quando non credi siano possibili. I grandi momenti sono quelli che fanno capolino nella tua vita senza chiederti il permesso, non certo quelli che prendono appuntamento.
E allora eccola la mia stella cometa che mi indica la via, che nel mio caso è un percorso lungo ma che funziona come un cortocircuito: più ti stanchi per arrivarci, più sei pronto appena sei arrivato e voglioso di ricominciare quando torni al punto di partenza. Perchè ogni volta che Lei appare è all’ennesima potenza la sensazione più bella del mondo.
E allora ben venga il viaggio, anche perchè immagino ci sia poco di più romantico che alzarsi presto (o non dormire per niente), prendere soltanto le cose indispensabili e poi andare per mare, per cielo e per terra per amore. Solo per amore. C’è gente che non si sposta nemmeno a più mezz'ora di distanza da casa, a me invece più la metà è lontana e più "fa poesia", più è difficile più mi emoziona.
Viaggiare per Lei è sempre bello, e regala emozioni ogni volta diverse: straordinarie quelle in cui conti le ore, e questa spasmodica attesa rende tutto più vero, più puro. Poi ci sono le volte splendide in cui ti lasci cullare dal viaggio, e nelle quali la sensazione dell’esodo è fortissima. Infine ecco quelle che preferisco, quelle in cui appena arrivato ti senti come se fossi uscito dal teletrasporto: non sei a casa tua ma realizzi che un pezzo della tua vita sta proprio lì con te, a 500 km (o quelli che sono) più a Sud.
Il viaggio, per me, è tutte queste cose e molte di più, è diventare uno statistico restando assolutamente sognatore, purché i conti non tornino mai. L'unica cosa che conta infatti è andare, e dopo tutto questo tornare a casa, mettersi a dormire con un grande sorriso e la mattina dopo cominciare a pensare alla prossima partenza.
Questo non cambiarà mai. M-a-i. Come il fatto che, per me, al primo posto c'è Lei, e al secondo... non c’è niente.

Alla prossima... ;)

mercoledì 2 settembre 2015

Wake Me Up When September.. Starts!

Riemergo dalla mia recente latitanza per farvi sapere che sono vivo, sto bene e non dovete quindi pagare alcun riscatto per liberarmi dalle mani di qualche rapitore. E non è importante che mi diciate che nel caso fosse realmente necessario non paghereste nemmeno un centesimo, tenetevelo per voi e lasciatemici credere ^^
Ma bando alle ciance siamo a settembre e, si sa, settembre significa un nuovo inizio, perchè se è vero che l'anno "canonico" inizia a gennaio è altrettanto vero che il mese di settembre viene solitamente visto come la reale "ripartenza" dei nostri impegni. Da piccoli a settembre ricominciava la scuola, oggi riprendono per noi il lavoro, il corso di yoga e quello di pilates, il torneo di calcetto, la piscina e chi più ne ha più ne metta. Molti poi ci vedono anche di più in questo simbolico "re-start" dopo le vacanze, sarà certamente capitato anche a voi di dire, agli altri e a voi stessi, "da settembre voglio cambiare questo, questo e quest'altro" oppure "adesso è il momento per impegnarmi a fondo per ottenere questa cosa che tanto desidero" e via dicendo. Ecco, da questo punto di vista non dubito che ognuno di noi abbia nella propria testa, e magari non soltanto lì se è vero come è vero che le cose più autentiche risiedono altrove, diversi desideri ed aspettative che intende realizzare, o piccoli e grandi cambiamenti da apportare alla propria vita.
A me la mia non spiace così com'è, affatto, sento però che da questo settembre inizia un percorso diverso, più "alto", per affrontare il quale mi sento pronto e, quindi, sono sicuro non mi farò trovare impreparato. Non che non lo fossi già, in realtà, ma questa lunga e calda estate mi ha ribadito con forza sia le tante certezze che già ho che la necessità di arrivare a quelle piccole e grandi cose che invece ancora mi mancano, perciò intendo davvero fare del mio meglio per realizzare quello che desidero, e non fra molto tempo. Nel mio spazio ho parlato spesso di "impegnarsi", e so pure che non è un concetto caro a tanti, per me però essere "impegnato", a tutti i livelli, è tra le cose più fondamentali che ci siano. Si, perchè se sono impegnato sono focalizzato, deciso, sicuro, ho ben chiaro l'obiettivo e dò tutto me stesso per portarlo a termine, o per arrivarci. Fa sicuramente parte del mio carattere e della mia personalità, e penso sia tutto sommato una buona dote.
E allora ecco, ho toccato con mano e con tutto il tempo necessario per fare qualsiasi tipo di analisi e valutazione supplementare che ci sono delle cose che desidero, per me stesso come singolo ma non soltanto, realizzando che queste cose le voglio davvero e sono diventate ormai basilari per la mia crescita e per la mia felicità, perciò semplicemente da questo settembre, e dal tempo che verrà immediatamente dopo, mi aspetto di riuscire ad ottenerle.
So di aver fatto già molto ma non per questo mi fermo e, anzi, raddoppierò l'impegno perchè chi si ferma, chi si siede, è davvero perduto, in questo momento ho la piena facoltà di prendere in mano la mia vita sicuro di poter "investire" tutto nelle certezze che ho maturato nell'ultimo biennio (cavolo, due anni... wow!), e soprattutto sento di volerlo fare. E allora, attorno ad un quadro già così com'è bellissimo e pienamente soddisfacente io... voglio porre la cornice più perfetta, quella che calza al meglio addosso a quest'opera d'arte, quella dove non c'è più nessunissimo limite e nessuna paura di dire e dirsi, poi, semplicemente la verità: so cosa voglio e so prendermi le mie responsabilità davanti a me stesso come a chiunque, soprattutto saprò prendermi cura di chi è ormai parte di me, e che quindi più di tutti e tutto merita, e avrà, le mie attenzioni, le mie premure, la mia presenza costante, il mio infinito rispetto e la mia voglia di impegnarmi. Tutte cose che già faccio ed ho fatto, ma adesso desidero salire ulteriormente arrivando al livello più alto, per Lei. Voglio insomma metterci la faccia ancora di più abbattendo così l'ultimissimo steccato rimasto, convinto come sono che la forza di un impegno, di una presenza, di un "io sono qui, sono questo, sento questo e desidero impegnarmi per questo" detto senza indugi, filtri o mezzi termini siano il miglior biglietto da visita di me stesso che possa offrire. Un biglietto assolutamente autentico, non artefatto o "inventato", presentato poi nel momento davvero giusto, quando i tempi sono più maturi che mai per rendersi, spero tutti, conto di quanto tutto questo sia il legame più forte, tangibile e reale che esista al mondo.
Questo voglio fare e questo quindi accadrà, è tempo di impegnarsi ancora di più e di aprire così facendo gli scenari più belli, quelli che desidero vivere e che quindi virò. E sono sicuro che tutto andrà bene, che le poche tessere mancanti del mosaico si incastreranno alla perfezione e che tutto questo mi farà sentire felice e realizzato come tanto voglio essere.

Nel frattempo, oltre ad aver scoperto nuovi lettori che con enorme reverenza ed infinito rispetto approfitto per salutare con sincero e smisurato affetto (^^), a proposito di impegni ma di tipo diverso vi comunico che ho recentissimamente rinfrescato il mio bagno di casa, seguendo le direttive del buon Jonathan di "Fratelli in Affari", mentore, guru e maestro di vita ^^


Dice sempre che il bianco va un casino (^^), quindi ho scelto questo colore che a suo dire "apre gli spazi, li fa sembrare più grandi e dà luce all'ambiente" per i nuovi mobili che vi ho posto. Ok si, non scomodatevi che me lo dico da solo, sto decisamente esagerando quindi la smetto ^^
Ma scherzi a parte è stata una cosa improvvisa, tanto faticosa ed anche un pochino folle ma, alla fine, credo utile e ben riuscita. Mi piace darmi da fare, imparare cose nuove che possono sempre tornare utili e soprattutto rinnovare ogni tanto quello che mi circonda. E chissà che ad incentivarmi non sia stato forse proprio l'arrivo di settembre, con la sua voglia di impegno e cambiamento di cui già abbiamo parlato e che si è manifestata proprio nel concreto :)
Tra le altre cose, poi, nel mese di agosto ho fatto un corso intensivo da "mental coach", un corso proprio pratico eh, mi sono dovuto prendere cura infatti degli "umori ballerini" di una certa fanciulla e... direi che l'abilitazione l'ho avuta, se ho resistito a Lei adesso posso esercitare la professione senza problemi! ihihihih :))))
Ma no, scherzo, ho semplicemente fatto quello che tutti dovrebbero fare con e per chi amano, e che Lei fa a sua volta nei miei confronti (quando je va, ma vabbè ^^), è davvero bello sentire di essere "utile" a qualcuno, sentire che questa persona può affidarsi con fiducia a te, confidarsi, sfogarsi, liberare anche in maniera forte delle tensioni che può avere... è bello esserci in quei momenti e in particolar modo rendersi conto di voler rimanere, sempre e comunque lì anche quando si fa forse più difficile e altri rinuncerebbero, finchè non torna il sereno. Perchè io appunto non rinuncio, io non scappo, poi posso e voglio migliorare in tante cose ma, di certo, non c'è cosa al mondo che mi importi di più di tornare e vedere il sereno in quegli occhi lì, in quella vita lì, in quel cuore lì. Che sono si suoi, ma anche un pò miei.
E' proprio vero, se sei sereno la serenità poi si estende a tutto il resto, basta curarla e coltivarla. Serenità come quella che ti trasmette osservare, pur da lontanto, la crescita di un' altra splendida principessina (e dei suoi fratellini, certo) che ho avuto il privilegio di poter seguire passo passo sin dal primissimo momento e che, col suo sorriso dolce, con le espressioni tenere e divertenti mentre è tutta impastrocchiata dai dolcetti che ama mangiucchiare o durante i mille giochi con la sua premurosa famiglia costantemente attorno... ti fa sentire ancor più voglia di far parte di qualcosa di più grande, di più bello, di più intenso. Ed io si, voglio esserci, proprio lì.
Più chiaro di così... :)

Alla prossima! ;)

lunedì 17 agosto 2015

Spero, Prometto e Giuro

Forse non tutti sanno che io ho fatto Liceo Classico. Che poi io sia finito a far tutt'altro nella vita, un tutt'altro che più tutt'altro non si può, di quelli che ti viene da pensare che la scelta non è stata poi così illuminata, è un altro discorso, rimane che ho fatto il Liceo Classico.
Non sono mai stato un fan delle cosidette "versioni", ovvero delle traduzioni in italiano di testi scritti in greco o latino, anche se non soprattutto perchè, come suggerisce anche il titolo del mio blog, il mio modo di pensare è parecchio "libero", fuori quindi dai rigidi schemi grammaticali e mentali che "imponevano" una traduzione precisa e strettamente letterale.
In sostanza, avevo il "vizio di forma" di abbellire a modo mio quello che dovevo tradurre, trascrivendolo in un italiano molto più scorrevole e "infiocchettato" invece di fare il solo semplice processo "tecnico" di traduzione parola per parola. Una scelta di vita che non ha mai pagato, quantomeno però dopo l'esame di maturità la mia anziana professoressa ammise che, a livello di scorrevolezza in italiano, le mie erano le traduzioni migliori che avesse mai letto, e questa fu una piccola vittoria in mezzo a diversi voti non gloriosi che però, fortunatamente, riuscivo a recuperare nelle interrogazioni sulla vita dei vari autori. In ogni caso non si tratta di un pezzo sui tempi della scuola, questo mio post vuol andare a parare da tutt'altra parte. Ma dalla scuola, e dal latino in particolare, trae ispirazione.
Una delle regole che mi sono rimaste particolarmente impresse è quella che dice che "spero, prometto e giuro vogliono l’infinito futuro". Che, per farvela breve (visto che il mio obiettivo oggi non è disquisire di grammatica latina ^^), signifca quello che è intuitivo capire, e cioè che quando in latino si utilizzano "spero, promitto e iuro" questi devono essere accompagnati sempre dall'infinito futuro.
Ricordando, chissà poi perchè, questa massima, mi è venuto da riflettere sul "peso", sul "senso" di questi tre verbi tanto particolari da meritare, rispetto ad altri, un trattamento speciale nella lingua latina. Sperare, promettere e giurare, tre azioni che facciamo nel presente ma che riguardano il futuro perchè effettivamente è là che speranze, promesse e giuramenti si realizzeranno, è là che diverranno obiettivi da raggiungere o certezze da difendere. Su questa base ho ipotizzato che fossero verbi "speciali" anche perchè non per tutti, infatti fin troppe persone si fermano al primo di questi, allo sperare e quindi al semplice augurarsi che qualcosa accada loro, ma il più delle volte questo non basta, come è anche giusto che sia servono la tenacia, l'impegno, la voglia di prendersi le proprie responsabilità con gli altri e con se stessi per poter quindi promettere e giurare di voler realizzare ciò che si spera.
A quel punto sarà tutto solo nelle nostre mani, saremo protagonisti del nostro destino ed artefici degli auspicati successi che desideriamo ottenere, diversamente sarà solo un "galleggiare" aspettando che arrivi la manna dal cielo. Che magari qualche volta arriva pure eh, ma quante? e poi, soprattutto, vale la pena vivere in perenne attesa di qualcosa o qualcuno?
Pensando a tutto questo sono contento di poter vedere, toccandolo con mano, che in diversi ambiti della mia vita, e certamente in uno in particolare, non mi sono assolutamente fermato alla speranza, ma ho promesso e giurato di voler arrivare là dove, pian piano ma non poi così lentamente in realtà, sto andando. Questo è stato di certo molto facilitato dall' aver realizzato che nel tempo ho costruito non qualcosa ma davvero tanto, e che a quel tanto non si poteva, può e potrà mai dire di no. Viene da se quindi che inizi a sperare, e dopo un pò ti accorgi che limitarti alla sola speranza non ti basta, quindi passi a promettere a te stesso che farai di tutto per ottenere quello che più desideri, infine ti rendi conto che viene quasi automatico trasformare quella promessa in un giuramento. Fatto nel presente e rivolto al futuro.
Un futuro che, attraverso il tuo impegno e la tua perseveranza ha in serbo per te una gioia rara, di quelle così grandi che non possono essere sprecate in un eccesso o buttate via in urlo, una gioia da gustare e custodire, di quelle che hanno dentro un sapore dolcissimo, intenso, indimenticabile. Di quelle che autorizzano a sognare, perchè qualche volta capita che i sogni diventino realtà, che vincano i buoni, e pure se non succede poi così spesso mi hanno insegnato a crederci sempre. Ed io voglio crederci sempre, crederci e basta.
E allora spero, prometto e giuro, poi guardo in alto, guardo avanti e soprattutto guardo dove devo andare. Sapendo che arriverò proprio là e poi ancora oltre, perché al mio fianco ho un paio di occhi troppo belli per pensare che quella che vi vedo disegnata dentro non sia la strada giusta per me, l'unica da seguire per arrivare alla meta più bella.

Alla prossima! ;)

mercoledì 22 luglio 2015

Andare, Partire, Tornare

Un rettilineo in ferro e tutto intorno piccole e sporadiche costruzioni che interrompono qui e là enormi distese di campi assolati grandi come intere città. Un treno piccolissimo, piuttosto sgangherato e attempato come raramente capita di vedere, corre a passo lento sotto il sole cocente di un tardo pomeriggio d'estate, alla fine di una "due giorni" intensa, pienissima e tanto importante di cui qualcuno ben più capace di me nel farlo, forse, altrove racconterà.
Io però, qui, preferisco parlarvi semplicemente dei due ragazzi che si trovano all'interno di questo trabiccolo d'altri tempi, seduti uno di fianco all'altra al quarto sedile della parte destra del vagone. Tanta la stanchezza, poche le ore di sonno messe da parte nei giorni precedenti, Lei sposta la testa dalla spalla di Lui, si gira sorridendo e, nell'incrocio dei loro sguardi, ecco la più grande magia.
Immagino che a vederli da fuori bastasse guardar loro negli occhi per capire cosa fossero l'uno per l'altra. Parti e pezzi imprescindibili di vita, scritta tutta in maiuscolo e senza aver mai paura di mettere un punto quando occorre, utile non per fermare un racconto ma solo per voltar pagina e cominciare nuovi capitoli, sempre insieme. Sembra fatto apposta, come un diritto di prelazione che gli amanti hanno su se stessi: l’opportunità di fermare il tempo in qualsiasi momento e, nell'intensità di uno sguardo occhi negli occhi, cuore nel cuore, riconoscersi. Ritrovarsi. Sapendo che chi si sta guardando c’è sempre stato e sempre ci sarà, non potrà andarsene via tanto lo consideri ormai naturale, sempiterno e sicuro nella tua esistenza.
Lui è praticamente perso negli occhi color nocciola di Lei che contrastano magnificamente col grano dorato che scorre dietro al finestrino quando all'improvviso ecco una curva della memoria, e si ritrova catapultato in un testacoda: nello specchietto retrovisore ha visto improvvisamente riflesso l'esatto momento in cui smise di essere il se stesso che conosceva diventando, con quel primo dolcissimo bacio dato a Lei, ciò che non era mai stato prima. Un re, si, perchè quello fu davvero il giorno in cui tutto cambiò per sempre e divenne re. Poi una svolta, verso Sud ovviamente, lunga ormai oltre 20 mesi con la sua bellissima regina.
Che volle accanto a se con tutte le sue forze perché guardò il suo cielo e decise che Lei e solo Lei era la luce giusta per illuminarlo. Per questo Lei arrivò a Lui, per essere la sua stella e per scrivere insieme una storia luminosa, piena dello splendore abbagliante che, nei sogni di Lui, da qualche parte in un cuore gentile e speciale doveva pur trovarsi. Del resto si sa, le stelle più lontane sono quelle che brillano di più, per questo andò a cercarla fino ai confini del cielo, in nome di un'utopia che non era però illusione, altrimenti le due cose verrebbero chiamate con lo stesso nome. E invece no, il sogno non è mai una menzogna, anche perchè se lo fosse non potrebbe poi diventare realtà. Come invece capita e, in questo specifico caso, è meravigliosamente successo.
In quel guardarsi fissi senza dire una parola ripercorrono non solo le ultime emozioni, ma tutta la splendida cavalcata della loro storia rendendosi conto di non star osservando più gli occhi di ciò che erano allora, due ragazzi che rincorrevano un sogno, ma quelli di ciò che sono oggi, due anime legatissime che riescono a vedere la realtà di quel sogno.
La fotografia ha il potere di fermare il tempo. Alcune immagini più di altre possono catturare un momento ed immortalarlo perfettamente. Nella testa di Lui se ne affollano diverse di quelle tante istantanee scattate con Lei e gelosamente custodite, le rivede una ad una mentre la stringe forte a se e, senza farsi notare, ne sorride. Sorride per i momenti bellissimi che realizza di aver già vissuto, secondi solo a quelli che ancora dovranno vivere insieme, e poi perchè si rende conto che davvero, per raccontare nel modo più giusto di Lei probabilmente più che le parole servono i fatti, come a rispecchiare il carattere della sua bella, timida e riservata ma che nonostante ciò proprio non riesce a nascondere quel suo grande e immenso cuore, dolcissimo come nessun'altro al mondo.
Ma c’è qualcosa di più grande, di più poetico, di più romantico di dare tutto senza apparente motivo, solo per la gioia di farlo? Di emozionarsi ogni volta come fosse la prima per un bacio? Di correre a perdifiato appena arrivato alla sua stazione per ritrovare il più presto possibile un abbraccio? C’è qualcosa di più significativo di questo? Sono cose che non hanno prezzo. Certe emozioni, certi valori, certi attimi ti ripagano di tutto, delle ore lunghe, delle ore noiose, delle ore vuote. E tutto ti danno.
Secondo me il bello dell'amore è proprio questo. Si, la bellezza sta proprio qui, nelle cose più semplici e pure come una mano che stringe forte un'altra dicendole ogni cosa senza bisogno di proferir parola, come l’acqua che dal torrente arriva finalmente al mare mischiandosi e confondendosi con esso.
La sensazione è ogni volta quella di un ritorno a casa, non la "casa materiale" ma quella "del cuore". E le storie degli uomini che vivono sentendo battere il cuore, che non hanno paura di mostrarsi semplicemente uomini non nascondendo le loro emozioni nè le fragilità, sono forse le meno raccontate ma di certo le più belle.
Quelle che iniziano per caso, come una partita giocata su un ponte senza sapere per cosa sperare la sera e se ci sarà qualcosa da sognare la mattina successiva. Si, è proprio dentro le cose che sembrano poco importanti che a volte ci trovi le storie più intense. Anche perché poi non esistono partite poco importanti, e soprattutto non esiste una storia più bella di questa. Che fa respirare a pieni polmoni, che rinnova e stimola i sogni rendendoli sempre più grandi e più belli, che trasmette fiducia nel cuore.
Lui prova continuamente a spiegarle tutto quel che Lei rappresenta nella sua vita, ma in realtà sa perfettamente che non occorre perché tanto, ed è poi l’unica cosa che conta, oltre le parole non serve spiegare niente a nessuno. Lei infatti sa già ogni cosa, anzi meglio, Lei la sente almeno quanto la sente lui. Perchè i tesori più preziosi non luccicano per farsi trovare, così come i legami più profondi non hanno bisogno di esser messi in mostra per venire alla luce in tutta la loro forza, specie poi quelli più grandi, più belli, più folli.

E allora, semplicemente, "Ti amo", tempo presente indicativo di un sentimento che non finisce mai perchè per sua natura non può finire. Che non prevede il condizionale nè qualsiasi altro tempo verbale perché un “Ti amo” accetta solo le sue condizioni, ovvero quelle che non ha.
Sì, "Ti amo" e ti amerò sempre piccola mia, e mi piace finirlo proprio così questo post. Senza raccontare delle nostre bellissime giornate al mare o descrivere il tuo incantevole sorriso che pure meriterebbero d’essere raccontati per pagine e pagine. Senza narrare del mio viaggio di ritorno, anche perché tra poco non ci sarà più alcun ritorno.
No, basta un "Ti amo" perché dirti "Ti amo" è dirti tutto, abbatte ogni distanza e racchiude in se tutto ciò che TU, e nessun'altra, rappresenti per me. Tu che mi sei sempre vicina, tu che mi dai tutto quello di cui ho bisogno e di più, tu che sei parte essenziale del mio sogno diventato, lentamente, splendida realtà.

lunedì 6 luglio 2015

A Onor Del Vero

A seguito delle false notizie riportate in questo "farlocchissimo" post il signor Maurizio C, interdetto e basito dopo quanto letto, si vede costretto in data odierna a smentire ufficialmente la lunga serie di "fantasie" (termine scelto non senza fatica per mentenere la consueta eleganza che da sempre mi contraddistingue) ivi riportate attraverso il sottostante doveroso comunicato ufficiale:

COMUNICATO UFFICIALE

Il signor Maurizio C comunica di aver letto esterrefatto le dichiarazioni riportate sul proprio blog personale della signorina Paola Stella Nanoletti.

Nessuno deve permettersi di parlare a sproposito del sottoscritto mettendone in discussione le elevatissime e certificate capicità natatorie come, pure, di irridere la tintarella invidiabile di cui egli notoriamente dispone.
Nessuno deve altresì pensare di poter offendere il signor Maurizio C con dichiarazioni totalmente prive di ogni fondamento.

Il celebre provetto e abbronzatissimo nuotatore romano si dichiara quindi allibito da quanto si è trovato a leggere e lo censura ritenendolo un chiaro tentativo di gettare discredito sulla sua persona, una bassezza gratuita da parte di personaggi poco raccomandabili che intendono coinvolgerlo in vicende che non lo riguardano per coprire un problema di lacune, semmai, riguardanti piuttosto questi stessi soggetti.

Alla luce di tutto ciò, il signor Maurizio C rende nota l'intenzione di agire in tutte le sedi opportune a tutela della propria immagine e onorabilità.

Roma, 6 Luglio 2015

Per quanto aggiungere qualsiasi altra cosa mi sembri quasi superfluo dopo un comunicato tanto chiaro, diretto e preciso, senza poi dimenticare la scarsissima attendibilità che la "fonte" di tali informazioni ha già ampiamente dimostrato in altre occasioni di avere, ritengo importante mettere in evidenza alcune cose, con tanto di PROVE INEQUIVOCABILI che mettano così a tacere le malelingue.

Anzitutto cominciamo dall'abbronzatura: non starò qui a dirvi che sono stato testimonial della Solari Bilboa per anni, e neppure che nella pubblicità della Ringo, quello bianco e nero con mezzo la crema, io facevo la parte al cioccolato. No, vi mostrerò semplicemente la foto di uno che, pur tentando e ri-tentando facendosi miliardi di lampade ed utilizzando autoabbronzanti di ogni sorta, non riesce neanche lontanamente ad avvicinarsi alla mia tintarella:


E, credo, tanto basta per mettere a tacere questa prima calunnia sul mio conto.

Passiamo perciò alla seconda grande bugia, quella sul nuoto in cui sarei (?!) poco portato e che a mio giudizio è stata ben più grave. Sono rimasto profondamente turbato perchè, davvero, l'ho ritenuta una falsità incredibile e soprattutto una cattiveria gratuita essendo io, invece, praticamente un tutt'uno con l'acqua.
Perciò, anche se non sono uno di quelli che si loda o che mette in evidenza che lui ha fatto questo o quello... nella situazione contingente mi trovo costretto a ricorrere a questo espediente per "legittima difesa", e quindi vi faccio vedere quali e quante siano le prove che confermano la mia straordinaria affinità con l' H2O, come fossimo due gemelli separati alla nascita.

Inizio quindi con la locandina del mio prossimo film, in uscita ad autunno 2016 e del quale sto ancora terminando le riprese, dove interpreto il ruolo più "acquatico" possibile:


Ma non mi faccio mancare niente e, quindi, rincaro la dose proponendovi un articolo di qualche anno fa che parla di un mio salvataggio al mare, quando soccorsi un uomo che stava annegando sottraendolo ad una triste fine:


Ultima, ma non meno importante, una copertina a me dedicata dal "Daily News", un giornaletto che definirei non da poco che esaltava la mia carriera e le imprese come nuotatore olimpico:


Ora, io credo che non serva spendere neanche un secondo di più sugli argomenti sopra citati perchè, come si dice in gergo, "carta canta". E l'evidenza è, finalmente, sotto gli occhi di tutti, e fa risaltare come una luce intermittente al led nella notte buia le bugie che sono state scritte, dette e spese sul mio conto da una gnoma invidiosa.
Poi certo, quel post proporrebbe in effetti altri spunti sui quali molto avrei da dire ma non desidero nemmeno demolire pezzo pezzo la povera signorina che, tanto incautamente, ha deciso di scrivere tali nefandezze, non immaginandosi che avrebbe ricevuto, dopo questa sua azione, una reazione contraria tanto forte e decisa nei confronti delle sue diffamanti accuse. Dopotutto resto pur sempre il gentleman che avete imparato a conoscere.
Una cosa sola, però, ho davvero necessità di dirla: nei primi commenti a quel suo post si evidenzia come questa benedetta "brioche gelato" sia un prodotto parecchio "locale" (per non dire altro ^^) delle sue terre, o comunque circoscrivibile in una ben inquadrabile e definibile zona d'Italia, il Sud.
A questo punto, quindi, per quanto possa anche essere un cibo gustoso e gradito possiamo però convenire che non sia di certo così diffuso, altrove, come la signorina (che non viaggia oltre i calabri confini e quindi non sa, ma non per questo tace come invece il buon senso dovrebbe imporle di fare ^^) suppone che esso sia e poi, soprattutto... possiamo sottolineare che comunque, meglio del cono gelato classico con panna, cialda e copertura al cioccolato non ce sta niente! :)
Perciò ok, buona la briochina e tutto quello che te pare ma al cono gelato classico, come si dice dalle mie parti (e come fanno con me Phelps, Rosolino ecc... in quanto a abilità nel nuoto ^^), la briochina "je spiccia casa" :))))))

Ora però per me è tempo di sole, mare e nuoto, quindi vado a dar man forte alla mia invidiabile abbronzatura ed a farmi qualche kilometrata a nuoto in stile libero, tanto per tenermi in forma :D

Alla prossima, e non credete a chi mi diffama, che è gente invidiosa, scemottola e, oggi più che mai... nana! ^^

martedì 16 giugno 2015

Produttività Estiva

Mi rendo conto di scoprire l'acqua calda se dico che, nel periodo estivo, un pò tutti subiamo un evidente calo della nostra "produttività", nel lavoro sicuramente ma pure nel gestire il proprio essere "Blogger", visto che gli impegni tendono ad aumentare ed accumularsi. Perchè una vacanza quà o una serata là, un pomeriggio fuori sfruttando il tempo bello o l'immancabile giornata di mare, inevitabilmente ci distraggono, ci impegnano appunto, ci tengono lontani dalla solita "routine". Sommateci poi le temperature più calde che annebbiano idee e concetti, e magari qualche tipo pazzerello (uno a caso ^^) che approfitta del periodo buono per dipingere muri, creare nuove tracce telefoniche nell'impianto di casa, tagliare tavole in legno e darsi all'arredo di interni ed esterni sfruttando le giornate lunghe e la bella stagione, e capirete che è quasi automatico che i tempi per mettersi alla scrivania a "bloggare" diminuiscano drasticamente.
Senza poi dimenticarsi della fidanzata "scassarompina" che un giorno c'ha questo e un giorno quello (ihihih, quanto la pagherò questa frase da 1 a 10? 11 per me! ^^), e alla quale quindi tocca AMOREVOLMENTE badare, che è forse l'impegno più costante e ricorrente ^^
Ed ecco allora che qui, come anche altrove osservando nei vari blogroll la cadenza dei nuovi aggiornamenti, si tende un pochino a "latitare", non dico in stile Lupin che Zenigata ha passato credo 15 stagioni a cercarlo invano però sicuramente in modo abbastanza evidente. Del resto oh, lo dice anche la storia, perchè prima erano decisamente più produttivi di noi? perchè i grandi poeti, scrittori, musicisti ecc... fanno parte della storia, del passato, ed i contemporanei non riescono ad avvicinarsi loro? potremo tirare fuori tante teorie, ma la verità è una e una soltanto: c'avevano poco altro da fare! ^^ Perchè si, diciamolo, io sono stato alla casa di Leopardi a Recanati, massimo rispetto per lui e per quello che ha dato alla nostra letteratura eh però viveva in un luogo angusto, desolato, per andare a Roma occorrevano dieci giorni di viaggio (sempre ammesso che si disponesse dei soldi per affrontarlo e col rischio concreto di venire depredati nel tragitto da qualche brigante), ma per forza che questo pover' uomo, che nemmeno era tanto grazioso mi risulta, s'è messo sui libri giorno e notte diventando gobbo e mezzo cieco (occhio alle battute scadenti, "allarme buontemponi" ^^). Oltretutto appunto, in un contesto un pochino "depresso" come quello ha prodotto tanto, perchè se c'è un' altra certezza nel mondo "creativo" è che le cose più riuscite solitamente nascono dai momenti meno positivi, non il contrario. Non è una scienza esatta e assoluta eh, però se fate una statistica noterete che è davvero così.
Perciò ecco, tante distrazioni, tante possibilità ed opportunità, bel tempo e quindi tanti impegni, più telefoni, pc, ipad, tablet, consolle ecc... è quasi inevitabile che ci si "perda" in tutto questo. Non è ovviamente una scusante, anche se poi non c'è nulla da scusare e non baratterei mai la vita dei nostri tempi con quella di Leopardi sia chiarissimo (e ci mancherebbe! ^^), però effettivamente questa riflessione credo sia fondata, o almeno abbia in se qualche fondamento di verità. Fermo restando che poi tutto sta ad organizzare al meglio i propri tempi e, soprattutto, ad aver voglia costante di condividere e condividersi, ma di certo se uno fosse meno distratto produrrebbe di più, ed ecco perchè nei periodi più "casalinghi" siamo decisamente più produttivi mentre col bel tempo entriamo in modalità "tutti al mareeeee, tutti al mareeeee" ^^
E va bene, dopo questa piccola sagra delle ovvietà (^^) mi congedo da voi perchè la campanella della mia ricreazione è finita e devo quindi tornare a badare a quella certa persona che prima ho citato e che, recentemente, me ne combina davvero di tutti i colori. Potete crederci se vi dico che non si risparmia nel creare ogni tipo di situazione in questo periodo, altro che "Pollon combina guai" o "Piccola Peste colpisce ancora", a Lei Pollon e quel bimbo diabolico con le lentiggini e i capelli rossi j'allacciano le scarpe! ^^
Ma pazienza, perchè in fondo qualche buon motivo per badarci dovrò avercelo anch'io, che insomma sarò pure una brava persona piena di pazienza (tanta pazienza! ^^), comprensione e tutto quello che vi pare ma... non sono certo un santo, lo possiamo anche dire :)))))

Perciò beh, producete, producete e producete nonostante il periodo, che il vostro blog vi vuol bene e vi aspetta sempre, anche se voi (come me ^^) di questi tempi siete distratti! :)


Alla prossima! :)

mercoledì 3 giugno 2015

Cookie!

Ciao a tutti, biscottini! No, non ho preso una botta in testa che mi ha portato ad introdurre un lessico alla Alfonso Signorini and friends (^^), ho usato il termine "biscottini" per introdurre l'argomento cookie, più che mai attuale di questi tempi. In giro ho notato se ne dibatte abbastanza, quindi facciamo solo un mini sunto perchè a me interessa raccontarvi di qualcosa di più specifico ad essi legato, non perciò di cosa sono, dei motivi della loro introduzione eccetera eccetera.
In soldoni, da ieri 2 giugno 2015 chi ha un sito/blog è tenuto a riportare per legge attraverso un'apposita barra informativa se il suo spazio utilizza cookie e, eventualmente, quali sono e come disattivarli, mettendone così pienamente al corrente chi visita il suo spazio. Per i trasgressori sono previste pene pecuniarie da 6000 a non so quanti mila euro, ignoro poi se anche abbinati a qualche mese di carcere duro, lavori forzati e similari, ma mi informerò e vi farò sapere.
Ma tornando a noi, effettivamente nei giorni antecedenti l'inizio di giugno ho notato nelle mie consuete navigazioni un boom di queste barre informative, così sono venuto a conoscenza di questa disposizione e, per tempo, mi sono adeguato ad essa. Ma la domanda adesso è: come avrò fatto ad essere perfettamente informato di tutto ciò e soprattutto a mettermi in regola con anticipo e precisione, io che solitamente bado a malapena a dove cammino? Eh si, chi frequenta questo mio spazio ha sicuramente già intuito e capito, ci ha pensato Lei! Lei che come un martello pneumatico, negli ultimissimi giorni del mese, ha iniziato a tormentarmi ("dolcemente" eh, ndr ^^) su questo argomento dicendomi che, se non avessi provveduto, sarei stato messo alla publica gogna, protestato ed incarcerato, avrebbero poi buttato la chiave e, dopo qualche anno di agonia e svariate multe pecuniare di fantastiliardi di euro, sarei finito sul rogo ^^ E così, divenuto incudine e come tale costantemente "percosso" dalle martellate di Puffo Fabbro, oltre che intimidito dalle prospettive cupe di un futuro dietro alle sbarre e col conto in banca prosciugato (anche se, per questo secondo aspetto, credo che accadrà comunque "per altre vie", ahimè ^^), ho trascorso un intero pomeriggio a generare n HTML una barra personalizzata e a scrivere una pagina informativa "ad hoc" verificando ogni singolo cookie presente in questo mio spazio. Cosa che andrebbe anche bene non fosse che oggi, 3 giugno 2015, navigando su altri blog scopro che, come io sospettavo e soprattutto dissi prontamente a colei che mi diede questo onere, Blogger ha provveduto da se a creare una barra per tutti i blog che ospita, rendendo di fatto del tutto vano il mio minuzioso lavoro. Anche perchè insomma, non essendo i nostri blog in un dominio personale, ma venendo "ospitati" su questa piattaforma, era anche abbastanza logico, se non scontato, che fosse responsabilità di Blogger e solo sua provvedere a "metterci in regola".
Ma andateglielo voi a spiegare a Pollicina lì, a convincerla dell'evidenza e della logica dei fatti e delle cose tra un suo "guarda che se non lo fai poi dobbiamo scappare in Brasile perchè lì non c'è l'estradizione" e un "io non ho intenzione di venirti a trovare settimanalmente alla casa circondariale", passando per un quasi tragico "tutti i risparmi di una vita si volatizzeranno in un momento per la mancanza di una barra! pensaci!".
E così, adesso, mi ritrovo con una barra personalizzata, una pagina dedicata ai cookie con riferimento e collegamento permanente sia sulla barra stessa che sulla sinistra del blog e una seconda barra impostata da Blogger che, nei fatti, svolge lo stesso compito (seppure è meno "precisa" ovviamente sulla natura dei cookie presenti, in quanto generica): dite che posso stare tranquillo? ^^ Soprattutto ditelo a Lei, al Re (^^) Thor e al suo martello, per favore! :D


"... io posso giudicare ciò che è bene e ciò che è male,
questo perché naturalmente sono il re!
Fidati di me sono il re,
comando io, è tutto mio, sono un prescelto da Dio
ricorda che tutto dipende da me,
sono il re, dimentica il perché!
controllo io, ci penso io, è tutto mio,
puoi fidarti di me perché sono il re! ..."

(cit: Paola... ehm... Tribà ^^)

Un saluto a tutti voi, i cookies mangiateveli a colazione che son pure buoni inzuppati nel latte e... alla prossima! ;)

mercoledì 20 maggio 2015

"E' un pò come nel calcio"

Non è certo una regola "assoluta" ma certamente non è sbagliato dire che spesso è il centrocampo a decidere il destino e quindi il successo di una squadra. Un centrocampista infatti svolge il cruciale compito di collegamento tra la difesa e l’attacco, quando ha il pallone tra i piedi organizza il gioco e guarda avanti ad ampio raggio, ma è anche il primo ad accorrere in aiuto dei difensori quando c'è da proteggere la propria porta.
L'identikit ideale di un centrocampista è perciò quella di un giocatore che rappresenti la sintesi perfetta tra due anime, che dia un equilibrio stabile tra fase difensiva e offensiva, che non si faccia trovare mai troppo indietro rispetto al vivo dell’azione ma nemmeno fuori posizione per essersi fatto trascinare oltremodo dalla voglia di attaccare. Occorre insomma avere importanti qualità mentali e di ragionamento per poter interpretare con profitto questo ruolo nevralgico, e anche chi si intende poco di pallone comprenderà facilmente che avere a disposizione un grande centrocampista è probabilmente la più importante risorsa per qualsiasi squadra. Spesso infatti riconosciamo facilmente l’abilità scintillante delle ali tecniche e veloci e degli implacabili ed efficaci attaccanti, ma non dobbiamo dimenticare di apprezzare il lavoro più complesso eseguito da chi guarda loro le spalle, da chi offre loro i palloni da giocare che, altrimenti, non gli arriverebbero.
Da parte mia ho sempre giocato in attacco, ma recentissimamente qualcuno mi ha detto che sospetta io abbia un segreto talento nell'intepretare anche questo ruolo più arretrato, che combina insomma non solo la finalizzazione ma anche la manovra. Dicono che sappia cioè tessere piuttosto bene trame anche elaborate ed organizzare così le mie azioni ben prima di andarle a concludere io stesso, e allo stesso tempo che sia in grado di fiutare per tempo i rischi che può correre la mia difesa in modo da farmi trovare puntualmente nella giusta posizione quando la squadra avversaria dovesse ripartire. In breve, sostengono che io non sia soltanto l'esecutore materiale di quello che arriva dalle mie parti, come fa un attaccante vero, ma che "c'entri" parecchio anche con il modo in cui quella palla me la sono fatta arrivare, come se l'avessi "chiamata" ecco, indirizzata perchè arrivasse proprio lì dove e come immaginavo/volevo nella mia mente.
Non dico se è vero ma non dico nemmeno che sia falso, certamente è credo buona cosa saper interpretare più ruoli, non essere insomma limitati ad una sola possibile versione di noi stessi ma avere, piuttosto, la possibilità di essere e quindi mostrare le tante sfaccettature, anche molto differenti tra loro, della stessa faccia, perchè ovviamente quella è autentica ed è solo e soltanto una.
E così, da attaccante/presunto centrocampista di ragionamento, ho iniziato a giocare in una squadra speciale, prima di scegliere la quale ho voluto però parlare personalmente e chiaramente con il capitano, per capire quale tipo di calcio volesse giocare e soprattutto quale fosse il mio ruolo nel suo piano tattico. Presto detto: "Indispensabile" è stata la sua risposta. E questo me lo ha dimostrato non nelle parole, ma nei fatti. Tanto mi è bastato per firmare in bianco, e così da 16 mesi a questa parte (il contratto "ufficiale" parte da lì, ma in realtà ero "in prova" già da un pochino prima) vado ogni giorno in campo col mio capitano, che forse non lo sa ma è davvero nato per questo ruolo, un capitano magari silenzioso ma cui basta uno sguardo, un gesto, per infondere sicurezza, entusiasmo e coraggio. Un capitano se serve granitico, anche in senso strettamente figurato, ma col cuore più grande e generoso che conosca.
Il modulo di gioco, che ha disegnato tutto attorno a me ed insieme a me, è davvero perfetto per la nostra squadra, i tifosi lo coccolano ed in tanti ce lo invidiano, non mi è difficile pensare infatti a quanti si mangiano le mani per non essere arrivati in tempo su di lui portandolo in un'altra squadra o, peggio ancora, per aver scelto altri giocatori al suo posto.
Comunque poco importa, ormai lui è qui, è solo nostro ed ha conquistato tutti, e si pone in ogni partita al mio fianco mostrandomi così nella pratica la sintesi perfetta tra forza e idee: è capace di alzare in un momento una diga in mezzo al campo quando gli avversari cercano di metterci alle strette e l'attimo dopo di uscirne a testa alta e con le idee chiarissime rilanciando subito la nostra azione. Ecco allora che, se davvero anch'io come dicono ho almeno un pò di queste caratteristiche, possiamo scambiarci vicendevolmente e con fiducia questo compito, perchè il mio pensiero è come il suo pensiero, l'azione che immagino io è la stessa che immagina e metterebbe in pratica lui.
Insomma, difficile se non impossibile trovare difetti (eppure chi non ne ha?) a qualcuno così. Al più gli si può rimproverare forse solo una cosa: non essere troppo alto... ^^
Perchè si, il mio capitano è una capitanA, ed è bella, dolce, magnifica, fantastica, splendida e soprattutto... nana! ^^



"Che spettacolo quando giochiamo NOI,
non molliamo mai.
Loro stanno chiusi ma,
cosa importa chi vincerà?
perchè in fondo lo squadrone siamo NOI,
lo squadrone siamo NOI!!"


martedì 12 maggio 2015

E gira tutto intorno alla stanza...

Ci sono periodi in cui sostanzialmente succede poco, dove le cose "diverse" nel nostro tram tram quotidiano si contano su poche dita di una mano, e altri invece in cui arriva tutto assieme che quasi si fatica a tenere il passo. Ecco, per quanto mi riguarda questo inizio di maggio appartiene decisamente alla seconda categoria.
Ad esempio, giusto ieri ho contattato il mobilificio per avere informazioni sul famoso divano e, guarda caso, mi è stato assicurato che già domani arriverà bel bello a casa mia, a riprova che quando uno si fa sentire ottiene le cose, diversamente hmmmm... diciamo che deve essere parecchio fortunato. Ma alla fine conta ed importa soltanto il risultato, perciò sarò ben lieto di ricevere finalmente questo importante elemento d'arredo, a ridosso tra l'altro del mio compleanno perchè si, in settimana ahimè "invecchierò" ancora di più continuando così il mio processo di "stagionatura" (fin qua comunque direi abbastanza ben controllata, dai! ^^), quindi capita a fagiuolo come ulteriore regalo da farmi per l'occasione.
Già, perchè vi voglio informare che "a 'sto giro" ho già ottenuto un "presente" che anche da solo basterebbe e avanzerebbe per far festa grande: grazie ad un'iniziativa benefica cui ho voluto partecipare infatti è già in mio possesso una maglietta ufficiale della Roma con tanto di badge della Lega Calcio, ma soprattutto con autografo e dedica "con affetto a Maurizio" da parte del mio adorato Capitano Francesco Totti, il quale non s'è fatto mancare niente e mi ha autografato pure un pallone :) La mia gioia per questo vero e proprio colpo di fortuna è ovviamente stata grande, pensare poi di aver nell'occasione anche contribuito a far del bene è stata la perfetta chiusura del cerchio, tra l'altro ho subito provveduto ad acquistare qualche giorno dopo una vetrina apposita per poterla esporre al meglio. Per il pallone invece devo ancora trovare una soluzione adatta, dato che per un contenitorino semplice semplice in plexiglass mi hanno chiesto un occhio della testa e ok che per me è periodo di spese facili questo ma... non è che adesso mi chiamo Babbo Natale, ecco ^^ In ogni caso sono sicuro che riuscirò a studiare il sistema migliore anche per quello, intanto ha trovato posto su un comodo ripiano della libreria. Nell'attesa potrò osservare lui e la maglietta comodamente seduto (leggi "sdraiato", voglio fare l'elegante qui... ^^), guarda un pò, sul mio nuovo divano rosso, che domani troverà posto proprio di fonte ad essi. Anzi ecco, entro satasera devo sbolognare quello vecchio e sono sicuro che mi farà un effetto strano, oltre ad essere un lavorino fisico niente male portarlo giù per diversi piani di scale ma si sa, "chi bello vuol apparire un pò deve soffrire", e allora non perdiamo tempo, facciamolo e basta che ne varrà certo la pena.
In tutto questo ho anche avuto la brillante idea, sabato scorso, di tornare a calcare i campi di calcetto, che di per se è cosa buona e giusta non fosse che l'orario scelto per farlo è stato un folle "alle 15 al campo", con un sole sahariano a incocciare tutto il tempo sulle nostre teste. Nonostante ciò comunque la partita non ha visto "caduti" ed è andata bene, personalmente temevo di star messo peggio, invece abbiamo vinto facilmente e non ho avuto problemi di sorta, anche per la sapiente gestione degli sforzi indispensabili frutto della mia invidiabile esperienza sul campo (almeno quella è una cosa buona dell'avanzare dell'età! ^^), insomma potrei ancora avere un finale di carriera decoroso se volessi ^^ Magari "scalando di posizioni" e modificando un pochino il ruolo per allungarmi la carriera, ma vedremo, difficilmente un attaccante rinuncia all'aerea di rigore o, alle brutte, ad una zona di campo da essa non troppo distante. Staremo a vedere, il tutto ovviamente è vincolato al fatto che Paola me ce ri-mandi dandomi il suo benestare, quel sergente di ferro! ^^
Ah, domenica poi è stata la festa della mamma, solitamente in questi casi vado di piantina o pastarelle, invece stavolta ho voluto fare un tris di semplici pensierini che però è stato molto gradito, in particolare un quadro portafoto con delle fotografie particolarmente belle della mia infanzia. Non so che mi succede, c'avrò il momento tenerone... ^^ o sarà qualcosa nell'aria, e non mi riferisco al polline che sta funestando le mie giornate facendomi temere di aver svuluppato, nel caso decisamente tardi, una piccola allergia a chissà che diavoleria. Che poi ieri, all'ospedale sull'isola Tiberina dove mi trovavo in veste di accompagnatore per una visita altrui, mi è pure balenata in testa l'idea di prenotarmi una visitella in questo senso dall'allergologo (si chiama così, no? ^^), ma visti i tempi d'attesa abissali e considerata la mia avversione per i medici in generale, sono rinsavito e c'ho ripensato. Sarà solo la primavera coi suoi pollini, su :)

Ammetto che resterei volentieri qui a dilungarmi ma devo organizzarmi per vedere se riesco ad incontrare nel weekend alcuni amici che vorrebbero farmi gli auguri, devo sostituire l'avvolgibile di una finestra, devo dipingere un pezzo scolorito del muro del balcone, devo ri-partire tra non molto (soprattutto!)... insomma, ce ne sono di cose da fare a Maggio, cavolo! e finalmente capisco pienamente perchè De Andrè cantava "morire di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio!" :)))
Quindi vi saluto augurandovi una buona giornata e settimana, e dandovi appuntamento alla prossima! ;)

mercoledì 29 aprile 2015

"You can be my whole World if I can be your Satellite"

Due innamorati, le mani di Lui a stringere il viso bellissimo dell' amata, un bacio dolce e lungo nel sottopassaggio dell'ormai solita stazione. E' vita vera e non un film, ma se fosse un film ed iniziasse in questo modo allora ci starebbe alla perfezione una dissolvenza. Un salto temporale di oltre un anno e mezzo da oggi, o meglio e più precisamente da lunedi scorso, che catapulti lo spettatore alla metà di novembre del 2013, stessa location, ritrovando i medesimi protagonisti nel momento in cui tutto ebbe inizio, ed iniziando a raccontare la loro storia.
Che da lì potesse nascere qualcosa di bello era in una qualche misura prevedibile, per tanti motivi che non serve nemmeno spiegare perchè si "sentono" e basta, o ci sono o non ci sono, e nel loro caso di sensazioni forti ce n'erano in quantità industriale. In fondo se vogliamo era pure ipotizzabile che questo rapporto potesse diventare di lì a poco davvero importante, perché nei mesi precedenti quel primo incontro si era capita fin troppo bene l'aria speciale che si respirava tra Lui e Lei, e che il legame che si stava venendo a creare non era una cosa da poco. Ma che sarebbero poi trascorsi oltre 18 mesi meravigliosi ed intensi, pieni di gioie ed emozioni infinitamente più grandi di quelle che i due potessero mai desiderare e sognare questo non era tanto prevedibile, figuriamoci quindi se poteva essere previsto.
Bello e imprevisto, anzi bello in quanto imprevisto. Probabilmente è proprio questo il segreto della felicità, quando resti sorpreso, travolto, da qualcosa che non ti aspettavi e che supera in positivo ogni tua immaginazione.
Supera invece tutto e tutti Lei, capitata a Lui come un dono dal cielo e sua immensa ed inimmaginabile fortuna. Lui ne è rimasto semplicemente folgorato e così l’ha "strappata al mondo" prima che potesse rendere meravigliosa la vita di qualcun altro, riuscendo incredibilmente a metterla liberamente nella sua perchè solo quello era, è e sempre sarà l'unico posto che Lei può occupare. A quel punto le ha costruito attorno un ideale muro che non rappresenta però una costrizione, perchè non serve a porre limiti o stabilire limitazioni ma che è piuttosto un muro d’amore, un muro di passione, semplicemente la delimitazione del luogo privilegiato ed esclusivo dentro al quale intende tenerla e proteggerla, riversandovi tutta la sua voglia di rendere memorabile questa storia. Le pareti sono quindi colorate, vivaci, rallegrate dalle sottili e saggie pennellate di Lei che ne definiscono la ben più grande immagine complessiva, come in un quadro impressionista.
Ad unirli c'è un sentimento autentico ed imperante, totalizzante e pieno, vissuto però da ambo le parti con tanta lucidità e profondo senso della misura, niente dichiarazioni esagerate ma tanti fatti concreti e tangibili, niente illusioni pronte a sgretolarsi ai primi freddi ma chiare e sincere promesse fatte col cuore e con la testa che passo dopo passo, giorno dopo giorno, si vedono realizzate e li avvicinano così sempre più a giungere proprio là dove desiderano arrivare, dove i loro sogni incontrano la più eccezionale delle realtà. Là dove possono essere, arrivare e stare solo e soltanto loro due insieme, ovvio.
Spesso raccontando di incontri che cambiano la vita delle persone si parla di traiettorie del destino, ma questa non è stata una traiettoria perché una traiettoria ammette delle possibilità alternative, mentre qui ce n'era solo e soltanto una. Non è stata neanche una parabola perché una parabola dà tempo per accompagnarla, sperarla, seguirla, guardarla, in questo caso invece tutto è accaduto in un attimo. Semplicemente insomma per loro trovarsi è stato inevitabile: doveva andare così, non poteva che andare così, non poteva accadere diversamente.
Può sembrare forse un eccesso d'amore, ma l’amore non è mai in eccesso, anzi più ce n’è e meglio è. E se anche lo fosse loro sono assolutamente disposti ad affrontarlo, in nome di quel "Ti Amo" che continuamente si scambiano e si ricambiano, le cinque lettere più naturali, importanti e straripanti che esistano, la sintesi perfetta in cui racchiudere tutte le emozioni racchiuse nelle loro anime.

E se adesso il regista contro-sfumasse tornando alla scena iniziale sarebbe il giusto momento per il gran finale, senza bisogno di aggiungere altro alla storia. Perchè a volte uno sguardo vale più di mille parole, e questa è proprio una di quelle volte. E così gli occhi dolcissimi di Lei prima dell'ennesima temporanea separazione la dicono lunga su quanta parte abbia ormai Lui nella sua vita ed in quella che, senza neanche nasconderlo più, entrambi desiderano crearsi insieme, perchè non c'è alcun dubbio nella loro mente e nei loro cuori che potrebbe far loro ipotizzare un epilogo differente. Una vita che li veda costantemente l'uno al fianco dell'altra in ogni momento, quella nella quale fanno continue immersioni ad ogni loro incontro sbirciando nel futuro, quella che li aspetta ad un passo da qui.
Ed è proprio a questo che pensa Lui trovando il modo di incrociare lo sguardo dell'amata anche una volta salito a bordo del treno ormai pronto a partire, fermardosi davanti al finestrino per riempirsi gli occhi e il cuore di Lei fino all'ultimo istante possibile. E' un modo per dirle che non può più starle neanche un istante lontano, e per rispondere "Anch’io, amore mio" al "Ti amo" scritto sul viso dolcissimo e sorridente della sua bella, che già non vede l'ora di ritornare il prima possibile a baciare ed a stringere a se.



"Non sopporto vedere i momenti scomparire,
ma stanotte la sabbia si ferma.
Quindi prendi la clessidra e rompila,
cosi potremo restare per sempre dentro questa atmosfera"