mercoledì 25 marzo 2015

On The Road

Sui treni hanno ormai perfezionato svariati modi davvero fantasiosi per stenderti: vicini di posto molesti e rumorosi, personaggi particolarmente invadenti ed insistenti che appaiono dal nulla a stormi e ti propinano questo o quell'indispensabile acquisto di calzini o accendini, ritardi talvolta abissali finalizzati scientificamente a fiaccare il tuo spirito, sedili di rara scomodità e dallo spazio ristretto se sei più alto del metro e settanta... e la lista completa sarebbe lunga ed ampia.
Tra tutti questi, però, spicca certamente l’aria condizionata: silenziosa, infida e soprattutto tremendamente efficace è il mezzo perfetto per colpire senza nemmeno sporcarsi le mani. Succede così che puoi entrare in vagone come un uomo e uscirne che sei un merluzzo, sempre che nel frattempo tu non ci sia rimasto secco. Ma Trenitalia fà anche di più e non delude gli appassionati di "Masterchef" nè gli affezionati amici di Capitan Findus, perchè il nostro servizio ferroviario nazionale propone ben due differenti versioni di merluzzo per accontentare ogni esigenza della clientela, quello ben congelato appena uscito dalla ghiacciaia e quello bollito dopo sapiente cottura a vapore. E aprite bene le orecchie, vi dò una soffiata in esclusiva, per l'estate PARE sia in programmazione una grande sorpresa ovvero il merluzzo panato e fritto, ovviamente se le temperature consentiranno. Già, perchè le due discriminanti principali per determinare che uomini e donne merluzzo sarete una volta usciti di lì sono la stagione e soprattutto la temperatura cui l'allegro capotreno avrà insindacabilmente settato l'aria, scegliendo fra le modalità "freddo siberiano" e "mezzogiorno di fuoco".
Variabile interessante ed imprevedibile è infine rappresentata dal vicino di posto che ottura con una sciarpa TUTTO il bocchettone dell'aria "perchè fa freddo" e poi però viaggia a marzo in magliettina accaldato come un caprone. Sua nemesi, ovviamente, sarà la signora freddolosa che, nello scompartimento, chiuderà e sigillerà porta e finestrino in pieno agosto.
Insomma, se detestate la noia, se non potete fare a meno del brivido che danno un paio di giri alla roulette russa dove sai con quanto entri in gioco ma mai con cosa, quando e come ne uscirai, allora Trenitalia è la scelta giusta, non delude proprio mai. Ideale in particolare per chi ha una grandiosa vocazione a farsi capitare il peggio e non qualche semplice e modesto imprevisto, in pratica il mezzo di riferimento per tutti i fans della legge di Murphy che desiderino vederla concretamente applicata.
E allora cari amici ed amiche, cosa state aspettando?! affrettatevi a salire sul primo treno disponibile per provare sulla vostra pelle il brivido che dà la certezza del rischio, per gustarvi a pieno il piacere dell’azzardo. Comunque vada alla fine tornerete a casa pronti per essere cucinati, e di questi tempi una cena gratis a base di pesce non è roba da poco.

In tutto questo, però, c'è una cosa "strana", che poi però a pensarci bene non lo è davvero così tanto: appena giungi a destinazione, pur se puntualmente con discreto ritardo e magari anche dopo un viaggio non comodissimo, ti ritrovi ogni volta a contare immediatamente i giorni e le ore che ti separano dalla prossima occasione, dal prossimo viaggio, dalla prossima partenza su quello stesso "diabolico" mezzo. Sembra la cosa più irrazionale ed illogica del mondo eppure accade ogni singola volta.
Sarà perchè il futuro è sempre più importante del passato e comincia già nel presente, o sarà solamente il rendersi conto di non poter proprio più fare a meno di quel sorriso ormai noto in ogni suo dettaglio ma che non smette mai di regalare incanto, illuminando puntualmente la scena attraverso la sua sconfinata ed infinita meraviglia. Bellezza ed emozione pura, ogni volta diversa ed ammaliante pur rimanendo sempre uguale, ogni giorno più indispensabile per rendere il presente unico e il domani speciale.
Si, decisamente è per questo.


Alla prossima.

lunedì 16 marzo 2015

"La Vertigine Non è Paura di Cadere..."

Un saluto a tutti e ben ritrovati. Giorni pienotti gli ultimi, che hanno portato dalle mie parti una terzina mica male di "cambiamenti epocali", ovviamente in senso e modo profondamente diverso.
Partendo da quello meno rilevante in termini assoluti, ma che poi a conti fatti si rivelerà il più influente sulla mia vita di tutti i giorni, annuncio che dopo anni di ricerche ho finalmente sostituito il mio storico divano. Una scelta impegnativa e non poco "sofferta" ma che andava decisamente fatta in quanto la sua imbottitura in ecopelle nera era ormai letteralmente finita a causa dell'usura accumulata in anni ed anni di onorato servizio, quindi ho dato retta al famoso spot tv e, per una volta, "beato chi se lo fà er sofà" sono io ^^
In ogni caso mi hanno detto che la consegna non avverrà prima di metà maggio, quindi ho tempo per prepararmi al "distacco", voglio comunque tranquillizzare tutti i sentimentaloni che passano di qua che non vi deluderò assolutamente, infatti non mi sbarazzerò del mio amato divano in maniera definitiva, ma verrà trasferito in una nuova location dove comunque non smetterà di rendersi utile, magari dopo una piccola sistemata all'imbottitura. Anche perchè dentro ha un bel letto mai usato e, poi... ci ho visto TUTTE le partite della Roma nell'anno dell'ultimo scudetto (2000/2001), quindi a livello affettivo non potrei mai disfarmene, ci sono legato emotivamente ^^
Però è vero che è giusto guardare avanti e cambiare, specie sulla comodità delle cose che utilizziamo con fequenza, l'ho scoperto tempo addietro con il materasso del letto quando mi dicevo "ma che lo sostituisco a fare, dopotutto il mio non è mica rovinato" ed infatti rovinato proprio non era, però la differenza tra i due si è poi rivelata abissale, e determinante per il mio riposo di qualità. Oggi mi chiedo come facessi a dormire senza ^^
E quindi adesso aspetto l'arrivo in pienissima primavera di questo nuovo compagno di vita, che tra l'altro è di un tessuto diverso e di un colore che proprio mai avrei pensato di poter gradire e ancor più di prendere. Però l'ho visto, m'è piaciuto, mi ci sono seduto e ho deciso di acquistarlo. Così, all'improvviso, in meno di mezz'ora e dopo anni di ricerche senza esito. Ogni tanto è anche bello fare queste scelte di campo :)
Poi, cambiamento epocale numero due è senza dubbio la nascita del primo figlio di un mio carissimo amico. A parte che il bimbo è davvero bello (fortuna che non ha preso dal padre insomma, ahaha! ^^) e non vedo l'ora di andarlo a trovare a casa appena possibile anche per portagli un pensierino che ho già individuato, la cosa che mi ha fatto particolarmente effetto è che il suo è stato il primo matrimonio di un amico al quale sono andato, tre anni fà, perciò vederne "il frutto", quello poi più meraviglioso possibile che è una nuova vita, lascia addosso una bella sensazione. Non so se mi spiego, cioè, al di là del fatto che con lui siamo davvero stretti anche perchè conosco da sempre tutta la famiglia, parenti d'ogni tipo compresi, l'idea che io sia stato presente quel giorno e che ora a distanza di tre anni loro siano ancora insieme e finalmente abbiano formato una famiglia è davvero un bel pensiero. E poi certo, realizzi anche che i tempi stanno cambiando quando questi amici fanno da "apripista" a questi eventi fin qua mai conosciuti da nessuno di noi altri, anche se poi va detto che lui è di circa un lustro più grande quindi c'è tempo per tutto e per tutti ^^ Però certamente fa effetto, e credo sia normale :)
Infine, last but not least, un altro amico di quelli davvero importanti ha accettato un'offerta di lavoro all'estero e, quindi, tra un mese e mezzo prende e parte per (almeno) un triennio destinazione centro Europa. Un'opportunità davvero ottima per lui sotto tutti i punti di vista, che io infatti l'ho invitato a cogliere con entusiasmo non lasciandosela sfuggire visto anche il periodo in cui siamo che definire "di magra" è poco, in ogni caso certamente anche questa novità rappresenterà un ulteriore importante cambiamento. Anche perchè nel nostro quartiere sono andati via un pò tutti negli ultimi anni, ormai eravamo rimasti solo io e lui... quindi adesso resterò l'unico portabandiera dello storico gruppo, l'Highlander, e questo sinceramente mi fà un pochino strano. Però ci pensi un attimo su e capisci che è normale, è giusto e anch'io potendo farei lo stesso, le opportunità vanno colte e, soprattutto, quello che davvero si desidera và raggiunto senza rimandare. E allora, visto che so che è la cosa giusta per lui, sono felice per la sua partenza e sono certo sarà una grande esperienza che ne segnerà la vita.
Poi si, l'estero è sempre l'estero, ma tutto sommato oggi il mondo è molto ben collegato, i mezzi di comunicazione di vario tipo non mancano e le distanze non sono più insormontabili, specie volando. E qui viene il bello ^^
Dovete sapere che il mio carissimo amico ha una paura megagalattica degli aerei ^^ Perciò egli sostiene che preferisce andare in questo luogo col treno, che impiega 14 ore (se lo prendi diretto) piuttosto che salire su un aereo che, in 1 ora e 30 scarsa, ti porta a destinazione. Sto quindi cercando di farlo rinsavire facendogli presente che, per un'andata e ritorno, impiegerebbe più di un giorno in treno SE TUTTO VA BENE (cosa tra l'altro ampiamente improbabile, io di treni ormai me ne intendo... ^^), mentre in aereo si tratta di 3 ore. Cioè, 3 ore... un'inezia! Lui però sembra resistere anche di fronte all'evidenza, preferendo un vero e proprio "viaggio odissea" sulla terraferma piuttosto che avere a che fare con qualcosa dotato di ali. Poi oh, ognuno giustamente fa quello che vuole, e se la sua paura è davvero così forte ovviamente la rispetto, mi chiedevo però quanto questo tipo di timori siano realmente diffusi e soprattutto fino a che punto vincolanti (nel senso di "terrorizzanti") per chi ne soffre. E' una curiosità.
In ogni caso, quando andrò a trovarlo (apro parentesi qui perchè so che QUALCUNO starà proprio adesso pensando "si, se ti dò il permesso io di andare!" ^^) sarà all the life con l'aereo, su questo non c'è alcun dubbio: costa meno, impieghi quasi un decimo del tempo (a viaggio poi eh! ^^) e ti salvi da tutta la scomodità di un'interminabile calvario in treno, dove io poi nemmeno dormirei in quanto non riesco assolutamente a farlo, anche negli orari più tardi e improbabili e pure se stanchissimo. E poi l'aereo è così bello, mi piace l'idea di libertà che dà e quindi non vedo l'ora di poterlo ri-prendere, non solo per questa meta ovviamente :)

E vabbè, queste erano le novità dei miei ultimissimi giorni, un saluto a tutti voi, buon inizio di settimana e... alla prossima! ;)

lunedì 2 marzo 2015

"La Tua Canzone Preferita?"

Negli ultimi giorni mi è capitato di parlare di preferenze musicali, così ho finito per interrogarmi sul quesito che dà il titolo a questo post: "qual è la mia canzone preferita? e soprattutto, ne ho una?"
Perchè si, anche se a prima vista può sembrare un interrogativo da poco, effettivamente almeno nel mio caso dare una risposta precisa è... praticamente una mission impossible ^^ Intanto perchè non ho un artista di riferimento di cui posso definirmi vero fan, poi certamente ho le mie anche nette preferenze per questo o quel cantante ma per intenderci non sono uno di quelli che colleziona discografie complete o presenzia a più concerti possibili del suo autore preferito, anzi quelli che mi è capitato di vedere sono stati per lo più casuali e anche lontani dal mio gusto, ma questa è un altra storia ^^ E poi perchè se vado indietro anche con la memoria non trovo un pezzo che abbia fatto da colonna sonora a TUTTA la mia vita: sicuramente ci sono stati diversi brani che ho ascoltato e sentito molto miei in specifici e differenti momenti, del resto credo che associare un evento, un periodo o qualcuno ad un pezzo sia una consuetudine piuttosto comune, ma non al punto di definirli "il pezzo preferito". Sarà forse pure che tendo a dare un grosso peso alle scelte che faccio e quindi, anche in un contesto tutto sommato così "soft", non me la sento di eleggere un vincitore, sia mai che poi debba ripensarci e ammettere l'errore ^^
Insomma, ho tante canzoni che mi ricordano precisi momenti e persone ma non un brano "assoluto": così se penso per esempio al mio amico Alessio mi vengono in mente i CD degli 883 che ascoltavamo sempre a casa sua dopo la scuola, se ricordo le sere attorno al fuoco nelle lande sperdute con la chitarra di Adriano non posso che pensare ai Red Hot Chili Peppers che lui amava suonare, se la mia mente và poi ancora più indietro ecco i Queen che ascoltavo piccolissimo con mio cugino più grande o i pezzi di Venditti sulle musicassette (che tempi! ^^) della mia mamma e così via, sciorinerei una lista troppo lunga dovessi dirvele tutte :)
Perciò come potrei dare una risposta adeguata al quesito iniziale sulla base di tutto questo? Probabilmente non c'è, almeno per me, credo dipenda anche da come una persona vive la musica e il suo ascolto, se come una compagnia fissa e quasi distratta, se come un momento di relax e piena immersione oppure come mezzo per scaricare le tensioni magari ballando, cantando o che ne so io. Senza poi aprire la parentesi sui generi musicali, con l'eventuale "integralismo" verso un genere specifico piuttosto che un ascolto variegato di un pò tutto.
Per quanto mi riguarda, a me interessa che chi canta mi colpisca invitandomi ad ascoltarlo con attenzione, bado poi soprattutto ai messaggi e ai testi perciò anche una voce non perfetta ma che sappia veicolare bene il senso di quel brano la gradisco molto più di un pezzo vocalmente perfetto ma a conti fatti "scialbo". Sia perciò chiaro che il tormentone estivo è tra i miei peggiori nemici, così come tutte quelle canzoni col ritornello e tre parole diverse, non credo sia musica quella, poi possono essere anche allegre e quello che vi pare ma... cantare è un'altra cosa, secondo me almeno. Ovviamente se in tutto questo ti chiami Freddie Mercury, con quella voce divina e intensa e quei pezzi di rara bellezza, allora hai vinto a mani basse con me, ma non c'è ovviamente solo lui. Mi piace insomma principalmente il mondo cantautorale, in Italia attualmente credo lo rappresentino molto bene i Fabi e i Gazzè, vivo l'ascolto musicale come un qualcosa che non fa continuamente parte della mia vita, non giro con l'ipod nè guido con la radio accesa h/24, scelgo però certi momenti per ascoltare tranquillo e cerco di godermeli a pieno. Comunque due o tre "puntatine" di sano rock energico non le disdegno mai, un bel pezzo che trasmette carica ed energia è sempre ben accetto :)
Ma in tutto questo... ancora non ho risposto alla domanda che da origine al post! ^^ E credo che questa risposta, in senso assoluto, non potrò darla mai, come detto non so scegliere un pezzo su tutti, in ogni caso ho tante belle compilation in testa, questo sicuramente.
Però una cosa particolarmente personale con voi voglio condividerla, c'è un pezzo che ogni volta mi trasmette un vero e proprio brivido, che mi colpisce nel profondo e, oggettivamente, arriva al cuore. L'ho anche scritto in qualcuno dei vostri blog nei post musicali, si tratta di "Bene" di Francesco De Gregori. Tra l'altro è un brano che ho anche utilizzato in uno dei pezzi a me più cari che sono ospitati in questo mio spazio, ormai datato quasi due anni fa quando ancora non conoscevo diversi di voi (e nemmeno quella nanetta di Paola!), quindi insomma ne è passato davvero parecchio di tempo. Fu uno dei post più coinvolgenti per me, più intensi, più "esplosivi"... e quel pezzo, che dal primo ascolto associai subito ad una delle persone più importanti della mia vita, probabilmente mi tocca ogni volta così tanto proprio per questo motivo, per questa indelebile associazione che mi viene automatico fare.
Se desideraste capirne di più, se avete voglia e tempo di leggerlo mi sto riferendo a questo post del Luglio 2013.
E allora, io non lo so ma tutte le volte che ascolto "Bene" la mia mente viaggia, e torna indietro, tanto indietro, all'infanzia spensierata e ai momenti felici che trascorrevo con lei, al centro delle sue attenzioni, immerso nel suo amore e attorniato dalla sua dolcezza infinita. Alcuni passi del testo di questa canzone, non fatico ad ammetterlo, mi spaccano davvero il cuore, forse perchè appunto rispetto a quanto scrissi ormai due anni fa non è cambiato nulla da allora, lei è ancora qui pur non essendoci oggettivamente più, e quindi i pur meravigliosi ricordi di noi insieme, felici e immensamente sorridenti, provocano in me quella lacerante sofferenza di chi sa che, purtroppo, questi non potranno tornare mai per via di un ingiusto "fato" che ha deciso di togliere alla persona più buona e dolce del mondo tutto quello che poteva toglierle. Costringendola a spegnersi così. Fà tanta rabbia ed è il dolore più grande che si possa provare, distaccarsi da chi ami ancor prima della perdita effettiva, perchè anche se ci provi, anche se ci sei, anche se vai da lei perchè lei ancora è fisicamente qui la sua mente è ormai altrove e, quindi, questo ti dilania ancor di più nella struggente consapevolezza di non poter ridare indietro quell'immenso amore che ti è stato dato, ora che più che mai le servirebbe. Anche se poi penso che, in qualche modo, esserne il solo "depositario" sia una grande responsabilità, e sia un monito per non dimenticare mai, per non spegnere in nessun caso questo dolce ricordo che è nel mio cuore. Per me e per lei. E allora ecco perchè intorno al secondo minuto del pezzo di De Gregori quella corda pizzicata con insistenza dopo quel toccantissimo "e puoi chiamarmi ancora... amore mio", che lei tra l'altro usava davvero per rivolgersi a me in ogni occasione, mi trasmette ad ogni ascolto quel brivido di cui parlavo, vibra la mia anima come quella corda che infatti, musicalmente, non c'entra nulla in quel punto della canzone eppure "dice" più di tutto.
Darei tutto perchè mi chiamasse ancora in quel modo o anche semplicemente col mio nome, tutto e più di tutto, qualsiasi cosa, qualsiasi somma, scenderei anche a patti col diavolo in persona, lo giuro. Io che non giuro poi mai perchè lei, fortissimamente credente, mi insegnava che non si fa... ma come ho appena detto, pur di ri-udire una sua dolce parola non ci sarebbe limite a ciò che sarei disposto a fare, quindi anche questo.
E allora si, non so se possa definirlo il mio pezzo preferito ma DI CERTO è quello che più sento mio. Perchè c'è tutto in quel testo meraviglioso, onesto e sincero, che ad ogni strofa dipinge scene e situazioni in cui rivedo nitidamente me e lei, dall'uncinetto alle poesie, dal prendermi per mano al chiamarla "mia", e poi i nostri mille giochi, il suo essere fieramente orgogliosa della sua identità, il momento della mia crescita che però non è stata mai un distacco seppure ha ovviamente cambiato i gesti d'affetto di un bimbo con quelli di un adulto, fino a esplodere in quel finale di clamorosa potenza in cui io stesso mi domando chissà dove avrebbe voluto andare, ed io non l'ho portata mai. Forse lontano come lontano vanno le navi di carta appoggiate sul corso d'un fiume, libera come il suo spirito moderno, entusiasta e creativo, o magari verso mete più vicine... quel che è certo è che, dovunque fosse voluta andare e dovunque la avessi portata, come in tutte le occasioni in cui eravamo assieme avrebbe sempre teso la sua mano alla ricerca della mia, e sarei sempre stato il suo "amore mio".
Nonna, solo tu fai tutto questo al mio cuore, mi manchi tantissimo e non so davvero immaginare come sarà, quando sarà. Ti voglio bene e te lo dico ancora una volta, qui, all'improvviso e senza apparente motivo, perché per dire a qualcuno che lo hai nel cuore non serve una motivazione o un'occasione particolare, e perché semplicemente sento di averne bisogno e di volerlo fare adesso. Così come viene, facendo parlare le mie emozioni così come mi hai insegnato tu.

Perdonate eventuali errori di scrittura, per una volta pubblico subito e non rileggo, oggi è giusto così.

Alla prossima.