lunedì 17 agosto 2015

Spero, Prometto e Giuro

Forse non tutti sanno che io ho fatto Liceo Classico. Che poi io sia finito a far tutt'altro nella vita, un tutt'altro che più tutt'altro non si può, di quelli che ti viene da pensare che la scelta non è stata poi così illuminata, è un altro discorso, rimane che ho fatto il Liceo Classico.
Non sono mai stato un fan delle cosidette "versioni", ovvero delle traduzioni in italiano di testi scritti in greco o latino, anche se non soprattutto perchè, come suggerisce anche il titolo del mio blog, il mio modo di pensare è parecchio "libero", fuori quindi dai rigidi schemi grammaticali e mentali che "imponevano" una traduzione precisa e strettamente letterale.
In sostanza, avevo il "vizio di forma" di abbellire a modo mio quello che dovevo tradurre, trascrivendolo in un italiano molto più scorrevole e "infiocchettato" invece di fare il solo semplice processo "tecnico" di traduzione parola per parola. Una scelta di vita che non ha mai pagato, quantomeno però dopo l'esame di maturità la mia anziana professoressa ammise che, a livello di scorrevolezza in italiano, le mie erano le traduzioni migliori che avesse mai letto, e questa fu una piccola vittoria in mezzo a diversi voti non gloriosi che però, fortunatamente, riuscivo a recuperare nelle interrogazioni sulla vita dei vari autori. In ogni caso non si tratta di un pezzo sui tempi della scuola, questo mio post vuol andare a parare da tutt'altra parte. Ma dalla scuola, e dal latino in particolare, trae ispirazione.
Una delle regole che mi sono rimaste particolarmente impresse è quella che dice che "spero, prometto e giuro vogliono l’infinito futuro". Che, per farvela breve (visto che il mio obiettivo oggi non è disquisire di grammatica latina ^^), signifca quello che è intuitivo capire, e cioè che quando in latino si utilizzano "spero, promitto e iuro" questi devono essere accompagnati sempre dall'infinito futuro.
Ricordando, chissà poi perchè, questa massima, mi è venuto da riflettere sul "peso", sul "senso" di questi tre verbi tanto particolari da meritare, rispetto ad altri, un trattamento speciale nella lingua latina. Sperare, promettere e giurare, tre azioni che facciamo nel presente ma che riguardano il futuro perchè effettivamente è là che speranze, promesse e giuramenti si realizzeranno, è là che diverranno obiettivi da raggiungere o certezze da difendere. Su questa base ho ipotizzato che fossero verbi "speciali" anche perchè non per tutti, infatti fin troppe persone si fermano al primo di questi, allo sperare e quindi al semplice augurarsi che qualcosa accada loro, ma il più delle volte questo non basta, come è anche giusto che sia servono la tenacia, l'impegno, la voglia di prendersi le proprie responsabilità con gli altri e con se stessi per poter quindi promettere e giurare di voler realizzare ciò che si spera.
A quel punto sarà tutto solo nelle nostre mani, saremo protagonisti del nostro destino ed artefici degli auspicati successi che desideriamo ottenere, diversamente sarà solo un "galleggiare" aspettando che arrivi la manna dal cielo. Che magari qualche volta arriva pure eh, ma quante? e poi, soprattutto, vale la pena vivere in perenne attesa di qualcosa o qualcuno?
Pensando a tutto questo sono contento di poter vedere, toccandolo con mano, che in diversi ambiti della mia vita, e certamente in uno in particolare, non mi sono assolutamente fermato alla speranza, ma ho promesso e giurato di voler arrivare là dove, pian piano ma non poi così lentamente in realtà, sto andando. Questo è stato di certo molto facilitato dall' aver realizzato che nel tempo ho costruito non qualcosa ma davvero tanto, e che a quel tanto non si poteva, può e potrà mai dire di no. Viene da se quindi che inizi a sperare, e dopo un pò ti accorgi che limitarti alla sola speranza non ti basta, quindi passi a promettere a te stesso che farai di tutto per ottenere quello che più desideri, infine ti rendi conto che viene quasi automatico trasformare quella promessa in un giuramento. Fatto nel presente e rivolto al futuro.
Un futuro che, attraverso il tuo impegno e la tua perseveranza ha in serbo per te una gioia rara, di quelle così grandi che non possono essere sprecate in un eccesso o buttate via in urlo, una gioia da gustare e custodire, di quelle che hanno dentro un sapore dolcissimo, intenso, indimenticabile. Di quelle che autorizzano a sognare, perchè qualche volta capita che i sogni diventino realtà, che vincano i buoni, e pure se non succede poi così spesso mi hanno insegnato a crederci sempre. Ed io voglio crederci sempre, crederci e basta.
E allora spero, prometto e giuro, poi guardo in alto, guardo avanti e soprattutto guardo dove devo andare. Sapendo che arriverò proprio là e poi ancora oltre, perché al mio fianco ho un paio di occhi troppo belli per pensare che quella che vi vedo disegnata dentro non sia la strada giusta per me, l'unica da seguire per arrivare alla meta più bella.

Alla prossima! ;)