mercoledì 28 ottobre 2015

Un Paio d'Ali

Due ali hanno bisogno d’aria, di libertà. In gabbia non ci stanno, non possono proprio starci, sono fatte per il volo e per volare e basta, per inseguire il concetto stesso dell'immensità col pensiero sempre rivolto all’orizzonte e al sole, senza approdo, senza meta prestabilita. Si preoccupano solo di avvicinarsi alla luce per poi bearsi del suo calore e della sua forza, perchè il sole lo hai sempre davanti se lo vai a cercare, non ti lascia più, e quando lo trovi è bellissimo.
Due ali insomma sono il mezzo perfetto per andare alla conquista dello spazio, del nostro posto perfetto nell'universo. Se sei tanto fortunato da trovare l'altra ala giusta per te, unendo le vostre forze scoprirai di poter arrivare infinitamente in alto, quasi a ridosso del loggione paradiso che diventa così un perfetto affaccio sui sogni. Roba da vertigini, anche se quando sei lì sorprendentemente ti rendi conto che le vertigini sono semmai un problema degli altri, dal momento che tu sporgendoti non vacilli minimamente e ti senti benissimo.
Conosco la storia di due ali, una nata a ridosso di un mare e l'altra a due passi da quello opposto, agli estremi insomma e a tanti kilometri di distanza che, almeno in teoria, avrebbero dovuto tenerle ben separate e non farle incontrare mai. Due puntini nell'universo che, a guardarli su una cartina geografica, li vedi larghi larghi, come due attaccanti messi sulle fasce opposte. Due ali, appunto.
Ma Shakespeare ci insegna che “Amore corre verso Amore”, e allora ecco che un'ala all'improvviso entra nel mondo dell'altra e, quando finalmente la raggiunge, corrono insieme, volano insieme.
Anche perché chi nasce in riva al mare, a prescindere da quale mare sia, sa volare: prima degli altri infatti si rende conto che oltre la spiaggia non si può più camminare, quindi non gli rimane che imparare a spiccare il volo per superare i confini che si trova davanti. Perchè non può credere che esistano davvero i limiti, anche se c'è chi dice che persino il mare e pure l'universo ne abbiano. No, una cosa così grande da qualche parte continua, non finisce mica qua, "non è possibile che c’ha i confini". E allora sente che un giorno riuscirà a farcela e mentre pensa ciò si perde a guardare l'orizzonte, ce l’ha davanti, ce l’ha negli occhi, non può non farlo. E desidera spiccare il volo perchè quel desiderio di libertà ce l’ha nel cuore, non può non sognarlo.
Per questo motivo il momento nel quale le due ali si incontrano rendendo il volo finalmente possibile è un attimo di fantastica ed irripetibile scompostezza, in cui ti accorgi che tutto quello che hai pensato, sognato ed immaginato può essere finalmente tuo, che lo hai raggiunto in quel primo abbraccio, in quel sussulto, nell'incontro con quel cuore pulito come il tuo che ti fa amare davvero, che vive in un colpo solo e poi per sempre come hai sempre desiderato fare tu.
Io ho avuto l'immensa fortuna di vivere questo e mi viene ancor più da sorridere pensando che il suo nome, il nome di Lei, sia quello più romantico possibile che il destino potesse inventarsi. Già, il mio presente è gonfio di futuro ed è una partita tutta da scrivere che ha il volto magnifico di una ragazza bellissima che si chiama Paola S e che, non può essere un caso, ha le iniziali del destino: Per Sempre.

E allora ne sorrido ancora, non smetto di volare assieme a lei ed immagino. Immagino quello che non posso dire, non per scaramanzia ma semplicemente perché mi scoppia dentro al cuore. E soprattutto perché realizzo che quanto di più bello io possa immaginare stanotte, domani mattina o in qualunque momento delle mie giornate... già ce l’ho. E ce l'ho per sempre. P e S.

Poi si, come cantava John Lennon potranno dirmi che sono un sognatore, ma sicuramente non sono il solo. E con due ali così sento di potermi permettere di farlo, per arrivare sempre più lontano.



"... You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one ..."

Alla prossima :)

domenica 18 ottobre 2015

3° Compli-Blog

Eh si, oggi 18 Ottobre 2015 ricorre il terzo compleanno di questo mio spazio cui tanto tengo, e che ha portato nella mia vita diverse novità e svariate cose positive, oltre a quella più fantastica di tutte che è l'aver conosciuto, proprio qui e altrimenti mai altrove e diversamente, la mia dolce e bellissima Paola, che è davvero il mio grande orgoglio e la mia immensa fortuna.
Già solo questo ultimo pensiero basterebbe per dire "grazie" a queste "Righe Libere", nate in modo davvero tanto casuale, quasi per scherzo, ormai appunto tre lunghi anni fa, quando cedetti (come sono arcaico eh? ^^) alle insistenze di chi mi invitava a lanciarmi in questa esperienza conoscendo la mia passione per la scrittura. Ma oltre ad aver reso possibile l'incontro con quella che da un biennio è ormai diventata la mia meravigliosa fidanzata, questo spazio ha fatto per me anche molto altro, permettendomi innanzitutto di esprimermi liberamente su qualsiasi cosa mi passasse per la testa, di mettermi in contatto con diverse persone cui, pur virtualmente, non ho potuto che finire per affezionarmi (spero reciprocamente, altrimenti fatemi contento e mentite pure, non sarà un problema ^^) e, ultimo ma non meno importante, il blog mi ha fatto scoprire alcuni lati di me che non conoscevo assolutamente. E che invece, qui, sono venuti prepotentemente fuori, stimolati da tutto ciò che questo "ambiente" sa dare a chi riesce ad usarlo e curarlo nel modo giusto.
E' assolutamente evidente, almeno ai miei occhi, il cambiamento che c'è stato tra il "me" del primo anno, come argomenti e mentalità in generale, rispetto a quello che mi sono scoperto essere successivamente. Certo, l'amore c'ha messo il suo zampino e in modo proprio netto, però... per onestà vi assicuro che, prima, non avrei mai pensato che avrei iniziato ad utilizzare questo mio spazio in modo tanto intimo, personale, condividendo un pò tutto di me senza filtri e, al contempo, servendomene anche come un mezzo per ribadire a chi amo quanto sia appunto la cosa migliore che mi sia mai capitata. Senza provare scioccamente "vergogna" per i miei sentimenti, senza dover apparire qualcosa di diverso da ciò che realmente sono per mantenere non si sa quale "immagine" di me stesso.
Insomma, sono cambiati i temi, è cambiato forse anche lo stile, quello che è sempre rimasto però sono stati i commenti di chi mi segue, dall'inizio o che ho incontrato nel corso del tempo, la loro presenza costante e stimolante indispensabile per spingermi a creare nuovi post, mai a tavolino perchè non ne sono capace quindi sempre scritti "a braccio", ma tutti conseguenza di quello slancio positivissimo e irrefrenabile di voler condividere qualcosa con chi, nel tempo, mi ha dimostrato di apprezzare le mie idee, il mio stile, anche semplicemente il mio mondo. Sicuro ogni volta che ciò che avevo da dire sarebbe interessato davvero, almeno a qualcuno.
E' stato bello ridere con voi, scambiarci opinioni, idee, raccontarci vicendevolmente esperienze, sogni, progetti. E' stato importante dare conforto a chi ne aveva bisogno, può sembrare assurdo dirlo per delle relazioni stabilite via web ma per me di "virtuale" c'è davvero poco, le parole sono il mezzo a mio giudizio più potente che abbiamo a disposizione, e questo modo poi di conoscersi legato ESCLUSIVAMENTE ad esse e non a interessi di altro tipo, lo stabilirsi quasi automatico di "affinità elettive" con questa o quella persona anche tanto diverse tra loro e da noi, dimostrano pienamente quanto sia assolutamente un qualcosa di reale quello che abbiamo, e che facciamo attraverso i nostri spazi. Anche non essendoci mai visti e nonostante sia probabile che questo non accadrà mai, per me è semplicemente bello sapere che ci siano in giro persone che, come me, condividono l'amore per la scrittura e il piacere di aprirsi agli altri, lasciando uscire le loro emozioni in un mondo che, il più delle volte, nella vita di tutti i giorni si mostra avarissimo in questo.

E allora non mi dilungo oltre pur se tanto altro avrei da dire, voglio quindi ringraziare di cuore tutti voi perchè se oggi è un giorno da ricordare, se esiste e scrivo questo, è grazie a voi ed alla vostra presenza. Tutti indistintamente, chi seguendomi solo da pochi mesi e chi da anni, avete contribuito alla mia voglia di coltivare questo spazio :) E senza che vi sembri una frase da "Baci Perugina", perchè non lo è davvero, il pensiero di aver creato questa "sinergia" con voi che mi seguite, di attendere i vostri commenti ogni volta o voler venire a sbirciare da voi (e non da altri) quando il blogroll mi annuncia un vostro nuovo pezzo è davvero un qualcosa di bello che, in positivo, ha migliorato sicuramente la mia vita.

Un grande saluto a tutti allora, e se ne avessi la possibilità scomoderei Baglioni per chiedergli di modificare leggermente il suo intramontabile classico "Mille giorni di me e di te" in "Mille e novantacinque giorni di me e di te", quale perfetta colonna sonora per questo "evento" ^^.
Si, se ve lo state chiedendo vi confermo che ho fatto il conto e, senza anni bisestili di mezzo, questo è l'esatto numero di giorni trascorsi dal mio primo post! ^^ Non sto bene, ne sono consapevole, ma non ditemelo... :))))

Alla prossima! ;)

E pappatevi la torta che fuori dal frigo non resisterà molto a lungo! :D

giovedì 1 ottobre 2015

Come Quando Fuori Piove

Mi è stato insegnato che chi è davvero uomo non ha mai bisogno di dimostrarlo. Ci sono però delle occasioni nella vita che invece ti impongono di far vedere chi sei, determinati momenti che accadono quasi appositamente e rappresentano opportunità rare per fotografare l’anima, propria e altrui. Insomma, eventi particolari in cui ci troviamo talvolta anche "costretti" a rivelarci per come siamo davvero, a mostrare l’altra faccia del profilo che ci siamo scelti. O la stessa ovviamente, dato che alcuni si dimostrano poi realmente per come appaiono, ma questo certamente non accade per tutti.
Non so nemmeno perchè ho cominciato a riflettere su questa considerazione nata in me assolutamente dal nulla, fatto sta che ho comincato a pensare a questa o a quella persona e ai momenti "cruciali" in cui mi è capitato di scoprirli davvero per quello che erano. Ad esempio, ho ricordato quando in occasione di un servizio di assistenza fatto assieme un amico di cui oggi ho perso le tracce questo ha fatto vedere un qualcosa di del tutto inaspettato di se stesso, e cioè il lato nascosto del "cretinello superficiale" che era solito apparire agli occhi di tutti, rivelando nel modo più inatteso di possedere invece il garbo e la sensibilità di chi sa quali sono e quanto contano i veri valori nella vita.
“Imparano più i popoli da una sconfitta, che non i re dal trionfo” disse Giuseppe Mazzini, e credo fosse un' osservazione molto giusta. Anche se è vero che c'è pure chi non impara niente, mai, e da nessuna situazione. Personaggi incapaci di ammettere i loro errori oltre che abilissimi a smaterializzarsi nei momenti che contano, nonostante di se mostrino chissà quale forza e personalità, ovviamente solo apparente. Questa è una categoria di "bimbi non cresciuti" coi quali avrei fatto volentieri a meno di entrare in contatto, ma non sempre possiamo scegliere e nel mio caso infatti appartiene ad un legame "di sangue", di quelli che insomma ti assegnano d'ufficio, non determinati quindi da noi. Purtroppo chi di dovere, che ahimè per onestà "esempio d'uomo" non posso proprio definire, non ha compreso che, anche se si dovrebbe comunque cercare di limitare i propri errori (specie quelli di enorme portata) alla fine poco importa se si sbaglia, purchè si sia però sinceramente pronti ad ammettere le sciocchezze commesse e a rimediare, se non in tutto almeno in parte salvando il salvabile. Preferisco mille volte chi incappa in una scelta che si rivela poi tremendamente sbagliata e quindi dà tutto di sé per chiedere scusa per quello stesso sbaglio a chi si crede infallibile o, peggio, è incapace di ammettere le proprie colpe, specie poi se queste hanno causato palesi ed evidenti sofferenze ad altri.
Perchè nell'ammettere i propri sbagli non c’è contraddizione con la figura di "uomo vero" che si vuole mantenere, ma anzi è proprio lì che sta la capacità più importante che un uomo degno di essere definito tale dovrebbe possedere: lottare per quello in cui crede, qualsiasi cosa sia, ma sapere all'occorrenza chiedere scusa, avere si il coraggio della sfida ma mostrare poi quello ancora più grande del sorriso, della comprensione, dell' attenzione agli altri ed a ciò che le sue azioni producono.
E' solo in questo modo che quello che è accaduto, anche e forse ancor più quando succede in negativo, una volta compreso, riconosciuto ed accettato può diventare la base dei successi futuri. Il concetto è quello di ripartire ed imparare da quelle stesse delusioni, dire e dirsi insomma che le sconfitte non le dimentichiamo ma ci costruiamo sopra qualcosa di positivo, senza lasciare (come invece molti fanno proprio per questa incapacità di scusarsi) che i nostri errori avvelenino ed allontanino noi e chi ci sta attorno. In questo caso, almeno per me, si è in presenza di veri uomini, gli altri sono parecchie chiacchere e distintivo.
Mi piacerebbe possedere ancora l'animo che avevo da bambino, quando non pensavo a tutte queste cose pure vedendole in continuazione e giustificavo quindi tutto e tutti. Il fatto è che a un certo punto si cresce, tutti, e si inizia a vedere il mondo, e le persone, con occhi maturi. Nonostante ciò credo sia una fortuna, per chi ancora riesce a farlo almeno per qualcosa, riuscire a stupirsi come si fà da bimbi, perchè quello stupore sincero ti permette di cogliere il senso più essenziale delle manifestazioni della vita. E' anche vero però che per riuscire a fare questo dei bambini bisognerebbe possedere anche la pulizia che questi hanno negli occhi e la loro capacità di giudicare con semplicità e leggerezza.
E mentre ricordo quei miei anni felici e spensierati ecco che la mia mente infine vola ad un' ultima persona, non un uomo ma una donna perchè l'essere "uomini", in questa accezione di autenticità e di essere persone da prendere a modello, a mio giudizio vale assolutamente anche per lei. Una donna la cui storia racconta in innumerevoli occasioni proprio questo essere vera, trasparente, oltre che davvero davvero grande. Una storia fatta d'amore, di pane quotidiano e sudore nonostante la presenza di un dolore vero nascosto in fondo al cuore da celare a tutti dietro un immancabile sorriso. Lei è stata per me fulgido esempio potitivo di umiltà che ti porta a riempirti di gioia, di impegno attraverso il quale si arriva necessariamente a ciò che si desidera, insegandomi a crederci anche quando tutti ti dicono di lasciare stare, e se possibile a farlo ancora di più quando le persone nemmeno ti dicono niente perché si sono dimenticate di te, talvolta dandoti addirittura per finito, per passato o per scontato. Un insegnamento prezioso del quale ho davvero fatto tesoro, questo.
Ma la cosa bella è che nonostante questo suo esser grande lei non si è celebrata mai, sempre dedita a noi e al lavoro, capace di risorgere ogni volta dai bassi della vita come se non la avessero mai buttata a terra, di farsi trovare sempre asciutta nonostante fosse stata ore sotto una pioggia torrenziale. Potrei trovare milioni di aggettivi per definirla, in quest'occasione però voglio limitarmi a un suo attributo soltanto: l'eleganza. Era elegante in tutto e quindi anche nelle sue lotte, fatte appunto sempre d'eleganza e di lealtà.
E' proprio vero, chi è grande non segue mai la grandezza degli altri, e il più delle volte nemmeno conosce la propria. E' quella la vera forza, e lei ne aveva tantissima. Anche se poi, nel parlare a me e al bimbo che ero non utilizzava praticamente mai questa grande forza, piuttosto un fortissimo amore e l' onestà con cui riusciva a farmi capire che nonostante le cose storte un altro mondo, più bello ed esattamente come lo desideravo io, era possibile. E io le rispondevo "mi impegnerò allora perchè domani lo sia". Anzi "perchè domani lo è", per quel gusto tutto mio di farle un giocoso "dispetto" (essendo lei insegnante), ma in realtà a causa del mio "ribelle" ritenere talvolta il congiuntivo un errore, in quanto non dà il senso. A me piace l'indicativo, il presente, dove tutto può succedere se solo lo desideriamo. E poi perchè è "solido" come me e come lei, che come siamo nati siamo rimasti: indicativi, sempre presenti.



"... È solo un uomo quello di cui parlo,
quando inciampa nella sua ombra,
quando cammina sull'acqua e non affonda.
È solo un uomo quello di cui canto,
di quando sbaglia e non si perdona,
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona ..."

Alla prossima ;)