mercoledì 18 novembre 2015

Lassù, Oltre Le Nuvole

Oltre tre anni fa aprivo questo blog e lo inauguravo parlando di un viaggio in aereo che mi apprestavo a fare di lì a poco, destinazione nord dell'Inghilterra. Da allora non mi era più capitato di viaggiare con questo mezzo, qualche giorno fa però sono tornato a mettere la testa tra le nuvole (anzi, oltre) e... wow che bellezza!
Non soffro il volo, non temo nè la partenza ne l'atterraggio, amo osservare dal finestrino/oblò le case e le persone farsi piccole piccole, la terra che scompare e poi... più di tutto l'entrata nel banco di nubi che, per qualche istante mentre l'aereo si trova al loro interno, oscurano tutto intorno per poi diradarsi all'improvviso quando il velivolo ne esce fuori, mostrando uno spettacolo mozzafiato. La foto che apre questo mio post rende credo l'idea, ritrovarsi sopra le nuvole, con questa distesa di bianco sotto gli occhi che pare un'isola di neve nascosta su nel cielo... non so, mi incanta davvero ogni volta di più, anche perchè è sempre diversa da quella vista in precedenza per orario di volo, conformazione delle nubi e così via.
"Le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto" cantava Battisti in una delle sue più note e belle canzoni, ed effettivamente le sensazioni che il volo trasmette, almeno a me, sono proprio queste, in un'altalena di emozioni e di pensieri che si sovrappongono tra loro. E se tutto, da lassù, diventa più chiaro, nitido e sereno, è altrettanto straordinario realizzare che, anche quando si ritorna a terra, le sensazioni positive trasmesse da questo mezzo speciale puoi portarle con te, non ti lasciano, sei letteralmente in pace con te stesso e col mondo. Metaforicamente, insomma, è come il passaggio dal ritrovarsi nel banco di nubi a sopra di esse... lasci là dentro le ansie, le paure, le preoccupazioni, scacciandole via, lontano, perchè non servono più. E te ne liberi definitivamente.
Questo è quanto successo a me, e non nascondo sia stata davvero manna dal cielo vista l'importanza di ciò che, una volta sceso, sono andato a fare. Non mi ha infatti agitato per nulla scoprire che il mio volo, per un ritardo di 40' in partenza, mi avesse fatto perdere la coincidenza col pullman che avrei trovato fuori dall'aereoporto: senza perdermi d'animo e pur essendo in un posto dove mai ero stato prima ho subito trovato il modo di raggiungere comunque la mia meta, via treno, passando per la non lontana stazione centrale. In tutto questo nessuna agitazione, pur legittima per quello che di lì a poco sarebbe accaduto, mi ha colpito, manifestandosi solamente negli ultimissimi minuti prima del mio, definitivo, arrivo a destinazione.
Ma adesso, per soddisfare la vostra curiosità e senza farvi attendere oltre, beh... vi annuncio che questo viaggio è stato intrapreso per andare a conoscere, per la prima volta, la famiglia di Paola, al gran completo ^^ Genitori, sorelle, cognati, nipotini bellissimi, nonne, amici e altri parenti vari... insomma, sempre per citare canzoncine note, adesso "non manca più nessuno", c'erano pure i due liocorni! :D
Potrei dire tantissime cose riguardo questo momento direi "storico", tra l'altro organizzato su più giorni che mi hanno permesso quindi di far subito buona conoscenza con tutti... la più importante, comunque, è che ho trovato una splendida famiglia che mi ha accolto con calore, amicizia e simpatia, mettendomi subito a mio agio e facilitando così, e di molto, il mio "inserimento". Certamente poi ha aiutato anche il fatto che, tramite la cara Paola, io avessi già avuto "contatti" con alcuni di loro via telefono, oltre ad essere stato costantemente informato di quanto accadeva quotidianamente lì durante gli ultimi due anni. E allora non c'erano nomi da imparare o visi da conoscere, questo è stato di grande aiuto per me, che ho dovuto così solo limitarmi a dare magari una voce, un espressione, un sorriso, una forma definita a quei volti già noti. Rischio seriamente di dimenticare qualcosa quindi evito di fare l'elenco di tutto quello che è successo in questi bei giorni trascorsi assieme per festeggiare il compleanno della mia dolce metà (alla quale è stata preparata una bellissima festa con pizza fatta in casa e tante cosine buonissime), quello che posso dire è che ho avuto conferma del fatto che è assolutamente vero che il frutto (Paola in questo caso) non cade mai lontano dall'albero che lo ha generato, e allora se amo tanto lei non potevo che trovarmi bene anche con loro. Certo, nel tempo dovrò magari sciogliermi ancora di più (soprattutto imparare un pochino di dialetto locale che ogni tanto "affiora" nei dialoghi, ma che tanto mi diverte ^^) ma, CREDO, l'impatto è stato molto buono, sicuramente per me nei loro confronti e, mi auguro, anche a parti invertite :)
Una cosa che, tra le tante altre, mi ha fatto particolarmente piacere è stata conoscere i tre bimbi, gli adorati nipotini di Paola dei quali ho sempre tanto sentito parlare: li ho trovati davvero splendidi e carinissimi, giocare con loro riuscendo a farci abbastanza velocemente amicizia mi ha davvero reso tanto felice e non nascondo poi che quando mi hanno dato, tutti e tre compresa la piccolina di nemmeno due anni, un bacino per salutarmi... il mio piccolo cuore di panna si sia ulteriormente sciolto ^^ Insomma, io già stravedo per loro, mi piace la vivacità che hanno e che li tiene così sempre in movimento ma pure il fatto che siano educati da valori veri e "sani" nel senso più ampio e positivo del termine. Può sembrare da poco invece per me non lo è, divertirsi anche con le piccole cose, con una semplice palla, con un foglio e una penna o inventando piccoli giochini all'aperto come ho fatto con loro è una di quelle cose che, nel mondo di oggi, secondo me è piuttosto rara, e questo è senz'altro un merito che va dato alla famiglia, tutta, che con la sua unità per me evidentissima in questi giorni li ha saputi crescere con questi princìpi e queste ottime qualità.
Poi beh, come ho detto di cose da dire ce ne sarebbero infinite e, magari, prima o poi qualcuna qui e là ve la rivelo, quello che conta di più è che è stato tutto, almeno per me, perfetto e positivo proprio come sognavo potesse essere, e che da adesso io sia, per tutti loro, Maurizio, anche perchè ciò che hanno visto è ciò che è, e che sono.
Quindi ora sento e so che si apriranno tante nuove occasioni per ritrovarci, sono molto felice di questo e approfitto per ringraziarli, ancora, per la magnifica ospitalità sotto ogni punto di vista, quello culinario poi beh... credo di aver preso 10 kili in pochi giorni ma... che bontà però! ^^

E allora ecco, ben presto (prestissimo direi!) una nuova importantissima occasione ci riunirà ed io sarò davvero felice di essere con loro, dopo un altro viaggio che mi porterà a fare sali-scendi tra le nuvole.
Mi auguro semplicemente che tutto l'amore che provo per la loro splendida figlia, sorella, nipote, zia, cognata (a seconda del grado di parentela) sia uscito fuori, poi il resto lo farà e lo dirà il tempo, e come lo avete riconosciuto voi che mi seguite qui... spero che anche a loro diventerà chiaro che, al di là di questa temporanea distanza, non c'è persona al mondo che più di me ami Paola. E questo è evidente oggi, lo è già stato anche da una buona fetta di ieri e, certamente, lo sarà per tutto il domani che ho davanti. Se arriverò a comunicargli questo, a convincerli coi fatti che tutto ciò è vero, forte e potentissimo e che, diversamente, mai sarei andato fin là a farmi conoscere... non servirà altro, ne sono sicuro :)

Alla prossima :)

lunedì 2 novembre 2015

Itaca

Ho sempre trovato affascinante il racconto del viaggio di Ulisse, la sua personalissima Odissea lunga ed estenuante per guadagnarsi, dopo mille peripezie, il sospirato ritorno a casa. Anche se forse non tutti sanno che poi Ulisse, una volta ritornato ad Itaca, ha sentito la nostalgia di quello che ancora poteva vedere del mondo e quindi non ci si è fermato per sempre, non resistendo all'impulso di ripartire per arrivare nuovamente più in là, oltre, come la sua natura di eterno viaggiatore quasi gli "imponeva" di fare.

Ovviamente con le dovute proporzioni e differenze, rivedo nella storia di questo epico personaggio alcuni aspetti della mia vita di oggi, che trascorro costantemente alla ricerca di un nuovo "Attimo Fuggente" da vivere intensamente per dimostrare di non essere mai fuggito, per far esclamare alla mia Penelope "Rieccolo qui, anche se in fondo non se n’è mai andato".
Eh si, perchè se potessi io nella mia Itaca ci resterei, per mare insomma mi ci hanno spedito e spediscono continuamente soltanto gli eventi che governano le vite degli uomini, non certo le mie scelte. Anche se paradossalmente la lontananza da dove vorrei essere mi aiuta a focalizzare perfettamente quello che per me è davvero importante, dalla nave metaforica su cui mi trovo quindi vedo addirittura meglio la mia meta, che dà lì se possibile è ancor più bella in quanto fortissimamente ambita, voluta, cercata, desiderata.
Non può che essere così perchè chi è davvero innamorato di qualcosa o di qualcuno non può mai dimenticarlo, e se le circostanze lo costringono a non averlo momentaneamente vicino per assurdo inizia a volerlo ancora di più accanto a se. E questo non è un merito, piuttosto è una condizione, non è nemmeno una scelta bensì qualcosa di fisiologico, come un’attrazione magnetica irresistibile. Conoscete la marcia dei pinguini? bene, in natura questi simpatici mammiferi sono protagonisti di un evento che si ripete ciclicamente e che è ai limiti dell' incredibile: dovunque si trovino si mettono in cammino e riescono a ritrovarsi a distanza di anni nello stesso punto e allo stesso momento, tutti insieme, senza seguire mappe, indicazioni, strade e vie. Questo dimostra che nella vita ci sono sicuramente cose che non tornano più ma anche altre che invece non se ne vanno e andranno mai via, indimenticabili ed indivisibili pur volendolo.
Poi sinceramente non so cosa sia esattamente quello che permette loro di ritrovarsi in questo modo eccezionale, ciò che li riporta a casa e a ricongiungersi, sempre, comunque e ovunque. Conosco però quello che guida me, ciò verso cui è orientata la mia bussola in ogni momento, ovvero i sorrisi limpidi di una persona giusta e semplicemente bella, in tutto, che segna il mio orizzonte da ormai oltre due anni nei quali sembrava impossibile non arenarsi in insormontabili inciampi e, invece, si è finiti per correre senza incontrare ostacoli, liberi nella prateria. E "oltre due anni", per me, sono tanti, anche se adesso si può avere l’animo leggero e vederli come attimi, fermati e fissati nel tempo da fotogrammi meravigliosi scattati a kilometri e kilometri da qui eppure... nel centro esatto di questa storia.
Ed è in questi momenti che capisci che esistono cose che non si possono spiegare a parole, cose che contano più di tutto e che possono essere trasmesse forse con intensità ancora maggiore proprio nei silenzi e nelle lunghe pause imposte dal tempo, quando per necessità devi riuscire ad andare al di là delle parole attraverso i gesti più veri, concreti. Come quello di mettersi in marcia, all'improvviso e senza nemmeno conoscere la via da percorrere per arrrivarci, verso ciò che sta al centro di tutti i tuoi pensieri.
Magari è davvero in questo modo che i pinguini trovano la loro strada. Di sicuro, è così che io trovo, ogni volta, la mia Itaca. E prima o poi finirò per restarci... o per portarla da me. Delle due... una.
Di certo, uno in due :)



"... and in this crazy life, and through these crazy times
It's you, it's you, You make me sing,
You're every line, you're every word, you're everything ..."

E per concludere questo post più che mai "sprogrammato" voglio salutarvi con un piccolo aneddoto, che cade a fagiuolo con la ricorrenza di oggi e che vuol essere un augurio per tutti voi che avete la pazienza di passare di qui a leggermi: una volta, nella scuola dove insegnava, un ragazzo chiese a Pasolini "Professore, come faccio ad essere felice nella vita?". Egli rispose "Basta che tu non faccia quello che fanno tutti gli altri!".

Quindi siate felici e siatelo a modo vostro, che è certamente il più giusto ed il più bello.
Alla prossima! :)