mercoledì 18 maggio 2016

"Gli InterrogATTIVI" Ep. 8 - Saray


Continua la serie di episodi de "Gli InterrogATTIVI", la rubrica che, come ormai dovreste sapere ma se non lo sapete ripetiamolo (^^), è dedicata a voi e alle domande che desiderate pormi.
Trovate come sempre QUI tutte le informazioni in merito a questa iniziativa, io da parte mia vi invito a partecipare numerosi aggiungendo quesiti nel post introduttivo che vi ho linkato. Il vostro contributo è assolutamente fondamentale dal momento che, per poter proseguire la rubrica, sono indispensabili nuove domande, diversamente mi resterebbe solo un altro episodio oltre a questo. Quindi vi aspetto! :)

Riepilogo episodi precedenti

Protagonista di questa settima puntata de "Gli InterrogATTIVI" è Saray.
Ci "conosciamo" già da molto tempo, quasi dagli inizi del mio blog, ed ho sempre apprezzato la sua presenza costante qui e i post che scrive nel suo spazio, dedicato alle sue creazioni, all'amore per gli animali, per i viaggi e, più in generale, alle cose belle. Vi consiglio quindi di passare a trovarla :)
Ciò detto, mi appresto a rispondere alle domande che ha voluto farmi, sono solo due ma vanno assolutamente benissimo.
Benvenuti perciò all'ottavo episodio de "Gli InterrogATTIVI":

1) Qual'è il tuo hobby preferito? Tanti sicuramente, se poi devo sceglierne uno soltanto direi la scrittura. Che oltretutto, adesso, forse sta diventando anche qualcosina più che un hobby grazie all'opportunità che sto vivendo di sceneggiare una piccola serie tv... ma restiamo con i piedi per terra ^^
Quindi diciamo semplicemente che scrivere è la cosa che più amo fare, è sempre stato così fin da quando ero bambino e credo che questa passione mi accompagnerà per sempre. Ho scritto negli anni piccoli romanzi, brevi saggi, poesie e sceneggiature per spettacoli, insomma mi sono dato certamente da fare per coltivare questo interesse. Inoltre beh... attraverso la scrittura sono riuscito a far capolino nel cuore della mia bellissima e meravigliosa fidanzata, quindi direi che già soltanto questo basterebbe per "benedire" di aver scelto, tra i tanti, proprio questo hobby ^^
In generale, comunque, mi piace lo sport, seguirlo e praticarlo, infatti quando ero più piccolo ho fatto calcio, basket e atletica leggera. E poi il cinema, il teatro, le passeggiate nella natura... e i viaggi. Che sono sempre stati una costante della mia vita, ho avuto la fortuna di visitare posti bellissimi in molte parti d'Europa ma mi auguro di poterne raggiungere ancora di più, portando da qui in avanti con me la compagnia migliore e più perfetta che possa esserci :) Già questa estate si comincia, infatti... :)

2) Quando sei solo e vai a letto preferisci prendere sonno con il cellulare in mano, con un buon libro o con la tv? Nessuna delle tre ^^
O meglio, sicuramente nessuna delle ultime due perché la tv quando voglio dormire mi da proprio fastidio (come i rumori in generale) quindi la spengo assolutamente, mentre per quanto riguarda i libri alla sera ho sempre gli occhi piuttosto stanchi ed evito perciò di sforzarli ulteriormente. Rimane il cellulare, che effettivamente è l'ultima cosa che utilizzo prima di mettermi a letto ma soltanto perché è l'unico mezzo che ho per essere in contatto con il mio dolce amore. Quando sono con lei, infatti, il cellulare proprio non lo utilizzo mai, e il modo più dolce e perfetto per addormentarmi è quello di abbracciarla e stringerla forte forte a me: davvero, non ce ne è uno migliore, ed io lo so bene perché appunto, quando non è possibile averla al mio fianco, ne sento tantissimo la mancanza, avvertendo incredibilmente la differenza. Tutto questo, però, lo vivo in positivo, perché mi fa gustare ancora di più i momenti che trascorro con lei... anche se, ovviamente, aspetto con impazienza di poterli vivere ogni giorno, tutti i giorni, senza più pause, senza più attese se non, al massimo, quella di dover aspettare la notte successiva :)

Ed anche per questa puntata è davvero tutto! :)
Perciò vi saluto non prima però di ribadirvi l'invito a lasciarmi QUI le vostre domande, altrimenti come vi ho già anticipato non mi resterebbe molto altro materiale per proseguire la rubrica e, credo, sarebbe un peccato.
Insomma, fate voi, io aspetto sempre i vostri quesiti! :)

Concludendo ringrazio Saray per aver voluto partecipare a questa mia iniziativa con le sue domande, e mi congedo con l'ormai consueta canzone di chiusura con cui "rendo omaggio", a modo mio, a chi di volta in volta partecipa alla mia rubrica.
Per lei che, come detto, ha un grandissimo amore per gli animali ed in particolare per il suo cagnolino Leon, ho scelto questo pezzo credo molto adatto, e spero quindi gradito :)


Alla prossima! :)

giovedì 12 maggio 2016

"Gli InterrogATTIVI" Ep. 7 - Cristiana2011


Dopo una piccola pausa, prosegue la serie di episodi de "Gli InterrogATTIVI", la rubrica che ho aperto nel mese di gennaio qui sul mio blog e che è dedicata a voi e alle domande che desiderate pormi.
Come di consueto trovate QUI tutte le informazioni in merito a questa iniziativa, io da parte mia vi invito a partecipare numerosi aggiungendo quesiti nel post introduttivo che vi ho linkato visto che, oltre alla puntata cui sto ora per dedicarmi, me ne rimarrebbe soltanto un'altra al momento, perciò ho bisogno del vostro contributo per poter proseguire :)

Riepilogo episodi precedenti

Protagonista di questa settima puntata de "Gli InterrogATTIVI" è cristiana2011. Vi esorto a visitare il suo bel blog, pieno di spunti sempre vari, argomenti coinvolgenti e interessanti punti di vista.
Rispondo quindi volentieri alle domande che ha voluto farmi, a mio avviso molto stimolanti :)
Benvenuti perciò al settimo episodio de "Gli InterrogATTIVI":

1) Qual'è il primo ricordo della tua vita? Bella domanda! Allora... provo a ricordare "più indietro" che posso... ho dei ricordi abbastanza definiti dell'asilo, di quando giocavo con gli altri bambini col pongo e con i pupazzetti delle tartarughe ninja, dei vestiti per le recite che mi faceva mia nonna, dei momenti passati con lei a casa sua ad imparare, prima del tempo, a leggere e scrivere ma anche a inventare giochi, canzoni, passatempi pieni di fantasia. Anche perché sono un "figlio degli anni '80", quindi di una generazione e di un periodo dove ancora la televisione e la tecnologia in generale non avevano preso il sopravvento, e nel quale quindi era importante creare, immaginare, scoprire con le esperienze dirette il mondo. Riflettendoci sopra adesso, pur sfruttando e apprezzando io per primo le potenzialità della tecnologia penso però che quello fosse un modo davvero sano di trascorrere le giornate, e direi pure migliore.
Quindi ecco, diciamo che i primi ricordi che ho sono di questo periodo e di questi momenti, quando avevo 4/5 anni. E sono istantanee assolutamente bellissime, positive, felici.

2) Qual'è lo smacco che ricordi ancora con rabbia? Beh devo premettere che, purtroppo o per fortuna (io credo più la seconda, alla fine), non sono una persona che prova rabbia. O meglio, mi capita di averci a che fare ma essa difficilmente riesce a prendere il sopravvento su di me e, se anche ciò avviene, comunque non è che per brevi periodi. Non so spiegare perché, ma non riesco a tenermi dentro le cose brutte, le butto via, le rimuovo, le supero... penso che non ci sia infatti alcun buon motivo per covare sentimenti negativi, per tenerli lì ad avvelenarci, anche perché già di suo la vita ci offre a volte cose non fantastiche, e allora io il resto del mio tempo cerco di passarlo in serenità, occupandomi e ricordandomi di quello che mi fa e ha fatto star bene, non certo del contrario.
In ogni caso un "tallone d'Achille", innegabilmente, lo ho, ed è legato al rapporto con mio padre, o meglio (visto che non lo ho di fatto mai avuto essendo lui andato via di casa ancor prima che io nascessi), al suo comportamento: mai sono riuscito a spiegarmi come abbia potuto fare le cose che ha fatto e mai ho trovato loro alcuna logica o giustificazione, pur provandoci con tanta volontà. E questo tentativo l'ho fatto per difendere l'immagine, l'idea, che volevo avere di lui, negando però la realtà oggettiva dei fatti. Quando però crescendo sono riuscito a capire che l'evidenza non si può negare nè tantomeno difendere (di certo non questa, almeno), sono giunto ad una conclusione "buona" per me, e cioè ho scelto di rinunciare a capire cose e persone che semplicemente non possono essere capite, che vivono davvero su altri mondi rispetto al mio e che hanno valori (per così dire...) che non sono minimamente paragonabili ai miei.
Oggi insomma non mi ammorbo più avendo realizzato che semplicemente non potrò mai comprendere le sue azioni e la sua persona, e che non ha alcun senso e utilità tentare di farlo oltre quanto già non abbia provato.
Una scelta netta, forse, ma per me indispensabile, arrivati ad un certo punto.

3) Quale è stata la prima più significativa lettura? Beh, torno in parte alla domanda numero uno e dico quelle che facevo con mia nonna, quando mi insegnava a leggere. A casa sua avevo tanti libri per bambini pieni di fiabe, storie di fantasia ma pure grandi classici. Col suo aiuto ho quindi letto un pochino di tutto, ed ero anche solito addormentarmi coi suoi racconti. E' un ricordo che custodisco gelosamente nel cuore, con tanta dolcezza. Più significativo di così... :)

4) Qual'è il luogo nel quale non ti stancheresti mai di tornare? Non lo so, sai? o meglio, a pensarci credo ce ne possano essere sicuramente almeno un paio, ad esempio un parco vicino casa mia che ho sempre amato frequentare trovandovi tranquillità e relax pur vivendo in una grande città, essendo un luogo molto silenzioso e poco conosciuto. Però credo che c'entri molto anche il fatto che non mi sono mai trovato a vivere o studiare lontano da dove sono nato, immagino infatti che in quei frangenti sia inevitabile sentire la nostalgia di casa propria, dei luoghi delle nostre origini e dei nostri ricordi più cari. Pur semplici che siano questi luoghi, se ad essi ci legano reminiscenze positive, momenti felici e persone care... tutto diventa speciale, se non per gli altri di certo per noi. E tanto basta :)
Ciò detto, ho avuto la fortuna di visitare molti posti bellissimi e, in diversi di essi, tornerei volentieri per un motivo o per l'altro.

5) Il giorno in cui ti sei svegliato con un sorriso che si è ampliato quando ne hai realizzato la ragione? Mi capita tutte le volte che parto per raggiungere la persona che amo, e che purtroppo, per ora, abita lontano da me. Anche se in realtà la ragione di questo sorriso che aumenta a dismisura è fin troppo scontata, evidente, però... è ogni volta un'emozione nuova, una sensazione più forte, più speciale della precedente. E quindi, se al risveglio immagino lei e noi due insieme poche ore dopo, e ne sorrido, quando poi giungo a destinazione e trovo una realtà ancor più magnifica di quella da me immaginata non posso che gioirne in modo ancor più sincero.

Ed anche per questa puntata è tutto! :)
Quindi vi saluto rinnovandovi l'invito a lasciarmi QUI le vostre domande, diversamente non mi rimane molto altro materiale per proseguire la rubrica e, ammetto, dovermi fermare definitivamente mi dispiacerebbe.
Quindi la palla passa a voi, io sono qui e aspetto i vostri nuovi quesiti :)

E allora, per concludere, ringrazio cristiana2011 per essersi prestata a questa mia iniziativa e per avermi posto le sue domande, e la saluto con l'immancabile canzone di chiusura con cui "rendo omaggio", a modo mio, a chi di volta in volta partecipa alla mia rubrica.
Essendo le sue delle domande principalmente sulle emozioni dei ricordi, scelgo questo pezzo dei Nickelback che parla proprio delle occasioni nelle quali ci ritroviamo, all'improvviso, a tornare indietro con la mente :)


Alla prossima! :)

lunedì 2 maggio 2016

Mondi Sommersi

In un epoca di incertezze, una cosa assolutamente sicura ed evidente almeno per me c'è: gli ultimi tre mesi hanno cambiato profondamente la mia vita. Nuovi ritmi serratissimi da rispettare, orari di lavoro lunghi ed impegnativi, progetti tanto stimolanti quanto pressanti da portare avanti hanno preso possesso del mio tempo e delle mie giornate, stravolgendole.
Io ho provato a farci star dentro tutto, a trovare spazio per il nuovo senza toglierne alla mia quotidianità consolidata, questo però si è rivelato materialmente impossibile nonostante non indifferenti sforzi, dissestandomi non poco.
Perché se certamente avere la possibilità di realizzare qualcosa di creativo e personale avendo oltretutto a disposizione per farlo un budget, strumenti professionali ed anche la consulenza e il supporto di importanti professionisti del settore cinematografico e televisivo non è un qualcosa che capita a tutti, e rappresenta senza dubbio una fortuna ed un privilegio, il contraltare dello stress e delle rinunce che tutto questo comporta non è di poco conto. In particolare in una condizione affettiva come la mia, per difendere la quale comunque non esito a dare fondo a TUTTE le mie energie e possibilità, facendola rimanere LA priorità della mia esistenza e dedicandole quindi OGNI attimo libero che ho. Magari non ottenendo sempre i risultati sperati, ma provandoci davvero con ogni parte di me.
Sommerso come sono da questo stato di cose, talvolta faccio veramente fatica ad arrivare a fine giornata con animo leggero specie se poi, come purtroppo ultimamente capitato in più di qualche occasione, arrivano anche imprevisti e tensioni esterne ad appesantire ulteriormente il mio animo. Che invece brama e desidera solo e semplicemente un po' di quella serenità indispensabile per poter "staccare un po'", permettendogli di rigenerarsi, ricaricarsi.
Per esempio, proprio adesso sto scrivendo questo post in un ritaglio di tempo con il cellulare, e se penso invece a quanto per me sia sempre stato "sacro" il momento della scrittura, al piacere e, non esagero, al benessere mentale che mi ha ogni volta trasferito il semplice fatto di mettermi al pc a scrivere post, leggerne e commentare qui e là... un (bel) po' di dispiacere non posso non sentirlo. Però va così, il tempo libero è poco e lo dedico tutto alla priorità, gli impegni tanti, le energie residue abbastanza fiacche e gli imprevisti esterni all'ordine del giorno (l'ultimo ieri mattina, con annesso grande spavento), diventa perciò quasi inevitabile risentirne.
L'importante magari è non farlo oltremodo ma, attualmente, per me è invece proprio così.
Perché, anche se è una cosa bellissima, non mi basta pensare che sto realizzando una piccola serie tv nata da una mia idea, non mi dà il conforto che mi aspetterei la pur tangibile evidenza di star migliorando tantissimo le mie conoscenze e facendo un percorso che SEMBRA (condizionale d'obbligo) promettere piuttosto bene, portandomi ad ottenere qualifiche riconosciute, contatti diretti e preziosi e possibilità in tanti settori e su tutto il territorio, nazionale e non. Si, è ottimo, raro, una fortuna indubbiamente ma... mi toglie anche molto, e quel molto non riesco, almeno in questo momento, a capire come recuperarlo. E mi manca terribilmente.
Vorrei davvero trovare l'equilibrio di cui ho bisogno, quello che mi porti a ritagliarmi durante la settimana determinati spazi per "staccare" e fare ciò che fa mi stare bene, invece di vedere confinate le poche occasioni di "respiro" al solo week end, che tra l'altro nemmeno sempre riesce a darmene, per mille motivi. O almeno mi piacerebbe che fosse tutto anche solo un pochino più semplice, meno graviso sulle spalle di una frenetica e affannosa organizzazione dei tempi e dei momenti cui dedico sempre e comunque anima cuore e soprattutto lunghi spostamenti effettivi ma che, talvolta, mi fa avvertire il fiato corto.
Pur brevi che siano l'importante sarebbe averli questi ritagli di tempo, trovarli e beneficiarne davvero, pienamente, non "di fretta e furia" come invece mi capita di fare, certamente anche per colpa del mio carattere apprensivo che si lascia totalizzare e stressare tanto dal voler svolgere al meglio gli impegni presi dedicando loro pure il tempo "extra" quanto da quegli agenti esterni non dipendenti da me che non mancano mai di farsi sentire, e ai quali non riesco a non dare enorme importanza, pur se certamente per il mio bene dovrei. Insomma, cerco di far tutto, di dare il massimo di me a tutti, ma facile non è, forse nemmeno possibile, nemmeno per uno stakanovista come me.
Quindi ecco, tutto questo per dire che mi sono reso conto di quanto lo stress stia iniziando a far parte della mia quotidianità condizionandola non poco, e dell'importanza che avrebbe, anzi avrà, imparare a gestirlo piuttosto che non farlo. Cercherò di impegnarmi a farcela, sperando così di trovare quei momenti che mi permettano costantemente di poter fare cose tanto semplici quali scrivere un post seduto comodo ad una scrivania come normalità suggerirebbe o rispondere ad un commento (lo farò, mi scuso sentitamente con chi è in attesa da ormai tre settimane) in un contesto non "rubato" ad altro, ma dedicato, lasciandomi però anche spazio per un po' di vitale relax. Perché una cosa non può togliere tempo all'altra, ho bisogno di non ritrovarmi più costretto a scegliere/ritagliare/limitare, o almeno di non doverlo fare anche per le cose che riguardano il mio benessere, ma che per tutte ci sia posto e vadano quindi di pari passo.
Sembra così facile, e forse lo è, ma al momento invece è quanto di più lontano ci sia da me e dalle mie giornate, ed io per primo mi accorgo che non va bene.
Perciò beh, non mi resta che rimboccarmi le maniche anche sotto questo aspetto, perché di sicuro se non sarò io ad agire per migliorare la mia "situazione" non lo farà nessun'altro per me. E allora prendiamoci carico pure di questo impegno, perché qualcosa deve certamente cambiare, in fretta ed in meglio.
Cambiare, già, termine che ultimamente ho sentito molto. Non so se dovrò farlo anche io, alla soglia dei 30 e con un carattere ormai "consolidato" nel bene e nel male, ma tutto sommato credo non così indecente, non pensavo potesse essere necessario ma non chiudo la porta a nessun miglioramento, se serve e se è possibile.
Perché io paura di "sgobbare" non ne ho, specie per le cose importanti tanto per me quanto per chi ho a cuore, magari non riesco sempre ad arrivare all'obiettivo ma di certo ci provo, ogni volta e dando fondo a tutte le mie forze e talvolta anche oltre, come pure non ho pretese d'essere perfetto e di non dover quindi recepire le cose che l'esterno mi suggerisce di modificare.
Mi auguro quindi che impegno e consapevolezza di ciò che non mi va bene portino ad un miglioramento, che non dubito si rifletterebbe poi, in positivo, su tutto quello che faccio, che vivo, e che ho attorno a me. Ci tengo e quindi ci investiro' tutto il tempo e le forze che ho, sperando che magari inizi anche un periodo con minore stress esterno ed imprevisti e mi dia una mano a ri-emergere.

Alla prossima, e scusatemi ancora per l'assenza qui e nei vostri spazi... ce la faremo però, è una promessa :)