sabato 26 novembre 2016

Sogni, e tutto quello che c'è...

Ieri sera ho fatto un sogno particolare. Doveva essere mattina, faceva freddo, parecchio freddo, c’era tanto silenzio e non c’era nemmeno il sole.
Mi trovavo nella piazza "nebbiosa" di una città che non conosco, mi guardo intorno e mi colpisce, dall'altra parte della strada, un volto che mi "sa" di familiare. Lo osservo meglio e mi sembra somigliare a qualcuno a me noto ma che non riesco a riconoscere, forse perchè diventato parecchio più grande dei suoi anni.
Incuriosito mi metto quindi a seguirlo da lontano e lo vedo entrare in una casa.
Vado a fare toc-toc alle sua porta e, con mia sorpresa, appena mi ci appoggio questa si spalanca, mostrandomi qualcosa che non ha nulla a che fare col mondo fuori: dentro quella casa c'è tantissima luce calda, addobbi natalizi, un grande albero, dei regali.
Lui è lì, seduto su una poltrona, mi accoglie con un "ti stavo aspettando". Io rimango dubbioso ed inizio a domandarmi cosa stia facendo, eppure mi sento stranamente a mio agio, quindi decido di entrare e mi siedo. Mi dice che può restare solo per pochissimo tempo, nonostante ciò vuol riuscire a comunicarmi una sola cosa, che è davvero importante: "Cerca di essere decisivo sempre" - mi dice - "ma soprattutto in quelle situazioni non così clamorose da venire ricordare, eppure fondamentali".
Io resto perplesso e gli domando cosa voglia dire, così prosegue aggiungendo: "Sta tutto lì, è la chiave di svolta: solo chi sa essere il co-protagonista perfetto dentro qualsiasi storia e situazione, quello che fà ogni volta davvero la differenza anche quando tutto intorno nessuno sembra accorgersene, può essere al centro della storia che più conta: la sua storia, e quindi la tua storia. Ciao!"
Mi sorride e all'improvviso "pufff", scompare. E assieme a lui svanisce anche tutto, resta solo l'albero, stavolta però spoglio ed ai suoi piedi vuoto.
Ma è stato proprio in quel momento che mi sono reso conto che, in realtà, sotto l'albero di questo particolarissimo sogno mi è rimasto il dono più prezioso, che va oltre il "materiale": è una favola da raccontare, la favola di chi si era perso ed ha capito ad un certo punto di dover affrontare una metamorfosi per potersi ritrovare, per riconoscersi. Non c'è paradosso in questo, nessuna filosofia, semmai solo tanta lucidità. Quella che ad esempio ti fa comprendere l'importanza di usare bene il tempo che hai mentre realizzi quanto siamo soliti buttarne, e che quindi ti trasmette la santa fretta di voler recuperare tutto il più velocemente possibile.
Sembra poco ma, con dentro questa consapevolezza, già si muovono i primissimi piccoli passi di un'orma gigante. Che richiede tutta la straordinarietà che può esserci soltanto in chi riesce ad essere, semplicemente, assolutamente normale. E per questo straordinario, come mi è stato insegnato da questo "onirico" personaggio.
Nessun paradosso neanche qui, questa è una fiaba e quindi tutto è possibile, non occorre perciò sforzarsi per giungere ad una conclusione o a un'assoluta verità. Un po' come succede nel mondo dei bambini, ai quali la verità non sempre si dice o talvolta si omette che ci sia proprio quella, al fondo.
Perchè alla fine i sogni non devono per forza avere una spiegazione, l'unica cosa veramente importante è che non si rompano, che non finiscano mai e che ci si accorga che a volte semplicemente si spostano soltanto un pochino più in là, restando comunque a portata di mano.
Per molti magari è difficile crederci, per me invece farlo, intravedere in ciò che mi accade sempre e comunque qualcosa di bello, di buono e di positivo, è facile come volare.
E allora da questo sogno mi voglio portare via lo stimolo ad essere "decisivo", ovviamente in positivo, in tutte le occasioni fondamentali della mia vita, affinchè possa far si che il mio tempo sia fatto solamente di grandi momenti, grandi persone, grandi sentimenti e soprattutto grandi cuori.


Alla prossima... :)

p.s: che poi, a ripensarci, mi è venuto il dubbio che quel tipo dall'aria "familiare" potesse essere... :)