giovedì 11 maggio 2017

Post

Sarà un post diverso dal solito, questo.
Nessun titolo, nessuna foto, niente canzone finale perchè, davvero, è un momento talmente pazzesco (in negativo) che non avrebbero alcun senso. Che poi, ultimamente, "senso" nelle cose, nella vita, soprattutto in determinati accadimenti mi è estramamente difficile trovarne.
Va male e, per una volta, non faccio niente per nasconderlo, utilizzo insomma questo spazio per esternare uno sfogo, senza comunque voler dir troppo, pur se potrei e molti di voi sicuramente non crederebbero che sia possibile una serie di eventi funesti come quelli che sarei in grado di raccontare.
Perciò niente "think positive" com'è nel mio stile, nessuna romanticheria, oggi parliamo, semplicemente, di quanto può essere pesante (e ingiusta, lo dico senza mezzi termini) la vita con le persone, di quanto si possa accanire in molteplici modi e forme su di noi, e di quanto tutto questo, lentamente, ci "avveleni" dentro. Perchè si, vivere nella paura, nel timore di ricevere quella telefonata che non vorresti mai ricevere sobbalzando ogni qualvolta suona il telefono, nell'agitazione che durante la notte qualcuno possa avere vitale bisogno di te e, quindi, tu debba essere lucido, presente, pronto per lui... è qualcosa che ti entra nella pelle, ti si attacca e non ti molla più.
E allora non dormi che poche ore a notte, tenendo le orecchie tese ed i vestiti pronti per correre via in direzione del più vicino ospedale, quello dove in 15 giorni esatti hai passato, senza esagerare, centinaia di ore, quello al cui Pronto Soccorso ti sei scapicollato già in tre occasioni, vedendo al suo interno in quelle lunghe, infinite ore d'attesa di una semplice buona notizia scene ai limiti tra la tragedia e lo strazio, tra il dolore e l'orrore.
Fino a due settimane fa non avevo idea di cosa potesse succedere lì dentro, le emergenze, la disperazione, il degrado, la noncuranza... francamente trovo impensabile, per me almeno, poter anche solo pensare di lavorare in questi luoghi, e immagino che chi riesce/vuole/è costretto, a seconda dei casi, a farlo, ne debba quasi essere "assuefatto" per poter andare avanti.
Parlo di tutto questo adesso, nell'esatto momento in cui un treno avrebbe dovuto portarmi dove tanto avrei voluto essere, per festeggiare un compleanno, il mio, che arriverà a giorni e che invce, ovviamente, non sarà affatto festeggiato: ma questo alla fine è davvero il minimo, anche perchè non me ne è mai importato nulla del mio compleanno e, anzi, vi confiderò che in generale mi ha sempre dato quasi "disagio" la celebrazione in se, le telefonate ecc... Ecco perchè avevo scelto, quest'anno, di passarlo con chi più desidero avere vicino, sarebbe sicuramente stato speciale, di certo più bello di ogni altro semplicemente per questa presenza al mio fianco.
Ma non sarà così, in questo stato di cose, con un'infinita tristezza nel cuore ho disfatto la mia valiga e, in questo preciso momento, dovrei cercare di riposarmi un pò visto che ho trascorso, nell'ordine, dalla mezzanotte alle 3 e 40 del mattino di due giorni fa e, come se non bastasse, dalle 4 e 30 a... mezzogiorno circa di oggi in una sala d'attesa di un Pronto Soccorso, senza ricevere conforto, informazioni, in preda alle paure e ai pensieri più neri, anche se poi "esternamente" bisogna essere forti per altri e non lo si da a vedere. Ma, alla lunga, tutti crollano, anche le rocce si sfaldano, si consumano. Ed io, dentro, sento un po' questa sensazione, anche se poi giusto poco fa mi è stato detto di essere bravissimo a gestire la situazione con lucidità da due settimane e a sostenere sia chi è dentro che chi è fuori l'ospedale.
Perciò resistiamo, anche perchè sto scrivendo in una mini pausa prima di tornare lì e... aspettare, vedere, sperare, magari capire... e quindi ho anche poco tempo per buttarmi giù, almeno adesso.
Quel che è certo è che non è possibile che un uomo meraviglioso, che mi ha insegnato gran parte di quello che so, che mi ha cresciuto come fossi suo figlio anche se la biologia dice altro (ma i sentimenti sono SEMPRE più forti della scienza, dei geni, di tutto!), debba soffrire in questo modo atroce. Non è possibile che il fratello di quest'uomo, alla notizia, per venire di corsa al suo capezzale si fratturi una gamba cadendo dalle scale. Non è possibile che un altro uomo, anzianissimo lui, a me caro stia nel frattempo, per un male indecente ed infame, perdendo vertiginosamente peso, soffrendo dolori indicibili e, di fatto, vedendosi strappare la vita in un modo che... a ragionarci sopra, pur sforzandoti, non puoi pensare sia il "volere di qualcuno".
Non può esserlo, e se lo fosse beh... beh... beh!...

Insomma, va così, poi credetemi, mi dispiace tantissimo aver scritto questo post ma mi sento "scoppiare" dentro e così... ho accolto il consiglio di chi, tempo addietro quando avevo fatto presente quello che stavo passando, mi aveva suggerito di provare a vedere il blog come una valvola di sfogo.
Non l'ho fatto prima perchè, tutto sommato, quel che accadeva in precedenza, nella sua drammaticità, è nulla rispetto alle ultime due settimane e, in particolare, agli ultimi tre giorni. Ciò che avviene adesso è... un abominio, ti taglia davvero le gambe, è come un pugno in faccia, poi allo stomaco e poi di nuovo in pieno volto, con l'aggravante che non puoi nemmeno cadere in terra, visto che se lo facessi mancherebbe il fondamentale sostegno a chi non deve, non può cadere.
Vorrei essere altrove ma DEVO essere necessariamente qui, a fare un po' del tantissimo che c'è da fare, a sperare di ricevere, tra pochi minuti (il tempo di uscire e recarmi lì), qualche notizia anche solo un minimo confortante, o almeno non drammatica.
Tutto questo, poi, provando per la prima volta nella mia vita la paura del domani... ed è spaventoso, è incredibilmente disarmante realizzare che non hai la minima idea di cosa può accaderti fra un solo giorno, a distanza di poche ore, convivere con questo terrore da "buco nero" che incombe sul futuro più prossimo, e non ti permette di pensare ad altro, nè ti fa intravedere una qualche uscita.
E' davvero difficile e non lo auguro a nessuno, nemmeno al peggior nemico che non ho, perchè ho sempre pensato non valesse la pena farsene.
E a tal proposito anzi, senza credere minimamente di essere depositario di chissà quale grande saggezza o di aver titolo per dispensare consigli illuminanti, chiudo condividendo un pensiero fatto qualche ora fa in quel posto orrendo: vivete bene la vostra vita, amate le persone che avete a cuore e DITEGLIELO, e poi dateglielo questo amore, non vi perdete nelle sciocchezze, non litigate, non nutrite odio, rabbia, rancore... pensate soltanto a star bene voi e a far stare bene i vostri cari, godendovi ogni singolo attimo, ogni momento, sfruttando tutte le occasioni e cogliendo al volo le opportunità per essere felici.
Che la felicità è merce rara, preziosissima, al pari del tempo, che non può essere sprecato per le cose futili o proprio del tutto inutili, anche perchè poi... non te lo ridà indietro nessuno.

Alla prossima, scusatemi.

43 commenti:

  1. Caro Maurizio,
    ti sono vicino in questo periodo durissimo della tua vita.

    Ho letto che tutto è iniziato due settimane fa e questo per me è stato uno shock ulteriore, perché è proprio in questo arco di tempo che ti ho conosciuto e in cui ho avuto piacere di scambiare chiacchiere attraverso i commenti ai nostri post, vedendo una persona brillante, ironica e affabile. Tu eri a scrivere a un pirlone come me, mentre attorno a te, si creava una situazione terribile.

    In questo momento poi hai rinunciato alla cosa più bella, per portare avanti questa dura lotta.

    Mi viene da dirti che il dolore di oggi sarà la benedizione di domani, perché affrontare certe prove ti dà la paradossalmente la forza per affrontare quelle successive. Ma so bene che è una consolazione di poco valore, nel momento in cui si stringe i denti; e so altrettanto bene che è facile dispensare frasi di conforto e pacche sulle spalle, dall'esterno, mentre si guarda una persona lottare.

    Ma ti prego, non aver paura del domani. Non puoi averne tu, in ogni caso. Perché il tuo domani non può e non sarà vuoto. Il tuo domani è già oggi, nel male di questi terribili momenti, ma anche nel bene di chi in questo momento ti ha scelto per dare un volto, un cuore, al proprio domani.

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    1. Ciao Riccardo,
      ti ringrazio molto per questo tuo commento molto sentito e di grande profondità, che mi arriva come un qualcosa di più che positivo in mezzo ad un momento che tutto è meno che tale.
      Si, ti ho scritto per la prima volta proprio durante il "decorso" di questa situazione, o meglio della prima parte di essa: era uno dei rari momenti "tranquilli", volevo tanto rilassarmi, riposarmi, staccare un pochino, e avendo trovato qualche ora libera in una giornata che scorreva serenamente ho pensato di commentare i tuoi post. E sono contento di averlo fatto, a prescindere da questo tuo messaggio che, ribadisco, mi ha fatto veramente piacere.
      Quindi ti ringrazio molto per le parole che hai saputo trovare e dosare, poi si, hai ragione, ho rinunciato veramente alla cosa più bella (e cara, e speciale, e meravigliosa e ecc...) che ho, quella che poi, in questo momento che sembrava fino a due notti fa "relativamente di calma" mi avrebbe potuto ricaricare al meglio dalle tensioni dell'ultimo periodo. Ci tenevo tantissimo a stare con lei e già adesso al pensiero... mi pesa molto.
      Però non potevo fare altrimenti, sono appena ri-ri-ritornato dall'ospedale e credo di averne addosso veramente l'odore, oltre che tutto il dolore che ha al suo interno. Ho visto altre scene terribili, del resto nelle sale rosse... non è che puoi trovare granchè di positivo... ora sono rientrato e mi pare di essere sveglio da giorni, è tutto parecchio irreale.
      Comunque sia spero in bene, per tutto, anche se a volte è difficile e se la situazione specifica resta fortissimamente delicata e precaria (ma anche l'altra collegata, soprattutto l'ultima delle tre elencate, perchè alla fine un osso rotto si rimette a posto, pur se non ci voleva nemmeno quello eh).
      E' bella la tua visione del dolore di oggi che può essere la benedizione di domani, ora come ora non riesco a vederla così ma magari poi ce la farò, credo sia anche normale, essendo tutto molto "vivo" ancora in me. Di certo mi sono misurato con qualcosa che non tutti sono in grado di sostenere, e PARE posso farcela, poi ovviamente spero non diventi un'abitudine vivere questi momenti, anche se certamente miha insegnato molto per altre eventualità future. Che, ripeto, spero non si concretizzino.
      Sul domani... la paura non è legata al mio, a me, io so che ho una famiglia straordinaria e forte, e che poi ho anche il mio angelo personale che mi aiuta e mi sostiene, sempre. So quindi che non sarà vuoto, in questo senso, il timore cui mi riferivo è quello legato alle preoccupazioni che, giornalmente, ormai affiorano da tutte le parti e rendono così difficile addormentarsi e svegliarsi, due momenti che... non si dovrebbero vivere così, credo.

      Grazie del tuo messaggio, davvero. Un saluto e una buona serata.

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    2. Rinnovo il saluto e provo a rispondere a un tuo interrogativo del post.

      Parto da un presupposto:effettivamente tu vivi in una città i cui ospedali sono effettivamente molto diversi da quelli delle città a me vicine (non parlo neppure dell'ospedale del mio paesello :)), quindi vedi situazioni estreme, come i malati abbandonati nelle corsie. In generale, nel luogo di sofferenza per i tanti, troppi pazienti, chi ci lavora è assuefatto, ci ha fatto l'abitudine. Può sembrare strano...assuefarsi al dolore delle persone. Ma è così. E' un meccanismo naturale che più o meno protegge...funziona anche nel mio lavoro per certi versi...

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    3. Si, sicuramente qui a Roma, e in questo Ospedale specifico che è uno dei principali, la situazione è in contonuo movimento, cioè davvero, nelle ore in sala d'attesa ho perso il conto di quante ambulanze arrivavano ogni 5', oltre a chi veniva portato con l'auto dai parenti... a livello di "numeri", pur se sono strutture enormi, i posti non bastano mai, le barelle sono ovunque, alcuni malati messi "meno peggio" li fanno stare addirittura in sala d'attesa...
      Poi certo, "l'assuefazione" che ho notato è, certamente, anche un modo di proteggersi, dici bene, perchè altrimenti immagino che se si lasciassero troppo coinvolgere sarebbero poco lucidi, o comunque, devono essere sempre pronti a una nuova emergenza quindi emotivamente devono mantenere un certo distacco per necessità. Rimane, però, che per come sono fatto io sarebbe qualcosa di impossibile, di troppo lontano dalla mia natura.

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  2. Tutti gli auguri possibili Maurizio, spero che si possa risolvere tutto.. malattie e ospedali mi hanno accompagnato in questi mesi ma posso dirti che il dolore crea forza, poi sarebbe il caso che servizi e strutture funzionassero e facessero in modo di alleviare e confezionare speranza, e non sempre accade.. parole poche in questi casi, solo un abbraccio grande, grandissimo.. sperando di risentirti con buone notizie..

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    1. Ti ringrazio Franco,
      sono giorni difficili da un po' ma questi più che mai, perché convivere con uno stato di emergenza continua è tostissimo... e sicuramente in questo modo ho potuto toccare con mano tutte le pecche, per così dire, del nostro sistema sanitario e del modo di dare assistenza che riserva ai malcapitati di turno, mettici poi il contorno di degrado che c'è tutto attorno (vagabondi con piaghe che si puliscono in sala d'attesa, barelle ovunque, sporcizia, gente abbandonata nei letti nei corridoi)... ti prende davvero a male, soprattutto immaginando che un tuo caro sta lì in mezzo e che un giorno chissà, fra 100 anni, potrebbe capitare pure a te...
      Non so se il dolore crea forza, magari si e magari mi servirà, certo se volesse lasciarci un pochino di tregua adesso... accetterei molto volentieri di diventare meno forte.

      Grazie del tuo messaggio, ricambio il grande abbraccio e ti mando un sincero saluto

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  3. Capisco benissimo il tuo dolore, la tua rabbia e il tuo senso di impotenza di fronte a queste situazioni. Ci sono passata anche io qualche anno fa con la morte improvvisa di mia nonna e, sebbene la ferita emotiva ormai pareva essersi rimarginata, da un paio di mesi una mia cara "zia acquisita", una che potrei definire la mia terza nonna, sta combattendo contro un tumore che l'ha resa più metastasi che donna :(
    Ed è straziante non sapere mai cosa accadrà il giorno dopo, cosa dirle e cosa no.
    E' straziante non poter far nulla e dover rimanere lì, a guardare tutto inermi.
    Anche se le mie parole non sono molto di conforto, sappi che comunque ti sono vicina.Davvero.

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    1. Ti ringrazio per questo messaggio, essendoci (purtroppo, ovviamente) passata direttamente sai cogliere molto bene quello che vivo, cosa che, per quanto uno possa cercare di scrivere al meglio, si spiegarsi nel modo più diretto che può, può accadere secondo me a pieno solo se, appunto, si sono vissute le medesime situazioni. Io stesso, fino a quando non è accaduto tutto ciò, non sarei stato in grado di capire a pieno il "dramma" che c'è dietro.
      Anche se è passato diverso tempo, mi dispiace per la perdita che hai avuto e per quello che sta passando attualmente tua zia, credo che certi dolori possano essere superati si, ma sempre e comunque soltanto in parte, perchè quando viene colpito qualcuno che si ama e questo soffre pure in modo doloroso, è qualcosa che ti resta dentro sempre.
      Perciò ripeto, ti ringrazio del tuo messaggio perchè mi fa sentire capito, e alla fine è quello di cui ho più bisogno, perciò non credere che le tue parole non siano di conforto, anzi... lo sono, credimi, molto più di quanto a te non sembri, per tutta una serie di motivi che non sto qui a spiegarti.

      Un abbraccio e una buona giornata

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  4. Ciao Maurizio...
    Io sarò la più cattiva di turno , quella che passa e osa scrivere o scriverti è Vero o è falso questo tuo momento?

    Vorrei poterti dire che seguiranno giorni migliori , che ci saranno salite dopo le discese, usare ogni parola di conforto...ma non posso , in questo momento mi è difficile , non mi va di mentire...ma di essere quel che sono , che penso e che sento...

    E' come se sentissi in te un "grido al risveglio delle emozioni"...e paradossalmente non so se le tue sono reali, non so perchè te lo sto scrivendo, e cosa mi induce a dubitare..

    Tieniti forte perchè quello che ti sto per dire è molto triste, e non porta consolazione ....se tu davvero sei in pena per una persona e per tutte le circostanze venutesi a creare ,sfogandoti in un blog ....io sono in pena per ciò che mi/ci rende così diffidenti e stò usando CUORE e coraggio per poter scrivere un pezzo di mia verità...e tu potresti dubitare della mia a tua volta....e tutti insieme diventeremo produttori di sfiducia e diffidenza...alimentandoci a vicenda sino ad arrivare ad un senso di assuefazione....e poi chissà essere impegnati in altre cose nuove ...

    In passato non si dava sfogo ai nostri momenti di infelicità così apertamente ed era una chiusura per tanti versi anche molto sbagliata....ma perlomeno eravamo "autentici dentro"....autentici con noi stessi....oggi invece attraverso la scienza e lo studio dei comportamenti pensiamo di far acquisire autenticità e libertà agli altri...perdendo la nostra..

    Però mi sono soffermata un attimo , ed ho riflettuto...Mi va di chiederti scusa ...Ciao

    L.

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    1. Ciao L.
      il tuo commento è "complesso", e sinceramente non riesco a comprenderlo benissimo, nei contenuti e non solo.
      Di sicuro per farlo mi servirebbero più tempo e maggiore lucidità che, adesso, non ho.

      Perciò va bene così, ti saluto, buona giornata.

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    2. Ciao Maurizio!
      Stai "circoscrivendo" una situazione che ha avuto un "inizio".... Mi dispiace che tu abbia trovato complesso il mio commento, e non importa nemmeno se la situazione che descrivi sia reale o irreale....importa il tuo " obiettivo "...

      Se ti dicessi che ho vissuto una situazione simile a quella che descrivi,dove non riesci a metabolizzare un evento che ne arrivano altri...e tutto diventa un labirinto senza vie di uscita!

      Ecco ho detto quello che dovevo dire,avete ottenuto " attrazione " da una persona simile a voi ...Non ci sono dubbi tutti soffriamo,tutti sperimentiamo il dolore...Ma hai mai visto il tempo perturbato ,nero ,oscuro...per tutta la vita,o magari hai visto affacciarsi il sole dopo e sentire il "calore" avvolgerti.Ecco quello è il nuovo inizio dopo l'oscurità... la luce.

      Ma per come scrivi,per come trasmetti la tua persona attraverso parole che danno forma a pensieri ....tu tutto questo lo conosci bene...si sente l'odore di un vissuto e di un vivere attuale che respira attraverso ciò che hai sperimentato e stai sperimentando...

      Tutto qui..un carissimo saluto.

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  5. Maurizio caro...ti conosco da tanto. Conosco, spero, il tuo cuore ed una persona come te non dovrebbe mai soffrire.
    Mi dispiace ed hai fatto molto bene a sfogarti. Abbraccio speciale per te, ciao.

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    1. Ciao Pia,
      è vero, ci conosciamo da tanto, quindi apprezzo molto il tuo abbraccio speciale e la tua vicinanza, oltre che la bella frase su di me come persona, che ho trovato particolarmente dolce.

      Speriamo in bene dai, ti ringrazio tanto, un grande abbraccio :)

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  6. Maurizio, hai fatto bene a scrivere questo post.
    Capisco bene la situazione, l'ho vissuta di recente e so quanto può essere frastornante.
    Fatti coraggio, riposa, e riprendi coraggio.
    Ne hanno bisogno.
    Un abbraccio :)

    Moz-

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    1. Ciao Miki,
      dici bene, "frastornante" è un termine che si addice, anche se ce ne sarebbero pure fin troppi altri, però si, è azeccatissima la sensazione di essere sballottato da tutte le parti, sia fisicamente che come emozioni personali, intime, pur stando magari fermo e, all'apparenza degli altri, potendosi rilassare.
      Cerco di riposare ma è diffile, poi sarò sicuramente fatto male io ma pure quello che mi gira attorno, attualmente, sembra proprio non volermi dare una mano. Quindi finisce come oggi che dormo forse 4 ore e... ricomincia la giornata, sempre in attesa snervante di quello che deve succedere, anche se ora, almeno, sappiamo quale sarà la prossima, delicata, tappa.

      Un abbraccio a te, ti ringrazio molto

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  7. Mi dispiace infinitamente apprendere che la situazione dolorosa che stai vivendo ha subìto un peggioramento così terribile...capisco perfettamente che in momenti del genere ci sentiamo come svuotati da ogni forza interiore e non abbiamo più voglia di nulla..passa di colpo ogni tipo di entusiasmo,passa ogni interesse..i nostri pensieri sono focalizzati su quanto sta accadendo...la serenità non esiste più,percepiamo solo un'ansia terribile e permanente,presente in ogni secondo della giornata che ci impedisce di dedicarci a qualsiasi cosa...la speranza di poter avvertire anche il minimo miglioramento e' ciò che ci spinge a non mollare e a non impazzire...anche nei momenti più difficili e critici...
    In situazioni del genere e' estremamente difficile se non impossibile farsi forza e coraggio,specie quando il destino sembra davvero accanirsi così tanto con le persone a noi più care che non meritano sicuramente di soffrire in questo modo...quello che mi sento di dirti e augurarti e' che le cose possano andare per il verso giusto e che la situazione così negativa e terribile possa subire un'evoluzione positiva..e che tutto possa finalmente andare per il meglio!Può anche capitare che nel buio più totale ci sia una piccola luce destinata a diventare sempre più grande!

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    1. Buongiorno Rosy,
      come al solito i tuoi commenti mi colpiscono sempre molto, mi piace dirtelo perchè, credo, sia una cosa molto bella, trovi sempre le parole giuste e i modi più adatti riuscendo a dire cose ogni volta incisive e sentite, ti ringrazio veramente tanto per questo.
      E' proprio come dici, quella sensazione di svuotamento, interiore e di energie fisiche, incombe continuamente, anche perchè andare, tornare, ripartire e, nel frattempo, fare anche le cose della vita di tutti i giorni non dormendo che poche ore a notte è particolarmente pesante, e si finisce per andare in riserva di energia.
      Hai detto tutto così bene, dipingendo perfettamente quello che provo e vivo che... è difficile aggiungere, è proprio così, sono perennemente in tensione, sempre, quando squilla il telefono, quando faccio qualsiasi cosa... pensa, è stato il mio compleanno, domenica, ed è successo di tutto in quella giornata. Di tutto, credimi. E io davvero l'ho vissuto così male, con così tanta tristezza perchè non riuscivo, non potevo proprio godermelo se tutto andava a rotoli... ma non sono sicuro che tutti abbiano capito questo, quasi che fosse una mia scelta non riuscire ad essere felice.
      Comunque sia, si, la speranza di un miglioramento è l'unica cosa che può tenerti in gioco in questi momenti, anche se a volte si vivono situazioni in cui diventa difficile anche sperare...
      Nel nostro caso questa speranza è affidata ad un intervento che è stato programmato fra 48 ore, con tutti i suoi rischi, con tutte le incognite su quanto potrebbe essere "almeno in parte risolutivo" (cito testuale)... io ci spero tanto, ma nell'attesa... sono torturato dentro da mille pensieri, anche se c'è chi mi dice che dovrei starmene tranquillo... ma appunto, vivendole le cose capirebbero che non è possibile.
      Spero comunque che tutto vada per il meglio e poi di poter quindi, un pochino, riprendere a trascorrere giornate con la mente più libera, con qualche preoccupazione in meno (perchè purtroppo le persone che stanno molto male sono più di una...), con prospettive di serenità in più che, veramente, erano e sarebbero l'unico regalo che avrei voluto ricevere (e non lo dico perchè, nel concreto, non ne ho ricevuto nessuno, ma proprio perchè è l'unica cosa che avrei realmente chiesto io, che desidererei per stare un pochino meglio).

      Un grande abbraccio ed una buona giornata :)

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  8. So che non ci sarebbe bisogno di scriverti anche qui perché ci stiamo dicendo tanto e tanto spesso quanto questo momento sia duro, ovviamente soprattutto per voi, ma poi anche per noi che abbiamo imparato a conoscere ed a voler bene quello che è tuo papà a tutti gli effetti e che mi ha accolta, insieme agli altri componenti della tua famiglia non bene, ma benissimo.
    Però voglio cogliere tutte le occasioni possibili per ricordarti che, anche se tutto sembra andare a rotoli, io ci sono e sono qui per te. Mi dispiace terribilmente per il dolore che dovete affrontare in questo momento, mi dispiace per il viaggio cui hai rinunciato assolutamente giustamente e soprattutto sai quanto mi senta terribilmente in colpa per non essere io là. Vorrei con tutto il cuore darti tutto quello di cui hai bisogno e se potessi, credimi, rinuncerei a qualsiasi cosa per ridarti almeno un pochino di speranza o di quiete. Perché te l'ho detto stanotte e voglio ripeterlo qui, tu sei un angelo ed alle persone così buone dovrebbero accadere solo cose altrettanto buone. Ma questo purtroppo non accade quasi mai ed io allora, anche solo da qui, cerco e cercherò di fare tutto quanto mi è possibile per liberarti anche solo di un grammo del fardello che ti stai portando addosso.

    Mi dispiace tantissimo vederti stare male e vederci stare le persone che ami e che ti amano con tutto il loro cuore. Posso solo dirti che in qualsiasi momento potrai crollare perché io sarò assolutamente pronta a rimettere a posto tutti i pezzi, a consolarti e coccolarti, a ridarti tutta la forza che ti serve. Anche se tu sei tanto forte; lo dici tu a me molto spesso ed io te lo dico sempre troppo poco. Sei dolcissimo, buono e tenero ma sei anche tanto forte ed io sono orgogliosa di te che conquisti sempre le tue vittorie e vedrai che vincerai, vinceremo, anche questa. Ti amo, sei il mio supereroe :-*

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    1. Il tuo messaggio è ovviamente bellissimo, come tutte le cose che mi scrivi (penso in particolare ora a quella che mi hai fatto leggere domenica mattina, per altre vie, e che ho profondamente apprezzato e mi piace ribadirtelo qui). Il momento è quello che è, tu meglio di tutti direi che lo sai, visto che siamo in costante contatto, poi mi rendo conto che sia complesso, anche per te, arrivare a comprendere forse proprio tutto tutto tutto, ma questo sicuramente più per una scelta mia di "preservare" la tua serenità che per eventuali limiti tuoi.
      Qui tutti ti vogliono bene (mi ci metto anche io pure se io ti amo, che è ben di più, ma è bello anche dirsi che ci si vuole pure bene), lui, gli altri, tutti. E sappiamo che ci sei, pur se non sei qua, e lo apprezziamo.
      Ovviamente non è sempre facile ma credo che questo sia umanamente comprensibile, e a volte le difficoltà portano a non capirsi, anche se in momento del genere, credo, sarebbe meglio cercare di sforzarsi per evitare fraintendimenti.
      In ogni caso, per quel viaggio cui ho rinunciato, e che ancora oggi, ancora adesso, sarebbe in corso, sono fortemente dispiaciuto io per primo, ogni giorno, ogni attimo, ogni istante. Magari questo non si è visto tanto in mezzo a tutto quanto mi sta capitando, ma è lo stesso concetto di cui sopra, sto cercando di "preservare" la serenità di chi amo, in questo caso tua, e... dirti quanto male mi ha fatto, fa e farà non lo trovo utile, pur se poi è stato, è e sarà così. Non so se mi spiago, forse no, nel caso perdonami ma ho riposato 3 ore e 20 quindi può starci un calo di lucidità nello spiegarsi.
      Detto ciò, quello che vorrei dirti adesso, e chiaramente, è che io apprezzo tutto quello che fai e hai fatto per me in questo periodo, moltissimo. E' stato fondamentale per non spronfondare, te lo dico chiaramente, un'altra volta. Poi è ovvio che... non è una situazione facile ed io sono, pur sempre, un essere umano pieno di limiti che, ogni tanto, credo abbia legittimamente momenti di sconforto "a priori", non si tratta di cose di poco conto qui, e quello che grava oggi sulle mie spalle è, senza dubbio, quanto di più pesante abbia mai provato in vita mia. Non ero preparato a questo, non lo è nessuno, cerco di fare del mio meglio ma, presto o tardi, dei cedimenti devo averli, vorrei solo capissi che fanno parte della normalità delle cose e che viverli in un certo modo piuttosto che in un altro fa tutta la differenza del mondo.
      Comunque sia io credo in te e, infatti, ti ho permesso di starmi vicina come non avrei mai fatto con nessun'altro, prova ne sia che l'unica persona che sa di questa situazione è Davide tra i miei amici, perchè io sono così, preferisco soffrire io per tutti che dare pesi agli altri. Giusto o sbagliato è come sono, come vivo, come ragiono soprattutto, un po' in tutti i contesti, e non sempre mi fa molto gioco tutto questo.
      Quindi ecco, vorrei tu stessi tranquilla, al di là di tutto e al di là di quello che scrivi nel finale di questo commento e di ciò che, quindi, per te io posso essere o meno, ed eventualmente meritare.
      Non è insomma importante che io sia dolce, buono o quello che vuoi, tantomeno forte, ancor più super eroe. Certo, se davvero pensi queste cose di me è bello, dolce e tenero, ma in fondo non credo di essere nulla di che, tantomeno l'eroe di nessuno, perchè ho capito, da tutto quello che sto vivendo, che non serve essere eroi o super-uomini quando conta davvero, riuscire a fare la cosa giusta, a essere lucidi e presenti, attenti agli altri e alle loro esigenze... è l'unica cosa che conta.
      Sto cercando di farlo, ma proverò sempre più a migliorarmi in questo, di strada ne ho sicuramente molta da fare.

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  9. Non c'è nulla di cui tu debba scusarti.
    Hai scelto la scrittura per dare sfogo a tutta la tua rabbia e il tuo dolore. Lo strumento con il quale, solitamente, con l'onestà e coerenza che ti contraddistingue, parli di te e di quello che ti circonda. Spesso è amore quello che circola in questo blog. E noi che lo frequentiamo, siamo sempre lieti di passare qualche attimo in questa casa che ci fa stare bene. Anche questa sera è amore, un amore fortissimo verso persone che hanno accompagnato i tuoi passi e che, credo, ti hanno reso in parte, la persona che sei. Sbaglio? Sentire questo dolore è una botta forte. Siamo oltre questo schermo e l'unica cosa che possiamo fare è scrivere a nostra volta delle parole che possano raggiungerti e in un certo qual modo confortarti o semplicemente, esserci.
    Il problema è trovare le parole giuste. E questo non è facile. Non quando ci si trova davanti a problemi così gravi. Non quando una persona che abbiamo conosciuto sempre positiva, si abbandona quasi alla rassegnazione.
    Non devi.
    So che in questo momento tutto è nero, più buio della peste. Non c'è ragionamento che tenga, la sofferenza per le persone care e la consapevolezza di essere impotenti, ci costringe in un angolo, soli.
    Ma non lo siamo mai. Mauri, non avere paura, non temere. Parla, lotta, combatti. Stringi forte le persone amate, prendi tutto l'amore di chi, pur lontano, ti è vicino come non mai. Attingi forza, fatti sostenere. Vai avanti. Non scoraggiarti. La vita è un roseto pieno di spine. Cogli la rosa e ne vieni ferito. Ma come diceva la volpe al Piccolo Principe "è il tempo che tu hai dedicato alla tua rosa che ha reso la rosa importante perché tu sei responsabile della tua rosa". E tu sei responsabile nei confronti di chi ti ama, e che ora ha bisogno di te. La tua presenza, il tuo sostegno giornaliero, sono fondamentali in questo momento. Qualunque cosa accadrà, questo rimarrà per sempre. TI abbraccio forte. Mari.

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    1. Ciao Mari,
      ho provato a darti ascolto, come sai ho una grandissima considerazione e stima di te, oltre che sincero affetto, e visto che mi dicesti, a suo tempo, di provare a usare il blog per sfogarmi... l'ho fatto.
      Da un lato, in quel momento specifico, ammetto che è stato anche utile, non risolutivo ma minimamente "alleggerente", e poi comunque i vostri commenti molto belli arrivati di conseguenza sono stati di buon conforto. Certo è che, a distanza di appena qualche giorno, mi sento nuovamente "pieno" di tensioni che si sono nel frattempo accumulate, ma posso tenermele dentro, per adesso.
      Si, in questo blog è vero che, vuoi o non vuoi, l'amore c'entra sempre, anche in un post come questo c'è, in una forma diversa ma c'è. Perchè l'amore è un insieme di tanti sentimenti, anche quelli che sembrano più contrastanti.
      E non sbagli, chi soffre oggi mi ha reso, dando un contributo determinante poi, non marginale, come sono oggi, quindi l'amore per loro è enorme, al pari dell'affetto e, quindi, della "botta" che mi arriva in pieno viso al pensiero che stiano male. E non male per modo di dire, male vero, quello che fa esprimere i medici in modi che... non ti ripeto perchè solo a sentirli ipotizzare vengono i brividi. E io, questi brividi, li ho avuti e li sento ancora addosso.
      E' vero che non ci conosciamo direttamente ma io credo che, per certi versi, forse siamo molto più amici noi tutti, qui, che con le persone della nostra vita reale. Perchè qui non ci sono filtri, non ci sono limiti, non ci sono barriere di età, apparenza... qui ci siamo solo noi, e allora ecco che il vostro conforto, in tutte le forme in cui arriva e con tutte le parole, diverse, che ognuno trova, per me è importantissimo e bellissimo.
      Cerco di non rassegnarmi, Mari, credimi però che la situazione è brutta, e che io nello specifico devo prendermi carico anche di compiti gravosi che non toccherebbero a me, ma dei quali per salvaguardare mia madre, che ovviamente è in grande tensione per tutto quello che sta accadendo, devo farmi carico. E quindi, spesso se non sempre, devo essere io quello lucido, devo fare io tutte le varie cose che devono essere fatte, devo tenere io i contatti con parenti e amici dicendo, a ognuno e mille volte al giorno, quello che accade, devo tranquillizzare io chi ha bisogno di essere tranquillizzato. Il fatto è che poi, alla sera... vivendo così ci arrivi svuotato, e insomma, sarebbe anche bello a volte che qualcuno facesse per me tutto questo. Anche solo un oretta. Ma non importa, lo faccio e continuerò, anche perchè posso, ci riesco, e soprattutto devo, non ho alternative.
      Perciò si, io ci provo a non aver paura e andare avanti, anche se sento mancarmi molte forze, fisiche e mentali, che con un pochino di attenzione in più potrei magari recuperare in qualche modo, ma ultimamente non sembro molto bravo a farlo. Che la vita sia un roseto pieno di spine, beh, lo sto vedendo coi miei occhi, anzi ti dirò, vedo molte più spine che rose. Però certo, le mie rose, pur piene di spine adesso, devo stringerle a me, curarle ancora di più e... sperare che tutto questo serva a ritrovare serenità, a riportare le cose ad una loro normalità.

      Un grandissimo abbraccio :)

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    2. La "famiglia" è qualcosa che a volte va ben al di là del legame di sangue. Perfino migliore. Nel mio passato, più volte mi sono ritrovata a prendere atto dell'idea che i figli sono di chi li cresce e li cura con un affetto che non è generato dalla genetica. Così come capita che i genitori biologici siano solo dei fantasmi che nulla danno e nulla insegnano.
      Non so se mi sono spiegata...
      Comprendo benissimo tutto il tuo tormento e la tua stanchezza. Mi spiace che tu non possa delegare a qualcun altro tutta la parte "pratica" che questa situazione comporta e che ti solleverebbe un po'.
      Sii forte. Tieni duro. Pensa a quanto questo può fare bene a tua madre.
      Abbi cura di te, di lei e delle persone care.
      Ti abbraccio e tienici al corrente, appena puoi.

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    3. Si, esatto, è proprio così: chi ti cresce, con amore incondizionato poi e senza mai mai mai mai farti mancare nulla, senza mai alzare con te nè la voce nè tantomeno mezza mano, dicendo a tutti con orgoglio "è mio figlio" anche se la biologia dice altro... merita tanto amore, perchè tantissimo te ne ha dato, così facendo. Perchè non era scontato che accadesse, che lo accettasse, che lo vivesse con tanta sincerità.
      Quindi ti sei spiegate benissimo ed io, in questa occasione, ho capito perfettamente l'importanza ASSOLUTA che gli do, in realtà lo "sentivo" già eh, ma provarlo sulla pelle... è importante, e fa effetto.
      Per il resto, sul delegare... non posso, purtroppo, ma va be, adesso siamo in attesa dell'intervento (tra 24 ore), sperando sia risolutivo almeno per la parte più critica della cosa, poi per tutto il resto... andremo avanti passo dopo passo, augurandoci di ripristinare una condizione di saluta, e di vita, normale. Per lui e, quindi, anche per noi.

      Ti abbraccio :)

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  10. Ciao Maurizio comprendo e ti sono vicina. Hai fatto bene sfogarti anche se virtuali a che servono gli amici? Se non accogliere anche questi momenti oltre a quelli belli.
    Comprendo la tua paura del futuro ma poi quando tutto questo sarà passato andrà ridimensionata, per non perderti le cose belle. So i segni che lasciano queste cose, tutte le riflessione che ne nascono e di come all'improvviso ti fanno cambiare la visione della vita e del mondo.
    Un abbraccio grande e forte. Non sei solo, seppur lontana ha al tuo fianco una persona meravigliosa e il solo fatto che ci sia è una grande cosa.

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    1. Ciao Carolina,
      grazie della vicinanza, e si, hai ragione, sfogarsi una volta tanto non fa male, come dicevo poso sopra, pur per poco, un minimo mi è servito, un pochino mi ha alleggerito di qualche peso.
      Spero che tutto questo possa passare, prima o poi in un modo o nell'altro passerà, è vero... spero però che accada nel modo meno doloroso possibile, attraverso la via "buona" ecco, non quella più dura da affrontare. I segni beh, ci sono già e comunque resteranno, ma credo che la vita "funzioni" così, e tutto sommato sono stato sempre bene tanti anni, prima o poi doveva accadere di vivere qualcosa del genere... certo è che, veramente, ti apre gli occhi, e solo se lo vivi, solo quando lo vivi puoi capire bene tante cose.

      Ti abbraccio e ti ringrazio, una buona giornata :)

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  11. Perché scusarti di questo tuo sfogo, Maurizio?
    Se ti è stato d'aiuto hai fatto più che bene a tirar fuori tutto.
    Come si dice in "Colpa delle stelle": il dolore esige di essere vissuto.
    Spero davvero che questo periodo nero passi alla svelta.
    Ti abbraccio.

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    1. Ciao Misa,
      si, alla fine mi è stato abbastanza di aiuto, per quei giorni lì almeno, per quel momento lì dove quello che stavo vivendo tutto assieme mi portava quasi a "scoppiare" dentro dalla tensione.
      Ora vediamo che succede, sperando di vivere magari qualche gioia in più e qualche dolore in meno... non so se è chiedere troppo, ma è quello che spero con tutto il cuore, perchè sono esausto veramente di ciò che, ormai da quasi un mese, vivo senza sosta.

      Un abbraccio a te, buona giornata :)

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  12. mai scusarsi degli sfoghi...
    mai mai mai
    anche perché se non ci sfoghiamo sul blog, consolandoci e scambiandoci vicendevoli pareri, che cosa lo teniamo a fare?
    ti auguro il dolore passi, ma che lasci il segno in modo positivo, positivissimo

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    1. Buongiorno Alice,
      hai ragione, come hanno detto anche altri, sfogarsi alla fine è legittimo, specie poi se non lo fai praticamente mai, ancor più se per motivi veramente "validi", diciamo. Meglio uno sfogo che tenersi tutto dentro, senz'altro, pur se magari il conforto che ti da dura brevemente... ma sempre meglio averlo che no. E poi i vostri messaggi di vicinanza sono belli e positivi, quindi va bene così.

      Grazie del tuo messaggio e del tuo augurio, un abbraccio e una buona giornata :)

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  13. La vita è un casino irrimediabile. Gli ospedali della nostra bella e crudele Roma sanno strappar via dagli occhi qualsiasi speranza, appiglio e sospiro di sollievo. Io ti abbraccio e basta, pur da lontano. E mi auguro di cuore che questo periodo si risolva al meglio possibile. Prenditi cura di te, davvero. Adesso è importantissimo. Per poterti prendere cura di chi ami e sta vivendo un momento tanto difficile.
    Grazie per aver scritto questo post e aver permesso a chi ti legge di poterti stringere un po' la mano.
    Tieni duro e vedrai che andrà meglio.

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    1. Ciao Eva,
      so quanto tu possa capire tutto questo... io anzi, pur se da ormai tre settimane ci vivo di fatto dentro, credo di aver visto solo la punta di un iceberg che... mi spaventa tantissimo, cioè, mi fa davvero provare tristezza per chi, magari senza parenti, attenzioni, visitatori... sta lì, abbandonato da tutti nell'indifferenza. Perchè il Pronto Soccorso, infinitamente più dei reparti, è agghiacciante davvero.
      Ti ringrazio del tuo abbracci e cerco di prendermi cura di me e di chi amo, per quanto riguarda farlo nei loro confronti credo che nonostante tutto mi riesca sempre abbastanza bene, nei confronti di me stesso... forse meno, ma per adesso posso ancora "reggere". Anche se, certo, il peso lo sento tanto, e tutto.
      Ma speriamo bene, dai.

      Grazie per questa mano tesa, grazie per la tua vicinanza apprezzatissima ;)
      Un grande abbraccio

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  14. Caro Maurizio, ti sono vicina e ti capisco benissimo perchè ho passato più o men le tue esperienze, da aprile ad adesso. Il tutto è cominciato il 2 di aprile quando mio padre non riusciva più nè a muoversi, nè tantomeno ad alzarsi dal letto. Da allora sono passati quindici giorni di ospedale, tre ricoveri in pronto soccorso, un casino di cose da fare e ...andare al lavoro. Cercare chi , mentre ero al lavoro, badasse a lui... che è da lavare, pulire, vestire.... ora la situazione va un pò meglio e la botta iniziale è stata, per me , in parte assorbita. Praticamente mi sono adattata al nuovo ordine di cose e cerco di non pormi domande per il futuro.
    Forza, resisti e combatti vedrai che pian , piano, ogni cosa troverà la sua giusta collocazione. Ti abbraccio

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    1. Buongiorno Mirtillo,
      l'esempio che hai portato qui... è molto, molto simile a quello che sto vivendo io. Anche per noi ci sono stati (dal 26 aprile) ben tre ricoveri, uno tramite ambulanza, due a notte fonda portandolo noi in macchina... è stato tutto molto forte già solo questo, anche se il "peggio" lo abbiamo vissuto dentro al Pronto Soccorso, in una situazione di caos inenarrabile, tra una sala rossa e l'altra, e con un medico che, a un certo punto, ci aveva detto cose... da far gelare il sangue.
      Mi dispiace per quello che stai passando e che passa il tuo papà, e capisco benissimo come ti senti, perchè a casa sicuramente, come me, non riesci a riposare mai, poi bisogna andare giustamente lì a visitarlo, poi a lavoro non ci si può assentare per sempre e quando ci si va... la testa però è da tutt'altra parte... ti sono vicino, per quel che vale, per ciò che stai passando, e spero tanto potrà migliorare sempre più la situazione per te.
      Per il futuro vediamo, per adesso è domani, che sarà una tappa importantissima... poi lo vedremo poi. Di sicuro si, serve resistere, e per farlo occorre tanta forza, ma per adesso credo di riuscire ancora a mettercene a sufficienza, nonostante tutto.

      Un abbraccio a te e al tuo papà :)

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  15. Immagina che, al Pronto soccorso, di non dico quale città del nord , dove mio padre è stato portato alla sera tardi in ambulanza, ci dormono barboni/drogati buttati a terra o sulle poltroncine di attesa per i familiari dei ricoverati.
    Ma ti sembra una cosa degna di un pronto soccorso ?
    Immagina che mio padre, dallo stesso pronto soccorso, è stato dimesso alle 3.00 di notte e lo abbiamo dovuto caricare in macchina e portarcelo a casa, anche se era debolissimo , praticamente non stava in piedi, lo tenevamo in piedi noi, in qualche modo. Ma dargli un letto fino al mattino che poi avremmo chiamato un'ambulanza per portarlo a casa NO ????!!! Ciao e in bocca al lupo .

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    1. Eh, anche qui le similitudini sono tantissime... avendolo portato 2 volte su 3 in piena notte, anch'io ho trovato nella sala d'attesa tantissimi vagabondi che, di fatti, vi bivaccano per la notte. Poi per carità, poverini, però... non è bello e dal punto di vista igienico... è alquanto preoccupante, al di là degli odori, proprio le cose che fanno... in particolare uno, ma preferisco omettere questo dettaglio, però mi ha abbastanza disgustato.
      Non dovrebbe essere possibile tutto questo, eppure succede, me lo scrivi tu riguardo al Nord, te lo dico io di Roma... inizio a credere che sia un po' dappertutto così.
      E una similitudine è pure la dimissione, la seconda volta me lo hanno fatto riportare via perchè non stava "abbastanza male, ma tenete in conto che può ri capitare"... tempo meno di 20 ore e ce l'ho riportato, in condizioni peggiori, ma stavolta non si sono sognati di mandarlo via...
      Boh, c'è davvero poco da dire, se non sperare di avere sempre il meno possibile a che fare con questi ambienti... tra l'altro pure all'interno fanno tanti errori, ieri gli hanno messo male la flebo per diverse ore e non gliela hanno prontamente cambiata pure se lui sentiva che perdeva... ma poi, addirittura, un macchinario che serviva per il discorso pre-operatorio glielo hanno fissato male, e lo stanno rifacendo oggi per via di questo errore... non ci sono molte parole.

      Un saluto a te, passa un buon pomeriggio :)

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  16. Guarda, mercoledì scorso, come da prescrizione fatta, ho portato mio padre in ospedale per vedere se si poteva rimuovere il catetere. Ho chiamato la Croce azzurra per il trasporto e pagato 50 euro. Una volta in ospedale ho saputo di averlo portato là per niente perchè ci volevano gli esiti degli esami del sangue e dell'ecografia ai reni. Ma se nè il mio medico, se nè i medici di ospedale/pronto soccorso mi hanno detto che ci volevano prima questi esami, io come faccio a saperlo ? Mica faccio il medico io !!!! Hai ragione a dire che c'è solo da augurarsi di star lontani da questi posti !!! Ciaooo

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    1. Non ci sono veramente parole... sono situazioni davvero surreali, cui si fatica a credere eppure si verificano, per la grandissima approssimatività di chi dovrebbe invece far di tutto per essere il più chiaro possibile, con i pazienti e i loro cari in primis.
      Spero il tuo papà potrà presto stare nuovamente bene, e lontano da tutto questo.

      Un saluto e buon pomeriggio

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  17. Prendi il pensiero di un'estranea sconosciuta Maurizio che mette una candelina sulla tua torta di compleanno, ci soffia sopra ed esprime un desiderio.
    Ti abbraccio.

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    1. Ed io ti ringrazio molto di questo pensiero e della candelina "virtuale" posta sulla torta di un compleanno veramente da dimenticare. Mi prendo entrambi molto volentieri poichè credo che nella semplicità dei piccoli gesti siano racchiuse, spessissimo, le emozioni che più ci fanno bene, e che più soprattutto ci occorrono, specie in momenti così.
      Quanto al desiderio, mi auguro si avveri, a prescindere da cosa e per chi fosse.

      Un abbraccio anche a te, buon pomeriggio

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  18. Scusarti di cosa Maurizietto mio, di averci regalato un momento di vita purtroppo molto comune e non mi metto sul trono delle disgrazie per verità, io che provengo poi da una famiglia di medici, ma mi metto dall'altra parte. Ho vissuto momenti terribili che solo chi li ha provati nel tunnel buio del dubbio e poi della certezza più scura, dove la lacerazione incomincia a tagliarti a pezzi ma non stai delirando, il dolore è così acuto, lo stupore così sordo che confonde la realtà dalla fantasia.
    Ma la vita spesso è anche questa e stenti a tirarti fuori spesso, cerchi disperatamente un'ancora di salvezza che non avrai mai se non in te stesso augurandoti di essere nelle tue piene facoltà fisiche e mentali.
    Io sto ancora curando le mie ferite e sono passati quattro anni.
    Si va avanti, si riderà ancora, si godrà un po' la vita, si accentueranno gli istanti, ma si cambia, perchè il destino ti fa cambiare anche in bene a volte, perchè la nuvola nera spesso ti insegna, ma resti talmente sbigottito e ferito con il mondo intero che credi di vivere in una brutta favola che si chiama realtà.
    Ma la ruota gira e l'aiuto a farla girare tu hai la fortuna di averlo, e questo con il tempo ti sembrerà quasi miracoloso, e sarai il Maurizio di sempre che vede la cicatrice della lacerazione che lentamente sbiadisce. Non va via, ma quando la guarderai ricorderai eccome, ma sei già andato troppo avanti per non essere te stesso di nuovo con una maturazione nuova.
    Ti stringo forte!

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    1. Grazie Nella,
      so che tu conosci molto bene tutto questo, e la tua esperienza, le tue parole lucide e consapevoli, da un lato mi aprono gli occhi ma, al contempo, mi danno pure un certo conforto, e questo è, o meglio sarebbe perchè talvolta ahimè manca, la cosa più importante che potrei sperare di ricevere in questo momento, in questo periodo, in questa situazione.
      In ogni caso è vero quello che dici, la ruota gira, perciò io spero solamente che, in qualche modo (da sola, col mio impegno, con l'aiuto di altri... è uguale francamente), possa girare e le cose, se non tutte almeno qualcuna, possano volgere verso una direzione migliore di quella attuale.
      Staremo a vedere, ciò che ho attorno non mi suggerisce purtroppo per niente una prospettiva di questo tipo, di "svolta positiva", ma la speranza, col poco di forze che restano nonostante tutto e tutti, in fondo c'è sempre. E meno male, perchè sennò sarebbe un bel problema non potersi aggrappare neanche a quella.

      Ti abbraccio anch'io, trascorri un ottimo pomeriggio e serata

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  19. Certo che è stata dura leggere questo tuo sfogo che approvo in ogni sua forma. Posso solo dirti "forza e coraggio", cosa che nessuno mi ha detto quando molti anni fa è morto mio padre, ancora relativamente giovane. Non esistevano i blog a quel tempo e l'unico sfogo che ho trovato è stato quello di dare un pugno ad una porta fecendomi male. Ciao ed a presto.

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  20. E, da ultimo, per ora, venerdi ho portato mio padre in non dico quale ospedale per un'ecografia.
    Dato che fa fatica a stare in piedi, ho chiesto l'intervento della Croce Azzurra del mio paese che si presta, dietro pagamento, al trasporto di chi deve fare degli esami.
    Mettono mio padre sulla barella ma, una volta davanti alla saletta dell'ecografia, sorpresa : la barella non ci passa dalla porta. E meno male che siamo in un ospedale e alla faccia delle barriere architettoniche. Forza e un saluto

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