sabato 28 gennaio 2017

"... Il Vento Che Ti Aiuta Con Un Soffio a Far Tornare Il Sole ..."

Col tempo mi sono convinto che certe cose indesiderate si verifichino appositamente, che determinate situazioni non capitino mai a caso. Si, non può proprio essere altrimenti.
Parlo di quelle consuetudini che diventano quasi un "classico", di quelle ciclicità che, di riffa o di raffa, alla fine si ripetono sempre, ogni volta uguali a se stesse e mai diverse, portandoci via, non richieste e non volute, serenità.
E così si finisce per sprecare e guastare scioccamente tanto del nostro prezioso e tempo, la cui importanza troppo spesso bistrattiamo, o almeno trascuriamo.
Ciò nonostante rimango convinto che le difficoltà possono vessarti anche all'infinito eppure insistendo e sapendo tener botta tutto è superabile, e tu raggiungi comunque i tuoi obiettivi, o almeno quelli che desideri di più. Anzi, forse è proprio per questa ostinatezza che li raggiungi.
Perchè c’è sempre un cielo sopra le nostre teste, c’è sempre un cielo dovunque, sopra chiunque. Anche se a volte è nero come il nero dei capelli, come il nero delle sciarpe intorno al collo, come il nero degli abiti. E poi sempre più dentro, fino al nero che è l’unico colore che si riesce a vedere nei momenti bui.
Per venirne fuori, in quei casi, mi hanno insegnato che bisogna prima guardare dritti davanti a se, non verso l'alto come invece sarebbe più istintivo fare, perché è quaggiù che c'è da correre, sgobbare e faticare per ridare il giusto colore al nostro personalissimo cielo. Proprio quello lì, quello temporaneamente bruttarello, inutile per tante cose, sciagurato.
Convinzione ancor più grande, direi assoluta, è che chi mi ha trasferito questo modo di essere, e di fare, merita un posto particolare. Nel cuore, nel punto più profondo e inattaccabile.
E mentre ci penso riavvolgo il nastro della memoria ed eccomi là: ci siamo, ci sono io, lì, giovanissimo, che da lei imparo e inizio a sperare. E ci sono di nuovo io, qui e oggi, non più così giovane e pienamente consapevole di tante cose. Ma che, comunque, ancora spero.
Molto spesso si ha a che fare con personaggi aridi, senza prospettive, mancanti di un' identità particolare e poco capaci di dimostrare sensibilità.
Per fortuna io, con lei, non ho conosciuto nulla di tutto questo, anzi ogni sua parola mi catturava, mi coinvolgeva, mi permetteva di imparare e di conoscere sempre qualcosa di più, attraverso quello stile poetico, sofisticato e al contempo genuino. Ogni sua frase, ogni concetto che elaborava avrebbero benissimo potuto essere aforismi. Tutto questo si presentava a me come un dono, impacchettato con cura ma anche con grande semplicità, persino un po' fragile, di quei regali da scartare premurosamente.
Quanto amavo parlarci! e quanto non potevo proprio aspettarmi che, all'improvviso, tutto questo non sarebbe più stato possibile. Metaforicamente, è stato come dire “a domani amico mio” ad una persona che si è abituati a vedere tutti i giorni e poi... finire per non rivederla più.
Purtroppo però le avversità della vita, le malattie in questo specifico caso, sono infime ed infami, nonostante ciò lei non si è comunque mai ritrovata alla periferia dei miei pensieri e ricordi. Di quelli degli altri forse si, ma dei miei assolutamente no, e questo mai accadrà. Anche se, certo, da allora tutto è stato, ed è, infinitamente diverso.
Shakespeare però scriveva che "esiste una speciale provvidenza anche per la morte di un passero". Allo stesso modo allora mi piace (o mi "aiuta") immaginare che, da qualche parte, quando verrà quel brutto giorno esisterà almeno un immenso premio per lei. Solo suo. E le verrà finalmente restituito tutto ciò che le è stato tolto permettendole così di tornare, felice, a ricamare parole e regalare sorrisi come solo lei sapeva fare. Magari in mezzo a tante, tantissme margherite, i suoi fuori preferiti.
Per quanto riguarda me, mi auguro soltanto di riuscire a restare sempre ricco dei grandi sogni che lei mi insegnò ad inventare. Lo spero perchè mi accorgo che non sempre è facilissimo farlo, ma se poi penso a quella dolce persona che parlava con tutti con la stessa tranquillità ed intimità con cui ci si potrebbe riferire ad un amico di vecchia data... tutto mi sembra, ogni volta, molto meno difficile.
Insomma, e provo a concludere, desidererei davvero che attraverso di me sopravviva almeno un po' la grandezza di questa anima tanto delicata ed al contempo indistruttibile, che mi ha insegnato, tra le tantissime altre cose, che vale sempre la pena essere curiosi, mettersi in discussione, e soprattutto credere nel positivo. In noi e negli altri.


Alla prossima!

martedì 10 gennaio 2017

Scatti Speciali

Ci ritroviamo dopo più di qualche tempo, quindi innanzitutto vi mando un grande saluto augurandomi che abbiate trascorso delle buone feste e che per voi il nuovo anno sia partito al meglio.
Io sto abbastanza bene, il problemino di inizio dicembre è ormai in fase di risoluzione definitiva ed ho passato dei bellissimi giorni natalizi dove e con chi volevo essere, realizzando anche un paio di lavoretti video (dei piccoli spot aziendali) per i quali, ieri, ho ricevuto dei graditissimi complimenti.
Eppure, tra i tanti file contenuti nella mia nuova videocamera, quelli che sono maggiormente felice di aver immortalato sono altri: non si tratta di video, bensì di foto. Ho avuto infatti la possibilità di realizzare alcuni scatti al miglior soggetto possibile, e davvero, nel rivederli mi ci perdo quasi dentro.
In maniera particolare ce ne sono alcuni in cui Lei (si, quel "soggetto" è ovviamente Lei) si trova ai piedi di uno dei due bellissimi alberi che ha realizzato in casa sua. So bene che il mio compito dovava essere quello di fotografare l'albero però... non ho saputo resistere di fronte alla ghiotta occasione e così, senza che se ne accorgesse, ho preferito immortalarla a sua insaputa. E quindi in questi scatti c'è Lei che, appunto, osserva l'albero e non l'obiettivo, in uno poi sorride bellissima fissando una luce calda posta nella parte bassa dell'albero... ecco, di questa foto mi sono particolarmente innamorato.
L'ho guardata e riguardata. Le è uscito un sorriso fantastico, autentico, neanche così diverso da quello che naturalmente ha stampato su quel suo bel visino. Poi si è accorta di essere inquadrata e si è girata, infatti nello scatto successivo mi fissa coi suoi occhi grandi. Quindi si è alzata e si è avvicinata all'albero, andandoselo ad abbracciare. Forte, forte. Come un bimbo fa col padre, e come solo un papà fa col suo bambino. Ho fotografato anche quel momento, poi però visto che si è diretta verso di me a darmi un bel bacino ho saggiamente deciso di interrompermi.
Ma torniamo a quello scatto iniziale, ad una foto che è una specie di macchina del tempo. Si, perchè è una foto che ritorna al futuro dal momento che è intrisa di quella nostalgia tipica delle cose non ancora accadute, ma che sai per certo che alla fine accadranno per forza. Ecco perchè mi ha attratto e colpito così tanto, quel suo sorriso va ben oltre quello scatto e quel momento, puoi modificarne lo sfondo e quindi il contesto, puoi far passare anni e situazioni, eppure quel sorriso lì ci starà sempre bene.
Ci ho messo qualche secondo a capirlo, un breve ma lunghissimo attimo di stordimento, un tempo quasi sospeso che soltanto la felicità può riempire. Come infatti fa la mia di felicità, che è Lei. Lei che per prima cosa mi ha insegnato a scrivere d'amore in maiuscolo per poi diventare addirittura il carattere di ogni mio testo, ed il suo più profondo significato.
Quello stesso significato che sta dentro una storia che ha ormai origini lontane e che, come tutte le cose più belle, non è stata regalata, ma è stata bensì una conquista. Qualcosa di profondo che non può essere incrinato da nulla, tantomeno da quei quasi 700 chilometri di distanza o da quelli che possono dividere qualsiasi altro luogo della Terra dove potremmo finire per ritrovarci, nemmeno se di mezzo ci fossero mari da attraversare o montagne da scalare.
Il suo sorriso in quella foto è qualcosa di bellissimo per me, è quello di un grande amore che ha dentro tutte le risposte alle grandi domande della vita eppure non ne pronuncia nemmeno una, perché non sa scegliere da quale cominciare, perché non c’è poi nemmeno bisogno di darle quelle risposte, e soprattutto perché, per quanto sono grandiose, non esistono parole adatte per descriverle.
E mentre pensi a tutto questo ti arriva un’altra immagine, stavolta "scattata" solo nella tua testa in quanto proveniente da un futuro che però hai già tante volte immaginato, e quindi altrettanto nitida, che ti spiega meglio quello che tu non puoi spiegare: dei bimbi che si mettono a correre verso di Lei e Lei che li guarda, il modo dolcissimo in cui li guarda. Poi li abbraccia, prima uno, poi l’altro e quindi tutti assieme, perché gli affetti non si preferiscono, né si scelgono, ma semplicemente si amano, si proteggono e si stringono. Ovviamente forte, sempre ed in ogni momento possibile, tenendoli stretti stretti qui, quasi a dirgli "voi sarete per sempre qui".
E allora realizzi che può succederti di tutto, che davanti a te c'è tantissimo tempo che dovrà passare e nel quale potrai discutere, agitarti, emozionarti, gioire, abbatterti, rialzarti, possibilmente talvolta anche sognare, ma se arriverai a vedere con i tuoi occhi quello che per ora sta solo in questa meravigliosa immagine scolpita nella tua testa... allora sarà bellissimo, perchè quell’amore poi starà sempre lì, più grande e più forte di tutto.
Come quel suo incantevole sorriso ai piedi dell'albero dal quale non riesci a staccare gli occhi, come la sua presenza nella tua vita da cui ormai non puoi assolutamente prescindere.