martedì 25 settembre 2018

Giocattoli

Qualche giorno fa sul blog di Riccardo si parlava dei Mondiali di "Italia '90", le famose "notti magiche" sulle note del duo Nannini/Bennato e, casualmente, mi sono venuti in mente dei giocattoli, che si chiamavano "bomberini", con i quali da piccolo ho "inventato" un'infinità di partite di calcio sul pavimento della mia camera. Il più delle volte includendo assieme a loro, per arrivare a giocare 11 contro 11, anche qualche giocatore improvvisato tra un Power Ranger, un Cavaliere dello Zodiaco e affini.
E poi ho pensato subito alla canzone di Fabrizio Moro, credo molto poco nota, che trovate a fine post: un pezzo che affronta con straordinaria efficacia e delicatezza secondo me un tema come la crescita ricordando, appunto, i nostri giochi d'infanzia, all'epoca compagni inseparabili e oggi, invece, chiusi in qualche scatola polverosa riposta nel sottoscala o in soffitta, oppure smarriti chissà come e dove.
L'abbinamento è stato praticamente immediato ed automatico per due motivi: il primo beh, è che nell'ultimo periodo ho ascoltato tantissimo Moro, che scrive secondo me testi veramente belli e sa toccare nel profondo l'interiorità di chi si predispone nel modo giusto ad ascoltarlo. E' stato una bella sorpresa, per quanto alcuni pezzi "scuotano" veramente, anche troppo.
E il secondo, concretissimamente, è che ho realizzato che, come canta lui nel suo pezzo, quei "bomberini" si trovano proprio "chiusi in una scatola dove l'avevi messi tu", dove "tu" nel caso specifico sono "io".
Così, oltre a mettermi in testa di andare presto a recuperarla quella scatola, perchè mi è venuta un'incredibile voglia di riscoprire ciò che contiene, ho iniziato a pensare che, ed è proprio così, i giocattoli ci accompagnano per quell'iniziale, e fondamentale, tratto della nostra vita, ci stanno accanto nei momenti più felici come in quelli più bui, sono sempre lì, pronti per una nuova avventura a qualsiasi ora del giorno o della notte, senza stancarsi mai, senza avere mai di meglio da fare. Poi però, crescendo, finiscono improvvisamente ai margini.
E questo pensiero "dispiace", perchè per quanto sia naturale, inevitabile, direi anche giusto che le cose vadano in questo modo, che il percorso di ognuno di noi ci porti via da quel mondo lì... vedendola da un altro punto di vista è come rendersi conto di aver perso, per sempre, qualcosa.
Perchè avere a che fare con loro era la più libera espressione di una passione, era un gioco, un’occasione, un’avventura ogni giorno nuova, speciale. Un universo da colorare, una partenza quotidiana verso il mondo della fantasia, un viaggio da condividere con dei piccoli amici, tanti sogni da fare e storie sempre nuove da vivere e da inventare.
Può darsi che sia una visione "esagerata", ma secondo me è come se ai nostri giocattoli avessimo, all'epoca, affidato oltre al nostro cuore anche un pezzo del nostro destino. E certamente dentro di loro c'è tantissimo della nostra storia, di quello che eravamo e, probabilmente, molto di quello che siamo ancora oggi.
Per questo motivo pensare che nonostante ciò li abbiamo dimenticati, ammassati dove neanche ricordiamo... in una certa misura mi mette tristezza.

Voi che ne pensate? e quali erano i vostri giocattoli preferiti? oggi sapete dove si trovano? li avete custoditi gelosamente o persi nel percorso delle vostra vite?

Fatemi sapere, io comunque ho deciso che, prima o poi (perchè quella scatola so dove si trova ma è a circa una 60ina di km dalla mia abitazione attuale, quindi non immediatamente raggiungibile), una partitina con i "bomberini" (assieme a quanto di altro ritroverò là dentro, per arrivare a completare le due squadre, come tanti anni fa) me la rifaccio sicuramente... anche soltanto per il tempo di un sorriso :)


".. I giocattoli conoscono chi sei ma fanno finta di essere ciechi,
sotto la plastica hanno un cuore e una vita che non vedi.
Qualcuno muore, qualcuno invecchierà per sempre
e non lo troverai mai più,
dentro a una scatola dove l'avevi messo tu .."

Alla prossima!

24 commenti:

  1. Non conoscevo la canzone, ma è molto bella, come tutte quelle di Moro, effettivamente.
    In una puntata di Masha e Orso che guardo sempre con Lorenzo si affronta proprio il tema del tuo post.. E' triste pensare che i giocattoli vengano messi via quando non ci servono più.. Un po' come accade, troppe volte, anche con le persone.
    Io posso dirti che ho la cameretta di Lorenzo invasa di peluche MIEI e, in una vetrinetta, conservo anche delle Barbie. Certo, se avessi avuto una femminuccia sarebbe stato più semplice.. Adesso dovrò trovare un nuovo alloggio per i miei amici.. Ma di scatole non ne vedranno mai.
    Parola di Claudia!

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    1. Moro è molto bravo, io lo conoscevo pochissimo, poi visto quello che mi è capitato cercavo dei pezzi di un certo tipo e... ci sono "caduto dentro", scoprendo qualcosa che, almeno alla mia interiorià, colpisce dritto e forte.
      "Masha e Orso" li ho visti tramite la nipotina, bellissima, figlia della sorella di Paola: è abbastanza birbante sta Masha, povero quell'orso ^^
      Ed è vero, si può fare sicuramente questa somiglianza tra giocattoli e rapporti umani, anche se poi è bello pure pensare che qualcuno, di giocattolo così come di rapporto, non lo abbiamo mai messo via :)
      Bella, infine, l'idea che hai avuto di mettere i tuoi peluche nella stanza di tuo figlio: è un modo per dare, penso, "continuità", e per soprattutto creare tra voi due un rapporto ancora più forte, attraverso la condivisione di ricordi diversi legati, però, agli stessi oggetti :)

      Un saluto e buona giornata :)

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  2. Grazie per la citazione Mauri :)

    I bomberini sono mitici, come ti dicevo non ne ho mai avuto nessuno, ma su Topolino erano pubblicizzati ogni settimana :D. Le caricature dei calciatori erano fatte benissimo, alcune (De Napoli e Carnevale) sono veramente identiche all'originale (quella del Principe leggermente meno). Certo che Power Rangers e Cavalieri, vista la statura, erano dei bei rinforzi, ahhaha!

    Molto profonda, questa tua riflessione sui giocattoli. Mi hai ricordato una bellissima, dolce e anche triste storia di Topolino di fine anni '80, dove Minni ricordava proprio i tempi del gioco, fatto di giocattoli che prendevano vita per diventare dei personaggi veri e propri. E nel finale c'era un po' di malinconia, da parte di Minni, per quel mondo che non c'era più (ah, non si parlava di bambole...anzi..quindi al posto di Minni possiamo metterci un po' tutti).

    I miei giocattoli preferiti..sono partito da He-Man e i Masters, poi le Tartarughe Ninja, ma anche Micromachines e ovviamente Lego, Pirati (o meglio Gendarmi, perché li preferivo nettamente) e città (con particolare predilizione per la Polizia). Qualche tartaruga Ninja l'ho passata a mio nipote, le Micro Machines le ho ancora a casa e ci faccio giocare mio nipote quando viene su a trovarmi, gli altri li ho negli scatoloni ben chiusi tra cantina e soffitta.

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    1. Ciao Riky,
      per la citazione nessun problema, hai uno spazio che merita (meritava anche il precedente, in verità) e quindi mi fa piacere "mandarti" qualcuno, se posso :)
      Per i "bomberini" si, ne abbiamo già parlato: bellissimi, anche se Giannini non c'azzecca quasi per niente, al punto che alcuni dicono che quello sia Mancini ho visto su alcuni annunci "sballati" in giro... ^^ Carnevale e De Napoli si, pazzescamente simili, poi io avevo Tacconi pure, Vicini e diversi altri.
      Per i "rinforzi" beh... era una cosa tipo Space Jam, non avendone 22, mettevo in campo anche gli "alieni" ^^

      La storia tratta da Topolino non la conoscevo, sicuramente i fumetti anche riescono a toccare, nel modo giusto, argomenti delicati e particolari, e te li fanno "rimanere dentro", prova ne sia che, appunto, tu te ne stai ricordando oggi che è il 2018 ^^

      Bellissimi i tuoi giochi preferiti, avevo anche io He-Man (di mio fratello), ovviamente le Tartarughe Ninja anche in più versioni, le Micromachines con pure il camper, i Lego e i Pirati. Mi piacevano molto poi i Lego dei Cavalieri Medioevali, col cavallo, l'armatura... belli :)
      E sicuramente, se tuo nipote oggi ci gioca, come ho scritto nel messaggio sopra questo è una bella cosa, perchè è una forma di "continuità" tra te e lui, un modo per creare un legame ancora più forte dicendogli magari "lo sai che zio con questa tartaruga ha sconfitto i cattivi..."... :)

      Una buona giornata a te, grazie come sempre dei tuoi messaggi :)

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  3. Il bambino è destinato a crescere e vivere secondo l'età per diventare un uomo. Possibilmente responsabile e in grado di assumersi responsabilità.
    Ma quest'uomo non sarà mai ben fatto se non convive con l'innocenza di quel bambino che è sempre dentro il suo io e lo sarà fino alla morte.
    Ciao Maurizio.

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    1. Hai ragione Gus, se riuscissimo tutti a crescere non perdendo però di vista certi valori, certi "modi" di quando eravamo bambini, sarebbe penso un mondo più bello il nostro :)

      Un saluto a te, grazie del tuo messaggio e una buona giornata :)

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  4. Io ho ancora la maggior parte delle mie bambole e sono passati moooolti anni. Quello che spiace anche a me è che sono in un ripiano chiuso dell'armadio , tutte belle e in ordine ma sono lì dimenticate. Apro raramente quell'armadio, quando lo faccio, provo proprio un senso di dispiacere nel vederle li inutilizzate, nei loro bei vestiti. A volte penso di venderle magari a collezionisti o di regalarle ma mi spiace anche fare questo e , quindi, per ora restano lì... Saluti

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    1. Ciao Mirtillo :)
      Ho immaginato questo tuo armadio, ed effettivamente capisco, o credo di capire, quella sensazione che vivi quando ti trovi ad aprirlo. Come, pure, la difficoltà di pensare di separarti, a prescindere, da quella parte di te, appunto dando via quelle preziose (parlo soprattutto di un discorso affettivo, poi magari lo saranno anche materialmente, ma immagino sia inestimabile il valore affettivo) bambole.
      Insomma, come poi succede con un po' tutte le collezioni, conservarle credo sia un modo per comunque restare legati a quel mondo, a quella fase della nostra vita... e, direi, alla fine va bene così :)

      Un saluto, buona giornata :)

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  5. Ciao Maurizio, mi sei mancato.
    Come hai fatto anche in quel che scrivi in questo post (e non so se ne sei consapevole...forse no...) riesci a spiegare ed a penetrare argomenti e sentimenti che tutti abbiamo in modo semplicemente vero.
    Posso dirti che non ho ricordo chiaro dei giochi della mia infanzia. Mi divertivo con poco (passeggiate fuori tempo massimo, incontri con amici fuori orario, la neve improvvisa e le mie scivolate con assi di legno sulle collinetta vicino casa...) ma ricordo quanto mi divertissi nel vestire le bambole come la barbie, a volte le tagliavo e cucivo da sola, chissà che fine hanno fatto...persino con l'uncinetto, lavoravo abiti con l'uncinetto ed ero piccolissima...chissà che fine hanno fatto.
    Comunque tutti conserviamo qualche gioco dell'infanzia, che sia una trottola, un tamburello, una canna da pesca od una chitarra, una bici vecchio stampo od un paio di skate...
    Ed è bello a volte estrapolarli dai nostri ricordi come dalle nostre scatole ben conservate, per giocarci di nuovo in ricordo del tempo che fu. Baci ed abbracci.

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    1. Ciao Pia :)
      Intanto grazie, di nuovo, perchè ogni volta mi scrivi cose molto lusinghiere e belle e... non è che capita sempre questo, quindi mi rende felice pensare che ci sia chi, come te, mi apprezza in questo modo :)
      Belli i tuoi ricordi di infanzia, ho immaginato, visualizzato proprio, quelle tue passeggiate e incontri a tutte le ore (le facevo anch'io! e mi mancano tanto, in effetti..), poi i giochi sulla neve... tutto molto semplice, ma è nella semplicità che stanno le cose, le persone, i rapporti più autentici. Quello che, insomma, poi "resta" davvero dentro di noi.
      Simpatico poi il ricordo dell'uncinetto, è un qualcosa che ho visto spesso fare da mia nonna, mentre io giocavo a casa sua, faceva sciarpe, cappelli... quindi è un bel pensiero che mi hai portato alla mente, attraverso la tua esperieza :) E, credo, al giorno d'oggi è anche un'abilità rara saperlo lavorare l'uncinetto :)

      Comunque si, hai ragione, alla fine il bello dei giocattoli è forse proprio questo: anche "da grandi", anche se li abbiamo persi, smarriti, chiusi da qualche parte, ci basta ricordarli per tirar fuori, ancora una volta, un sorriso :)

      Un grande abbraccio :)

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    1. Si si, avevo capito, non pensavo infatti che tagliassi le bambole per poi rimetterle insieme ^^ è stato divertente però :)))

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  7. ciao!!
    ti ho commentato il post precedente.
    ti seguo

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    1. Ciao :)
      Si si, ho visto e risposto, ti ringrazio :)

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  8. Ti eri chiuso in una scatola anche tu, Mauri', figurete i bomberini..per fortuna le scatole si (ri)aprono... ed escono fuori sorprese, foto incredibili, lettere, giocattoli... noi.

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    1. Messa così (intendo l'essere chiusi "dentro una scatola") mi ricorda una canzonaccia di qualche anno fa di uno che, postumamente, ho anche scoperto piaceva a Paola... Mondomarcio... ma sappiamo bene, entrambi, che quella giovinetta ha gusti musicali quantomeno dubbi... ^^
      Ma a parte le scemenze, mi piace questa metafora che hai usato, e in effetti ci sta, rende l'idea... quindi adesso speriamo di rimanerne fuori, dalla scatola :)

      Buona giornata mitico Franco :)

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  9. (Sono buzzi sti cosi comunque).
    Si vede che io e te siamo fratello Sole e sorella Luna, tu Moro io Meta (insieme rotolandooo, solo se ti fidi di meee), però va bene anche così, anzi.

    Ogni volta che vedo i miei nipotini giocare soli mi chiedo "chissà a cosa stanno pensando, chissà che si dicono, cosa immaginano", ed in effetti me lo chiedo anche della mia versione più piccola; chissà che mondi pensavamo di creare nella nostra mente quando giocavamo con quegli oggettini. Peccato che non ce ne sia rimasta memoria adesso.

    Il mio giocattolo preferito era un pupazzetto, te lo dico perché magari non lo sai; ci passavo ore ed ore ed ore ed ore ed ore. Era il mio migliore amico e mi difendeva da tutto e tutti. Il mio Bobby, adesso non è più con me. Pensa quanto deve essere speciale chi adesso gli tiene compagnia se ho deciso di fargli fare questo trasferimento. L'idea è quella di aver fatto una promessa di chiusura del cerchio: ce l'avevo io da piccola, ora ce l'ha lui e poi lui lo darà a qualcun altro di piccolo ed io sarà là in quel momento.

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    1. Ovviamente non erano i miei giocattoli preferiti, e anche a livello estetico c'era di meglio. Però ricordo di averci giocato veramente tanto, alcuni me li regalò anche Massimo, che li teneva sotto il letto e zia, come sai, tende a voler buttare sempre tutto, quindi li presi io ^^ E insomma, ho ripensato a quei momenti specifici, ed è stato particolare :)
      Comunque sia si, da bambini avevamo quel disincanto, quell'innocenza, quella fantasia che cita proprio la canzone che ho proposto, e che oggi, giocoforza, "non sappiamo più dov'è". E' bello però, almeno, ricordarsene, e ritrovarla nei bimbi di oggi con cui abbiamo a che fare, penso a Sasi, Paolino, Lucia, che ancora sono pieni di queste caratteristiche, inventano giochi e storie praticamente con poco e niente... è piacevole pensare che, almeno attraverso di loro, stando un pochino con loro, riusciamo magari a rientrare, per un attimo e dalla porta di servizio, dentro quel mondo di fantasia. E poi beh, speriamo, nel nostro caso specifico, di poterlo fare non solo attraverso di loro, nel tempo che verrà... :-*
      Bobby lo conosco bene, è sempre con me da quando me lo hai "prestato", e l'ho apprezzato tanto, come già ti dissi. Sarà bello quando potrai ri-appropriartene a tempo pieno, effettivamente si, sarà la chiusura di un cerchio e, direi, l'inizio di qualcosa di incredibilmente importante, e sicuramente bellissimo. E poi, come hai ben detto, probabilmente si potrà "passare" a qualcun'altro che gli vorrà altrettanto bene, e che ti darà modo, anche a te, di tornare a giocarci costantemente... non vedo l'ora che questo accada... :-*

      Ti amo tanto, penso sempre a queste cose meravigliose e... le desidero veramente con tutto il mio cuore. E so che, adesso, non possono, non devono essere lontane :)

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  10. Di bomberini ne avevo due o tre, ma come tutti gli altri giocattoli nessuno è poi rimasto, tuttavia di molti ne ho conservati i bei ricordi ;)

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    1. Alla fine la cosa principale, credo, sono proprio quelli, i ricordi belli che, al di là dell'oggetto in se, rimangono sempre. Però certo, ritrovarsi tra le mani quel giocattolo, quella macchinina, proprio a livello di contatto diretto, credo che riesca a trasmetterci con ancora con più forza quei ricordi :)

      Un saluto :)

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  11. Praticamente Moro ha scritto una canzone su Toy Story XD
    Beh, molto bello il tuo ricordo: fantasia, giocattoli mischiati, divertimento.
    I miei giocattoli preferiti? Lego e Masters, assolutamente^^

    Moz-

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    1. Ahaha, beh, non solo su Toy Story, dai :) E, tra l'altro, ho scoperto che fa diversi riferimenti ai giocattoli anche in altri suoi brani, si vede che è un tema a lui caro.
      Bellissimi i Lego, come detto qui e là, sono stati anche una mia grande passione, all'epoca, in particolare quelli del Medioevo :)

      Buon pomeriggio e serata :)

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  12. Ma guarda cosa sei riuscito a tirar fuori da un giocattolo, sei incredibile! Comunque nel tuo caso con la grande Anima che hai i giocattoli non sono dimenticati, ma in attesa di essere ripresi in mano.
    Buon inizio settimana Maurizio!

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    1. Ciao Sciarada,
      sei come sempre molto gentile nei miei confronti, ti ringrazio :)
      Alla fine il post è nato veramente "così", come si dice, e come poi nascono tutti i miei pezzi, da una cosa si finisce sempre a un'altra... ma è bello pensare che sia un qualcosa che chi passa di qui riesca ad apprezzare :)

      Buon fine settimana! :)

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